Aldo Giannuli
Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

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Commenti (12)

  • Silvio

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    La decadenza avviene quando gli erasmiani diventano sostenitori della Controriforma, i garibaldini si fanno monarchici, i socialisti rivoluzionari si fanno fascisti, gli stalinisti diventano piddini e i trotskisti grillini.

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  • Paolo Federico

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    La lista Tsipras sta bene alla Merkel, il M5S no: la differenza è tutta qui.
    Quando ero ragazzo c’era sempre un sessantottino più puro degli altri pronto a vedere tradimenti ovunque: trovavo più ragionevoli, spesso, i fascisti con cui parlavo.
    Riguardo l’articolo, trovo analogie stupefacienti con quanto stiamo vivendo oggi.
    E’ proprio vero:niente di nuovo sotto il sole.

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    • aldogiannuli

      aldogiannuli

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      Paolo Federico: il M5s sta bene alla Merkel? SIcuro?

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  • Mario Vitale

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    Sono un appassionato della storia d’Italia del periodo, anche se di questo periodo il mio preferito è il quattrocento. Comunque, essendo la mia professione quella dell’ingegnere, la mia è una conoscenza superficiale, non da esperto, Cionondimeno, ritengo si possa affermare senza alcun dubbio un fatto importantisssimo: se nel quattrocento i signori d’Italia si fossero trovati d’accordo, invece di lottare costantemente l’uno contro l’altro, si sarebbe potuto realizzare l’unità d’europa vagheggiata da Federico II; basti pensare che al tempo di Castruccio Castracani la sola Firenze (che non era ancora il Granducato di Toscana, ma comprendeva le province di Firenze, Siena e Pistoia, al massimo anche Pisa) aveva un PIL pari all’intera Inghilterra (che allora non comprendeva Scozia e Galles, però… sempre di un’intera nazione si trattava). Provate pertanto a pensare cosa avrebbe potuto fare un’alleanza fra Milano, Venezia, Genova, Firenze, Roma e Napoli: si potevano comprare tutti i mercenari disponibili, fra l’altro molti di buon livello liberati dalla guerra dei cent’anni, per creare un esercito talmente potente da schiacciare le nascenti monarchie europee. Fantapolitica, s’intende. Però rende l’idea di cos’era l’Italia dell’epoca, dove un signorotto come il Della Scala, che comandava su Verona e Vicenza, poteva fronteggiare i Visconti di Milano e tenerli in apprensione, anche se, va detto, i Visconti erano contemporaneamente impegnati a fronteggiare il ben più grave pericolo costituito da Venezia. Va da se che una nazione fortissima, come era potenzialmente l’Italia del tempo, divisa al suo interno non poteva sperare di andare molto lontano. Non so certo dire quando sia iniziato il declino dell’Italia, però già a Fornovo all’inizio del ‘500 si poteva ottenere una grande vittoria contro una nascente monarchia, invece siamo riusciti solo a baloccarci con un giornaletto porno ante litteram di Carlo VIII. E il fatto di aver contribuito alla nascita del mito del cavaliere senza macchia e senza paura non può essere considerato una scusante…

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  • marcom

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    caro professore,
    un post bellissimo. Non so se gramsci abbia letto l’opera di Sismondi, ma sembrerebbe di si’, posto che il suo concetto di nazional-popolare si inserisce, mi sembra, molto bene nella linea di ragionamento dell’economista svizzero. E che ci riporta al problema sociologico strutturale del nostro paese, ossia l’odio e il disprezzo viscerali che le elite italiane nutrono nei confronti del popolo italiano; odio e disprezzo che li hanno portati, nei secoli, a infliggere ogni crudelta’ al popolo per scaricare la loro frustrazione di non essere nati in “paesi seri”, ieri la Francia oggi quelli anglosassoni. Paesi seri che, beninteso, conoscono solo per sentito dire, e di cui hanno una visione grottescamente provinciale, un po’ come la visione degli Usa di un Pannella, per esempio. Poi ci sono gli odiatori da esportazione, che invece all’estero ci sono andati davvero e ci hanno persino “fatto fortuna”, come Alesina o Zingales, e che scaricano su di noi ancor piu’ livore, e con ancora maggior violenza. E siccome le elezioni si avvicinano, sara’ bene tener presente gli ammonimenti della storia, e cercare di dare un voto nazional-popolare, per evitare di essere, ancora una volta, inconsapevolmente complici di chi ci odia e disprezza, e porta acqua al mulino del razzismo anti-italiano cosi’ diffuso dalle parti di Bruxelles, Francoforte e Berlino…

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  • Tenerone Dolcissimo

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    Mi sembra di aver capito che Paolo Federico abbia detto il contrario e cioè che il M5S NON stia bene alla Merkel.
    In questo posso concordare: il M5S non si propone di buttare giuù tutto e “fuggire” da euro ed europa, ma di rinegoziare a brutto muso a differenza degli ectoplasmi che finora si sono confrontati col socio di maggioranza alemanno.
    Questo penso provocherebbe qualche mar de panza a tale socio, molto più dei “fuggitivi” che sono più gestibili, sotto molti punti di vista.
    Si dirà che queste sono le promesse del M5S, ma finora il M5S le promesse le ha sempre mantenute.

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  • Paolo Federico

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    Professore veramente mi sembrava di aver asserito il contrario.

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  • Silvio

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    Scusi il ritardo professore. Era una battuta che penso contenga una verità. Tommaso Moro, Giovanni Morone, Reginald Pole a un certo punto della loro vita si misero a bruciare eretici. Adesso per fortuna ( o per il momento) non siamo a questi estremi. Credo però che l’infatuazione degli intellettuali di sinistra per Renzi e Grillo sia indice di una perdita di contatto con la realtà dei fatti e con la loro storia che non lascia ben sperare sull’avvenire del paese. Quando le elite culturali danno credito a dei chiari fenomeni di marketing politico – elettorale (i cui veri obiettivi restano oltre tutto misteriosi) c’è poco da stare allegri. Vorrei poi chiederle (non posto nell’ultimo articolo perchè non intendo fare il provocatore e se lo sono invece stato non abbia remore a non pubblicarmi). Una volta usciti dall’euro, ê così sicuro che l’Italia riotterrà la sua sovranità monetaria? Io tenderei a credere il contrario. L’Italia ha perso la sua sovranità monetaria almeno dal 1942, con la sconfitta nella guerra di Grecia ed in Africa. L’uscita dall’euro non provocherebbe probabilmente il cataclisma descritto dagli economisti di regime. Determinerebbe soltanto una dipendenza economica e politica ancora più pesante nei confronti della Germania e, soprattutto, degli USA. Qui in Veneto si fa strada (anche se , credo, meno di quanto sembra) la convinzione che, uscendo dall’EURO, si ritornerà ai bei tempi delle svalutazioni competitive che riempivano di miliardi i piccoli imprenditori, lasciando le briciole agli altri. Penso che alimentare questa illusione sia irresponsabile. Non siamo negli anni ottanta e novanta, i centri economici si sono spostati altrove, l’Italia è sempre più marginale nell’economia mondiale, l’URSS non esiste più e non esiste nemmeno il PCI per cui nessuno ha interesse a dare le brioche al popolo per tenerlo buono e tranquillo; nel silenzio di tutti sta per essere stipulato un trattato di libero scambio col Nordamerica, l’occidente si sta lanciando in una nuova folle guerra (mi auguro e spero perdente) con la Russia. E in queste condizioni noi usciremo dall’Euro? Per imitare chi? I paesi baltici e la Polonia, il cui decantato successo consiste nel fornire manodopera a basso costo per l’industria tedesca e nell’ordire provocazioni contro la Russia?

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  • SantiNumi

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    @Silvio

    Ma si può sapere che cavolo scrivi?

    Se non capisce un’emerita di macro può essere saggio evitare di esporsi al pubblico ludibrio.

    Non sai nulla di politiche monetarie, non sai nulla dell’economia e della sociologia delle PMI, non sai nulla di economia internazionale, non sai nulla di nulla… ma prima di scrivere, perché non leggi pubblicazioni scientifiche in merito?

    @Professore

    Complimenti al prof. Baldocchi, una perla.

    Purtroppo da rabbrividire…

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  • Silvio

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    Mi scusi, professor SantiNumi, signor sociologo, economista , esperto di politica estera, nonchè noto storico del Rinascimento. Mi inchino di fronte alla sua dottrina infusa ed alle sue certezze. Noto soltanto che tra le tante sue letture mancano unicamente due libri: la grammatica ed il vocabolario della lingua italiana. In ogni caso, non ė mai troppo tardi.

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