Aldo Giannuli
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Commenti (28)

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    Lorenzo

    |

    Caro prof. Giannuli
    la cosiddetta “democrazia della rete” non andrebbe lasciata alle “beatificazioni” che ne operano a Grillo & c, semplicemente perché sta è una colossale mistificazione. Per esempio con le “parlamentarie”, in 20mila avrebbero scelto i candidati al parlamento per il M5S. C’è gente finita in lista che ha ricevuto un numero di voti equivalente a quello dei componenti del proprio nucleo familiare. Per finire poi alle “quirinarie”: invitate al voto circa 48mila persone (parole di Grillo) a tutt’oggi non è dato sapere quante effettivamente abbiano votato, né i reali risultati in termini di quantità di voti ai singoli. E lasciamo perdere la figuraccia, mascherata dietro ad un improbabile attacco hacker, di aver invalidato il primo tentativo e di averlo ripetuto, e tacciamo pure di un Casaleggio che si mette a pontificare sul candidato ideale a “urne” aperte, influenzando il voto.
    Credo che i sondaggi suoi vari quotidiani online riescano a raccogliere una quantità maggiore di preferenze espresse, per cui tali modalità del M5S non sono altro che un sondaggio puro e semplice (oltretutto senza quelle basi statistiche che dovrebbe avere un sondaggio reale). E si parla di numeri estremamente risibili: un partito che avrebbe raccolto 8 milioni di voti mi parla di “volontà del popolo” per un sondaggio compiuto su una percentuale estremamente ridotta di suoi simpatizzanti?
    A mio parere, come scritto già sopra, qui siamo ad una colossale mistificazione.
    Oltretutto parliamo di un movimento che non ha ancora operativa la tanto reclamizzata “piattaforma per la democrazia in rete”.
    Poi si aprirebbero altre problematiche sulla gestione di questa “democrazia della rete”, democrazia che peraltro sarebbe in mano alle compagnie di telecomunicazioni (quindi di fatto una democrazia privatizzata), su di un mezzo che oltretutto è controllabile e pure filtrabile…

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    antonio

    |

    …È chiaro che la Democrazia, la tanta buona e cara Democrazia con la D maiuscola non c’è più e il peggio dovrà ancora arrivare !

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    alberto

    |

    napolitano è stato eletto in forma istituzionalmente corretta, ma storicamente scorretta.
    napolitano col suo gesto politico, accettando il reincarico, ha voluto dire chiaramente che la costituzione è uno strumento inefficace per garantire la governabilità di un paese perché ha dimostrato che la norma giuridica presuppone a monte una norma morale e storica che lui ha bellamente violato.
    la domanda è: perché lo ha fatto?
    per senso di responsabilità, vista la intricatissima situazione che si era creata?
    io non sò dare una risposta.
    azzardo col dire che forse si è preparato il terreno per l’elezione diretta del presidente della repubblica, cosa su cui io non sono per ora d’accordo, ma che non dispiace a molti elettori sia a destra che a sinistra.
    andremo verso un sistema politico maggioritario e semipresidenzialista?

    un appunto.
    rodotà è stato un candidato autorevole ma non adeguatamente asettico, e credo che l’asetticità del presidente della repubblica era un punto necessario per ricostruire un dialogo tra tutte le forze.
    chiaramente c’era il nodo berlusconiano da risolvere da sinistra; ma con l’attuale soluzione non si è peggiorata la situazione?
    berlusconi esiste e se lo si è accettato per 20 anni come avversario politico non lo si poteva inglobare fidando nell’assoluta imparzialità di un vero presidente super partes?
    perché lo sappiamo bene che un presidente super partes non avrebbe mai e poi mai firmato un lodo alfano; o no?
    perché dunque questa incapacità politica di mediazione tra le parti?
    perché questa ottusità nell’usare il parlamento come clava per impedire a una consistente parte dell’elettorato di impegnarsi per il cambiamento?

    attendo risposte se gli interrogativi lo meritano.

    saluti

    alberto

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    Elisabetta Arioti

    |

    Condivido in larghissima parte l’analisi di oggi, l’unica cosa che mi lascia perplessa (e vedo che non lo sono solo io) è la conclusione sulla “democrazia online”, che cambiando le forme della politica imporrebbe ai partiti di uscire dalla loro autoreferenzialità.
    Nessun partito dovrebbe essere autoreferenziale, rete o non rete!
    Personalmente anch’io in questo momento ho la sensazione che il mio voto sia stato preso e buttato nella spazzatura, per non dire di peggio, e sono piena di rabbia.
    Credo però che le “nuove forme di rappresentanza politica” abbiano poco da spartire con una presunta democrazia diretta gestita online non si sa come né da chi.
    E’ vero che la rete sta cambiando il nostro modo di vivere (e altrimenti che ci starei a fare davanti al monitor, a scambiare opinioni con perfetti sconosciuti?), ma costruire nuove forme di rappresentanza politica mi sembra decisamente più complesso che, per l’appunto, chiacchierare on line e magari premere un tasto per partecipare a un referendum virtuale.
    Troppo comodo, troppo facile, troppo poco compromettente…
    Alla fine il popolo online resta incollato al monitor e “la casta” continua ad autoreferenziarsi.
    Semmai il problema sono le modalità della comunicazione, su cui mi sembra che la sinistra, da decenni, sia davvero troppo scarsa.
    Una volta si parlava di controinformazione.
    E adesso? Lasciamo che l’egemonia comunicativa passi da Berlusconi a Grillo?

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    simona

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    dopo lo “stallo” si apre la strada per una riforma costituzionale in senso presidenziale che sarà fatta passare per necessitata e scontata, anche (ma non soltanto) grazie all’acclamazione popolare di Rodotà (sacrosanta). questo sarà il vero golpe, secondo me.

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    salvo lombardo

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    egr prof.è mai possibile che nel ns paese,un pugno,una minoranza, di ladri egoisti,corrotti,tangentari,tengano sotto,nella melma piu nera e letale ,una maggioranza,di pecoroni vigliacchi e cacasotto, quali noi siamo,,solo perche non siamo capaci di reagire come dovremmo, per tentare di riequilibrare i nostri diritti fondamendali,adenguandoli ai nostri doveri costituzionali?

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    rosario

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    Evidentemente la scelta di Rodotà è stata considerata troppo instabile per gli equilibri interni del PD e spiazzante rispetto agli equilibri interni del partito. L’arroganza e la supponenza con le quali il PD tratta il M5S hanno impedito di raggiungere un vero accordo politico (chissà come pretendeva il PD di avere solo i voti del M5S senza concedere nulla di veramente importante!). L’unica speranza di chiarezza dovrebbe arrivare dal congresso straordinario di quel partito, ma ormai temo che quel partito si sia ridotto ad un guscio vuoto.

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    SantiNumi

    |

    @Lorenzo
    Mi spiace ma il tuo commento non dovrebbe essere così assertivo visto che vent’anni di letteratura in materia asserisce esattemente il contrario di ciò che sostieni nonostante sottolinei giustamente delle criticità (che rimangono comunque evidenti e riconosciute per cui migliaia di ricercatori e attivisti lavorano per contenerle).

    Ti invito a fare delle query sul repository dell’Università di Berkley per leggere qualche paper in merito.

    Fatti, non opinione basate su manipolabili simpatie.

    @PROFESSORE
    Davanti all’obiettiva analisi che propone mi chiedo senza retorica: ha ancora senso usare il sostantivo “sinistra” come rappresentativo di coloro che dovrebbero perseguire gli interessi (reali o ideali) delle classi “deboli”?

    La “sinistra” richiama ad un’ala del parlamento che è attualmente svuotato del suo originario significato ormai in tutto l’occidente (salverei la Norvegia e poche altre eccezioni progressiste).

    La sinistra parlamentare dovrebbe richiamarsi alla locazione parlamentare del “terzo stato” dopo Rivoluzione Francese;ma nel 2013 ha ancora senso identificare 3 blocchi (aristocrazia+teocrazia contrapposti al'”ex” proletariato e alla middle class)?

    Per questioni statistiche non dovrebbere esistere un solo terzo stato al potere?

    Questo terzo stato ha altre alternative di fare il suo bene (che statisticamente coincide col bene collettivo) influendo “direttamente” sulla res publica (la tanto agognata democrazia diretta abbandonata dopo la morte delle poleis e ora “tecnicamente possibile”)?

    Grazie mille per le sue analisi.

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    Elisabetta Arioti

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    Così, alla fine, la Serracchiani ce l’ha fatta anche se per poco, nonostante il tracollo PD a livello nazionale. Non solo, i 5* ottengono un risultato non certo brillante e senz’altro al di sotto delle loro aspettative.
    A quanto pare, il tema della rappresentanza è molto più sentito a livello locale che nazionale, e gli elettori sono decisamente più selettivi quando si tratta della loro piccola patria.

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    Andrea T

    |

    Ma il golpe non sta nella scelta di Napolitano, il golpe sta nella RIELEZIONE. E’ un nuovo salto di qualità nella trsfigurazione materiale della nostra Costituzione che è avvenuta negli ultimi 20 anni

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    gigilibar

    |

    Stimato prof.,
    Vorrei fare una considerazione su ciò che Lei definisce “sostanziale sordità della classe politica” e per far ciò mi sposto su un piano più generale.
    Un colpo di stato lo ripenserei come una trasformazione di un ordine costituito attraverso metodi sleali.
    Certamente la storiografia ci ha abituato a pensare alla locuzione “colpo di stato” come un fenomeno di sovvertimento legale, attraversato dallo spargimento di sangue, l’uso delle armi, violenza, ecc. Con sicurezza, non su questo piano possiamo classificare gli accadimenti di cui parliamo. Parimenti un “colpo di stato” può avere delle caratteristiche meno vistose ed esser agito attraverso l’intervento esterno di “forze di pressione” atte a orientare il governo a proprio favore.
    Proviamo a vedere, ora, la nostra situazione politica da un’altra posizione: dagli effetti. Avremo un presidente pro establishment europeo/atlantico che farà un governo pro establishment europeo/atlantico; avremo le politiche che ci hanno appena preceduto: questa era la “necessità” per l’Italia. Il “palazzo” doveva produrre questo – avrebbe preferito raggiungere il risultato in un modo più ortodosso, non ci è riuscito ed ha deciso così -.
    L’aver così deciso, contro il palese sentimento del popolo, non è forse un atto di violenza? – la violenza non è un’azione che viene compiuta verso chi, in un certo momento, viene considerato più debole (le istituzioni sono difese dalle armi)?; mira ad indurre comportamenti desiderati (acquiescenza del popolo)? -. Quello che è accaduto non è, forse, un comportamento che va contro l’etica della lealtà? Elemento, questo, decisivo nella relazione tra rappresentante e rappresentato. Se il rappresentante, dopo la promessa di rappresentare, si slega da questa relazione non si sconvolge un ordine costituito sulla fiducia di questo legame? Il rappresentato concederebbe all’aspirante rappresentante il potere di rappresentarlo sapendo di essere tradito? Come si può difendere colui che in questo caso è tradito?
    Li si annida il senso di “colpo di stato” nella rottura della “sacralità” della rappresentanza che trasforma la democrazia in qualcosa di arbitrario dove il popolo è messo da parte illegittimamente cioè privato delle condizioni volute dalla legge.
    Il re è nudo.

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    Riccardo

    |

    La butto lì.

    Risultati elezioni regionali Friuli Venezia Giulia: Debora Serracchiani vince di strettissima misura (+0,4%) sul candidato della destra. A livello di coalizioni le liste che appoggiano Serracchiani perdono di sei punti percentuali nei confronti della coalizione della destra. Il M5S si ferma poco sotto il 14%; i 54924 voti presi dalla lista sono poco più della metà rispetto a quelli ricevuti dal candidato Saverio Galluccio (103133 voti).

    Non c’è niente da fare, nemmeno stavolta gli elettori del PD hanno colto l’occasione per dimostrare di essere migliori della propria classe dirigente. Sarà che il voto a livello regionale e amministrativo si basa su logiche diverse a quelle “romane”, sarà che la Serracchiani è renziana (e allora peggio mi sento…), fatto sta che un segnale definitivo non lo hanno mandato neanche ora. Ci penserà un bel governo di larghe intese-bis a dare il colpo di grazia a questo partito di traditori?

    Il M5S perde le elezioni, rimanendo più o meno sulle stesse percentuali prese alle recenti elezioni regionali (nemmeno il candidato sfonda il 20%). Paradossalmente (ma non troppo) penso che se non si fosse presentato alle politiche di febbraio ora il M5S avrebbe eletto il primo governatore della sua storia.

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    paolo

    |

    Condivido l’analisi, come quasi sempre del resto ; una cosa solo vorrei chiederti: il motivo della tua avversione verso la Bonino, io non conosco la tua posizione a riguardo – forse mi sono perso qualche tuo passo- Emma mi pare una persona inecceppibile e preparata, attenta ai bisogni degli ultimi, magari discuterei sul liberismo..( o libertarismo ?)
    grazie

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    makno

    |

    GENTILE PROF GIANNULI, DAL PROFONDO NORD EST SI REGISTRA CHE LA SERRACCHIANI, ROMANA DE ROMA, VINCE SUL GOVERNATORE USSCENTE DI CDX L’AUTOCTONO TONDO, E TRASCINA IL PD AL 28% IN UNA REGIONE EUROPEA MA MODERATA, I 5 STELLE FORTEMENTE RIDIMENSIONATI MA CONSISTENTI. UNA PRIMA CONSIDERAZIONE LA LEGA ESCE COMPLETAMENTE RIDIMENSIONATA, IL PROGETTO DELLA MACROREGIONE è SEMPLICEMENTE IMPROPONIBILE CON QUESTI NUMERI, IL MODELLO FORZALEGHISTA MOSTRA LE SUE CREPE SUL PIANO SOCIALE ED ECONOMICO , PARADOSSALMENTE LA CRISI DELLA DESTRAè MOLTO PIùPROFONDA DI QUELLO CHE AL MOMENTO APPARE,E RIESCONO A NASCONDERLA SOLO PER LA’AMENITà DEL PD

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    Aglieglie Bratsorf

    |

    Caro Giannuli
    in tutto il suo discorso, senza precedenti già per il fatto di essere l’enunciazione di un programma politico e non un giuramento, il “peggior presidente della storia repubblicana” ha pontificato su tutto, omettendo una sola, breve, piccola parola: POPOLO.
    Un presidente, custode della costituzione, che “dimentica”, nelle parole, che la sovranità appartiene al popolo e che si impegna, negli atti, a togliere sovranità alla nazione e alle istituzioni, senza ricorrere per questo al popolo che la possiede, semplicemente agisce contro la costituzione (ricordo che più volte, ma in una in particolare all’insediamento del governo Monti, Napolitano aveva espresso l’impegno suo e del governo a “procedere a tutte le necessarie cessioni di sovranità).
    Certo, la politica si è schierata, per salvare sé stessa, a difesa del presidente eversore con poteri assoluti, le istituzioni sono per questo blindate (la parola colpo di stato non piace ma il fatto è quello), ma il diritto non potrebbe configurare in questo un attentato alla costituzione repubblicana?

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    Giovanni Mancuso

    |

    Buongiorno Professore, solo una riflessione sui numeri appena pubblicati dal mov5stelle:
    Rodotà che ha preso 4.700 voti, che sono il 17% (dei voti espressi29.000), il 9,6% (dei voti degli iscritti 49.000), lo 0,065% (degli elettori del mov5stelle 8.600.000) che sono lo 0,00002echenso% (degli elettori Italiani 47mil.) qualcuno del mov5stelle può spiegarmi cos’è la Democrazia? io credo di non saperlo più. Un abbraccio

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    Massimiliano Casanova

    |

    Napolitano accettando il suo secondo mandato non solo ha posto in essere la possibilità che un presidente nominato dal Parlamento possa occupare il Quirinale per 14 anni (con un incremento temporale di presenza che non trova analogie nelle repubbliche occidentali), ma ha ratificato la sua incostituzionale estensione di funzioni.
    Egli infatti si è nuovamente arrogato (dopo il precedente di Mario Monti) il diritto di poter decidere il premier al posto del Parlamento e il programma di governo (di fatto quello dei 10 saggi).

    Questo bypassa il ruolo delle elezioni politiche parlamentari e ridimensiona la presenza delle forze elette in Parlamento a mero agente della volontà espressa dal Presidente della Repubblica, togliendo significato all’elezione politica quale sostanziale indicazione parlamentar-elettorale per l’incarico di governo. In pratica si è passati dall’essere una Repubblica parlamentare ad una Repubblica di tipo presidenziale, la quale pur apparendo simile per taluni aspetti a quella di tipo francese, è autocraticamente in chiaro contrasto con la vigente Costituzione italiana.

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    SantiNumi

    |

    @Giovanni Mancuso

    Visto che sei confuso e “dai i numeri” provo a chiarirti le idee:

    DEMOCRAZIA E’ PARTECIPAZIONE

    Tu ti sei iscritto al portale per votare?

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    ugo agnoletto

    |

    Berlusconi, ma non solo lui, aveva bisogno di uno che lo garantisse. Chi meglio di Napolitano? Messa la testa ora si procede di conseguenza. Abbiamo un golpe che passa attraverso gli strumenti democratici e non si può far niente per evitarlo.

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    Zeno Siclari

    |

    @ Ugo Agnoletto. Molto interessante il PDF linkato!

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    Davide

    |

    Ma io non capisco. Ogni giorno muore tanta gente che ha la sola colpa di nascere in Africa o in Honduras e questi non crepano mai, mai , mai !!!!!

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    claudio

    |

    @ugoagnoletto visto che sono pigro potresti segnalarmi la pagina in cui c’è scritto che il presidente non è rieleggibile. 🙂

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    ugo agnoletto

    |

    @claudio
    come già scritto, fondo pagina 6

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    davide

    |

    Un altro che ha nel CV la Trilateral! Annamo bene.

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    salvo lombardo

    |

    egr prof l incarico gattopardesco a letta è una secchiata di merda,piu merda puzzolente e offensiva per le nostre piccole intelligenze che non si puo, gettata in faccia a noi poveri coglioni,che non siamo capaci di reagire,a chi continua a pigliarci per scemi e decelebrati,a quando la reazione?

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