Aldo Giannuli
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Commenti (17)

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    davide

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    è anche vero che dopo l’uragano:la calma.Magari il nostro destino è quello di andar in contro al più grande casino giudiziario e monetario,dalle macerie poi…Mah!
    Tra l’altro questa Europa non è sopportata e supportata dalla stragrande maggioranza dei cittadini dei diversi stati.Pochissimi e per ragioni di loro guadagno han fatto di tutto per unire,quello che stava benissimo diviso
    Le fantomatiche radici comuni europee sono la peggior fandonia storica dopo le accuse a Stalin!^_^
    Cosa abbiamo in comune noi italiani con gli svedesi?Nulla.Solo una moneta traballante ci tiene più o meno uniti
    Insomma è chiaro che necessita un grande patatrac,’na apocalisse che noi stessi abbiamo costruito e alimentato.E per finire in allegria:ricordati che devi morire!^_^

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    Massimo

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    Bisogna ricordare che nel 1996-1998 tutti i partiti italiani erano favorevoli all’ ingresso dell’ Italia nell’ Euro : tutti tranne la Lega Nord.

    D’ accordo , ma la Lega Nord è fatta da deficenti….dicevano più o meno tutti.

    Guarda caso però la proposta di un Euro forte ed un Euro debole era proprio del Ministro Giancarlo Pagliarini, leghista.

    Proposta che oggi viene tirata fuori dai politici intelligenti che dieci anni fa l’ avevano derisa.

    Il popolo è stato convinto della bontà dell’ Europa unita con programmi televisivi da Giochi senza frontiere a ” Europa Europa ” con Fabrizio Frizzi a ” I giovani incontrano l’ Europa ” e via delirando.

    La gente è stata convinta che ” entrare in Europa ” fosse una bella gita scolastica ,un poco come entrare a Disneyland : ora l’ Europa , questo Whalalla dei coglioni ,ha mostrato il suo vero volto.

    Tante stelle sulla bandiera e…..in mezzo il nulla.

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    Forzutino

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    A dire il vero la Lega non era contraria all’euro, ma scommise sull’impossibilità italiana di rientrare nei parametri, cosa che a loro avviso avrebbe provocato un terremoto tale da causare la secessione del Nord (che per loro rientrava a pieno nei parametri). Bossi & soci lanciarono non a caso l’idea “secessione”, ma non compresero che i parametri, come ha scritto giustamente Aldo, non erano rigidi ma praticamente decorativi, e che il nostro ingresso fu una scelta non di carattere economico ma politico/massonica. Detto questo, dalle grosse crisi o se ne esce con più forza o non se ne esce. Di buono quando si trova un bivio c’è questo, solo che la ricetta per uscire mi pare tutto meno che gradevole per ‘le masse’, mentre sembra esserlo assai di più per le banche.

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    vince dean

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    Mi permetta di andare leggermente fuori tema,ma sempre di economia tratta.
    Una persona,da me intervistata in primavera e che negli anni 70 ha fatto parte di una “batteria” dedita a rapine e sequestri,mi disse:
    “Nello stato debbono esistere sia gli affari “leciti” che quelli “illeciti”. Entrambi sono fondamentali per l’economia del Paese”.
    Non capivo cosa intendesse dire,poi scorrendo le voci utilizzate per il calcolo del PIL,sono sbiancato.
    Tra queste figurano sia il commercio di droga che gli introiti derivanti dalla prostituzione.
    Il denaro che proviene da questi traffici rende la nostra nazione più ricca.
    Le chiedo,è veramente così?
    Se la mafia dovesse essere sgominata,noi diventeremo veramente più poveri di 7 punti di PIL (130 miliardi)?
    Se così fosse,allora sarebbe ovvio che lo stato,non potendo prescindere da questa ricchezza,e al tempo stesso non potendo commerciare ufficialmente e direttamente in droga e prostituzione, si appoggi alle organizzazioni criminali e mafiose.
    Sotto questa luce risulterebbe persino banale chiedersi perchè una persona come Ganzer dirige ancora oggi l’Arma dei carabinieri.

    Distinti saluti
    vince dean

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    • aldogiannuli

      aldogiannuli

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      il Pil include ogni spesa dello Stato, delle imprese, dei privati… per cui la Mafia e le organizzazioni criminali in generale ci riwentrano pienamente. Questo non vuol dire che (come sosteneva interessatamente il suo interlocutore) che questa voce del Pil debba necessariamente esistere, o non la si possa almeno ridurre: in fondo anche il cancro concorre alla formazione del Pil per via delle cure necessarie a curarlo, ma noi, con la prevenzione cerchiamo di evitarlo e non mi pare che l’economia ne soffra se l’incidenza dei tumori scenda dal 3 allo 03% dell’incidenza ttuale, non le pare?

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    Rosario

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    Il vecchio “serpentone monetario” ovvero il taaso di cambio dell’ECU era senza dubbio più flessibile (e indubbiamente vantaggioso per le nostre svalutazioni competitive). Dopo l’unificazione della Germania tutti i Paesi europei si sono arrangiati per trovare qualche vincolo che incatenasse una nazione così potente ed evocativa. Il Regno Unito ha rinforzato l’alleanza con gli USA, la Francia ha stretto un patto economico con la Germania e per gli altri è rimasto l’Euro. Solo che il concambio con il marco tedesco è stato fatale per la nostra economia. Adesso proporre il ritorno alle vecchie valute mi sembra inquietante, considerati i nuovi equilibri economici e geopolitici. L’Europa potrebbe diventare solo un ammasso di inifluenti nazioni di medio piccole dimensioni con scarsa valenza economica (della politica lo siamo già). L’Euro potrebbe davvero diventare una valuta di scambio di beni e servizi internazionale alternativa al dollaro. Solo bisognerebbe fare uno sforzo d’integrazione fiscale ed economica in più.

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    paola f

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    Le aspettative della gente comune sull’Europa unita si sono scontrate con la realtà di una democrazia europea nata malata e governata di fatto dai banchieri. Abbiamo lasciato spazio ai banchieri di realizzare il loro progetto. Siamo ancora in tempo a dar vita ad una grande nazione dove i portoghesi come i francesi e rumeni si sentano tutti fratelli uniti da una democrazia giusta? In un’epoca di crisi dove le democrazie escono tutte meno forti, riuscirà l’Europa ad unirsi per salvare l’euro?

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    mic

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    Solo una vera armonizzazione dei sistemi fiscali e un vero governo dell’economia potrebbero dare la svolta.
    Io, sinceramente, ho lungamente sperato che l’adozione della moneta unica potesse trascinare con sé anche la vera unione dei paesi europei.
    Quando anche in questo blog leggo frasi del tipo “cosa abbiamo noi in comune con gli svedesi?”, la mia risposta è “purtroppo niente”; con ciò non sto automaticamente dicendo che gli svedesi sono meglio di noi, sto soltando pensando che la mescolanza dei popoli, delle idee, la conoscenza delle tradizioni di ciascuno, può aiutare a superare i difetti che ogni nazione porta con sé. Una ragazza norvegese che conoscevo mi diceva che aveva scelto di vivere in Italia perchè lassù la depressione era uno stile di vita. Bene. Allora contagiamo i popoli nordici col nostro solare sorriso, ma impariamo da loro, per esempio, il grande rispetto per la natura e l’ambiente.
    Faccio proposte semplici, mi rendo conto, mi sento un po’ come “L’Idiota” di Dostoevskji, ma un minino di sguardo infantile sulle vicende del mondo, ogni tanto, ci salverebbe dalle beghe e dalla rabbia di tutti contro tutti.

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    sandro

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    Ciao Aldo,
    prima di tutto grazie per il Tuo lavoro.

    È difficile in questo periodo leggere cose sensate.

    Sto leggendo il Tuo “2012 – La Grande Crisi”.

    Sono arrivato alla parte dove parli della Grecia fai riferimento alla problematica sugli armamenti, sul rapporto fra popolazione e dipendenti pubblici, sulle forze armate greche, sulle pressioni di Francia e Germania all’acquisto di armamenti come condizione per concedere crediti che poi serviranno per (non?) pagare quegli armamenti.

    Credo che in questa fase storica, dove ci stiamo molto probabilmente avviando a un default globale (“globale” nel senso di “mondiale” e anche nel senso di complessivo, totale) dalle conseguenze inimmaginabili (perché non ci sono alternative che si delineano all’orizzonte) sarebbe molto importante e utile approfondire e informare l’opinione pubblica su quanto – indipendentemente dalle ovvie perdite e sofferenze umane – l’industria degli armamenti e le guerre abbiano inciso e stiano incidendo sulle crisi in corso (la guerra in Afghanista da parte della Russia Sovietica fu una delle cause principali del crollo dell’Unione Sovietica). Credo, mi permetto di suggerire, che sarebbe utile per esempio informare l’opinione pubblica su quanto le guerre (Afghanistan Irak, ecc) e l’industria militare abbiano inciso e stiano incidendo sulla crisi economica statunitense (al di là dei mutui subprime e dei prodotti finanziari virtuali). Credo che per costruire nuove prospettive dopo il default globale sia necessario informare e sensibilizzare (senza moralismi da oratorio, ma con con calcoli pragmatici e cifre) su quanto l’industria militare e le guerre contribuiscano a bruciare energie e risorse umane, naturali ed economiche. Potresti scriverci un libro al riguardo 🙂 ? Grazie per l’attenzione.

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    basckerville

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    non credo sia un problema di convenienza piuttosto un destino segnato la fine dell’euro così come lo conosciamo oggi

    dopo una fase di illusione di ricchezza dei paesi meridionali d’europa garantita dalla germania e voluta dalla classe polititca e burocratica con a capo la francia, siamo giunti finalemnte al capolinea la moneta unica è una truffa ai danni del cittadino e ai danni della libertà individuale

    l’euro è un mostro artificiale creato in laboratorio da statalisti in pectore che predicano la superiorità della pianificazione sociale con il solo scopo di mantenere il loro potere parassitario e i loro privilegi

    come possono economie differenti regolate in maniera diversa, civilistica e fiscale, pensare di poter avere una moneta unica? la moneta non è un giocattolo in mano a degli incompetenti che la stampano a piacere ma una unità di scambio univoca riconosciuta da tutti e al contempo una riserva di valore deteminata dalla ricchezza sottostante dell’eocnomia dello stato cui essa afferisce, e questo senza voler arrivare ad aderire completamente al pensiero economico austriaco

    senza andare troppo oltre la domanda dell’articolo articolo la risposta è: non solo se conviene ma di sicuro è giusto eticamente che ognuno paghi il suo pasto e che nessuno mangi a spese deglia ltri per tanto chi non sa gestire il proprio paese e non è in grado di creare ricchezza non può pensare di avere una moneta forte alle spalle di germania olanda e forse francia,

    a convenire conviene non fosse altro perchè finalmente finisce questa illusione di forte portere di acqusto dato da una economia apparentemente senza inflazioen creato dall’avere adottato una logica monetaria basata sul marco a cui i piigs non sono culturalmente abituati, e che come conseguenza comporta il fatto che si vada ulteriormente in deflazione bloccado ulteriormente l’economia per la certezza che la moneta di oggi varrà meno di domani,

    sarei curioso di vedere cosa succederebe se gli stati pigs tornassero alle loro valute, siamo sicuri che conetinuerebbero a non spendere come fanno oggi perchè certi di avere una moneta forte che mantiene il valore nel tempo?

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    Roki73

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    una moneta unica senza governo politico unico dell’europa serve solo a dare potere alle tecnocrazie

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    Roki73

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    e agli attacchi della speculazione internazionale

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    Caio

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    Sul perchè sia stato fatto l’Euro senza Stati Uniti d’Europa si è espresso il (dimenticato?) Paolo Barnard: andate a cercarvi su internet il suo saggio scaricabile, “Il più grande crimine”, e capirete.
    E chiediamoci: chi favorisce tale situazione? Una risposta qui http://www.youtube.com/watch?v=aC19fEqR5bA&feature=player_embedded
    E ricordiamoci: la “sinistra”, in Italia, ha fatto danni ben maggiori di quelli dell’impresentabile “B.”.

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    gaspari deliana

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    essere contrari all’euro vuol dire che UN CAFFE lo devo pagare 0,50
    e con questo ho detto tutto
    se in questi dieci anni si è fatto il contrario vuol dire che l’euro non esiste ma è una USURA nei confronti di chi lo stipendio e la pensione non sono raddoppiate come tutti gli altri prezzi.
    è difficile da capire?

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    gaspari deliana

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    non mi si dica che si vogliono penalizzare le pensioni già alla fame, per non considerare i danni micidiali dell’EURO, dove tutti possono fare il loro prezzo, dalle case. agli alimentari..
    il dipendente è stato il più preso in giro anche perchè gli stipendi e le pensioni sono già state dimezzate , ma tutti gli altri fattori assolutamente no.
    non esiste un partito politico, o un misero sindacato che sappia aprire bocca in merito?

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