Aldo Giannuli
Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

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Commenti (37)

  • Lazarus

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    il libro che aspettavo dal 1978, avvio il passaparola

  • Caruto

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    Ho letto il libro della Limiti.

    Allora mi colpi’ che il medico dell’Anello interrogato dal magistrato ed intervistato dai giornalisti disse che il libro della Limiti riportava fatti veri ma che erano solo una minima parte di quello che il Noto Servizio aveva fatto.

    La manipolazione delle vicende, quindi, deve essere stata pesante.

    Mi domando quali siano le caratteristiche di questo nuovo libro: aggiunge qualcosa in termini di episodi e fatti o ha (come sembra) un taglio piu’ “politico”, per riflettere sulla strategia complessiva di Andreotti e del suo mondo?

    Aggiungo che la Limiti in interviste varie ha fatto riferimento ad episodi anche recenti sottolineando che se anche si fosse trattato di organizzazioni diverse dall’Anello le modalita’ di azione sembravano essere uguali.

    Quindi le domande che si possono porre sono: 1) L’Anello ha cessato di esistere del tutto o ha continuato ad operare?
    2) Se ha cessato di esistere, qualcuno si e’ premurato di mettere su delle organizzazioni simili per scopi analoghi di manipolazione?

    • aldogiannuli

      aldogiannuli

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      questo libro è fondato su una massa documentaia molto più vasta di quella a disposizione di Stefania Limiti (all’epoca i documenti erano ancora sottoposti a segreto istruttorio) quindi aggiunge molti elementi di fatto non noti.

  • Salvatore

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    Ho letto il libro di Stefania Limiti nonchè il suo ultimo lavoro sul funzionamento dei servizi e ci terrei tantissimo partecipare a Sue presentazioni del libro se sono in programma!

    • aldogiannuli

      aldogiannuli

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      LA PRIMA è PREVISTA PER IL 29 PRESSO LA FELTRINEòLLI MILANO PIAZZA PIEMOMTE

  • Igor Giussani

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    Mi procuro al più presto il libro. Senza chiedere anticipazioni sul blog, sarei molto interessato se si potesse rispondere già adesso a due interrogativi:
    – Andreotti è stato ritenuto dalla Corte di Cassazione colpevole (prescritto) del reato di associazione mafiosa fino al 1980. E’ possibile immaginare che l’Anello abbia tramato anche con settori di Cosa Nostra?
    – Quanto sono intrecciati il caso Moro e l’omicidio Dalla Chiesa? E’ davvero ipotizzabile che il generale fosse già in possesso di tutto il memoriale Moro ma che abbia omesso di consegnare alla magistratura le parti più scabrose (come l’interrogatorio in cui Moro ammette l’esistenza della struttura segreta Stay Behind) emerse per caso negli anni Novanta?

    • aldogiannuli

      aldogiannuli

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      PROMETTO UN PEZZO CHE RISPONDE A QUESTE DOMANDE ED ALLE ALTRE

  • roberto

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    finalmente! si sono aperti i tuoi archivi:)) un abbraccio

  • Caruto

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    Grazie della risposta.

    Le sottopongo un paio di quesiti.

    Alcuni, secondo me, sono strettamente legati al libro che lei ha appena pubblicato.

    Sto leggendo il nuovo libro di Fasanella (Il Golpe Inglese) che esamina un po’ di documentazione diplomatica e segreta inglese ormai pubblica riguardante i rapporti con l’Italia dal caso Matteotti al caso Moro.

    Ho letto finora i primi capitoli, fino agli anni della guerra.

    Ne viene fuori una sorta di circo Barnum del ceto dirigente italiano (chi fa il doppio gioco per gli inglesi, chi per i tedeschi).

    Le vorrei chiedere se questa sorta di sport del doppiogiochismo sia, come penso, una caratteristica tutta italiana, o se si puo’ riscontrare in altre nazioni occidentali.

    Inoltre, da storico, lei pensa che si possa ipotizzare che una nazione possa condizionare cosi’ tanto il destino di un’altra nazione attraverso la politica degli affari riservati?

    Mi spiego meglio.

    Il caso Moro e’ probabilmente il caso piu’ eclatante di colpo di Stato relativamente incruento, e quindi ha condizionato, secondo me, il destino dell’Italia. Presumo con la fattiva collaborazione di altri italiani.

    Cosi’, nel caso della politica riservata della Gran Bretagna (e’ il tema del libro di Fasanella) mi chiedo se la politica degli interessi nazionali inglesi possa aver determinato cosi’ tanto il destino dell’Italia.

    Il mio dubbio nasce dal fatto che ogni nazione puo’ cercare di condizionare il destino di un’altra per fare i propri interessi, ma se non c’e’ la fattiva collaborazione di una parte della Nazione “manipolata” mi pare difficile che questo possa accadere.

    Questo rinvia alla mia prima domanda: mi pare difficile trovare in altre nazioni un ceto politico come quello italiano che sembra conservare le caratteristiche dell’Italia del 1500: dipendente dalla Chiesa e dall’Imperatore di turno.

    Il suo parere?

    Grazie della conversazione.

    • aldogiannuli

      aldogiannuli

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      PROMETTO UN PEZZO CHE RISPONDE AI SUOI QUESITI ED AGLI ALTRI

  • fabio

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    passaparola attivato…spero di reperirlo subito nella mia libreria di fiducia o attraverso internet.

  • vince dean

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    Corro in libreria!!
    Da un po’ di tempo ormai sono alla ricerca di materiale riguardante la vicenda dei 5 anarchici reggini,deceduti a causa di un “incidente” stradale,la notte tra il 26-27 settembre 1970.
    Risulta plausibile secondo lei il coinvolgimento dell’anello in questa storia?
    Del resto l’anello era specializzato nell’inscenare incidenti stradali:lo stesso Titta in più occasioni affermò che questo era il modo migliore per eliminare qualcuno.
    Ho letto avidamente le sue analisi riguardo la storia dei 5 anarchici in “bombe a inchiostro”.
    Questo suo ultimo libro ci regala qualche ulteriore informazione?

    grazie.
    vince dean

    • aldogiannuli

      aldogiannuli

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      non sulla vicenda Casile e c., se si è trattato di una operazione del Ns (cosa possibilissima) deve essersene occupato il gruppo romano dul quale non abbiamo che scarsissimi elementi

  • giancarlo

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    se esce l’ebook lo compro!

  • Fabio

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    Aldo vedo sul sito della feltrinelli che la presentazione è prevista in quella del Duomo (a Milano) e non in quella di piazza piemonte. L’orario è alle 18!!!

  • antimafia

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    tora!tora!tora!lo compro domani!

  • oreste

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    Sperando che il prezzo sia abbordabile lo leggerò volentieri, visto che mi sto interessando ora di quegli anni ( la mia prossima lettura sarà il libro da poco uscito di Miguel Gotor sull’affaire moro )

  • ugoagnoletto

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    a Conegliano in libreria erano esposte ben 7 copie!

  • zuglio

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    LA versione elettronica esiste? o è in previsione?

  • Nandokan

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    Non pensavo che un libro, per quanto di Giannuli, potesse distrarmi a tal punto da farmi venire voglia di correre a casa a continuarlo, trascurando la moto che aspettavo da settimane appena ritirata nuova di zecca dal concessionario. La prima lettura è stata fulminea. E’ imminente un secondo giro a ritmi più lenti per riafferrare alcuni passaggi e pormi qualche interrogativo. Nel frattempo non posso che dichiarare il mio entusiasmo per la qualità del lavoro e della ricerca e soprattutto per il fatto di ipotizzare con estrema onestà intellettuale, laddove gli elementi non siano univoci, sempre diverse ipotesi invece di innamorarsi di una. I miei più sentiti complimenti, con promessa di tornare a dibattere-chiedere supplementi di riflessione.
    P.S.: un ringraziamento per aver demolito così sagacemente quegli scribi convinti che Ninco Nanco sia stato una sorta di Che Guevara. Di questo revisionismo pebeo non si sentiva davvero il bisogno.

  • beppe

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    Passaparola attivato, lo faccio acquistare dalla biblioteca…

  • rick

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    Premesso che acquisterò il libro di Aldo prima possibile, vorrei rispondere al quesito di Caruto in merito all’esistenza attuale della rete Stay Behind. Un giornalista investigativo statunitense, Webster Griffin Tarpley, dopo l’attentato a Oslo, ha sostenuto pubblicamente che l’atto terroristico fosse un “false flag”. Se digitate su un qualsiasi motore di ricerca “Simas Tarpley” –“pagine in italiano” – potete trovare una serie di documenti che esprimono i sospetti di Tarpley. Secondo le investigazioni di quest’ultimo (ed è un giornalista estremamente affidabile e concreto, potete seguirlo in lingua madre sul sito di Alex Jones, infowars) riproduco testuali parole “ Ai primi del novembre 2010, il canale televisivo TV2 di Oslo aveva portato alla scoperta dell’esistenza di una vasta rete di informatori segreti e di risorse pagate dagli statunitensi, reclutati tra le fila di poliziotti in pensione ed altri funzionari. L’obiettivo apparente di questo programma era la sorveglianza dei norvegesi che stavano prendendo parte a manifestazioni e altre attività, critiche verso gli Stati Uniti e le loro politiche. Uno dei norvegesi reclutati, era l’ex capo della sezione anti-terrorismo della polizia di Oslo”.” Il nome ufficiale del tipo di cellula di spionaggio che gli Stati Uniti stavano creando in Norvegia, è Surveillance Detection Unit (SDU). Le SDU, a loro volta, operano nel quadro del Security Incident Management Analysis System (SIMAS). SIMAS è nota per essere utilizzata per spiare e sorvegliare, per conto dell’ambasciata degli Stati Uniti, non solo nel blocco scandinavo di Norvegia, Danimarca e Svezia, ma in tutto il mondo. Gli eventi terroristici sollevano anche la questione se SIMAS abbia una dimensione operativa. Potrebbe questo apparato rappresentare una versione moderna delle reti stay behind istituite durante la guerra fredda in tutti i paesi della NATO, e meglio conosciute con il nome della filiale italiana, Gladio?”
    Pertanto, sempre secondo Tarpley, la rete informativa Stay Behind sarebbe tutt’altro che stata smantellata e addirittura “potrebbe” avere dimensione operativa addirittura in tutto il mondo.

    • aldogiannuli

      aldogiannuli

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      grazie per la segnalazione molto importante e gradita

  • alberto

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    salve,ho letto il libro con estremo interesse e lo consiglio,volevo chiedere a aldo lumi su una figura molto interessante che è il gen.Federigo Mannucci Benincasa che entra in molti episodi oscuri della storia italiana ,vorrei sapere se secondo lui puo’ avere legami col Noto servizio o meno,tra l altro risulta essere stato capocentro del sismi a firenze per ben 20 anni

  • Caruto

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    Grazie Rick!

    La mia domanda a Giannuli era solo per l’Anello, nella presunzione che fosse (sia?) cosa differente da Stay-behind. Almeno cosi’ mi sembrava dopo aver letto il libro della Limiti (L’Anello della Repubblica).

    Circa Stay-behind: su History Channel il 27.11.2009 e’ stato trasmesso un documentario del quale non ha parlato quasi nessuno.

    Il servizio in sintesi diceva:

    1) Non si sa se i nuclei clandestini siano stati smantellati; 2) tuttora e’ rimasta inevasa la richiesta del Parlamento Europeo (del 1990) di avviare un’indagine ufficiale; 3) in chiusura, l’ex ambasciatore statunitense in Italia Gardner lancio’ un messaggio ai Gladiatori: “Ricordatevi che le operazioni clandestine non saranno segrete per sempre e gli USA rischiano la loro reputazione di fronte all’opinione pubblica mondiale.”

    Le parole di Gardner erano involontariamente comiche: “Gli Usa rischiano la loro reputazione!”

    Mi domandai: “E noi cosa rischiamo?”

    Nel frattempo ho finito il libro di Cereghino-Fasanella, Il Golpe Inglese. Da Matteotti a Moro: le prove della guerra segreta per il controllo del petrolio e dell’Italia, Chiarelettere 2011.

    Lo consiglio caldamente.

    Nell’ultimo capitolo si capisce che Fasanella ha messo mano a quegli archivi (inglesi) su suggerimento di Cossiga un paio d’anni prima che morisse.

    Viene fuori una dimensione inglese della manipolazione del sistema politico italiano che non pensavo.

    Dato che gli archivi sono stati consultati fino al 1976, come al solito non sappiamo cosa e’ successo dopo.

  • rick

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    Caro Caruto,
    dopo il 1976 ci sono stati altri tentativi di destabilizzazione politico-finanziario-economica del nostro paese, soprattutto dopo la metà del 1992, con l’operazione Britannia (la svalutazione della lira architettata proprio dalla finanza anglo-americana per spartirsi il bottino delle privatizzazioni e per togliere di mezzo la classe politica che aveva governato durante la Guerra Fredda). L’Italia è storicamente sempre stata nel mirino dell’Intelligence e della Finanza Anglosassone (come del resto riferisce l’ottimo libro di Fasanella di cui parli. Personalmente penso che addirittura tutt’oggi siamo sotto attacco (Italia ed Europa) di certa finanza speculativa di marca angloamericana(la chiamiamo così anche se può avere al suo interno elementi di varie nazionalità, del resto la l’Alta Finanza è cosmopolita). Il loro progetto è di ritardare il collasso del dollaro e della sterlina, “ravvicinando” invece quello dell’Euro. Nel febbraio 2010 il Wall Street Journal così scriveva – traduco testuali parole – «ci fu una cena cospiratoria (8 febbraio) tenutasi nella sede di una piccola banca d’affari specializzata, la Monness Crespi and Hardt, alla quale parteciparono persone di grande influenza. In quell’occasione si cercavano strategie per evitare un’ondata di vendite di dollari da parte delle banche centrali ed il conseguente crollo del dollaro. L’unica maniera per rafforzare il biglietto verde passava attraverso un attacco all’euro» tramite «gli sciacalli degli hedge funds di New York – fra cui anche certi protagonisti della distruzione di Lehman Brothers – hanno cercato i fianchi più deboli del sistema europeo e li hanno individuati nei mercati dei titoli di stato dei piccoli paesi del meridione europeo e comunque della periferia – Grecia e Portogallo Spagna e Italia”.L’attacco speculativo sarebbe stato affiancato e accompagnato da pessime valutazioni delle agenzie di rating: «un mix che può comportare tracolli dei prezzi e un vero e proprio panico».Quindi «un tentativo di esportare la depressione economica mondiale verso l’Europa, creando un caos di piccole monete che saranno facile preda alla speculazione, a differenza dell’euro che è abbastanza forte per potersi difendere. Si tratta di scaricare la crisi sull’Europa, sempre con l’idea di indebolire a tal punto l’euro da impedire a questa moneta di fungere da riserva mondiale accanto al dollaro o al posto del dollaro». E poi ci sono i documenti di Wikileaks secondo cui “L’Italia è troppo coinvolta nel South Stream pipeline [progetto sviluppato da Eni e Gazprom per la costruzione di un gasdotto che connetterà Russia ed Europa eliminando ogni Paese extra-UE nel suo tragitto], troppo indipendente da tanti punti di vista.” Fantapolitica? Direi proprio di no viste le fonti (Wall Street Journal). Bisogna ricordare sempre che “ sono la finanza e l’economia a muovere il mondo e che la politica, purtroppo, finisce per esserne soltanto una sovrastruttura, pur potendosi ritagliare qualche angoletto di indipendenza.” Soprattutto nell’attuale mondo globalizzato-post-1989 (nella fase della Guerra Fredda la politica era molto più indipendente dal mondo finanziario).

  • Caruto

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    Rick, la ricostruzione mi convince molto (era il Wall Street Journal o il New York Times? in ogni caso potresti postare l’indicazione precisa del giornale e la data cosi’ cerco di recuperare l’articolo?).

    Nonostante la debolezza strutturale e congiunturale di alcune economie e di alcuni paesi, penso che la forza trainante degli ultimi avvenimenti sia esattamente “ritardare il collasso del dollaro e della sterlina”.

    Sarebbe interessante capire di piu’ il ruolo dell’amministrazione Obama.

    Sostenuto da una parte degli stessi soggetti clintoniani che hanno introdotto la sciagurata regolazione bancaria e finanziaria degli anni ’90, mi domandavo come Obama avrebbe potuto intervenire a risanare ed a modificare la situazione che ne e’ derivata.

    E’ possibile che sia lui stesso ingabbiato in una situazione dalla quale ha difficolta’ ad uscire. Alcuni commenti di questi giorni sottolineano come la salvezza dell’area euro sia da lui sollecitata perche’ salverebbe anche lui in vista delle elezioni presidenziali dell’anno prossimo.

    Recentemente e distrattamente (forse, ma non ne sono sicuro, su Dagospia che riprendeva un articolo di Repubblica o La Stampa) ho letto di un libro da poco pubblicato in USA che narra di come l’attuale amministrazione si stia muovendo in questa crisi: in maniera autonoma dallo stesso Obama.

    Forse e’ vero.

    La stessa soluzione che sta proponendo il segretario al tesoro USA e’ un bel paradigma dei giorni odierni: salverebbe le banche e non ostacolerebbe il default dei debiti pubblici: una bella privatizzazione su scala globale.

    Quanto a manipolazione, quindi, ce n’e’ in abbondanza.

    Piuttosto mi pare che sia una vera e propria guerra.

    Dell’Italia, in questa guerra, eviterei di parlare (gia’ solo a pensarci mi viene il mal di pancia) ma la stessa governance europea sembra completamente nel pallone.

    Circostanza, questa, che mi preoccupa molto.

    Ritornando alla ricostruzione dei fatti di 20 anni fa e quelli attuali: i nostri organi d’informazione, in primis la TV, non ne parlano nei termini su esposti, anche solo per accennare alle varie interpretazioni.

    Concediamogli il beneficio del dubbio: non conoscono l’inglese e quindi non leggono il Wall Street Journal (o il New York Times).

    Potremmo suggerirgli di leggere questo blog.

  • rick

    |

    Caro Caruto,
    non ho trovato l’articolo in originale dal WSJ però avevo nei miei files questi due: uno in inglese (Ag. Reuters) e l’altro dal sito come donchisciotte (L’articolo è riportato da Repubblica, firma Federico Rampini)

    http://www.reuters.com/article/2010/03/04/markets-euro-investigation-dinnertalk-idUSN0311646820100304

    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=6803

    Ne avrei da dire molte sull’Amministrazione Obama(come hai segnalato), se Aldo scriverà un articolo in proposito sarò lieto di commentare con approfondimenti sulle sostanziali continuità di quest’Amministrazione con quella precedente.
    Un saluto

  • Caruto

    |

    Grazie Rick.

    Sotto trovi il link alla pagina di Dagospia sul libro di cui avevo vaga memoria. L’autore e’ uno conosciuto, anche se su questo libro gli hanno fatto le pulci. La pagina contiene anche altri riferimenti.

    http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/obama-incartato-esce-oggi-in-america-il-libro-confidence-men-gioco-di-parole-tra-29947.htm

    Circa i miei ricordi: il New York Times qualche mese fa parlo’ di riunioni regolari (mensili mi pare) di una decina persone in rappresentanza degli istituti finanziari che in questo momento controllano la finanza mondiale. Per come vanno le cose, effetivamente, possono essere considerati attualmente i governatori del mondo. E mi pare che siano tutti di rito Anglo-Usa.

    Il ruolo di Obama e’ importante perche’ nonostante tutti i difetti non e’ assimilabile a quegli ambienti. Quindi e’ interessante studiare la dinamica dei rapporti interni all’amministrazione, e di questa amministrazione con quegli ambienti finanziari. Per questo ero stato attirato dal libro citato da Dagospia. Sarei stato meno dialettico se si fosse trattato della presidenza di Bush Jr.

  • Massimo Copetti

    |

    Ho finalmente trovato il libro, che ho “divorato” in due giorni.
    Un lavoro semplicemente straordinario: mole documetaria enorme e inedita, metodo di analisi logicamente ineccepibile.
    Probabilmente non metterà la parola “fine” sull’argomento (me lo auguro, altrimenti vorrebbe dire che la storiografia è morta), ma d’ora in poi chi vorrà scrivere qualcosa di nuovo dovrà per forza partire da qui.
    Complimenti vivissimi.
    Unica osservazione, l’assenza dell’indice dei nomi. Non so se imputarla ad Aldo o all’editore, ma rimane il fatto che, in un testo così intenso e in cui compaiono tante persone finora sconosciute, un elenco avrebbe notevolmente agevolato la consultazione. Per me non sarà un problema, perchè penso che rileggerò il libro fino ad impararlo a memoria; ma mettendomi nei panni di chi non ha grande dimestichezza con l’argomento e non conosce neanche i numerosi nomi a me già noti, penso che potrei trovarmi in difficoltà durante lettura.

    Vorrei quindi porre due curiosità ad Aldo:
    1. a pag. 224 parli dell’uccisione dell’agente Marino a Milano, ma non fai riferimento al fallito attentato del 7 aprile sul treno Torino-Genova-Roma.
    Secondo te una correlazione tra i due eventi (secondo il consueto schema attentato-disordini-stato d’emergenza), più volte sostenuta di Vinciguerra, non sussite?
    2. a pag. 210-11 riproponi una cronologia essenziale del 1972. Mi ha colpito la mancata menzione di Peteano. Come mai non inserisci l’episodio all’interno di quella “logica interna” a cui fai riferimento? E soprattutto, non pensi che l’attentato abbia avuto delle conseguenze significative all’interno dell’ambiente da te analizzato?

    Di domande, ovviamente, ne avrei moltissime. Ma dopo una prima lettura, effettuata da ingordo e non da studioso, mi fermo qui.
    Spero che Aldo trovi il tempo di rispondere anche alle mie curiosità, assieme a quelle degli altri lettori di questo blog.
    Rinnovo i complimenti per un testo dal grande valore sceintifico, scritto, oltre a tutto il resto, con impegno e grande onestà intellettuale.

    • aldogiannuli

      aldogiannuli

      |

      grazie Massimo, sei troppo di larga manica nell’apprezzamento del mio lavoro.
      Le due domande che mi poni sono giuste ed io penso che ci sia un nesso fra l’attentato di Spiazzi ed il 12 aprile a Milano, ma ne ho già parlato nel mio Bombe ad inchiostro per cui non volevo ripetermi così come a proposito di Peteano. Così come ho estromesso un sacco di cose come il ruolo di Cefis o il depistaggio sul Taranto Milano ecc. E, peraltro ho dovuto anche tagliare quasi 100 pagine già scritte. D’altra parte il libro ha già 400 pagine e passa ed ho dovuto insistere per tenerlo sotto i 20 euro, A farne le spese è stato anche l’indice dei nomi che era pronto ma avrebbe fatto sballare il conto economico. A presto Aldo

  • Roki73

    |

    ma allora a rapire moro e uccidere la sua scorta furono gli amerikani ??????

  • ugoagnoletto

    |

    ho l’impressione che la situazione attuale si molto vicina alla vigilia della nascita delle brigate rosse. Se non c’è uno sbocco democratico al malcontento attuale, potrebbe rispuntare la violenza. Ma forse è proprio quello qualcuno vuole per una deriva autoritaria.

  • alberto

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    volevo chiedere a aldo,se ritiene ,come ho letto sul libro della Limiti la figura di cabassi,il costruttore ,contigua al noto servizio

  • Carlo

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    Ho divorato il libro…davvero bello e completo…finalmente qualcuno scrive chiaro e tondo che il silenzio dei brigatisti è stato comprato con pene abbastanza ridotte. La cosa deve far riflettere tutti coloro che hanno parlato negli anni scorsi di soluzione politica e non giudiziaria degli anni 70..cosa che mi trova d’accordo..ma un pò di onestà da parte dei Br e di chi ne è stato contiguo, sarebbe necessaria e libri come quello di Rossanda-Mosca di una ventina d’anni fa non hanno aiutato…sono sicuro, comunque, che le 10 domande che Giannuli pone alle Br resteranno purtroppo senza risposta…

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