Aldo Giannuli
Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

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Commenti (16)

  • Pierluigi Meneghetti

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    Il bene comune non è né di sinistra nè di destra!

  • Maurizio Melandri

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    Trovo molto interessante quanto hai esposto, la teoria del “punto di confusione” spiegherebbe molto bene sia le genesi che il progredire di certi movimenti. Veramente interessante, non ci avevo mai pensato.

    Mi incuriosisce casomai come inseriresti nel cubo gli “anticapitalisti”.
    Mi spiego meglio, sinitra e destra si muovono all’interno di un sistema dato che chiamiamo capitalismo. Come abbiamo appreso questo sistema tende a trasformare tutti in merce (cfr. i cosidetti beni comuni).
    Ora la lotta per i beni comuni potremmo definirla una lotta anticapitalista.
    Per cui il forum dell’acqua come lo mettiamo nel cubo?
    O è al di fuori dello stesso? Dato che ha portato avanti un lotta che è realmente rivoluzionaria?
    In fondo, non è vero che il comunismo prende il nome dalla proprietà “comune” dei beni?

  • Nino sottotesi

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    Dubbi di un quasi-storico che cerca di spiegarsi che COSA sia Grillo:
    a) è lo stesso “punto zero” che fluttua liberamente a seconda del periodo storico in questione…cioè è difficile stabilire una traiettoria o un’area all’interno del cubo visto che esso stesso è variabile..credo che il punto zero possa essere definito solo per un periodo storico-politico limitato. Poniamo di cercare il punto zero “odierno”: fino a quando dobbiamo spingerci indietro? fino a mani pulite? prima o dopo? oppure siamo all’inizio di una nuova fase (con un diverso “cubo”)?
    b) siamo sicuri che l’immagine del cubo sia appropriata? per confrontare due forze politiche diverse ho bisogno di un metro di riferimento univoco che le metta a confronto (e se utilizzassimo dei vettori?). Quali potrebbero essere i parametri utili a caratterizzare genericamente un raggruppamento politico nell’epoca odierna dove lo stesso “politico” è messo seriamente in discussione in nome della best way economica e della pochezza personale e politica degli stessi eletti (quale delle due sia la causa e la conseguenza è difficile a dirsi)…
    Nino

  • rosario

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    Il movimento 5stelle, a mio parere, va inquadrato in quel largo movimento di cittadinanza attiva nei quali vanno collocati i movimenti No-TAV, Dal Molin, la stessa cittadinanza civile con le sue manifestazioni (girotondi, il movimento delle donne e adesso l’associazione ALBA) che stanno cercando di dare una voce dal basso, lì dove la loro voce non arriva o viene sbrigativamente definita antipolitica dai politici paludati e da certa stampa. Il punto di arrivo forse non esiste, esiste solo un gran desiderio di essere rappresentati, ma come sappiamo le resistenze sono notevoli. E’come un fermento che sta lievitando e potrebbe irrancidire, se non riesce a trovare la sua rappresentanza politica. Personalmente sto seguendo con molto interesse le proposte della cittadinanza civile e di ALBA, viste le personalità in campo. Ma mi rendo conto che prima delle elezioni politiche nazionali qualche partito dovrà andare incontro a questa voglia di essere rappresentati con le loro (giuste!) istanze e cercare il punto di mediazione possibile. Vedremo se nascerà un nuovo partito. D’altra parte i “vecchi”partiti come sono nati?

  • salvatore guida

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    il punto di confusione ha, in realtà, un proprio nucleo fondante che è costituito dalla insoddisfazione,
    sulla quale fanno leva i capi carismatici, per raccoglierla, in blocco e senza sfumature, e farla diventare cemento di tutte le frustrazioni, rinviando ad un indefinibile futuro gli sbocchi possibili.
    In fondo, a questi capi, non serve una prospettiva di lungo termine;
    vivono per un loro eterno presente
    e c’è da pensare che non amino sperare che le loro parole d’ordine vengano raccolte da uno o più partiti “tradizionali”: ciò toglierebbe loro la ragion stessa d’esistere e finirebbe per mettere a nudo la pochezza politica di programmi concepiti sulle varie gradazioni del NO, comunque, senza i se e senza i ma che vengono vissuti come fastidiosi orpelli della capacità di dubitare, ragionare, elaborare, decidere! Non sia mai che a qualcuno possa capitare di chiedersi dove si stia andando….

  • Andrea T

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    Io ho seguito il movimento 5 stelle per anni, pur non essendone sostenitore elettorale. Sono convinto che i movimenti come questo, prima di tutto, esprimano una istanza “prepolitica”. Infatti, come qualcuno scriveva nei commenti precedenti, prima di tutto si inquadra nel bisogno di cittadinanza attiva in cerca di un diverso contratto sociale.

    La prima sfida proposta da grillo è di metodo più che di merito: le decisioni si prendono in maniera trasparente, coinvolgendo e informando i cittadini. Per questo si pone principalmente come antagonista della “partitocrazia”,che è un sistema di potere e un modo di decidere opaco e consociativo, chiuso nelle segrete stanze. La “partitocrazia” – aristocratica (si fa per dire) e lontana dal cittadino medio – è soltanto l’ultima evoluzione della cultura italiana del potere, che conserva elementi chiaramente premoderni (come del resto molte componenti della culura italiana in generale) e scarsamente compatibili con un concetto di democrazia beninteso e coerente con la lettera della nostra Costituzione.
    Questo spiega anche perchè Grillo, in questa fase, è visto come il demonio dai componenti della “casta” (e non solo quella politica).

  • GA

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    Ciao Aldo potresti leggere Defending Democracies di Giovanni Capoccia. Parla proprio di questi partiti, chiamati partiti anti-sistema, in una versione aggiornata dello stesso concetto coniato da Sartori. Da quel che ricordo Capoccia sostiene che questi partiti tendono, come dici tu, a gonfiarsi rapidamente e a sgonfiarsi altrettanto rapidamente. Il tutto sta nell’aspettare, probabilmente non staremmo a parlare di Hitler se il Centro non lo avesse aiutato.
    Dopotutto anche Mussolini si rammaricava del fatto che fatta la rivoluzione restassero i rivoluzionari. Certo Verdi, Grillini o Lega non hanno gli appoggi delle elite che hanno avuto Nazismo e Fascismo (come ricorda Bobbio e Capoccia il legame con le vecchie elite è stato indispensabile per andare al potere) ma qualche danno lo fanno ugualmente.
    È vero che da un lato i vecchi partiti faticano ad aggiornare la propria agenda, ma è anche vero che le “semplificazioni” dei nuovi movimenti, contrapposti all’ampollosità dei vecchi aiuta molto. Credo sia questa la caratteristica principale del populismo europeo.
    C’è crisi, i partiti di potere sono troppo legati a chi questa crisi l’ha provocata e quindi con loro l’alternativa è dura. I nuovi si preoccupano solo di cavalcare. Oltre a Grillo io sono francamente stupito di altri che ritenevo più.. come dire… prudenti e consci della complessità come il trio Marco Revelli, Paul Ginsborg e Luciano Gallino.

  • Stefano

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    il Movimento 5 Stelle è euroscettico, ambientalista, e no/new global, propone un approccio alla globalizzazione “leggera”, una globalizzazione di idee e non di merci “Cristoforo Colombo portò i semi delle piante dalle Americhe, non aprì una holding di import-export”. soprattutto cerca la partecipazione attiva dei cittadini, con una democrazia diretta per certi versi simile a quella svizzera. essendo poi un movimento nato in Italia non può che battersi contro i privilegi e le angherie dell’oligarchia politica nostrana. questi sono i concetti di fondo, poi metteteli dove vi pare

  • Stefano

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    dal punto di vista sociale lo vedo più di sinistra che di destra, se non altro perché critica la globalizzazione e gli oligopoli, causa prima dell’ingiustizia sociale. promuovendo l’autoconsumo, il km-zero, il p2p, la collaborazione, lottando contro i privilegi di politici, giornalisti, le superpensioni (chiedono un limite minimo di 1000 euro e massimo di 3000 si promuove la giustizia sociale senz’altro più efficacemente che attraverso la ridistribuzione della tassazione.

  • sergio

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    caro professore, trovo illuminante la sua teoria del punto di confusione. Pare di capire che non coincide col centrismo come collocazione politico-valoriale, risultando piuttosto da una compresenza di idee opposte in tensione; una ‘emulsione’ destinata a durare poco, come lei dice.

    Mi chedo perché i partiti non cerchino di installarvisi permanetemente – visto che occuparlo porta tanti voti; e cosa determina il passaggio dalla fase ‘confusione’ alla fase ‘identità’ nella vita di un movimento/partito… Forse a un certo punto bisogna venire allo scoperto, avvicinandosi alle pareti del cubo o della sfera, pena una perdita di credibilità, e da questo momento è l’identità a contare, il posizionamento chiaro e netto (sempre entro certi limiti).

    Ma cosa dire di quei movimenti che non sono nati intorno a un punto di confusione, avendo optato fin dall’inizio in modo netto per certi valori? Non sarà che avevano basi teoriche più salde, e che i valori che scelsero (es. l’antifascismo) erano anche più diffusi e forti nell’opinone pubblica e soprattutto molto meno negoziabili, anche se allora questa parola non si usava?

  • oreste

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    MI sembra proprio un punto di confusione molto vicino agli “apoti” dal movimento dell’Uomo Qualunque, l’inneggio alla folla di Giannini, e l’idea della politica di Guareschi. Come ebbe a dire un mio professore parlando del Qualunquismo, “rappresentava pulsioni reali ma non durature, rappresentava umori, ma gli umori sono transitori, cambiano. “

  • Fabio

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    “…le componenti autoritarie ed antiegualitarie hanno prevalso su quelle libertarie ed egualitarie, per una serie di ragioni, la principale delle quali sta proprio nel carattere carismatico del movimento.”

    Si può dire altrettanto del comunismo, dopo la Rivoluzione d’Ottobre.
    All’epoca, il movimento comunista internazionale conteneva tante “correnti” di pensiero. Quello di Lenin era solo uno di essi, al quele era avversa, per fare un esempio e proprio per via della sua violenza, Rosa Luxemburg.
    Mentre la rivoluzione comunista sembrava a tutti remota (Marx spiega che essa può avvenire solo dopo l’egemonia capitalista mondiale e in una società fortemente industrializzata – quindi certamente non nella Russia del 1917), sorprendentemente Lenin prende il potere e, pertanto, acquisisce un carisma ed un prestigio senza precedenti all’interno del movimento. Pian piano, il bolscevismo (totalitario) diventa l’unico riferimento ideologico per i comunisti (le reazioni contro questa egemonia rimasero dappertutto minoritarie, vedasi i vari movimenti come DP, PDUP per il comunismo, ecc. in Italia)… con le conseguenze odierne, ossia il discredito TOTALE – e che purtroppo, temo, durerà a lungo – di ogni velleità di alternativa al capitalismo. Con situazioni grottesche come quella del PD italiano, erede del PCI, che aderisce pienamente all’ideologia del libero mercato e del capitalismo.

    La Rivoluzione russa è stata una catastrofe in primo luogo per l’Ideale comunista (e per gli altri, alternativi al capitalismo).

  • Robert

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    Molto interessante…

    direi che il mov5stelle contiene e si fonda gia’ un ossimoro di base : la massima liberta’ (di intrapresa? di espressione?) e il massimo egualitarismo (uno vale uno è lo sglogan!)
    con i massimo autoritarismo : se violi lo pseudoregolamento o esprimi dubbi o critiche verso grillo e la casaleggio sei Fuori!
    da quello che mi hanno detto inoltre il blog
    censura qualasiasi critica anche circostanziata e moderata verso grillo…(capo carismatico appunto…)
    A mio modo di vedere comunque come ben emerge dal testo di Aldo , il mov5stelle è un sintomo di una gravissima crisi delle rappresentaza politica in italia e delle democrazia stessa…
    (ma d’altronde se il presidente del consiglio
    deve telefonare a berlino per avere l’avallo per pagare i credite della PA ,bè è un ben strana e ^nuova^forma di democrazia oramai…)

  • Diego

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    il fascismo era di destra?…mah, non ne sarei così sicuro. Diciamo che è stato definito di destra ex post dalla storiografia del dopo guerra, ma il fascismo in se non si proclamacva ne di destra ne di sinistra e se si compie lo sforzo di leggere gli scritti di uno dei più coerenti ideologi del regime, Giovanni Gentile, si vedrà che c’è un pari rigetto sia della destra (liberalismo in politica e liberismo in economia) che della sinistra (identificata col marxismo e la lotta di classe).
    In realtà la collocazione del regime fascista a destra ha qualche fondamento storico, Mussolini si pose a difesa degli interessi della borghesia industriale e agraria e questa è una posisizione che può essere definita genericamente di “destra”, tuttavia questa considerazione vale solo per il fascismo di regime, dal 1922 in poi. In realtà le origini del fascismo, che piaccia o no, sono tutte dentro le turbolenze tipiche della sinistra italiana! Il fascismo nasce nel 1919 come un partitino di sinistra alternativo che farebbe invidia agli odierni Vendola e Ferrero…dalla sinistra il fascismo del ’19 eredita quasi tutte battaglie come il voto alle donne, la giornata di 8 ore lavorative, la pensione di vecchiaia a 55 anni, la protezione dagli infortuni sul lavoro, la tutela delle ragazze madri, la confisca delle proprietà ecclesiastiche,la lotta all’analfabetismo,i minimi di paga, la confisca dei profitti di guerra, la partecipazione dei lavoratori alla gestione delle industrie e addirittura una tassa partimoniale con “carattere di confisca” (parole testuali) di tutte le ricchezze!…Come programma “liberale e liberista” di destra è piuttosto originale! In realtà ci sono 2 cose ancora più rilevanti che Mussolini ha ereditato dalla sinistra e in particolare dall’anarco-insurrezionalismo e del socialismo massimalista: l’uso della violenza politica e il disprezzo del parlamentarismo “borghese” ( considerato di “destra”…). Era inevitabile che questa violenza prima o poi si scontrasse contro gli odiadi ex compagni di partito (i socialisti che lo avevano espulso nel ’15), da cui la “geniale” intuizione del futuro Duce: ” ma se usassimo questa violenza per colpire i nostri odiati concorrenti socialisti a tal punto da risultare simpatici ai padroni e alla borghesia?”…Bisogna riconoscere che la pensata è geniale e diabolica allo stesso tempo e la strategia riesce in pieno: tra il 1920 e il 1921 i fascisti “limano” il loro programma su alcuni temi lo spostano decisamente a destra ( ma su altri temi rimarrà il vecchio programma di sinistra per non scontentare i fascisti della prima ora) e di colpo diventano l’unico argine alla rivoluzione rossa. Nel 1922 arrivano al potere.

  • Stefano

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    Non so il Movimento, ma sicuramente chi ne è il “promotore” (anche se a me pare più un leader – quale altro promotore ha il potere di dettare il comportamento dei suoi sponsorizzati nei confronti dei media televisivi?) ha dimostrato di essere una persona reazionaria, a tratti xenofoba e certamente omofoba. Personaggi capitanati da loschi figuri del genere non godranno mai del mio rispetto.

  • Massimo Preti

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    Caro Aldo, trovo la tua analisi uno spreco di tempo con venature di “io lo so cosa succederà”.

    Prima di scrivere articoli dove spieghi un fenomeno, cerca di capirlo non di infilarlo in uno schema o in un cubo.

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