Aldo Giannuli
Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

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Commenti (22)

  • Pietro

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    Due ulteriori considerazioni:
    1) essendo dottorato di Cambridge, potrebbe essere stato collegato con forze inglesi e non italiane?
    2) essendo giornalista del Manifesto, non potrebbe essere che hanno fatto un errore, o pensavano avesse informazioni che non aveva. E poi per evitare che raccontasse quello che è successo (e anche che domande gli hanno fatto), lo hanno ucciso?

  • Paolo Selmi

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    Buongiorno Professore.

    Mi permetto di aggiungere una considerazione.

    Sarà importante stabilire con la maggiore certezza possibile la data della morte del giovane, la dinamica di tutto quanto inferto a quel povero corpo, e incrociare il tutto con tutto quanto raccolto fino ad ora.
    Per esempio, i quotidiani di domenica 31 riportavano una nota della Farnesina dove il ministro Gentiloni “ha avuto poco fa un colloquio telefonico con il suo omologo egiziano Sameh Shoukry, al quale ha richiesto con decisione il massimo impegno per rintracciare il connazionale e per fornire ogni possibile informazione sulla sue condizioni”. http://www.repubblica.it/esteri/2016/01/31/news/egitto_italiano_scomparso_giulio_regeni-132432670/
    E questo è solo il risultato di una ricerchina fatta in due secondi sulla rete, sicuramente vi son stati contatti ancor prima.
    Lasciamo perdere per un attimo l’ipotesi di un’uccisione dopo la scoperta di chi fosse realmente il povero Giulio. Ammettiamo, sempre per un attimo, l’ipotesi di un’uccisione per errore. Se all’epoca del primo contatto con i funzionari degli Esteri e i servizi segreti italiani fosse già stato ucciso, tutto quanto dichiarato dopo, fino al giorno stesso del ritrovamento, ovvero comunicati ufficiali del tipo “Lo studente italiano scomparso, Giulio Regeni, non è detenuto da alcun organo dell’Interno, forze dell’ordine, Sicurezza nazionale, Servizi di indagine” ( http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2016/01/31/farnesina-scomparso-italiano-al-cairo_487dde6a-894a-4a69-91ea-4e4a72bf9105.html) rappresenterebbe solo fumo negli occhi per guadagnare un po’ di tempo e cercare un modo per uscire da quello che – a questo punto – potrebbe essere ANCHE stato un errore.

    Ma ammessa e NON CONCESSA questa ipotesi, resta sempre l’uso improprio, la strumentalizzazione, che di tale errore sarà fatto nei giorni futuri e di cui si cominciano a intravedere i primi momenti: un “casus belli” inesistente, ma dalla risonanza mediatica sufficiente a far detonare i micidiali ordigni della macchina da guerra che si sta preparando contro un Egitto, quello di Al-Sisi, impegnato in un pericoloso doppio gioco fra sponda americana e russa e con quel famoso giacimento di cui l’Italia è, sarebbe, la principale beneficiaria fra gli Stati esteri. Del resto, è dal famoso arsenale chimico di Saddam che ci hanno abituato a questi mezzi, così come ci hanno abituato all’impiego strumentale dell’enorme potenziale simbolico dato dal ritrovamento di cadaveri, dalle false fosse comuni di Timisoara in avanti. Proprio per questo, perché un corpo morto non parla ma “dice” molto, persino quello che gli si vuol far dire, occorre che le perizie accertino con la massima precisione possibile l’intera dinamica dell’accaduto. Le “mani esperte” che hanno seviziato il povero Giulio costituiscono un macabro quanto noto marchio di fabbrica, che in quanto noto (e quindi facilmente riconducibile a esecutori materiali) POTREBBE anche essere stato cinicamente apposto in un secondo momento.

    Anche perché, errore per errore, a quel punto non sarebbe stato più conveniente far sparire il cadavere, anziché FARLO trovare in quello stato in un fosso a dieci giorni dalla scomparsa? Per questo, a questo punto, mi risulta difficile escludere qualcosa. La mia mente va al povero Arrigoni: ma Vittorio è stato assassinato in maniera più “lineare”, da criminali che potevano permettersi quello e altro (nulla infatti è stato fatto contro Israele). E dopo la sua morte, non c’è stato tutta la risonanza mediatica che c’è ora; ci mancava poco che la versione ufficiale fosse: era un estremista, se l’è cercata. Ancora meno inchiostro è stato speso per il povero Andrea Rocchelli (http://www.cesura.it/contributorsDettaglio.php?pagineCod=11544463), altro testimone scomodo barbaramente ucciso a Sloviansk dal “fuoco amico” del fantoccio Poroschenko e delle squadracce naziste al soldo dei suoi amici oligarchi. Anche qui, nulla contro questi signori, anche qui, tutto messo a tacere col rientro della salma.

    E allora la ricerca della verità, per quanto sia concesso alle moderne tecnologie nella giusta collocazione di indizi e prove al fine della ricostruzione di fatti più accurata, ha senso proprio perché da essa e dall’incrocio dei suoi risultati con quanto sta accadendo e accadrà, potrebbe emergere molto di più di quanto i canali ufficiali di informazione tenderanno a veicolare e a sottendere. Con la speranza che, per una volta, giustizia sia fatta.

    Paolo Selmi

  • Gaz

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    C’era una volta il dott. Pino Occhio, geologo presso una nota multinazionale, famoso per aver naso, anche lungo, nella ricerca degli idrocarburi.
    Un bel giorno tentò un esperimento geologico mai fatto prima di allora.
    Sversò del petrolio in una buca sul campo dei miracoli petroliosi e dopo un breve lasso di tempo sgorgò un soffione continuo di liquido nero.
    Allora il geologo tentò di nuovo la stesso esperimento in mare aperto. Costruì la pompa di una una fontana dove nessuno prima di allora aveva osato, vi inietò del liquido e zampillò subito dopo lo stesso liquido nero.
    La notizia fu ripresa dal Corriere dei Quadrupeli e letta dal Gatto e dalla Volpe, Società per cattive azioni.
    I due si arrabbiarono e molto, perchè fino a poco tempo prima erano i monopolisti della vendita dell’albero degli zecchino d’oro.
    Il dottor Occhio era diventato molto più bravo di loro nel fiiutare affari, nel far nascere alberi senza piantare semi, nel far uscire liquido nero dove prima c’era acqua o sabbia.
    Inutile dire che i due quadrupeli, malgrado facessero ipocritamente buon viso a cattivo gioco, masticassero amaro, non sopportavano proprio questo giovincello dal naso lungo.
    Bisognava fargliela pagare, dargli scacco, fargli capire che il Gatto e la Volpe sono il Gatto e la Volpe.
    P.s. Col nickname che mi ritrovo non potevo proprio esimermi ..

  • Andrea T

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    A mio avviso la prima sottoipotesi (agente AISE) può tranquillamente convivere con la seconda sottoipotesi (studente di dottorato esperto di questioni mediorientali, in particolare sindacali, e corrispondente del Manifesto): un background di studi adeguato a leggere meglio una realtà come quella egiziana e allo stesso tempo a esibire una buona ragione apparente – la ricerca – per trovarsi al Cairo e muoversi in certi ambienti e fare certe domande. Credo che le due cose potessero stare insieme persino nella psiche di Giulio senza che egli considerasse una delle due una mascherata.

    Infine mi pare che l’ipotesi di un terzo che abbia voluto far scattare l’incidente tra Italia ed Egitto sia la più plausibile – anche in questo caso – assolutamente compatibile con le altre due però ritengo che sia altamente probabile che la “soffiata” a questo terzo sia arrivata dall’interno dei servizi egiziani che – sicuramente – sorvegliavano Giulio

  • Roberto B.

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    Non sapremo mai la verità.
    Ipotesi per ipotesi, l’unica in cui credo davvero è che da qualche parte (nel Manifesto? Nei nostri Servizi? negli ambienti vicini alla Farnesina?) ci sia una talpa che l’ha fottuto.
    Non è credibile che sia stato prelevato, torturato ed eliminato in quel modo un cittadino straniero, così giovane tra l’altro, sulla base di un semplice sospetto: chi l’ha fatto, e ancora di più chi l’ha ordinato, sapeva chi era il giovane e cosa veramente faceva in Egitto.
    E non è neppure credibile che sia stato trattato così solo perchè ritenuto un oppositore del regime: una severa lezione ed una espulsione erano più che sufficienti.
    Ma evidentemente erano sicuri che il giovane era a conoscenza di cose e persone di interesse e gliele hanno fatte sputare con i metodi tipici dei regimi di quel tipo, prima di ammazzarlo per eliminare uno scomodo testimone.
    Certo, l’impressione che se ne ricava è che questo ragazzo si sia lasciato coinvolgere un po’ troppo superficialmente a svolgere un ruolo più grande di lui: se è vero, come riportato dai giornali, che ultimamente aveva espresso paure e dubbi con amici e parenti sulla sua situazione, doveva essersi reso conto del pericolo.
    Chi l’ha messo cinicamente in quella situazione e non ha pensato di farlo uscire dal paese prima che accedesse quello che è accaduto, l’ha sulla coscienza, ammesso e non concesso che questa gente ce l’abbia una coscienza.
    Quindi, in ordine di importanza, la responsabilità per questa brutta storia ce l’hanno:
    1) chi l’ha reclutato e messo in quelle condizioni;
    2) la/le talpe che l’hanno tradito (perchè di tradimento si tratta!);
    3) chi ha dato l’ordine di eliminarlo e, naturalmente,
    4) gli aguzzini che hanno materialmente eseguito quell’ordine.

    O.T.: Professore, mi spiace molto per questo giovane e bene ha fatto a scriverci sopra un pezzo. Tuttavia, quello che è successo in questi giorni sulla stepchild adoption ed i post sul blog di Grillo, sono un argomento troppo ghiotto.
    Spero, anzi sono certo, che vorrà dire la sua al riguardo. Cordialmente.

    • tonino b

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      forse, visto quanto scrive http://www.ilsimplisissimus2, é stato “venduto”, dai “servizi amici”… anche dello “stivale”, e (fatto) uccidere da compiacenti servizi egizi tanto cari all’aquila pentagonale?
      saluti carissimo prof.

  • Angelo D'India

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    Secondo lei il fatto che il ragazzo studiare e in Inghilterra potrebbe far pensare anche al coinvolgimento dei servizi inglesi?

  • andrea z.

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    Quando l’ENI stipula dei contratti importanti si scatena sempre il finimondo.
    Il 16 Febbraio 2011 venne firmato un accordo con Gazprom per la cessione della metà della quota del 33,3% dell’ENI nel corsorzio preposto allo sviluppo del giacimento libico Elephant:

    http://in30secondi.altervista.org/2011/02/17/i-russi-di-gazprom-entrano-in-libia-grazie-a-eni-silvio-benedice/

    Il 19 Marzo 2011 la Francia inizia a bombardare le forze terrestri di Gheddafi, mentre le navi americane e inglesi lanciano i missili da crociera Tomahawk contro obiettivi strategici.
    Da quel momento in Nord Africa è il caos.
    Visti i precedenti, propenderei per l’ipotesi dell’incidente diplomatico provocato ad arte per ragioni economiche, probabilmente con la complicità di elementi dei servizi egiziani pagati da multinazionali concorrenti.

  • Lorenzo

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    Che la polizia politica ammazzi il cittadino di un Paese importante e amico per motivi di poca importanza, e poi non si curi di nascondere il cadavere, mi sembra inverosimile. O Regeni era dentro qualcosa di grosso o è stato un avvertimento finalizzato a causare un incidente diplomatico.

    Ma io non escluderei un’ipotesi più pedestre: che il giovanotto lavorando sui sindacati sia entrato a conoscenza di qualche giro mafioso locale, gente abbastanza rudimentale da ignorare/fregarsene di nazionalità e conseguenze della vittima, che gli ha saldato il conto / l’ha messo a tacere in stile arabo DOC.

  • Zerco

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    Gli USA promettono di “aiutarci” a scoprire la verità…
    Evidentemente abbiamo bisogno del padrino per nasconderla.
    Dunque se Mattarella è andato da Obama per mendicare (autorevolmente) una fetta della torta alla vigilia della quarta (per l’Italia) guerra libica, dentro il cappello c’era anche Regeni?

  • Tenerone Dolcissimo

    |

    Caro Giannuli, ho ammirato il tuo intervento di stamane in televisione e sostanzialmente sono d’accordo con te. Anche in questo caso DI SICURO C’E’ SOLTANTO CHE E’ MORTO, come si disse per il povero GIULIANO, anche se per GIULIANO con gli anni si comincia a mettere in dubbio anche lo stesso fatto che è morto.
    PS Se mi consenti una critica costruttiva, io capisco che tu al look non ci badi, ma almeno quando vai in TV un minimo di forma …

  • Paolo

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    Più che stile arabo mi sembrano come dice Giannuli mani esperte…magari non servizi locali.

    • Tenerone Dolcissimo

      |

      Gia’
      Di sicuro c’è soltanto che è morto, ma, volendo scommettere, direi che la logica che ha ucciso REGENI è la stessa che ha fatto fuori MATTEI ( e forse anche il Duce e GARDINI).

  • Riccardo M

    |

    Come dice il giornalista Barnard (che, nonostante i problemi di salute mentale, è uno che il medio oriente e il mondo arabo li conosce molto bene), non è credibile che Regeni sia stato rapito ed assassinato dai servizi segreti egiziani. E’ certo però che il Mukhabarat sappia bene chi siano assassini e movente, ma non lò dirà mai (e Roma lo sa bene). Altre ipotesi per ora non si possono fare.

  • Edoardo

    |

    Caro Professore,

    ma secondo lei, che “e’ del mestiere”, e’ mai possibile che un servizio torturi un giovane straniero e lasci ritrovare il corpo? Mancava la firma..

    Mi permetta di dire, come Pasolini, “Io so, ma non ho le prove…” quel povero ragazzo e’ stato usato per mandare messaggi abbastanza chiari, da qualcuno a qualcun altro.

    Possa riposare in pace,

    Edoardo

    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      l’ho letto: dice cose interessanti e ruferisce qualche notizia inedita, ma in alcuni punti cade in un delirio paranoico complottista che guasta il tutto. Peccato perchè il pezzo in sè è buono

  • andrea z.

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    Ci aspetta un ventennio di misteri e depistaggi tipo Ilaria Alpi?

  • Mattia

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    Se Giulio Regeni aveva informazioni così importanti da torturarlo per tre giorni pur di ottenerle, se fosse stato un agente dei servizi (a parte il fatto che questi si sarebbero dovuti accorgere della sua scomparsa non avendone più contatti in un momento così delicato), avrebbe resistito da martire?
    O le informazioni non le aveva, e quindi anche volendo non avrebbe potuto evitare la tortura, oppure era un Uomo coraggioso e leale, che pur di non affossare la sua causa e le sue amicizie ha subìto ciò che ha subito. Onore a lui.
    Io non ne conosco molte di spie, tanto meno di spie che si siano trovate in una situazione del genere.
    Gli agenti di un servizio sono generalmente così fedeli al proprio datore di lavoro?

  • Seppli

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    L’ipotesi di rapimento a scopo di estorsione, e NIET al riscatto opposto dai servizi dopo Marzullo e Ramelli.

    • Mattia

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      Fossi stato il rapitore avrei fatto trapelare la notizia per mettere pressione al governo italiano

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