Aldo Giannuli
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Commenti (8)

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    elnin

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    Salve,
    non sarebbe anche il caso di capire come mai i processi di emancipazione politica delle classi svantaggiate si sono anchilosati, fermati, regressi e su quali basi politiche e formative generare le identità sociali?
    Sarebbe a dire cosa significa oggi la conquista dei mezzi di produzione? Che cosa è la produzione che emancipa? Perché nel pensiero comunistà è assente la gestione evolutiva della velocità, se non nel mantra ‘quando le cose evolveranno affronteremo la situazione’ che poi si è sempre risolto nel mantenere il più possibile lo status precedentemente raggiunto?

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    Venceslao di Spilimbergo

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    Buonasera a Lei Professore e all’Esimio signor Casati
    Mi sia concesso di rivolgere i miei complimenti all’autore per questo articolo così interessante sia dal punto di vista storiografico sia da quello filosofico, per quanto concerne la dottrina Marxista di inizio Novecento (e la sua evoluzione, a seguito della Rivoluzione di Ottobre, in dottrina Marxista- Leninista). Pur non intendendo muovere alcuna critica allo scritto qui proposto (non ne avrei le competenze necessarie) mi sia però permesso, sperando che l’Esimio non ne vorrà per questo, di rendere nota la mia perplessità su tre punti accennati alla conclusione del breve saggio: il richiamo a ricondurre “alle loro dimensioni sociali” le battaglie politiche contemporanee; l’aver definito “pericoloso” il voto operaio al Presidente Trump; l’auspicio di un recupero delle idee del signor Gramsci (e implicitamente del signor Lenin) in questa nostra epoca. Orbene, per quanto concerne il primo punto non avrei molto da obiettare se non fosse che, le battaglie politiche odierne, prima che alle loro dimensioni socio- economiche dovrebbero essere ricondotte alla loro più importante e vera dimensione: quella geopolitica; purtroppo è tipico dei Progressisti ignorare o quanto meno mettere in secondo piano questo aspetto invece assolutamente fondamentale. Non dimentichiamoci che questo modo di approcciarsi alla realtà fu una delle cause della sconfitta (ebbene si, bisogna accettare che di tale fatto si trattò) del Socialismo Reale durante la Guerra Fredda. Sul secondo punto invece mi limiterò a fare presente che definire “pericoloso” il Presidente Trump significa, col dovuto rispetto, non conoscere molto ne’ del personaggio, ne’ delle sue idee, ne’ tanto meno del suo programma. Se la maggior parte del mondo operaio e anche contadino Americano lo ha sostenuto forse qualche ragione ci sarà… a meno che non si voglia resuscitare la vecchia (e per nulla degna di nostalgia) formula per cui “il popolo è saggio quando vota chi vogliamo noi, mentre è stato ingannato (modo elegante per dare ad esso dell’ignorante) se vota qualcun altro”; non sarebbe per nulla una disgrazia se la Sinistra finalmente abbandonasse questo approccio tanto paternalistico quanto odioso nei confronti del Popolo elettore. Infine il punto terzo. Non intendo mancare in alcuna maniera di rispetto al signor Gramsci (e al signor Lenin) ma… per quanto possa apparire frustrante, auspicare di recuperare il suo pensiero nella nostra epoca (per poterlo poi mettere in pratica, sic!) è quantomeno irrealistico: il nostro mondo è così diverso da quello di solo venti anni fa che applicare ad esso teorie di ere passate rischierebbe o di non portare a nulla o di generare più danni di quanti già ce ne siano. Se la memoria è doveroso che venga preservata (per quanto deformata inevitabilmente dal vincitore, nell’atto dello scriverla), altra cosa è recuperare quelle idee… le quali, pur nobilissime, appartengono ad un tempo oramai superato.
    Congratulandomi nuovamente per il lavoro svolto, saluto Lei Chiarissimo e l’Esimio signor Casati augurando ad entrambi ogni bene e una buona serata

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      Lorenzo

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      ***a meno che non si voglia resuscitare la vecchia formula per cui “il popolo è saggio quando vota chi vogliamo noi, mentre è stato ingannato se vota qualcun altro”***

      Lei è in grave ritardo sugli sviluppi del pensiero giannuliano. Il Nostro teorizza apertamente il diritto-dovere di ingannare attivamente e in prima persona il popolo (sovrano, eh eh…) tramite la diffusione di false e lacrimevoli notizie, se questo si rifiuti di accettare l’invasione extracomunitaria.

      Smantellare la demo(pluto)crazia per salvaguardare la razza o combattere lo strapotere delle multinazionali (come fa Maduro) è anatema, ma quanto si tratta di salvaguardare il pregiudizio umanista smantellarla diventa una santa missione.

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      • Aldo S. Giannuli

        Aldo S. Giannuli

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        temo che lei non regga più bene l’alcool

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        Venceslao di Spilimbergo

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        Buonasera Esimio signor Lorenzo
        La ringrazio per aver voluto concedere un po’ del suo tempo al mio commento di tre giorni or sono. Prendo atto del suo punto di vista (legittimo, come quello di tutti gli altri ospiti di questo sito… che approfitto di salutare), ma in tutta sincerità non riesco a condividerlo. Non me ne voglia Esimio ma… se da un lato ho il timore che Lei sia stato ingeneroso verso il nostro anfitrione, a cui dobbiamo questo foro virtuale… dal altro lato temo che non abbia ben articolato il suo pensiero, il quale mi è parso al quanto confuso sia nei contenuti oltre che nella forma.
        Attenendo di poter nuovamente conversare con lei, la ringrazio nuovamente per la sua cortesia dimostratami… e nel frattempo la saluto augurandole ogni bene e una buona serata

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    Lorenzo

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    La ex-sinistra soffre ormai di un vero e proprio sdoppiamento della personalità, in base al quale persevera a discettare di Lenin e Gramsci (gente seria che voleva distruggere lo stato liberale a forza di guerre e insurrezioni e instaurare una dittatura armata) e contemporaneamente vota Renzi, D’Alema e/o Grillo (o quantomeno li sostiene contro la destra per ridere).

    In un mondo come quello odierno un comunista serio, determinato a valorizzare il retaggio dei padri spirituali, non si augura la formazione di vaste alleanze sociali; si augura il crollo dell’impero statunitense in un cinquantennio di apocalissi economiche e di guerre civili e meno civili, che affossino il capitalismo globalizzato, la civiltà dei consumi e la metafisica borghese della soggettività individuale.

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      foriato

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      Allarma, allarma! Lorenzo Molossov, pericolone figlio della lupa, è a piede libero. L’ultima volta è stato visto in giro per il blog di Aldo Giannuli travestito da metafisico discotecaro…

      https://www.youtube.com/watch?v=dO3t-3Ih4KQ

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      Herr Lampe

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      Magari non lo avrei detto con le parole di Lorenzo, ma in effetti l’articolo di Casati è l’ennesima riproposizione dell’ulivo, al di là del tema esplicito.

      No grazie, abbiamo già dato direi. E Casati anche se non ricordo male. Ma magari ricorda male lui 😉

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