Aldo Giannuli
Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

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Commenti (34)

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    elena

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    E’ un analisi che condivido in toto. Sono molto dispiaciuta x questa mancanza di opprtunità che veniva data a sinistra del pd. Occasione sprecata.Anche su Ingroia magistrato condivido. Basta non abbiamo più bisogno di uomini o donne della provvidenza. Si bruciano. Stimo molto Ingroia x il suo coraggio nel mettersi contro anche i poteri forti, ma da quando è andato in Guatemala,non ho più capito di cosa si occupa e immagino,come può diventare bersaglio della destra. Come te, non so se li voterò

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    gianni fossati

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    molto d’accordo. ho gli stessi timori nell’immediato, e condivido la critica ai tentennamenti, che allargo anche a De Magistris.
    Sostengo la lista arancio non tanto per le elezioni, ma per costruire qualcosa di più duraturo di una lista elettorale. Altro punto che temo sono quelli, a me più vicini, che:
    ” senza falce e martello non voto nessuno” “se c’è tizio, che prima era… allora no” ecc…

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    Daniele - Pisa

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    caro pessimo
    mi sembra che come al solito cali la mannaia in modo eccessivamente pesante su rifonda (degli altri partiti m’interessa il giusto e insomma, anche metterli nella stessa parentesi mi sembra che sia un’operazione di appiattimento che in genere non ti appartiene) e sulle sue presunte inesistenti analisi su crisi e dintorni. Le analisi si possono non condividere, ritenerle -come qualcuno anche dentro il partito fa- poco “marxiste”, ma che sia zero più zero più zero, mi pare esagerato.

    Seconda cosa: il ruolo di Ingroia è -senza nulla togliere al magistrato- soprattutto mediatico. Come ha scritto felicemente qualcuno “Il nostro leader è il programma”: e se si riesce a trovare -come io penso- una buona sintesi tra i punti di cambiare si può e quelli della lista arancione sarà sicuramente un programma di alternativa serio. Secondo me è sbagliato sovrastimare il ruolo politico di Ingroia: darà il suo contributo nei campi in cui ha delle competenze ma nient’altro. Questo progetto nasce da centinaia di assemblee territoriali, centinaia di proposte territoriali, documenti, esperienze fatte da anni di lotta: è sbagliato pensare che arriva Ingroia e decide cosa fare e cosa non fare.

    Detto questo rimangono parecchi nodi e zone d’ombra e contraddizioni..che non sono -per dirla in termini maoisti- “tra il popolo e i suoi nemici”, ma “in seno al popolo”. Vanno superate con la discussione, ed è quello che si sta tentando di fare nelle assemblee.
    Comunque sono contento che sei dei nostri!

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    ermanno

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    L’unica cosa che sembra certa è la mano tesa al PD… Insomma: probabilmente non li voterò, e con molto scetticismo sulla riuscita.

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    Vincenzo Cucinotta

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    La mia analisi la potete leggere sul mio blog:

    http://ideologiaverde.blogspot.it/2012/12/perche-questo-blog-si-riconosce.html

    Per quanto riguarda l’articolo che sto commentando, mi pare che Aldo capovolga la tendenza a perdonare ciò che non va nel M5S in una critica impietosa ed a mio parere eccessiva verso questo nuovo polo.
    Ciò che trovo particolarmente non condivisibile è il giudizio sulla vaghezza dei contenuti portati avanti da questo movimento che non tiene conto del contesto, cioè del costituirsi di un’area che vale forse già un 55-60% dell’elettorato, includendo SEL, PD e formazioni del centro tutti convinti della politica portata avanti dall’europa e che viene ormai identificata come “agenda Monti”. Già il chiamarsi fuori da quest’area costituisce di per sè una forma abbastanza significativa di caratterizzazione. Non è che non condivida le critiche dello stesso prof. Giannuli, ma trovo stravagante l’intervento di Fassina (ed anche in qualche misura la sua citazione nell’articolo) visto che ad oggi non conosciamo nessuna misura concreta proposta da PD-SEL che differenzi costoro da Monti e dall’Europa di Merkel-Hollande. Come può allora Fassina criticare gli arancioni senza, avendo un partito costituito da tempo e perfettamente strutturato, avere articolato un quadro di interventi abbastanza incisivi da giustificare il voto al PD come alternativo a quello della nascente coalizione di centro?

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    antonio virdis

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    caro Aldo. sono pienamente d’accordo con la tua analisi, per Ingroia ho sempre nutrito grande stima e mi spiace molto vederlo in TV un po circospetto e molto indeciso su come e cosa rispondere alle domande della Gruber e di Secchi, che peraltro non cercavano neanche di metterlo in difficoltà. questa incertezza sa molto di Monti e Berlusconi, vado, anzi no, anzi vedremo, nei prossimi giorni vi farò sapere. si, fa proprio la foglia di fico. sembra davvero l’ombra di se stesso, peccato! temo che stiamo per perdere un’altro pezzo di credibilità di questo paese.

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    LORENZO LODI

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    Credo che il problema fondamentale sia proprio dove si vuole andare a parare: anche se la prospettiva si riduce alle elezioni penso che sia un azzardo, più che una buona scommessa, affidarsi alla mediaticità di Ingroia, che pare far solo rima con “credibilità” : si veda la pessima performance del magistrato a “otto e mezzo” e la confusione dei dieci punti di io ci sto’. Insomma: se l’obbiettivo di una candidatura del genere è quello di ampliare l’elettorato penso che sia stata sopravvalutata la possibilità di attingere a un “bacino giustizialista” saldamente controllato da Grillo; senza contare che un giudice a capo di un movimento che dovrebbe trovare il suo nerbo nelle lotte non può che suscitare perplessità tra chi alla sinistra “radicale” è già “affezionato”. Io ho partecipato ai “lavori” di “cambiare si può” della mia zona e sono andato al raduno che si è tenuta sabato a Roma. L’assemblea cittadina è stata una momento di grande partecipazione (per quanto da ventenne mi abbia demoralizzato constatare a chi ci si debba affidare per una “rivoluzione democratica”: con tutto il rispetto, sono scettico nei confronti di un “cambiamento” portato avanti dai cinquantacinquenni.) Qui la “base” ha dimostrato di essere più a sinistra del “comitato centrale”, non solo nei contenuti, ma anche in relazione alla candidatura di Ingroia, che Revelli & company danno, al contrario, per scontata. Su questo presupposto è stata impostata la “kermesse” del teatro Quirino: “Ingroia premier!” quasi fosse “cambiare si può” a implorare il magistrato di assumere la guida degli arancioni, e non quest’ultimo ad essersi autoinvestito (come è di fatto avvenuto.) Precisazione: non è del tutto falso affermare che il giudice sia stato tirato per la giacchetta, ma solo dai due o tre “leader” di Alba, Rfc, Idv ecc. che sentendo aria di televisione hanno sentito profumo di poltrone. Credo che la percezione generale degli aderenti sia invece quella di una candidatura “subita”, calata dall’alto. Nello stesso solco, impone una riflessione la modalità attraverso la quale l’assemblea romana ha deciso la formazione delle liste: 1) verrà redatto dalle segreterie dei partiti aderenti un documento con le regole 2) il testo sarà inviato VIA MAIL ai diecimila firmatari che SEMPRE TELEMATICAMENTE (e aggiungo: plebiscitariamente!) esprimeranno il loro assensodissenso. E’ vero che la decisione delle singole candidature tornerà alle assemblee, ma sarà la posta elettronica (palesemente inaffidabile) a decidere quanto ampio sarà il loro margine di manovra! Oltre ai nodi che ho ripetuto e che lei ha espresso molto bene nel suo intervento, sono dell’idea che un’ulteriore criticità sia rappresentato dalla stessa scarsa trasparenza che si rimprovera al movimento 5 stelle. Speriamo bene.

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    Brunello Mantelli

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    Caro Aldo, con dispiacere, avendo creduto ad ALBA, non posso non condividere. Spero di sbagliarmi, tuttavia.

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    Lorenzo

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    La Fds da sola arrivava al 4. Non penso abbiano problemi a passare la soglia. Più che altro, se questo è vero, al Pd non conviene fare l’alleanza prima, poiché a causa della legge elettorale, ogni seggio degli arancioni è un seggio in meno per la “destra”.

    Se invece sono sotto il 4, ovviamente al Pd conviene fare un’alleanza, poiché lo aiuterebbe nelle regioni a rischio.

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    Luciano Accalai

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    Caro Aldo, molte delle cose che esprimi le ho (toccandomi le parti basse) pensate anch’io. Però, visto quello che “passa il convento”?, voglio crederci fino in fondo, quindi, per quello che il mio impegno potrà valere, sarà totale. Non voglio deprimermi prima ancora che la partita abbia inizio.

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    sonia

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    E’ sempre bene essere critici soprattutto su se stessi e su chi ci è più vicino.
    E’ bene evidenziare i punti controversi di questo tentativo, anche a me il personalismo non piace, e questo vale anche per Ingroia. Quello che invece mi piace di “cambiare si può”, che pure si unirà al movimento arancione e a quello di Ingroia, è la scelta di una forte opposizione alle teorie liberiste e alle scelte del governo Monti. Potrebbe essere un altro buco nell’acqua, vedi sinistra arcobaleno e nuova sinistra unita, ma per me è un tentativo sacrosanto. Al contrario di quanto sostiene Aldo, mi pare che questa volta si stia cercando di costruire dal basso, atraverso le molte assemblee territoriali, che stanno cercando di collegare le realtà di movimento, le associazioni, anche le organizzazioni politiche. Vorrei segnalare ad Aldo, che a citato i vari partitini tutti insieme sotto l’ala Ingroia,, che RC (e secondo me qui si evidenzia che Ferrero non è poi così bestia come lo considera Aldo!)sta da tempo lavorando per un soggetto unitario di sinistra, alternativo anche al centrosinistra e ha deliberato l’adesione a Cambiare si può, mentre pdci e idv sostengono proprio l’iniziativa “io ci sto” di Ingroia e effettivamente spingono per un accordo con il pd. Comunque è vero, grande è la confusione sotto il sole, staremo a vedere, nel mio caso non alla finestra, ma partecipando a questo nuovo progetto.

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    Angelo Iannaccone

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    In effetti tutto vero; avrà ragione Fassina quando dice:“non abbiamo capito che pesci siete”, ma proprio perchè abbiamo ben capito i partiti storici, chenon si può che vedere con simpatia esperanza qualsivoglia sincero tentativo di metterein piedi unavera alternativa: a volte la volontà e l’impegno fanno miracoli.
    D’altronde se neanche si prova non ci si può certo riuscire.
    Benvengano gli arancioni !

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    Angelo Iannaccone

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    In effetti tutto vero; avrà ragione Fassina quando dice:“non abbiamo capito che pesci siete”, ma proprio perchè abbiamo ben capito i partiti storici, che non si può che vedere con simpatia esperanza qualsivoglia sincero tentativo di mettere in piedi una vera alternativa: a volte la volontà e l’impegno fanno miracoli.
    D’altronde se neanche si prova non ci si può certo riuscire.
    Benvengano gli arancioni !

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    Massimo Copetti

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    D’accordissimo su tutto, tranne che su un punto. Se il problema numero uno dell’Italia non sono le mafie, allora lo sono l’Etna, il traffico e la siccità.
    Che poi il problema sia risolvibile attraverso queste isituzioni, è un altro paio di maniche. “Rivolgetevi allo Stato” è la preghierina che la sinistra da cinquant’anni ormai recita per giustificare la sua mancanza di opposizione. Siano le stragi degli anni Settanta, le Br, la P2, la mafia, i no-Tav o Berlusconi: è mai possibile che di fronte ai problemi dell’Italia a sinistra non si riesca a far di meglio che invocare sempre e solo Costituzione, Stato e istituzioni? Quando smetteremo di mettere la volpe a guardia del pollaio, cioè di votare giudici e prefetti?

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    Giorgio Poidomani

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    Caro Sig. Giannuli, lei scrive “So che la Costituzione non prevede nulla in proposito, ma a me non farebbe nessun piacere essere indagato da un Pm che è stato capolista di Forza Nuova o del partito di La Russa, ed allora perché un cittadino con simpatie di destra dovrebbe gradire un pm che ha capeggiato una lista di sinistra? Non è una cosa contra legem ma un minimo di senso dell’opportunità suggerirebbe un comportamento diverso.” Non crede che in quest’affermazione lei dimostra in pieno di essere caduto nell’errore, di quell’impostazione volutamente distorta negli ultimi 25 anni da parte da parte di chi evidentemente può aver violato ripetutamente la legge, e per tentare di salvarsi ha voluto avvelenare il pozzo del potere giudiziario per un suo preciso tornaconto personale ? Essere indagati dal potere giudiziario è una circostanza che può tranquillamente verificarsi per ogni cittadino, ma a chi ha la coscienza tranquilla e crede di non aver violato la legge, credo importi veramente poco chi sia ad indagare sulle sue azioni. Cosi credo che come si può avere grande stima per l’Ingroia futuro politico, grazie al indiscutibile esempio di rettitudine etica e morale data da magistrato, altrettanto rispetto si debba ad eventuali magistrati con comportamenti altrettanto specchiati e credo ce ne siano, che dovessero candidarsi nelle fila del centro destra. Tutto nel nostro paese purtroppo è stato distrutto e trasformato in guerre partigiane, dove prima di guardare agli uomini, alle loro capacità ed ai fatti, si guarda sempre e solo da quale che parte si collocano, questo è ahimè il vero veleno che la partitocrazia ha iniettato nella vita politica e sociale del paese, e che ne sta corrompendo le fondamenta democratiche ed istituzionali. Oggi appare chiaro che il concetto ed il primato dell’onore e della dignità, mirabilmente richiamati nella nostra Carta Costituzionale, a carico di quei cittadini chiamati a rappresentare e svolgere funzioni in nome dello Stato, è praticamente quasi ridotto a carta straccia. Si fa quindi fatica ad accettare l’idea che un cittadino magistrato, eticamente retto, rispettoso dei ruoli e dei loro diversi piani, possa al contempo esprimere liberamente le sue idee politiche ed assumerne anche un ruolo nella loro realizzazione, senza per questo andare ad inficiare la sua correttezza formale, inerente all’attività professionale precedentemente svolta o che in futuro potrebbe tornare a svolgere. Il fatto che la Costituzione non faccia nessuna menzione nel merito di un eventuale impegno in politica da parte dei magistrati, a mio modesto avviso può trovare giustificazione nella certezza dei costituzionalisti che, l’integrità etica e morale degli amministratori della giustizia fosse tale e tale sarebbe sempre stata, da garantire anche davanti ad un loro eventuale impegno in politica, il primato del rispetto delle leggi, delle regole democratiche e della salvaguardia delle istituzioni fondamentali dello Stato. In fine avendo letto in svariate discussioni sulla questione dei magistrati in politica, diversi commenti di paura e preoccupazione per questo fenomeno in crescita. Mi permetto di dare una lettura positiva del fenomeno, evidenziando la possibilità che, l’autonomia totale del potere Giudiziario da quello Esecutivo e quello Legislativo, entrambi ampiamente svuotati delle loro prerogative dagli attacchi del marcio e corrosivo moloc della partitocrazia, possa essere stato provvidenzialmente posta come una fonte di riserva e di garanzia alla quale il popolo italiano può attingere, per salvaguardare la tenuta democratica del paese.

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    alberto

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    anche giannuli cade nella trappola emotiva del voto agli amici anche se non ci crede?
    domanda: ma una forza di rinnovamento radicale della politica passa solo ed attraverso il pensiero di sinistra?
    io sono assolutamente dalla parte della lotta di classe, ma non ho dubbi sul fatto che non voterò pd, pdl, arancioni, lega, destra storaciana e affini, forza nuova ed affini e tutta la pletora parlamentare che ha reso questo paese un ricetto di corruzione e malaffare; credo che voterò grillo per un vivace e razionale senso della necessità di cambiare radicalmente questo paese in nome della costituzione italiana.

    saluti

    alberto

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    Pierfrancesco ciancia

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    mah io non capisco come fate a non vedere con chiarezza il programma del movimento arancione… Si propone di risolvere la crisi dal basso rilanciando i salari e i consumi, tagliando patrimoni, guerre, evasori e politica corrotta(mafia), invece di fare l’austerità. Mi sembra l’unico punto politico di questo decennio, il resto sono dettagli o rivogliamo le 272 pagine di programma cestinate il giorno dopo le elezioni? Perchè ribadisco che se non si sta attenti alle persone più che ai programmi si finisce a scilipoti, il parlamentare è eletto senza vincolo di mandato, dunque il programma è una vaga promessa con le dita incrociate.

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    Que se vayan

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    Caro Poidomani, la legge non e’ la giustizia…
    Un cittadino che e’ stato rispettoso della legge innanzitutto ha da temere perche’ possono sempre indagarlo ingiustamente e forse ha pure da domandarsi perche’. Le mani sono pulite anche se le si tengono in tasca. Ecco perche’ questa idea dei funzionari dello Stato andava bene per Cicerone, che era senatore di una repubblica aristocratica, ma fortunatamente sono passati di mezzo la rivoluzione francese, la comune di Parigi e un secolo di lotte sociali e di classe. La magistratura non vive sulla luna. E io ho parecchio da temere dai magistrati, per esempio di essere sbattutto nell’unica istituzione totale sopravvissuta alla fine della societa’ disciplinare in occidente: il carcere.

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    giandavide

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    commento sparito, ma credo che sia stato un errore dato che dicevo solo di essere completamente d’accordo. giustissimo anche il paragone con forza nuova, dato che se si giustificano le sentenze politicizzate, si giustifica il 90% del marcio che infanga la giustizia italiana. è chiaro che un magistrato è un uomo come gli altri e quindi deve avere idee politiche, ma deve tenerle separate dal suo lavoro, sennò diventano sentenze politiche

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    Francesco

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    Be mi pare ingeneroso dire che sia zero piu zero ecc…. la differenza con NSU e Arcobaleno la fa la crisi. Se non si capisce questo si è fuori dal mondo. Le esperienze richiamate erano cartelli elettorali tesi all’affermazione di ceti politici, questa volta contrariamente a quanto dici, una risposta diversa e dissonante a come tutti gli altri propongono di uscire dalla crisi.(cioè facendola pagare ai soliti noti attraverso politiche liberiste).
    E’ poco o e’ tanto? E ciò che è necessario, ora, qui, adesso. Certo forse non sarà domani sufficiente, ma domani è un altro giorno e ci si può mettere rimedio. Non capirlo e da cacadubbi di professione e soprattutto da intelettualini misantropi e frustrati, cioè l’atteggiamento più vecchio e stupido che c’è.
    D’altro canto se non si fa così cosa si fa? Si vota SEL (che sposa BErsani che sposa l’agenda Monti), Grillo o ci si astiene? E quali vantaggi si avrebbero da queste opzioni, Le liste arancioni non saranno perfette (anzi) ma non capire che tramite loro si salva la speranza del cambiamento è idiota. Chi ammazza la speranza apre le porte alla sconfitta e alla rassegnazione e soprattutto genera l’anticamera dei mostri (come Alba Dorata).

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    Alfonso Gianni

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    Visto che Giannuli ha voluto avvisarmi tramite mail della pubblicazione di questo scritto, mi permetto di accludere un breve commento. Condivido ovviamente tutte le preoccupazioni. Tuttavia la situazione per quanto difficile non è disperata. Intanto il programma di Ingroia è del tutto insufficiente, ma non è vero che nella sinistra nessuno abbia idea di programmi di politica alternativa. Questio ci sono eccome. Si tratta di farli diventare programmi di una nuova coalizione. Cosa non facile, non impossibile. Si sta lavorando in questa direzione. Se si riesce ad unire “cambiare si può” con Ingroia la cosa si può fare. La parte migliore del discorso di Ingroia (quando ha parlato di economia si vede che non è il suo mestiere)è stata proprio contro la “sacralità” della figura del magistrato. Ed ha pienamente ragione. Non vedo perchè un magistrato non possa presentarsi alle elezioni, visto che giustamente la politica, intesa nel suo significato più alto riguarda la vita di tutti i cittadini, nessuno escluso. Certo che anch’io non vorrei andare sotto processo con un magistarto che è stato capolista della Lega. Infatti credo che il percorso possa solo essere unidirezionale. Se uno lascia la Magistratura non trona indietro. Questo dovrebbe valere anche per altre funzioni pubbliche. Non ho mai apprezzato il ritorno in prima linea in Rai di Santoro e di Gruber, al di là del merito che esprimono, dopo essere stati deputati di un partito. On Fiom questa regola c’è: se lasci per una candidatura non torni indietro (almeno non nelle funzioni dirigenti).
    Per quanto riguarda il nesso con la Sinistra Arcobaleno il nesso è sbagliato per motivi oggettivi più che soggettivi. A differenza di allora le forze che comporranno l’eventuale quarto polo non hanno fatto parte del precedente governo, ma sono state all’opposizione del medesimo. Non fu così per l’Arcobaleno ove tutti avevano il piombo sulle ali del fallimento obiettivo del governo Prodi. Detto questo restano le difficoltà di comporre una lista credibile per qualità di programma e per coerenza tra idee affermate, pratiche e persone che le devono interpretare. Su questo si gioca la partita, ce si chiuderà in un senso o in un altro entro questa fineanno.

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    giandavide

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    tra parentesi, sembra che il quarto polo di ingroia di fatto sia determinante a tolgiere la maggioranza al pd nelle tre regioni determinanti: lombardia, veneto e sicilia. posso capire il veneto che non c’è speranza, ma credo che sia necessario riflettere sul fatto che le elzioni si tengono praticametne in queste 3 regioni che si giocano su un filo, e sta agli elettori di queste tre regioni decidere se verremo governati da monti o da bersani, che non sono la stessa cosa, come capirete dal fatto che se bersani perderà queste elezioni si dimetterà da segretario e torneranno i veltroniani e i renziani, che al momento sono emraginati. questo è il pd più di sinistra mai visto finora, e non potrà che peggiorare: sta ad ingroia e ai suoi elettori (lombardi, siciliani e veneti, gli altri ad esempio io possono votarlo) accellerare la decadenza della sinistra italiana con un’operazione frettolosa e che, se si considera la candidatura di grasso (che vuole dare premi a berlusconi e poi si candida per il pd… mah), sta creando un contesto ridicolo e

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    Giovanni

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    Caro Aldo,
    la penso esattamente come te. Se li voterò, sarà esclusivamente perchè proprio non ho trovato niente di meglio (e purtroppo è probabile). Piuttosto ti faccio una proposta: perchè non riflettere, sia da un punto di vista marxista (magari un po’ rinnovato), sia da un punto di vista psicologico e antropologico, su cosa inibisce qualsiasi esponente di sinistra, grande o piccolo che sia, a lavorare dandosi un orizzonte strategico, cioè a lavorare in profondità e sui tempi lunghi? Tutti considerano ciò ovvia e inevitabile conseguenza dei vizi del secolo, io continuo a stupirmene e a non riuscire a farmene una ragione.

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    franco de mario

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    a)rimanere timorati nel dio del credo liberista finanziario europeista e bellicoso con tutte le sue propagini:Draghi e Monti e Montezemol/i e Bonanni in schiera con gli ex-segugi di Berlusconi e stallieri più Casini e famigli;
    b)sottrarsi all’apostasia nell’arancione quali consapevolmente esposti a dura lex sed lex, affinchè mal non c’ingolga;
    c) evitare di esporre al rischio di facile ludibrio storie generose, segni gloriosi e culture fondative in ragione di parrosistico voto al martirio;
    d) scegliere una posizione politica netta: pochi fatti sociali da modificare quali necessità etiche e culturali centrale per chiamare a raccolta tutta la dispora;
    e) proporsi di risalire per una china ripidissima percorsa in precipizio;
    f) il come è nelle cose tanto ampiamente analizzate in atti, ma anche e forse prevalentemente nel punto di frenata della caduta.

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    franco de mario

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    corrige: a)..non… rimanere

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    Giorgio Poidomani

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    @Francesco sono pienamente d’accordo con la tua opinione.

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    Giorgio Poidomani

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    Caro @Que se vayan dice: In uno stato di diritto e veramente democratico, la legge deve necessariamente incontrarsi con il concetto che la stessa rappresenti l’unico tramite attraverso il quale e nell’uguaglianza davanti alla stessa, venga amministrata la giustizia verso la totalità dei cittadini. Essere indagati non è a priori una colpa e da ciò ne discende che le indagini non possono essere giuste o ingiuste in base a chi è l’indagato. Se si viene preventivamente prosciolti e l’indagine ha arrecato al cittadino un danno è giusto che lo Stato lo risarcisca del danno improvvidamente arrecato, così come se si arriva al procedimento giudiziario e si viene assolti perché il fatto non sussiste. Questo non vuol dire che il potere legislativo sia perfetto e non possa quindi promulgare leggi ingiuste, ma i cittadini che ne sentono il peso hanno la politica come mezzo per chiedere ed ottenere la modifica delle stesse,hanno come armi il referendum abrogativo, le proposte di leggi popolari, lo sciopero e la protesta anche pesante. Ma se si giunge all’insurrezione ed alla rivolta verso l’ordine costituito mi pare abbastanza evidente che a quel punto con la violazione delle norme in vigore, si finisce per delinquere. Posso anche convenire che davanti a norme particolarmente odiose è probabilmente più giusto delinquere che subirle passivamente, mi vengono in mente tante leggi del periodo fascista a cominciare da quelle razziali. Ma chi lo fa, a quel punto a piena coscienza delle sue azioni, quindi più che temere è certo che finché sono in vigore le leggi che egli ha violato, il carcere è una conseguenza quasi inevitabile ed assolutamente coerente con l’applicazione della legge. D’altra parte non fu certo casuale che tanti padri della patria in quel periodo furono incarcerati, alcuni grandi come Gramsci ed altri ci morirono, furono deportati, o per sfuggire a questo destino dovettero vivere per anni in esilio. Quindi credo che il tuo timore, come credo quello di un numero crescente di persone che sempre più a fatica riescono a stare nelle regole sempre più aguzzine nella gestione della pubblica amministrazione, dell’ordine pubblico ed anche della giustizia nel nostro paese, non sia null’altro che un gigantesco termometro, che misura la febbre di una società che ha bisogno di una immediata cura da cavallo di vera giustizia sociale. Ecco la mia speranza è che il nascente movimento arancione o come lo si voglia chiamare, se non a queste politiche ma alle successive che credo molto ravvicinate, riesca realmente ad innescare la decisiva spinta per risvegliare e richiamare milioni di cittadini dall’apatia verso la politica, e possa riportarli alle urne per riprendersi in mano il proprio destino e migliorare quello delle nuove generazioni.

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    onekenoby

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    Peccato, caro Ingroia…hai accettato. Ti stimo ma ti sei infilato in un’armata brancaleone senza un progetto politico se non la tua immagine. Hai solo da rimetterci.

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    Caruto

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    Ho appena visto una parte della conferenza stampa di Ingroia, a presentazione della lista.

    Ha detto cose giuste e condivisibili. Per es. si e’ domandato come mai sul Procuratore Grasso ci sono giudizi positivi convergenti di Dell’Utri e Violante.

    Pero’ con le cose giuste non si va (politicamente) da nessuna parte.

    Poi ha fatto un’apertura nei confronti del movimento di Grillo.

    Questo e’ piu’ interessante. Se lavorassero insieme, fin da subito, per una lista o un’alleanza elettorale che possa far superare lo sbarramento alla Camera (4%) e al Senato (8%) l’operazione gia’ avrebbe senso numerico.

    Se poi lavorassero politicamente per portare in Parlamento una nuova leva di rappresentanti (magari molto giovani e molto laureati) sulla base di un’elaborazione comune e di una programma da sviluppare insieme, in Parlamento e fuori, il tutto avrebbe anche un senso politico, potenzialmente prezioso. Altrimenti l’effetto Armata Brancaleone e’ un pericolo serio.

    Penso che se lavorassero in questa direzione potrebbero costituire fin da subito un’opposizione seria a garanzia di tutti i non coinvolti. Visto che con Monti si va verso una presenza di amici di Cuffaro e di Bisignani. Senza parlare dell’appoggio del Vaticano e degli USA che sono passati da Berlusconi a Monti, senza soluzione di continuita’: sarebbe successo in Francia, in Germania o in Spagna?

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    Caruto

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    Giusto per far capire di cosa si sta parlando, qui sotto riporto un paragrafetto pubblicato sull’Espresso in edicola (pag. 16, rubrica “Riservato” a cura di De Feo e Di Nicola).

    Riguarda delle nomine importanti effettuate dall’attuale ministro della difesa gia’ conosciuto attraverso le intercettazioni pubblicate da Wikileaks per i suoi rapporti privilegiati con l’Ambasciatore USA nel 2005.
    =========

    DIFESA / NUOVE NOMINE – IL GOLPINO DEI TECNICI

    Un’operazione da blitzkrieg, che nei quartieri generali è stata ribattezzata il “golpino dei tecnici”.Con un raid a sorpresa, a governo già dimissionario, l’ultimo Consiglio dei ministri ha nominato i nuovi vertici delle forze armate. I promossi hanno tutti curriculum di livello ma spiccano i rapporti con il ministro-ammiraglio Giampaolo Di Paola. Come capo di Stato maggiore della Difesa arriva Luigi Binelli Mantelli, ammiraglio di lungo corso e per tre anni alla guida dello staff di Di Paola.

    Il comando dell’Aeronautica è andato al generale Pasquale Preziosa, attuale capo di gabinetto del ministro. E alla Marina promosso Giuseppe De Giorgi, anche lui vicino a Di Paola. A loro il compito di portare avanti i contratti più ricchi e discussi del Paese, inclusi i supercaccia F35. Ma visto che le nomine saranno operative solo dopo le elezioni, non sarebbe stato più elegante lasciare la scelta al prossimo governo?

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    Vincenzo Cucinotta

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    Vedo che i commenti che appaiono, sia quelli contrari che quelli favorevoli a questo quarto polo, si disperdono in una serie di osservazioni certo non prive di interesse, ma che mi pare trascurino la questione che io (ma non sono certo il solo) ritengo centrale, e cioè l’esigenza di dare rappresentanza in parlamento e fuori di esso a un rifiuto totale, e come tale non contrattabile, alla decisione dei governi del mondo di accettare la logica del “too big to fail”, rimanendo così prigiuonieri del ricatto da parte delle grandi banche.
    Senza questa rivendicazione della piena sovranità statale, non sarà possibile uscire dal fallimento globale, e difatti le misure assunte da gente come Monti e come Draghi possono solo ritardarlo, ma non evitarlo.
    Qualunque posizione tipo quella del PD e in genere della socialdemocrazia europea che conferma l’esigenza del rigore ma pretende di accompagnarlo ad una non meglio precisata ripresa economica, senza peraltro considerarne la compatibilità ambientale, è nei fatti fumo senza arrosto, questa voluta convivenza non può esserci.
    Io dico insomma che la radicalità delle scelta in ambito economico finiscono inevitabilmwente per identificare due e due soli schieramenti opposti, l’uno che condivide la scelta del pareggio di bilancio, il salvataggio a qualsiasi costo delle banche e tutto ciò che l’Eurocrazia ci ha imposto in quest’ultimo periodo, e l’altro che rifiuta un simile suicidio e vuole fare saltare il banco (e se è proprio necessario anche il sistema bancario globale), una terza via non esiste, è solo propaganda politica per allocchi.

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    Lucignolo

    |

    Sinceramente non capisco, Bersani non fa altro che dire come continuerà se non addirittura incrementerà le politiche di austerity dell’agenda Monti e il movimento arancione è in dubbio se allearsi o no con il PD? A parer mio se fossero in buona fede, gli arancioni, dovrebbero solo starsene alla larga. In realtà il movimento arancione fa comodo a tutti perchè sanno perfettamente che porterà via voti al movimento 5 stelle, su questo non ci piove, ed il Pd se lo cullerà portandolo fino alle elezioni solo per questo motivo. Dopodiché un bel sonoro calcio nel sedere…vedrete.

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