Aldo Giannuli
Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

Storico, è il promotore di questo, che da blog, tenta di diventare sito. Seguitemi su Twitter o su Facebook.

Commenti (11)

  • Avatar

    Pierluigi

    |

    Caro Aldo,
    a me non sembra necessario valutare l’apporto di tutte le variabili da te considerate al fine di risolvere l’equazione.
    Con riguardo a Siria ed Iraq, la frustrazione dei sunniti viene utilizzata dalla Turchia dell’orrido Erdogan per le sue ambizioni neo imperiali.
    Tu poni la domanda da dove (geograficamente) arrivano le armi all’ISIS mentre io porrei la domanda da dove esce il petrolio prodotto nei territori controllati dal medesimo.
    La risposta, identica per entrambe le domande, ce la fornisce la geografia: la Turchia.
    Erdogan controlla la maggior risorsa delle aree conquistate dall’ISIS, delimita l’area di influenza sciita e minaccia di distruzione le aree autonome curde evitando che esse possano diventare la prova della possibile serena esistenza di uno stato curdo.
    Se poi quelli del PKK voglio combattere per Kobane o Erbil, ben venga!
    Basta che non rompono in Turchia.
    Mi sembra un bel risultato!
    In Libia il gioco è reso più interessante dagli egiziani per i quali la presenza dell’ISIS è un ottimo pretesto per giustificare l’occupazione della Cirenaica.
    Al Sisi come Mehmet Alì Pascià?

    Reply

  • Avatar

    Giacomo Bandini

    |

    Gentile professore,

    mi piacerebbe avere la sua opinione sulla politica più specifica di un altro importante player della politica regionale, l’Arabia Saudita. Da un lato l’Arabia saudita appoggia fortemente il nuovo regime militare egiziano, arrivando alla “scomunica” per così dire dei fratelli mussulmani, dall’altra ci sono molti indizi che fanno pensare ad un finanziamento saudita dell’ISIS, che l’Egitto lo prende di mira regolarmente. Insomma, qual è il rapporto dei sauditi con l’Egitto?

    Reply

  • Avatar

    Zerco

    |

    “L’Iran ed i suoi alleati sciiti irakeni attendono pazientemente che gli altri si logorino”; non direi proprio: in Irak c’è la brigata Quds dei Pasdaran; il suo comandante, generale Qassem Suleymani è sul campo a coordinare l’esercito irakeno. L’importantissima offensiva in corso a Tikrit in questi giorni è proprio guidata da lui (ci sono fior di foto e non taroccate come quelle del SITE), che è un vero e proprio mito vivente in Iran e tra gli sciiti. Il fatto che i media occidentali tacciano questa presenza è proprio per nascondere a noi il fatto che chi combatte l’ISIS è proprio l’Iran e che la NATO (brandendo i filmini del SITE) è corsa in Irak per cercare di troncare ancora una volta l’avvicinamento tra Baghdad e Teheran.
    Come in Siria chi sta combattendo l’ISIS e tutte le altre sigle terroristiche armate e finanziate da noi (NATO+CCG), insieme all’esercito governativo che si è fortemente riorganizzato (dire “quello che resta” è francamente fuorviante) è Hezbollah.
    Che ci sia un coordinamento militare lo hanno detto chiaramente sia Assad che Nasrallah che Michel Aoun. Anche qui i nostri (NATO+CCG) silenzi mediatici e tentativi di assalto militare sono volti a troncare legami strategici per noi scomodi.
    Le ulteriori sanzioni comminate l’altro ieri dalla UE ai “fancheggiatori di Assad” per punire la “repressione del regime” cosa sono se non una dimostrazione che proprio Assad sta vincendo un po’ troppo?
    A me pare che chi la stia combattendo, questa guerra, sia chiaro.
    Sono proprio i curdi che, divisi in fazioni tra PKK, YPG, PYD, Allawi, Barzani… non si capisce che gioco stanno giocando.

    Reply

  • Avatar

    Zerco

    |

    … per non parlare poi della “coalizione occidentale”, beccata a sganciare rifornimenti proprio all’ISIS; almeno tre volte: lo stesso governo irakeno ha inviato proteste ufficiali.
    I conti tornano più di quanto sembri. Certo se si dà retta alla nostra “informazione”…

    Reply

  • Avatar

    mirko g. s.

    |

    Professore, io sapevo che nell’Isis erano confluiti anche i ceceni. Chiedo conferma se lei ha letto o sentito parlare della cosa. Grazie.

    Reply

    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

      |

      a quanto pare si, anche i ceceni (al netto dalle manipolazioni giornalistiche che magari enfatizzano interessantamente qualche segnale) sembrano aver riconosciuto l’Isis cone punto sdi riferimento

      Reply

  • Avatar

    Virginio Mazzelli

    |

    Strana analisi, fatta senza tenere conto di tutti gli elementi. Sull’assenza di analisi del ruolo di Iran e Hezbollah (ossia due delle entità che, assieme ai curdi e ai siriani, stanno effettivamente combattendo sul campo l’Isis) hanno già detto altri, mentre non ha ancora detto nulla nessuno sull’assenza del ruolo di Israele, che ha già abbattuto due aerei siriani che stavano colpendo gli islamisti e che fornisce cure mediche agli stessi, nonostante il precedente di Hamas, fatto crescere alle origini da Israele per indebolire la laica OLP.
    Ma grande assente è il ruolo dell’Occidente, nonostante articoli come questo
    http://www.foreignaffairs.com/articles/143238/barak-mendelsohn/accepting-al-qaeda
    che preferiscono i terroristi di al Qaeda “buoni” considerandoli come un male minore rispetto Assad, che essendo amico della Russia è il Male Assoluto. E l’articolo viene da Foreign Affairs, mica da “Complottismo oggi”.
    Il ruolo di Qatar e Arabia saudita è accennato ma non sviluppato, eppure è un ruolo dichiarato, non certo segreto.
    Non dico poi che sarebbe doveroso, ma almeno utile, tenere conto di questo articolo del 2011
    http://www.agienergia.it/Notizia.aspx?idd=699&id=45&ante=0
    su un progetto reso vano dalla successiva decisione di Assad di privilegiare un gasdotto Iran-Iraq-Siria, decisione a cui ha fatto seguito nel giro di pochissimo tempo lo “spontaneo” inizio della guerra civile.
    Insomma, la tesi sostenuta da questo pezzo, ossia che la situazione è molto più complessa di quanto appaia, è talmente vera che il pezzo presenta una situazione molto meno complessa di quanto non sia…

    Reply

  • Avatar

    leopoldo

    |

    sotto certi punti di vista l’isis ha grandi pregi, non è pericoloso per le classi dominanti arabe o occidentali, in occidente quando fanno qualcosa se la pigliano con dei giornalisti un po’ cazzoni o con la popolazione creando retorica di consenso per le limitazioni delle libertà. Poi incorporano generalmente europei dissadattati nell’area della piccola criminalità o studenti con la volontà di conoscere qualcosa di diverso dall’occidente. Sono privi di un vertice che possa effettivamente porre condizioni di governo e economie strutturate, che non siano legate al mondo della criminalità, ma si comportano come amebe con una ideologia semplice, rifiuto dell’occidente e stretta interpretazione di alcune regole islamiche e sopprattutto distrugere tutto quello che non corrisponde a quelle regole. Ad essere cinici potremmo dire una manna.

    Reply

  • Avatar

    Massimo

    |

    Curdi a parte? Invece Assad e l’Iran è brutto dire che stanno combattendo l’Isis?

    Reply

Lascia un commento

I miei libri

  • codeca_copertina_250
  • isis_250
  • uscirecrisigrande

  • servizi_media

  • servisefgrande

  • pafragrande

  • grandecrisigrande

  • 2006_russia_mussolini_250

  • 2008_bombe_250

  • 2009_abuso_250

  • 2013_noto_servizio_250

  • 2013_sistemi_elettoralli_250

Newsletter

* = campo richiesto!