Aldo Giannuli

Sami Al Maradni

Sami Al Maradni, classe 1990, laureato in Scienze Internazionali e Istituzioni Europee all’Università degli Studi di Milano. Da Aprile 2018 collabora con Aldo Giannuli unendosi al team di Osservatorio Globalizzazione; i suoi campi di ricerca e analisi sono MENA (Focus Siria), Politica Interna e Intelligence.

Commenti (3)

  • Gaz

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    Semplice. Le vecchie volpi del Cremlino stanno portando a passeggio le colombe Trumpiane, innalzando il prezzo della contropartita da ottenere per il ritiro americano, minimizzando la partita passiva con gli USA e Israele. L’abbraccio con l’Arabia&friends non pare essere molto gradito a Washington … e Israele è in grado di badare da “solo” all’Iran.
    Erdogan è stato mandato avanti, lasciando gli altri in un cono d’ombra.
    La strategia russa è chiara: (far) sfilare uno ad uno gli attori presenti e, possibilmente, essere persino richiesti di occuparne il posto.
    Non occorre essere bravi per sapere che tra poco sentiremo cantare il Gallo .. cedrone. Non chiedetemi quante volte.
    Proverà a tirare fuori qualcosa di inesistente dal cilindro. Forse proverà ad allearsi col diavolo, pretendone l’esclusiva, perchè se lo fanno gli altri è cosa brutta e ingiusta, mentre solo per lui è cosa buona e giusta. Proverà forse a replicare in sedicesimo l’accordo Sykes-Picot , ma questa volta non c’è un’Italia da prendere in giro. Assad figlio ha già pronunciato molti No. Uno in più non gli costerebbe troppo.
    Più semplicemente i Turchi, – sempre loro sotto i riflettori- agiranno sulla Germania, vaso di coccio tra vasi di ferro, per “convicere” Macron a ritornare a casa. Si avrebbe un attore in meno.
    Certo, se la Farnesina non fosse sede vacante da lunghi anni … sarebbe (stata) tutt’altra storia.

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  • Gaz

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    In altri termini, il futuribile “baratto” russo-americano tende a ripristinare lo status quo ante nell’intera regione. In fin dei conti potrebbe essere la soluzione di compromesso accettata/bile da (quasi) tutti.
    Gli scontenti -se tali voglionore- stareci proveranno un’altra volta, .

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  • Gaz

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    O.t. .. ma non tanto.
    Di Maio, immischiandosi negli affari interni della Francia, offre ai gilet gialli la piattaforma Rousseau per coordinarsi. Non è un buon motivo essere stati definti “lebbra” da Macron per commettere lo stesso errore.
    Macron fa rispondere a muso duro e per sovrappiù, come ritorsione, fa passare l’accordo naval-militare ex Stx-Fincantieri, attraverso le Forche Caudine della Commissione, grazie alle per nulla indipendenti autorità anti trust tedesca e francese, avendo pure la faccia tosta di dire che non è una ritorsione.
    Tralascindo gli aspetti diplomatici, interni ed internazionali della vicenda, c’è da chiedere a Di Maio di non occuparsi di esteri.
    Se almeno avesse imparato la metà delle cose dai francesi …
    Se almeno sapesse gestire e sfruttare a vantaggio dell’Italia il venir meno della parola francese … sia pur in modo tarfesco …
    Non ricordo chi fu che disse che il Di Maio impara presto …

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