Aldo Giannuli
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Commenti (18)

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    victorserge

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    proverei ad aggiungere che un sistema privo di controlli come il nostro si presti con maggiore facilità all’eterodirezione da parte di forze esterne alla nazione.
    quando uno comanda è facile alla corruzione o alla cooptazione se altri non possono intervenire concretamente ed efficacemente affinché ciò non si realizzi.
    mi pare che il caso di menem in argentina sia molto significativo.

    saluti

    victor serge

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    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      Infatti….

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    ilBuonPeppe

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    Le decisioni su messa in stato di accusa, autorizzazioni a procedere, proclamazione, decadenza, ecc., relative ad organi costituzionali, dovrebbero essere tutte decise da un organo terzo, sia per composizione che per nomina. Pià che la nomina sarebbe anzi preferibile una estrazione a sorte.
    C’è inoltre un altro punto debole nella Costituzione che viene ancora prima del controllo: la separazione dei poteri. Chi fa parte di uno dei tre poteri fondamentali non può far parte degli altri: è ora di finirla con i giudici in aspettativa che fanno i parlamentari, o con i parlamentari che entrano ed escono dal governo come andassero in gita.

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    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      E’ quello che penso anche io che sostengo la necessità di camniare il senato in canera dei controlli e delle garanzie costituzionali, da eleggere con sistema plurinominale a candidature indiisuali ed integrato da pa piccola quota di membri di diritto e di nomina presidenziale, assolutamente sganciato dai partiti

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    Giovanni Talpone

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    Esposizione molto interessante su di un argomento di cui conoscevo pochissimo, ringrazio Aldo Giannuli per questo (per approfondire, c’è qualche buon libro che faccia un confronto “funzionale” e non solo giuridico fra gli impianti costituzionali dei principali Paesi?).
    Mi chiedo se nella Costituente non ci sia stata un’obiettiva convergenza fra la teoria (della Sinistra) delle “casematte”, per cui è bene che i vari settori dello Stato siano il più possibile autonomi, in modo da poterli conquistare uno ad uno con scarse possibilità di interferenza da parte del Governo, e la profonda illiberalità storica della Destra italiana, che ha così salvaguardato il nucleo concettuale del Fascismo (il corporativismo come miglior strumento di conservazione dei privilegi acquisiti e di resistenza al dinamismo economico, sociale, culturale, politico).

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    Gaz

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    La figura del Capo dello Stato non è presente in tutte le costituzioni. Aver delineato un organo costituzionale di garanzia incontrollabile/irresponsabile/senza contrappesi è parte della fragilità politica di un sistema per tanto tempo privo di alternative, in definitiva inefficace di fronte ai problemi interni ed internazionali. Per quel che attiene ai controlli, si potrebbe iniziare dal Cavour, che istituì a Roma la Corte dei conti, prima giurisdizione dell’Italia unita … La partita fondamentale è stata giocata nella sentenza della Corte Costituzionale n. 129 del 1981 Rel. Paladin con cui sono stati negati alla Corte dei conti i conti delle gestioni della Camera e del Senato + Presidenza della Repubblica. Il passo successivo sarebbe stato il controllo dei bilanci dei partiti, allora finanziati dai gruppi parlamentari, ritenuti da molta dottrina organi fortemente striati di diritto pubblico. Gli organi costituzionali furono difesi dai più bei nomi del costituzionalismo italiano (Sandulli, Crisafulli, Barile). Presidente della Repubblica era Pertini, del Senato era Fanfani, della Camera Iotti, della Corte costituzionale Amadei, che lo fu fino al 28 giugno 1981, mentre la sentenza è del 24 giugno.

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    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      abbastanza d’accordo ma su un ounto precisiamo: in qualche ordinamento come quello Usa il Capo dello Stato ed il capo del governo coincidono, in altri, come quello svizzero, ci sono organoi direttoriali, in altre c’è il re, ma un capo dello Stato c’è in qualsiasi Stato e non potrebbe essere diversamente

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        Gaz

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        Infatti il pensiero era rivolto agli Stati Uniti … e alle elezioni a termine fisso …

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    marcot

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    Buongiorno Prof. Giannuli,

    la risposta alla domanda “chi controlla il controllore?” è piuttosto semplice: il popolo.

    Se il controllore è qualcuno che ha un potere, è ovvio che userà la sua facoltà di controllo per conservare il proprio potere. Il controllo deve essere esercitato da chi non ha potere, ossia i cittadini.
    Tutti i poteri dello stato, esecutivo, legislativo, giudiziario devono essere eletti direttamente dal popolo. Il capo dello stato e il primo ministro, ammettendo la persistenza di questi ruoli, devono essere eletti direttamente dal popolo. Tutte queste cariche devono poter essere rimosse dai cittadini tramite la revoca del mandato. Se così non è, diventa inevitabile che si formino caste, gruppuscoli, cerchi magici, ecc. E non deve stupire che articoli fondamentali della costituzione (vedi art.1, “Repubblica basata sul lavoro”) vengano grottescamente disattesi.
    O il popolo si assume la responsabilità di controllare chi ha il potere, o ne subirà sempre le storture.
    Saluti,
    Marco

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      ilBuonPeppe

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      Affermazione tanto giusta in toria quanto impraticabile e quindi inutile.
      Chi è “il popolo”? In sessanta milioni ci mettiamo a controllare gli atti del parlamento? O ci organizziamo? Ecco che vengono subito fuori degli organi di controllo che, necessariamente, non sono più “il popolo”.
      E senza organi, se io trovo qualcosa che non va, che faccio? Denuncio un parlamentare o un ministro? Sai che ridere…

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        Gerardo D'Ambrosio

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        Sto giusto leggendo “La democrazia che non c’è” di Ginsborg che, a proposito della democrazia deliberativa, parla della partecipazione della società civile (nella duplice veste di spazio analitico e prassi associazionistica) “per promuovere la diffusione piuttosto che la concentrazione del potere”. Cita poi l’esempio di Porto Alegre che nella deliberazione de bilancio coinvolge un’ampia fetta di popolazione, in un processo che dura diversi mesi..

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        marcot

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        Buongiorno Sig. Beppe,

        sì, le confermo che il “popolo” sono proprio quei 60 milioni che ha capito Lei.

        Se rilegge il mio testo, noterà che parlo di “revoca del mandato”, il che significa che i cittadini devono avere la facoltà costituzionale di raccogliere firme per indire elezioni suppletive e revocare il mandato al politico di turno. E’ sufficiente un qualsiasi comitato, come ce ne sono già a centinaia oggi, non c’è bisogno di ulteriori organismi di potere.
        E non è necessario spulciare ogni atto parlamentare per giudicare i politici, basta vedere (è sufficiente un minimo di informazione) se il politico ha rispettato il programma promesso agli elettori oppure no; se sì, rimane al suo posto, ma se no lo stacco da quella sedia e lo rimando a casa.
        D’altronde, in questa meraviglia di democrazia rappresentativa che abbiamo oggi, i cittadini vanno forse a votare destra/sinistra dopo aver spulciato ogni atto parlamentare?
        Saluti,
        Marco

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        • Aldo Giannuli

          Aldo Giannuli

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          piccolo problema: per revocare il mandato (ovviamente procedendo prima alla revisione costituzionale) bisogna o rincunciare al voto segreto oppure votare solo su collegi uninominali maggioritari, rinunciando alla proporzionale.
          in secondo luogo, storicamente non ha funzionato mai

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    leopoldo

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    manca pure la volontà di correggere le mancanze )-:

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    Vincenzo Cucinotta

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    Sì, interessante la proposta del senato che avanzi, che comunque richiederebbe una più precisa enunciazione.
    Tuttavia, in linea di principio, è del tutto impossibile creare un sistema di regole che garantisca che esse non vengano violate. Qualsiasi regola infatti va attuata e garantita da un soggetto, e la mia impressione è che creare organi terzi sia una soluzione peggiore del problema che abbiamo di fronte.
    L’organo terzo ha una specifica caratteristica, essere irrresponsabile rispetto al vero detentore del potere di uno stato democratico, il popolo.
    In verità, l’errore massimo che fa il M5S è non avere ancora capito che non è la sola classe politica ad essere marcia, ma è invece tutta la classe dirigente per intero, e la classe dirigente non politica riesce a sottrarsi meglio alle sue responsabilità in quanto non ha bisogno del consenso che serve per l’elezione.
    Così, qundo si parla di società civile, di trovare lì i salvatori della patria, si finisce quasi invitabilmente per affidarsi a gentaccia che è collusa coin gli altri poteri ed in primis quello politico.
    Il problema sta nel manico, cioè che nelel società liberali, non esiste un’etica codnivisa, esistre solo la morale privata, e così il ruisultato è che ognuno trova un modo per conciliare la propria morale con i suoi atti concreti, ad esempio rubando perchè si è buoni padri di famiglia e bisogna pensare ai propri figli, no?
    Finchè non si impone un ethos, un’etica pubblica che faccia davvero vergognare ogni genre di ladri di regime, non se ne uscirà, e non me la prenderei quindi con il testo costituzionale.
    A voler essere pignoli, un dsifetto c’è nella costituzione, e riguarda specificamente il Presidente della repubblica. Non perchè non possa essere messo in stato di accusa (chi più del parlamento avrebbe diritto a farlo, visto che comunque farebbe da procuratore, il giudice sarebbe la consulta), ma perchè concentra troppi poteri, e i padri costituenti questo non lo capirono, perchè davan0o per socntato che nessuno avrebbe avuto l’ardire di fare come ha fatto uno come Napolitano.
    Egli nomina il capo del governo, firma i decreti legge, ha diritto di inviare messaggi alle camere, è il presidente del CSM, ha diritto di nominare senatori a vita, presiede il Consiglio di difesa. Troppe competenze che, se usate per ampliare i propri poteri effettivi di condizionamento della politica, lo consentono agevolmente.
    Quindi, su queste competenze, qualche forma di limitazione andrebbe operata.

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    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      sul senato dei controlli e delle garanzie della Repubblica penso che scriverò un pezzo ad hoc

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    Paolo Federico

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    Signori, comincio a dubitare fortemente che si possa affidare una qualsiasi attività di controllo al popolo. Purtroppo devo constatare che esso si uniforma sempre sul livello più basso ignorante e volgare dei suoi componenti e che, pertanto, è pressoché impossibile da questo fondo pervenire a qualcosa di superiore. La domanda è la seguente: come può chi si dimostra in massimo grado indolente influenzabile manovrabile, in definitiva privo di potere, esercitare un potere qualsiasi?
    Le antiche caste furono pensate proprio per impedire un simile caos?

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      Herr Lampe

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      Sento un ronzare di Mosca, proprio dietro alla Pareto di casa.

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