Aldo Giannuli
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Commenti (14)

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    Fabio Forgione

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    Ottimo e puntuale (come sempre), aggiungerei che quest’idea sembra una gemmazione del generale disegno amendoliano di alleanza con le forze più avanzate del Paese. I risultati a questo punto sono sotto gli occhi di tutti, con il “mostro di Firenze” saldamente al governo e prossimo ad occupare tutte le istituzioni. Personalmente penso che tutto sia perduto per questo Paese.

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      Gherardo Maffei

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      Forgione lungi da me difendere Renzi, ma ti rammento il fatto che l’unico e vero “mostro di Firenze” stando alle toghe toscane che lo hanno condannato, tra cui spiccava il solerte indagatore di “trame e piste nere” Pier Luigi Vigna, fu l’ex partigiano Pietro Pacciani.Concludo con questa mia notizia volutamente provocatoria, chiedendoti se avesse avuto dei trascorsi “repubblichini” anziché “resistenziali”, credi che il fatto sarebbe stato ignorato da tutti come è avvenuto per Pacciani?

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    Leopoldo

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    Gentile prof. Giannuli, se non mi sbaglio, la sinistra non stimò mai da vivo Falcone. Anzi,
    quando ne ebbe l’occasione cercò sempre di ostacolarne il lavoro e in alcuni casi di sabotarne la carriera. Il peccato originale di Falcone fu quello di aver disinnescato la trappola giudiziaria orchestrata contro Andreotti e di aver cooperato con partiti quali la DC e il PSI.
    Distinti saluti
    Leopoldo

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    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      non è esatto: la sinistra sostenne Falcone nel “processone”, poi ne fu delusa per la sua decisione di andare a lavorare cn Martelli al Ministero di Grazia e Giustizia, ipotizzando (erratamente) un suo passaggio in campo socialista. In realtà Falcone era un magistrato che non manifestò mai alcuna intenzione di passare alla politica. Però, va detto, che anche nel momento della delusione c’era sempre molto rispetto nei suoi confronti e non mi pare che si possa parlare di un ostacolo alla sua azione.

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        Leopoldo

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        Forse sono in errore, però ritengo che il Pci e la sinistra in generale non abbiano mai digerito quello che fece Falcone nell’89: disinnescò la trappola del pentito Pellegrino, che su istruzione di Izzo accusava indirettamente Lima di essere il mandante dell’omicidio Mattarella, ritardando così di qualche anno il cambio di regime. Questo causò non pochi problemi a Falcone. Infatti quando Caponnetto andò in pensione sembrava logico che a succedergli alla guida dell’Ufficio Istruzione di Palermo fosse lo stesso Falcone, ma non fu così. Determinati per l’affossamento della sua candidatura furono i voti di alcuni magistrati eletti nelle liste di Magistratura Democratica. Verrà pian piano isolato e le volte che tenterà di candidarsi ad Alto commissario per la lotta antimafia o al CSM sarà stroncato senza appello. La stessa Bocassini poco dopo la sua morte ebbe modo di dichiarare che fu isolato, in special modo dalla corrente di Magistratura Democratica, e trattato come un nemico politico.
        Cordiali saluti

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        • Aldo Giannuli

          Aldo Giannuli

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          Md è una cosa un po’ particolare e le beghe fra magistrati sono del tutto indipendenti dagli umori dell’opimione pibblica di sinistra ed anche dai suoi partiti

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    gianni

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    Mi permetto di avanzare qualche perplessità su questa analisi, che poteva essere valida fino a 10-15 anni fa. La sinistra, ancor prima di Renzi, aveva assunto posizioni assai critiche sul ruolo della magistratura, e Violante su questo tema si è spesso trovato d’accordo con Forza Italia. Con Renzi, assistiamo ad una vera e propria campagna contro tutto il personale pubblico, e in particolare contro magistrati e dirigenti statali. La legge sulla responsabilità civile e il demagogico taglio delle ferie ne sono esempi concreti e lampanti. In realtà, l’inefficienza della giustizia civile nasce, in primo luogo, dal fatto che l’Italia registra un contenzioso nettamente superiore a quello dei principali paesi europei, in virtù di un sistema normativo e culturale che lo incoraggia. In più, i continui tagli alle risorse apportati negli ultimi anni comportano una riduzione ed un depauperamento qualitativo del personale amministrativo, nonché gravi carenze nelle dotazioni tecnologiche e strutturali. Poi certo c’è una percentuale di magistrati “fannulloni”, come in tutte le categorie, ma non è questa la ragione principale della inefficienza e dei tempi della giustizia. Il punto è che Renzi e il Pd hanno dichiarato guerra al personale pubblico, e i magistrati sono il loro principale nemico, proprio perché il potere giudiziario è il solo che ancora può creare qualche problema al “partito della nazione”, visto che ormai Parlamento, stampa e opinione pubblica sono totalmente asserviti.

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    Luca Pagano

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    Trovo l’intervento condivisibile in buona parte, ma non mi convince l’idea che sia solo la politica a dover contrastare mafia, corruzione e terrorismo. Negare che la magistratura possa fornire un contributo importante mi sembra altrettanto unilaterale quanto sostenere che se ne debbano occupare solo i giudici: anzi direi che tra le due categorie (politici e magistrati) i più carenti siano stati senz’altro i primi. Per contribuire a questa lotta servirebbe invece uno sforzo collettivo, fatto da associazioni, insegnanti, imprenditori, singole coscienze dei cittadini, in grado di fare pressione e mobilitare anche la politica. Aspettarsi qualcosa dai politici in senso stretto mi sembra poco plausibile.

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    cinico senese

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    Da giustizialista concordo. Appoggiavamo mani pulite perché erano gli unici che erano riusciti a toccare i mammasantissimi del potere, finalmente! altro che quelle cakke dei politici di sinistra: il pool mani pulite diceva: la legge è uguale per tutti, e faceva pure: li mandava in galera ai potenti e ai ricchi. A bilancio, dopo 15 anni, la conclusione è che non è cambiato nulla, i delinquenti sono sempre ai loro posti o hanno messo i loro figli, piano piano la magistratura sta ritornando al suo ruolo: difendere il potere e i ricchi, condannare i pezzenti. Li stanno assolvendo tutti! non c’è n’è uno che si faccia 1 giorno di galera o almeno risarcisca i danni: eppure rubano a tutta gallara! Quando un giudice dice in nome del popolo italiano che Scaloja ha ragione a dire che non ha colpa se gli regalano la casa a sua insaputa, …ho detto tutto.
    Ci eravamo illusi che passasse da loro il cambiamento, e poi da lì iniziasse uno spirito nuovo nel popolo. Illusioni. Come sempre è stato, sarà: la magistratura è un addentellato del potere al governo. Beato chi crede nella giustizia, perché resterà giustiziato. Bene così, almeno sappiamo che siamo soli.

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    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      e tutto questo non ti dà nessun sospetto?

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    Flora

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    Una precisazione: il PCI cambiò linea verso i magistrati nella lotta al terrorismo non tanto perchè voleva difendere le vittime, ma poichè alla componente PCI della magistratura furono affidate tutte le inchieste contro il terrorismo,Caselli,Vigna,Spataro….

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    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      non è che le inchieste sul terrorismo siano state affidate ai magistrati più vicini al Pci, quanto il fatto che i magistrati di area moderata letteralmente fuggirono dalle procure per timore delle Br, mentre quelli “Pci” restarono , peraltro potendosi giovare del discreto appoggio del partito. Ed è da allora che l’ala di sinistra della magistratura ha iniziato ad avere un peso nella magistratura penale che prima non aveva assolutamente

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    mirko g. s.

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    Io sarei molto cauto nel giudicare bene mani pulite… un gran casino ma in galera ci è finito solo cusani ed un altro paio di pesci piccoli.

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    Vox populi

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    Caro professore Giannuli,
    le riporto ciò che da decenni si dice negli ambienti politici e giudiziari di Palermo su Scaglione.
    Il procuratore Scaglione non era nè di destra nè democristiano, ma – udite udite, qualcuno forse non ci crederà – era di sinistra. apparteneva ad una corrente progressista che oggi sarebbe un mix tra Magistratura democratica e Unità per la costituzione e che all’epoca era contrapposta ai magistrati conservatori se non addirittura reazionari, che con Scaglione furono messi da parte. Infatti Scaglione da procuratore valorizzò i pm di sinistra come Aldo Rizzo (futuro parlamentare comunista) e Giovanni Puglisi.
    Oltretutto nel 1962, Scaglione fu nominato procuratore di Palermo con l’appoggio significativo delle sinistre (Pci, Psi, socialdemocratici e sinistra dc), contrapposto alle destre e alla maggioranza democristiana che appoggiò tale Criscuolo. Si veniva dall’era cupa dei processi contro L’ora per vilipendio contro Tambroni e dalle retate contro gli operai comunisti. L’ora e il Pci pertanto decisero di puntare su Scaglione per una svolta e lo appoggiarono apertamente. Poi qualcosa si incrino’ e una parte della sinistra ruppe con Scaglione. di conseguenza anche L’Ora cambio’ atteggiamento sul magistrato. Ma i principali attacchi contro Scaglione vennero da destra, da Giorgio Pisanò e altri missini che nero su bianco accusarono Scaglione di avere favorito la fuga di Liggio.
    Quindi Scaglione si trovo’ isolato: la sinistra (o almeno una parte) non lo appoggiava più, la destra lo osteggiava (anche perche’ indagava sui legami tra Borghese e il Msi palermitano) e la dc lo detestava per le sue inchieste contro i democristiani.
    Mi sembra la stessa parabola di Falcone: prima appoggiato e poi mollato dalla sinistra, e mai amato a destra e tra i democristiani. infine ucciso.

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