Aldo Giannuli
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Commenti (33)

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    Vincenzo Cucinotta

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    Premetto che non sono mai stato nè iscritto nè tanto meno militante del PCI, ma trovo comunque alquanto caricaturistica la descrizione del meccanismo del centralismo democratico che si fa nell’articolo.
    Quello che è descritto è centralismo, punto. Dove starebbe il democratico?
    Il democratico dovrebbe consistere nell’attenzione costante e intensa del vertice a quanto viene dall’intero corpo del partito, soprattutto proprio dalla base. Si potrebbe poi discutere di quanto il centralismo democratico abbai trovato questo modo di applicazione.
    In sostanza, il vertice avrebbe una funzione non di proposizione arbitraria di contenuti, quanto di tramite. In questo senso, trovo che si tratti di un meccanismo da considerare positivamente, perchè consente di evitare i problemi che in una società come la nostra si pongono, della stessa distruzione dei motivi fondativi di una forza politica.
    Sebbene non condivida le scelte dei fondatori del M5S, ne condivido tuttavia la preoccupazione di evitare che forze anche ricche e potenti possano svuotare il signifcato dell’iniziativa dallo stesso interno senza che la loro azione possa essere efficacemente contrastata.
    Basterebbe citare il caso clamoroso del PD di cui Renzi si è agevolmente appropriato probabilmente usando metodi scorretti e truffaldini, con l’intera oligarchia che si riteneva l’invincibile depositaria, anzi proprietaria del PD, potesse minimamente reagire, con gli effetti che abbiamo sotto gli occhi.
    La necessità di garantire una continuità, che ovviamente non coincide con l’immobilità, trova nel coinvolgimento costante del vertice nella vita di partito, una soluzione adeguata. Come sempre, qualsiasi procedura se usata in modo sbagliato e dalle persone sbagliate, chiaramente sfocia in conseguenze negative, ma ciò non può implicare la condanna della procedura in sè.

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    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      ecco appunto: il democratico non c’era

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    mirko g. s.

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    “Per quanto il costume organizzativo del partito prevedeSSE”!!!

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    Paolo Federico

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    Quanto male abbia fatto quel modo di organizzare la politica il partito e di conseguenza i militanti e simpatizzanti, ce lo abbiamo sotto gli occhi oggi. Quello aveva come scopo la rivolta e il socialismo e il tanto peggio tanto meglio era un modo di perseguirlo, così come l’ottundere le masse con slogan e controinformazione, mentre gli odierni partiti, imparata la lezione ( in particolare come manovrare gli italiani a loro piacimento ), applicano il sistema per scopi infinitamente più miserabili e degeneri, lo schema è lo stesso.
    A questo punto voglio dire una cosa oggi politicamente scorretta: la Democrazia Cristiana fu in molti casi molto più vicina e sensibile ai bisogni del proletariato dello stesso Pci. Sinceramente sensibile e vicina.

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    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      be le cose non stanno così anche se non nego i difetti dell’esperienza organizzatova del Pci,

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    Gherardo Maffei

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    Per completezza d’informazione al riguardo del PCI citerei pure la “gladio rossa” di Pietro Secchia; che non era solo un organismo di autodifesa come lascia intendere lei, ma anche di infiltrazione nei vari apparati statali ed espatrio nei confronti dei partigiani che avevano commesso eccidi durante la guerra civile 1943-1945. Senza scordare le valigie stracolme di dollari statunitensi che Armando Cossuta andava a ritirare a Mosca. Il PSIUP era un partitino oltranzista nato e finanziato direttamente dall’URSS.Che poi il PCI fosse un partito-chiesa coi suoi riti, i suoi martiri, con le sue strategie è ben noto. Togliatti era solito esortare i militanti operai a far studiare i propri figli e prendere la laurea, a far compiere il servizio militare, infiltrando gli apparati statali nell’ottica gramsciana della conquista della società attraverso l’egemonia culturale. Mario Tedeschi direttore del settimanale “Il Borghese” senatore nonché aderente alla loggia massonica P2, uno degli scissionisti di Democrazia Nazionale nata anche grazie ai soldi del confratello Berlusconi, a tal proposito pubblicò la notizia che una famosa toga rossa milanese si era laureato coi soldi del PCI. Fu un ottimo investimento visto la svolta impressa alle indagini circa la strage della BNA con le relative trame nere di rito secondo copione.Dollari moscoviti, infiltrazioni negli apparati statali, egemonia culturale tirannica, non si può citare il PCI senza ricordarlo.

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    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      qui ci sono molti luoghi comuni e cose sbagliate, inesatte o semplici miti

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    andrea z.

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    Valerio Riva, nel suo libro Oro da Mosca, ha calcolato che tra il 1950 e il 1987 il Pci abbia ricevuto circa 6000 miliardi di lire, basandosi su una provvigione media dell’1,5% praticata dalle società del Pci su 400.000 miliardi di lire degli affari di quegli anni con l’Urss.
    Ai quali vanno aggiunti altri 889 miliardi di vecchie lire che, secondo gli accertamenti della magistratura russa, arrivarono al Pci tra il 1950 e il 1991 da un “Fondo di assistenza internazionale ai partiti e alle organizzazioni operarie di sinistra” gestito dal PCUS (fondo che, per essere esatti, finanziò anche Psi, Psiup e Cgil).
    Secondo William Colby, capo della CIA negli anni ’70, negli anni Cinquanta il PCI riceveva annualmente dal regime sovietico 50 milioni di dollari.
    Questo denaro permetteva al Partito Comunista Italiano di mantenere un apparato enorme, che nel 1976, tra funzionari presenti nelle federazioni provinciali, nei comitati regionali e nel centro nazionale, arrivò a contare 3141 persone (ai quali ne andavano aggiunte altre 1600, tra tipografi, giornalisti, impiegati e amministratori, che lavoravano per i quotidiani del partito: L’Unità, l’Ora, Paese sera).

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    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      conti molto approssimativi che non tengono conto dimolte voci di spesa, peraltro i funzionari erano decisamente di più (considerando, ad esempio, quelli delle società commerciali) insomma il conto andrebbe seriamente rifatto

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    leprechaun

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    A proposito del partito leninista, proprio per le considerazioni qui fatte, trovo scorretto riferirlo alla storia del movimento operaio (che in russia non è mai esistito). E’ invece riferibile appunto al populismo russo, in particolare Tkačëv (ampiamente citato come riferimento nel “Che fare”).
    Una volta Pietro Ingrao disse che quello che vigeva nei cosiddetti “paesi socialisti” era piuttosto capitalismo di Stato. Secondo me sbagliava: era capitalismo di partito.

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    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      In Russia non è mai esistito un movimento operaio? Mha mi sembra una enormità, mai sentito parlare delle fabbriche di Mosca e Leningrado? De menscevichi che tutto erano fuorchè narodniki? Degli scioperi di Odessa? E i soviet di fabbrica cosa erano?

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    leopoldo

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    aldo è vero che l’apparato e la prassi aiutano a non essere dispersivi e limitare le difficoltà alla rotta da seguire, ma il coinvolgimento delle masse non avviene per fede se non hai un messaggio condiviso e una esperienza comunitaria [-:sotto il fumo c’era la ciccia:-]

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    andrea z.

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    Al di là dei conteggi su denaro estero e funzionari, diciamo che la Guerra Fredda in Italia è stata logorante e dispendiosa e probabilmente ha portato a distorsioni del sistema economico, di cui paghiamo il prezzo ancora oggi.
    Per fronteggiare un’organizzazione così efficiente, i partiti avversari hanno utilizzato tutti i mezzi possibili per conquistare consenso: dal voto di scambio nelle regioni del Sud alla tolleranza dell’evasione fiscale a favore delle classi medie del Nord, dal compromesso con la borghesia mafiosa del meridione agli appalti truccati a favore delle grandi aziende del Nord etc. etc.
    Quando è finita la Guerra Fredda ed è iniziata la nuova era neoliberista, probabilmente queste distorsioni e compromessi non ci hanno permesso di tenere il passo con i tempi nuovi, perchè la nostra classe politica inetta e impreparata non è riuscita a correggere una struttura economica e sociale deformata dal lungo scontro politico tra PCI e avversari.

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    Nico Perrone

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    “Il Pci” è una sintesi molto efficace. La brevità (sintetico resta, anche se si legge questo pezzo insieme a quello che lo ha preceduto) rende l’analisi molto più incisiva, più comprensibile e infine più adatta a due scopi importanti: quello di portare i lettori che per qualsiasi ragione non hanno vissuto quella storia a comprenerla almeno nei suoi elementi nodali, e quello di offrire gli elementi essenziali per il dibattito che potrebbe svilupparsi anche al di fuori del blog. L’epilogo di questo discorso, brillantemente sintetizzato da Aldo nelle sue origini, è molto, molto triste. Non solo perché vuoto e triste è il povero Matteo Renzi che pure dovrebbe avere qualche radice in quella lontana e grande esperienza, ma anche perché inadeguati perfino a una politica di carattere socialdemocratico sono stati quelli (non uso volutamente le parole “leader” o “compagni”) che l’hanno preceduto nel precipizio: diciamo, per semplificare il discorso, almeno da Achille Cocchetto (nato “Ochetto”) in poi. Buon dibattito! Nico Perrone

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    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      da occhetto in poi è il baratro della stupidità, nessun segretario escluso

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    Agnoletto Ugo

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    per una volta o forse due, il PC, con il PSI, avrebbe avuto la maggioranza parlamentare, ma non ha fatto il salto di diventare partito di governo, preferendo restare all’opposizione. Si dice che la Russia non volesse altri partiti comunisti egemoni. Sbaglio?

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    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      ma successo che la somma Pci+Psi abbia avuto la maggioranza

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        Ugo Agnoletto

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        è vero. Tuttavia alle elezioni del 20 giugno 1976 l’insieme della sinistra raggiunse il 46,6 % contro il 38,8% della sola DC. Eppure il PC non entrò neppure nell’area di governo. E’ l’inizio della fine del PC

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        • Aldo Giannuli

          Aldo Giannuli

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          si ma perchè era sbagliata la linea di fondo: in teoria c’era una maggioranza alternativa con Pri e Psdi che, però, nons embravano disponibili. Il punto è che Berlinguer pensò che l’astensione prima e il voto favorevole restando fuori del governo, dopo, fossero passi di avvicinamento al governo…

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            Gaz

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            Non proprio così. Tra febbraio e marzo 1979 Ugo La Malfa tentò di formare un governo, …. ma raccolse un’antologia di no e pochi si. Andreotti, che subito dopo ottenne l’incarico di formare il suo V governo, disse no. Il PCI di Berlinguer disse no ……

          • Aldo Giannuli

            Aldo Giannuli

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            non capisco il riferimento

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            Gaz

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            Il riferimento di cui sotto è all’incarico assegnato da Pertini a La Malfa. Quel tentativo aveva l’assenso di zio Sam per fare un governo con il PCI, i cui numeri erano sufficienti, sia alla Camera, sia al Senato, anche senza contare il PLI. La DC di Andreotti non era disponibile a dare al PCI nessun ministero, dopodiché il PCI si arroccò in un secco e assoluto no, facendo venir meno quel tentativo. Il resto lo fecero gli altri. Da oltre Oceano avevano visto bene e lontano. Quella DC era un partito che non profumava di pulito. In molti avrebbero voluto sbatterla all’opposizione, cose che le avrebbe moralmente fatto bene e l’avrebbe fatta dimagrire – anni dopo si disse che con questa DC non prendiamo neppure un caffè-. Il sistema politico italiano si sarebbe avviato a funzionare come quello tedesco, con due partiti e mezzo. L’atlantismo sarebbe stato salvo e garantito. Il craxismo sarebbe stato ridimensionato, non avremmo avuto la crescita del debito pubblico, una politica industriale diversa, (ricorda la fine dell’elettronica italiana, la REL, i finanziamenti tardivi), il PCI sarebbe passato dai leninismo del Congresso di Genova a responsabilità ministeriali, scippandolo alle influenze di Mosca: avremmo avuto l’incipiti di una democrazia piena e l’alternanza tra partiti al governo. Quell’Italia all’apice dello sviluppo economico viaggiava in autostrada, si decise invece di uscire dall’autostrada e di viaggiare sulla strada che stiamo ancora percorrendo. Allora, a chi avrebbe nuociuto il viaggio autostradale dell’Italia? La stessa storia ripetuta con Parri, sostituito da De Gasperi. Riesce ad immaginare in bocca a Parri i discorsi newyorkesi di De Gasperi? Riesce ad immaginare Parri che su ordine di Truman mette alla porta il PCI? Nel 1979 il PCI preferì a La MAlfa il governo elettorale Andreotti, andare alle elezioni ed essere sconfitto. Per certe cose bisogna essere geniali !! Venne il pentapartito e tutto il resto. Grazie PCI.

          • Aldo Giannuli

            Aldo Giannuli

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            ricordo bene oòl tentativo del governo La Malfa che però voleva essere di unità nazionale e non con la Dc all’opposizione

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            Gaz

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            Ci toccherà aspettare le memorie di Zbigniew Brzezinski.

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    Gaz

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    P. – «Abbiamo preso la Prefettura «.
    T. – «Bravi, e cosa intendete farne? «.
    T. rivolgendosi a P. ad ogni incontro: «Come va la rivoluzione?».
    A che giova avere la migliore macchina in pista, se poi il pilota, per mille motivi, non vince? Al più si può mettere in giro che voce secondo cui a nel campionato cadetto il vincitore ha ricevuto dei buoni propulsori.

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    Gherardo Maffei

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    (P) Sandro Pertini,dopo aver esploso raffiche di mitra in corso Monforte sede della Prefettura di Milano e dopo averla occupata telefonò a (T ) Palmiro Togliatti affermando di averla espugnata.Nella Prefettura aveva trascorso la nottata il luogotenente Umberto di Savoia in piena campagna elettorale per il referendum repubblica/ monarchia. Referendum vinto dai “repubblichini” grazie anche agli imbrogli perpetuati dal socialista ministro dell’interno Giuseppe Romita.Ministro che non aveva esitato ad inviare la celere composta in prevalenza da ex partigiani rossi delle brigate Garibaldi, che in via Medina, a Napoli fecero una carneficina dei dimostranti filo monarchici.Ma allora aveva ragione il commissario di polizia Marcello Guida (futuro questore di Milano) che al confine di Ventotene ove svernava assieme ad altri antifascisti, Sandro Pertini a definirlo “sovversivo esaltato capace di compiere atti terroristici”. Pertini era stato arrestato a Pisa assieme al “liberogiustiziere” Ernesto Rossi, mentre entrambi progettavano un attentato dinamitardo alla sede di Palazzo Venezia, penetrandovi attraverso le reti fognare.Ernesto Rossi fu arrestato dall’OVRA a Bergamo nel 1930 ove insegnava al vitellume bene della città il suo credo. Il quotidiano bergamasco ne dette notizia con un titolo eloquente:” Una carogna al laccio”. Un pò di storia patria non guasta.

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    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

      |

      si però la storia facciamola bene
      – chi prese la Prefettura di Milano e telefonò a Togliatti fu Pajetta e non Pertini i due episodi sono diversi e distanti mesi
      – in via Medina a Napoli i dimostranti monarchici tentarono l’assalto alla federazione del Pci e vennero giustamente respiunti, non si trattò di una carneficina ma di cosa assai più modesta
      . la balla dei brogli al referendum non ha mai avuto il benchè minimo riscontro
      – dell’attentato progettato a Piazza Venezia possiamo solo rammaricarci che non sia riuscito: forse questo paese si sarebbe risparmiato la tragedia di una guerra insensata

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        Gherardo Maffei

        |

        Io invece mi rammarico che al Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato, venne impedito dal colpo di stato antifascista del 1943, dal processare e far fucilare i mandanti “liberogiustizieri” dell’eccidio di piazzale Giulio Cesare di Milano del 12 aprile 1928.Dopo l’occupazione nazista di Parigi su segnalazione dell’OVRA alla consorella Ghestapo, fu arrestato l’esecutore materiale Dante Fornasari, che fu estradarlo in Italia.Assieme ai mandanti furono tutti portati a Regina Coeli per poi finire alla sbarra.Ma il colpo di stato provvidenziale rimise tutti in libertà.Nel dopoguerra il “liberogiustiziere” Ernesto Rossi posto a capo per meriti antifascisti (sic) di un carrozzone statale per la raccolta dei residuati bellici elargì del denaro al Fornasari. A quale titolo ufficialmente non si sa; ma è facilmente intuibile:il diavolo si nasconde nei dettagli. Diciotto morti e un centinaio di feriti attendono ancora giustizia, speriamo nel frattempo sia sopraggiunta quella degli dei.

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        • Aldo Giannuli

          Aldo Giannuli

          |

          per la strage di viale giulio cesare chiedere a Farinacci e Gianpaoli, chissà forse un giornoi ci scriverà un pezzo

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    Junius

    |

    Emozionante leggere di quando esisteva ancora qualcuno che faceva gli interessi dei lavoratori e gli intellettuali erano addirittura intelligenti.

    Perché il capitale, tramite la voce del presidente della Camera, non distingue tra “profughi e immigrati”?

    http://youtube.com/watch?v=E7QePDmPHfk

    Perché ci spiattella in faccia ciò che è ovvio a chi ha un minimo di preparazione multidisciplinare necessaria per analizzare la materia politica? Ovvero che il liberoscambismo della globalizzazione finanziaria comporta la mobilità dei fattori della produzione; quindi anche del lavoro, ovvero i flussi migratori.

    Quello che sta facendo la troika in Europa lo ha sempre fatto il FMI e la World Bank in Africa: l’austerity.

    Certo, gli USA ci stanno mettendo del loro, accelerando artificiosamente questo processo in vista dell’americazzazione dell’Europa e della sua “annessione” tramite TTIP e peg sul dollaro: come i marxisti dell’Illinois, si impegnano per ottenere il lavoro-merce.

    Ora, dov’è anche l’altro povero imbecille che parla di “rossobruni” come da tradizione collaborazionista?

    Ideologia? Inanità intellettuale? Tradimento?

    La prima, sicuramente, non esclude le altre.

    Socialisti?

    Ma levatevi dai piedi della Storia, che siete indecenti.

    Reply

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    Lucius

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    Emozionante leggere di quando esisteva ancora qualcuno che faceva gli interessi dei lavoratori e gli intellettuali erano addirittura intelligenti.

    Perché il capitale, tramite la voce del presidente della Camera, non distingue tra “profughi e immigrati”?

    http://youtube.com/watch?v=E7QePDmPHfk

    Perché ci spiattella in faccia ciò che è ovvio a chi ha un minimo di preparazione multidisciplinare necessaria per analizzare la materia politica? Ovvero che il liberoscambismo della globalizzazione finanziaria comporta la mobilità dei fattori della produzione; quindi anche del lavoro, ovvero i flussi migratori.

    Quello che sta facendo la troika in Europa lo ha sempre fatto il FMI e la World Bank in Africa: l’austerity.

    Certo, gli USA ci stanno mettendo del loro, accelerando artificiosamente questo processo in vista dell’americazzazione dell’Europa e della sua “annessione” tramite TTIP e peg sul dollaro: come i marxisti dell’Illinois, si impegnano per ottenere il lavoro-merce.

    Ora, dov’è anche l’altro povero imbecille che parla di “rossobruni” come da tradizione collaborazionista?

    Ideologia? Inanità intellettuale? Tradimento?

    La prima, sicuramente, non esclude le altre.

    Socialisti?

    Ma levatevi dai piedi della Storia, che siete indecenti.

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