Aldo Giannuli
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Commenti (2)

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    Gaz

    |

    Un volo solo andata nel jet privato per l’amico Silvio e, voilà, tutto si risolve.
    + donne per tutti (a costo di importarle dalla Cina);
    fioriere lustre;
    alleanze con americani, cinesi, indiani, pakistani, francesi, italiani e sopratutto sammarinesi (anche se ci ha già pensato Lavrov) e ciprioti;
    libertà di intrapresa per H18/24;
    tasse al minimo storico;
    sovvenzioni per tutti:
    spruzzata gratis sulla popolazione dell’ormone della felicità e dell’amore.
    In alternativa un volo Roma – Mosca, solo andata, in economica Aeroflot per Mariotto e Valerio. Marco R.I.P. .
    Nella peggiore delle ipotesi … con tutti i pezzi che ha perduto per strada Macron si può un governo e ne avanzano.
    Fosse per i miei gusti, voterei come Presidente Emma e come Primo Ministro Laura.

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    Gaz

    |

    Sembra quasi che la politica della Russia la facciano gli Stati Uniti, che la circondano da ogni dove, escluso a sud il confine con la Cina.
    Tolto il gruppo di potere di cui Putin è espressione, residuano le Forze Armate, che ora sono la fronda dello Zar.
    Le Forze Armate sono un elemento di perpetuazione della incapacità della Russia di uscire dal ripiegamento interno e difensivo in cui è.
    Gli Stati Uniti non si fidano degli apparati militari della Russia, sebbene questa sarebbe felicissima di fare buoni affari.
    Il rapporto col Giappone è incentrato sugli scambi economici. I russi hanno escluso la restituzione delle isole Sakhalin, occupate a guerra terminata. Le pressioni militari a favore delle Armate presenti a Vladivostock, sono tali da impedire qualsiasi apertura al riguardo. La costituzione di un grande parco naturale marino e terrestre farebbe felici tutti, ma è ipotesi non presa neppure in considerazione, perchè l’interesse militare russo è prioritario. Col ché il Giappone, con l’Italia, – restano in base allo Statuto delle N. U. – le potenze sconfitte con la WW2.
    La questione nord Corea è trattata a Mosca è condizionata da una visione da guerra fredda, tanto che il realismo americano fa ritenere irrilevante il possibile apporto russo.
    L’espansione militare indiretta russa in Libia è più un fattore di debolezza, che di forza: obbliga a passare sotto le forche della Turchia; inoltre, in caso di intensificazione del conflitto, con dinamiche e sforzi diversi da quelli siriani, sarebbe un problema per la Russia, il cui Pil ha un valore compreso tra quello della Corea del Sud e della Spagna.
    I rapporti euro-russi sono pensati da Putin come quelli tra uno stato sovrano (la Russia appunto) e un gruppo di stati vassalli degli Stati Uniti. La cosa è vera fino a un certo punto, perché di ottimi affari con gli Stati europei, in primis con la Germania, la Russia ne ha fatti.
    Tanto più Putin attua una politica di potenza, più lunga del passo che la Russia può permettersi, tanto più la Russia si trova spiazzata.
    Putin ha come Ministro degli Esteri Lavrov, un autentico fuori classe, cresciuto a pane e diplomazia, ma per quanto bravo, se astretto tra rigidità interne ed esterne, gli spazi di manovra sono inesistenti, non può mettere a segno colpi importanti. Significativamente, quando qualche invasore della Libia chiese alla Russia di mettere colà ordine tra le fazioni in guerra, Lavrov quasi si arrabbiò, dicendo che il caos libico non era stato creato dalla Russia: la quasi ira nascondeva la prudente quasi impotenza.
    Il problema è politico.
    Nel momento in cui la democratura russa non raccoglie e rappresenta le istanze partecipative, il corso della politica segue percorsi autoreferenziali e non democratici.
    Discorso che vale sopratutto per l’Italia, dove la maggioranza di governo è una minoranza abbarbicata alla poltrona.

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