Aldo Giannuli
Aldo Giannuli

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Commenti (16)

  • leopoldo

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    io osserverei che il motivo per cui una lingua è viva è perché c’è qualcuno che la parla per vivere. Non è che adesso l’egizio antico tradotto da Champollion dovremmo reinserirlo tra l’italiano e il francese perché gli egittologi vi campano, ma l’italiano non corre questo pericolo. Pensiamo al ebraico che è stato conservato come lingua religiosa e reintrodotto a forza in israele creando l’ebraico moderno.
    Credo che dovremmo capire le motivazioni per cui una lingua vive e come vive, se io sono algerino di terza generazione e vivo nel bergamasco parlando correttamente il dialetto di berghem e non leggo l’arabo algerino né nessuna altra forma di arabo, ma conosco solo qualche modo di dire dei nonni, quanto è vivo l’idioma algerino in me?

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  • Mattia

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    Se proprio non vogliamo (ma chissenefrega di quello che vogliamo…) almeno mettiamoci d’accordo su quale debba essere la seconda lingua di tutti e cominciamo a insegnarla dall’asilo e per tutta la scuola dell’obbligo, così si abbattono le barriere della conoscenza. Da “anglomane” che legge in inglese e si guarda i film in lingua originale (99% inglese) sinceramente non vedo l’ora che l’inglese diventi lingua ufficiale (o almeno de facto) del pianeta Terra 🙂 Ne riparliamo tra 20-30 anni.

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    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      e se fra 20-30 anni scoprissi che è iniziato il declino dell’inglese?

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      • Mattia

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        Non mi sembra vi siano i sintomi di un declino dell’inglese, semmai il contrario… manualistica, uso nell’ambito business e scientifico (due ambiti non proprio “piccoli”), audiovisivi (il piacere di guardare un film senza il doppiaggio o di leggere un libro senza traduzioni che ne storpino il contenuto), turismo (il piacere di visitare un paese straniero senza dover impararne la lingua), internet, e chissà quanti altri ambiti ho dimenticato?
        Non saprei fare previsioni così precise, ma credo e spero che in 2-3 generazioni le lingue minori vengano abbandonate, anche solo ai fini pratici. Chi vuole se le studia, come oggi c’è chi va a impararsi il latino per sua cultura personale.
        Sperare che rimangano tutte è come essere in una famiglia di 4 persone e volere a tutti i costi che tutti e 4 parlino una lingua diversa, che senso ha a livello pratico? Almeno come seconda lingua, che tutti e 4 parlino la stessa, così tutti capiscono. Ecco, il mondo non è altro che una famiglia di 6-7 miliardi di persone.

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        • Aldo Giannuli

          Aldo Giannuli

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          abbi fede….

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  • marcot

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    Buongiorno Prof. Giannuli,

    aggiungo che questa anglomania di molti nostri connazionali dà fastidio prima di tutto agli anglofoni stessi, i quali innanzitutto ridono della nostra pronuncia (compiuteRR per computer), inorridiscono di fronte all’uso che facciamo di alcuni loro vocaboli (gadget per indicare una comune oggettistica, quando in inglese significa “tecnologia sperimentale e fuori mercato”) e alla fine delle fini si aspettano che un Italiano, perbacco, parli italiano.
    Non so come andrà a finire con la nostra lingua, ma l’anglomania all’estero è vista generalmente male.
    Saluti,
    Marco

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    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      grazie del graditissimo intervento

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    • Mattia

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      Siamo agli inizi, miglioreremo.

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  • andrea z.

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    Sono d’accordo con lei; il futuro dell’Italia è legato alla cultura, al cibo, al turismo e ad una lingua che è molto amata all’estero per la sua dolcezza e per il legame inscindibile col nostro patrimonio musicale, storico e culturale.
    Quanti stranieri conosco che hanno imparato l’italiano per amore dell’opera lirica.
    La nostra industria pubblica è stata smantellata e svenduta; la piccola e media impresa, se può, fugge all’estero; la nostra scuola piuttosto inefficiente non è in grado di fornire quella preparazione tecnologica che, in Israele ad esempio, ha portato alla creazione di migliaia di start up innovative.
    E’ probabile che il nostro futuro sia ancora legato a quello che sapremo salvare e valorizzare del nostro passato.

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  • Tenerone Dolcissimo

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    Bene professore, quindi auguriamoci che politici e burocrati usino bene l’italiano e finisca la stupida guerra al vocabolario della lingua italiana portata avanti dalla sinistra. Che ne dice di un bell’articolo per condannare il compagno Befera che in un video pubblicitario ha definito l’evasore fiscale come un parassita dimenticando che parassita è chi mangia alle spalle degli altri e non chi difende il proprio patrimonio dai parassiti?

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  • giovanni

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    “ha definito l’evasore fiscale come un parassita dimenticando che parassita è chi mangia alle spalle degli altri ”
    e lo è, visto che usufruisce come e più degli altri (perchè ufficialmente risulta nullatenente) dei servizi pubblici pagati da tutti.

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  • Tenerone Dolcissimo

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    Quali servizi pubblici??? La polizia che ha fatto ammazzare quella ragazza ligure nonostante il maniaco che la minacciava le avesse scritto una lettera preannunciandole che la avrebbe fatta a fette se non scopava con lui???
    Caro giovanni, per pagare i servizi che abbiamo bastano le accise sulla benzina. Il resto è furto. Se vuole, venga a ROMA. La portero a fare un giretto, a prendere il caffé a Sant Eustacio e Le farò vedere come vengono spesi i soldi delle nostre tassse. Non se la prenda con gli ebrei che scappano dai campi di concentramento, ma con i nazisti. Cordiali saluti

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  • Barb

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    Aggiungo che le tasse che paga servono solo a coprire gli interessi sul debito, non piú certo a costruire strade e ospedali. Ne consegue che sí, i parassiti sono quelli che ci stanno espropriando di tutto.

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  • fortebraccio

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    parlo solo n inglese,perche di italiano,non ho piu niente,ne l orgoglio ne diritti,ne nazione,divorata,da un pugno di sciacalli!

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    • Roberto B.

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      Spic inglisc, plise!

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  • Rossano

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    Caro prof. Giannuli, apprezzo molto il suo interesse per una corretta inquadratura della lingua italiana nel mondo di oggi, che non è dominato dalla lingua inglese, ma da varie sue scimmiottature le quali si possono riassumere nel termine “globish”, c’è una bella differenza tra le lingue inglesi in UK e Usa e ciò che chiamo “inglese degli aeroporti.”
    Io rabbrividisco nel leggere commenti come quello del tipo che vorrebbe che parlassimo tutti una sola lingua, ovviamente l’inglese. Il tragico dominio neoliberista che infetta ancora il mondo è dovuto anche a modi di pensare come quello.

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