Aldo Giannuli
Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

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Commenti (13)

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    T.S.

    |

    Buongiorno Prof.
    Ieri sera leggevo l’intervista rilasciata da Gaspare Mutolo al Fatto Quotidiano (http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/04/elezioni-sicilia-parla-mutolo-messaggio-elettorale-della-mafia-per-pdl-e-udc/403086/) che sostanzialmente porta la medesima chiave di lettura che trovo stamane nel suo scritto.
    Considerando l’indirizzo più finanziario e meno militare assunto da Cosa Nostra (ma più in generale dal resto delle mafie della Penisola) dalla direzione Provenzano in avanti, è peregrino pensare che l’astensionismo mafioso sia determinato da una focalizzazione delle proprie energie su un settore diverso, la finanza appunto, ben più produttiva nello smuovere gli assetti economici e sociali rispetto a qualsivoglia forza politica odierna?

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    sergio

    |

    Speriamo che non ci sia alcun botto, professore, né reale né metaforico; fermerebbe il cambiamento per un altro ventennio – proprio adesso che dalla società emergono nuovi modi di confrontarsi, decidere e agire politicamente; e questo nonostante la titanica resistenza dei partiti, impegnati ormai soltanto (purtroppo anche a sinistra) a salvare la ghirba – a costo di far fuori ancora una volta quei settori della società (detti movimenti) che esprimono troppo esplicitamente il bisogno di cambiamento e di critica del sistema –

    La cosa in passato funzionava anche grazie all’aiuto ‘esterno’ di qualche trauma (in inglese shock) – magari di natura economica -, sapientemente amplificato da narrazioni che ne facevano il ‘male invincibile’, e quindi il pretesto di ogni nefandezza – purtroppo anche a sinistra.

    Dicono che la strategia della tensione è finita, ma forse ha solo lasciato il testimone a una ‘tattica’ delle tensioni che spontaneamente si producono nella società – una capacità ormai diffusa di capitalizzare le minacce, le ossessioni, le paure (in)fondate; di arruolare (e quindi indirettamente foraggiare) i tanti ‘nemici’ interni ed esterni, un tempo mafia e terrorismo, ieri globalizzazione e cina, oggi la crisi, ma domani se dovesse finire, può sempre tornare in pista qualche mafia o terrorista.

    Sempre giusto tenere alta la tensione, e pretendere la verità su vicende oscure come la trattativa stato-mafia, è quello che chiede una gran parte degli italiani. Ma speriamo anche che i partiti cessino di fare ricorso all’immaginario dei nemici invincibili per salvarsi dal ritorno dei movimenti.

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    pierluigi tarantini

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    Caro Aldo,
    condivido solo parzialmente l’analisi.
    Se la Mafia non ha votato la ragione è meno inquietante di quanto la fai ricordando altre stagioni.
    Basti considerare la differenza tra i voti (200.000)accreditati alla Mafia ed il calo elettorale del PDL (- 650.000).
    Questa differenza non è spiegabile solo con il disorientamento dell’elettorato di destra, con la protesta del ceto medio (molto composto nel prenderselo in quel posto)e con i (pochi) disgustati dagli scandali.
    I 450.000 voti in meno (al netto del voto mafioso) sono spiegabili soprattutto con il momentaneo venir meno del vecchio, caro, voto clientelare che, date le peculiarità del contesto, è particolarmente significativo.
    Questo voto è venuto meno per ragioni non dissimili da quelle del venir meno del voto mafioso.
    Per quale ragione dovrei investire su chi nella prossima legislatura non sarà in grado di farmi ottenere appalti, posti di lavoro o incarichi?
    E per quale ragione dovrei candidarmi e pagare i voti a caro prezzo (mica siamo a Milano!) se, pur riuscendo, non mi tocca neanche un assessorato?
    E tieni conto che il PDL, oltre ad essere diviso e perciò svantaggiato nei pronostici, s’era già giocato parecchia credibilità non avendo realizzato, nella scorsa legislatura, i sogni di eletti ed elettori.
    Raccogliamoci, quindi, in un momento di raccoglimento per il dramma di questi ultimi.
    Sono certo, conseguentemente, che vivremo un capodanno sereno, forse solo un pò dimesso.

    Quanto all’alternativa PD/UDC o PD/SEL non credo che tal dilemma possa far innervosire gli ambienti finanziari e dell’intelligence.
    Al massimo siamo noialtri ad essere in ambasce:un pò di pazienza….
    Le primarie incombono e, se un buon risultato di Vendola renderà improbabile la coalizione con l’UDC, un successo di Renzi farà prendere poi, come in Sicilia, un sacco di voti a Grillo.
    La classe media, e pure quella operaia, rimarranno comunque composte ….

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    pierluigi tarantini

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    PS.
    Se sei certo che rimane il porcellum come puoi credere che cambieranno radicalmente gli assetti del sistema ?????

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    Caruto

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    Non sono molto convinto che c’e’ la possibilita’ di una nuova stagione stragista come quella del 92/93, come dice Mutolo nell’intervista a Il Fatto di domenica.

    Perche’ la mafia militare e’ in difficolta’ e perche’ allora oltre alle mani di Cosa Nostra c’erano altre manone.

    Se ci fosse un’altra fase di bombe come allora, bisognerebbe capire di chi sono quelle manone, chi le guida, che interessi vuole difendere.

    Detto questo e’ chiaro che gli assassini politici sono sempre possibili e Crocetta e gli altri minacciati vanno molto salvaguardati, se non altro per avere la serenita’ giusta per vivere e lavorare.

    Sono piu’ convinto che i ricatti ed i tentativi di condizionamento possono assumere forme diverse.

    Si fa un gran parlare del potere finanziario della mafia e dei suoi alleati (professionisti, industriali, gente delle istituzioni).

    Magari mi sbaglio, ma i click dei computer che comandano le transazioni finanziarie potrebbero essere molto piu’ convincenti di un’autobomba sia per minacciare sfracelli sia per corrompere.

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    giandavide

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    temevo all’inizio che fosse un post tutto concentrato su grillo, e invece sono delle giuste e condivisibili considerazioni.
    noto che nell’analisi manca l’idv. forse non è un caso, ma io non darei per scontato l’esito della vicenda. in fondo di pietro ha detto chiaramente che sta aspettando i risultati delle primarie, dato che l’alleanza con grillo sembra relegabile alla fantascienza.
    queste elezioni sono parecchio strane: saranno le prime della storia d’italia in cui il risultato elettorale sarà fortemente subordinato da quello delle primarie, che sembrano essere più importanti delle elezioni stesse

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    salvo lombardo

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    se crocetta,paghera i 980 milioni di interessi sui piggs a breve scadenza,sara al sicuro,perche quelli che li devono incassare,come la mafia,una piccola fetta,la chiesa,una piu grandicella,il pd,idem,l udc, e i grillini e i loro amici inglesi,gli stessi che tentarono con finocchiaro aprile,di prendersi la sicilia,perche grande porta,aura,del mediterraneo,idem ,e dopo aver pagato, lo scalzeranno politicamente,e lo nomineranno presidente onorario dell arcigay internazionale!

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    Andrea T

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    Se rimane il porcellum – così come pare – non ci sarà nessun botto di capodanno perchè il prossimo governo si chiama Monti-bis (se dovesse vincere le primarie Bersani) con l’alleanza post elettorale pd-udc, tutto sommato abbordabile per consentire una ordinata prosecuzione del business-as-usual dei gruppi di interesse economici influenti, sia nostrani che stranieri.
    Faranno qualche altra legge fuffa – come quella anti-corruzione – e, per il resto, continueranno a massacrare le classi medio-basse tramite una fiscalità soffocante per assicurare la continuazione del banchetto e, nel frattempo, rassicurare i creditori esteri.

    Renzi sarebbe una tentazione forte per questi interessi ma negli ultimi giorni, fiutando un po’ gli umori, mi sono convinto che alla fine lo abbandoneranno al suo destino e non lo faranno vincere. L’appoggio eventuale dei poteri forti (forse più quelli stranieri, o comunque transnazionali, che nazionali) di cui questo candidato godrebbe, infatti, secondo me è venuto meno perché si stanno rendendo conto che nelle condizioni politiche e sociali attuali una vittoria di Renzi rischierebbe di essere più nociva che benefica, spezzando in due il battello e facendolo affondare definitivamente. Il battello sarebbe il PD, che – come ho scritto più volte – considero il partito chiave del sistema politico italiano per garantire lo status quo: un partito che, funzionalmente, fa da specchietto per le allodole e attrae voti di elettorato progressista per portarli al centro e metterli al servizio della conservazione). Inoltre, nell’attuale congiuntura politica questo partito si trova ad essere al centro dell’arena e, quindi, determinante per gli indirizzi futuri.

    La partita del paese si gioca tutta all’interno del PD. In questo senso il gioco delle alleanze (e, quindi, sia il sistema elettorale che i sondaggi, che fotografano in tempo reale l’attualità dei rapporti di forza) sono determinanti nella misura in cui influenzano le dinamiche interne di questo organismo politico.

    L’astensione della mafia può essere letta anche da questa prospettiva: da una parte non votiamo per Crocetta (anche perchè non voteremmo mai per questa persona ostile, in se, agli interessi dell’organizzazione) ma, dall’altra, assicuriamo il nostro silenzio-assenso, perché vogliamo mettere il PD in condizione di propendere verso quella posizione consociativista cui l’alleanza organica con l’UDC (meglio se post-elettorale) apre le porte.

    Mi spiace dirlo ma, l’unico attore che ha capito questa dinamica è Grillo con il movimento 5 stelle. Che, secondo me proprio per questa ragione, ha individuato (correttamente) già da tempo il PD come suo “nemico principale”.

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    Andrea T

    |

    Il PD, in sostanza, è un FALSO alleato dei progressisti. Un partito civetta che serve ad internalizzare e disinnescare ogni energia potenzialmente ostile agli interessi dominanti nell’attuale assetto.

    E per “progressisti” – voglio essere chiaro – intendo non soltanto gli appartenenti alla cosiddetta “sinistra radicale” (che spesso e volentieri propone idee e schemi obsoleti e ampiamente superati, oltre che fuori portata come obiettivi). Anzi, questi partiti spesso, pur criticando aspramente il PD da sinistra, cercano di aggrapparsi in tutti i modi alle alleanze e alle coalizioni di cui proprio questo attore è il principale perno.

    Per progressisti intendo chi (come me) pur apprezzando un certo pragmatismo e, soprattutto, sforzandosi di partire dalla comprensione della “realtà attuale”, non intende rinunciare all’ausilio di un “sistema organizzato di idee”, come strumento prezioso per legger la realtà ed interpretarne i mutamenti possibili e quelli più probabili, ne intende rinunciare alla lotta (culturale, prima di tutto) per essere determinate di questo mutamento piuttosto che soggetto passivo. Riconoscendo di fare parte di una classe di persone (maggioritaria ma inconsapevole e debole, proprio perché facilmente addomesticabile e frazionata) i cui interessi materiali sono in netta contrapposizione dialettica con quelli di un’altra classe di persone (minoritaria ma più consapevole e influente).

    Queste persone non sono necessariamente dei radicali. Anche perchè – come io credo profondamente – non c’è cmabiamento più rivoluzionario, efficace e pervasivo di quello nella direzione giusta – certo – ma graduale e assimilabile armonicamente dalla società senza strappi violenti.

    Questo è proprio quello che il PD (fraudolentemente) propone agli elettori ma, in realtà, l’opposto di quello che con le politiche e le tendenza che asseconda, promuove di fatto.

    Proprio per questo il PD è oggi da individuare come principale responsabile dello status quo e antagonista.

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    giandavide

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    @ andrea
    il tuo discorso mi sembra la scoperta dell’acqua calda, e soprattutto mi sembra applicabile anche agli altri paesi europei e non: i socialdemocratici non sono la sinistra radicale, ma sono socialdemocratici. sulle conclusioni mi sembri però molto vicino a un intellettuale tipo vittorio feltri: leggi qua:

    http://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/11/07/v-feltri-voto-grillo-mi-fa-godere-come-orgasmo-si-a-di-pietro-al-quirinale/209958/

    ma i “progressisti” alla ferrero coem feltri, sono convinti che grillo sia l’ìultima spiaggia per l’italia. evidentemente non riescono a notare le assonanze con forza italia perchè la passione li frega. forse le noteranno solo quando la deriva neofascista presente nei grilli uscirà completamente allo scoperto.

    in poche parole mi sembra che la vostra insofferenza per il pd e le alleanze siano una malcelata insofferenza per la democrazia rappresentativa: anche aldo, che è per il proporzionale, è contrario alle alleanze che sarebbero naturalmente implicate da questo sistema. ma mi sembra imbarazzante proporre modelli autoritari che sostituiscano quest’ultima come quellon grillino.

    comunque devo dire che sono anni che ci annoiano con il fatto che il pd non ha i requisiti cattolici per essere un partito di sinistra ideale. lo so, e francamente non me ne frega una cippa di minchia. sarò un falso progressista a non votare le camice nere di grillo, ma preferisco rischiare un’altra mastellata che 5 anni di grillusconi. anche pèerchè penso che la società si cambi nel tempo, e che senza un vasto elettorato socialdemocrtatico, le energie fresche per la sinistra più radicale non ci saranno, dato che la sinistra radicale cresce quando governa il centrosinistra, mentre la destra radicale quando governa il centrodestra.

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    giandavide

    |

    a proposito, ma a questo punto non sarebbe anche il caso di parlare di legge elettorale? è uscito un’altro capitolo della serie. casini e il pdl hanno proposto un proporzionale quasi puro, con un premio di maggioranza che non scatta praticamente mai in modo che l’unica possibilità sia una alleanza pro monti bis che distorca la rappresentatività dando agli elettori di casini e rutelli un peso molto maggiore degli elettori di sinistra.
    guardate cosa dice casini:

    “Vogliamo lasciare una legge elettorale che permette a Bersani e Vendola di raggiungere il 55 per cento con il 30 per cento dei voti?”. Chi vuole questo, aggiunge il leader dell’Udc, “alzi la mano: io non lo voglio”. Casini si rivolge poi al partito di Bersani: “Se il Pd vuole tenersi il Porcellum – dice – lo dica chiaramente, forse in questi anni si è convinto che in fondo è una buona legge”.

    siete d’accordo con lui? io no. e a voler essere sospettoso, credo che di fronte a questo atteggiamento di ostilità nei confronti di bersani ci possa essere anche dietro una maggiore fiducia che vinca renzi, dato che altrimenti si creerebbero delle fratture che non aiuterebbero affatto per le alleanze. mentre con renzi vendola starebbe fuori e casini e alfano dentro…

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    Andrea T

    |

    @giandavide

    Non sono affatto contrario alle alleanze. Se vuoi fare politica ti devi alleare con qualcune per rappresentare, complessivamente, almeno il 51 per cento di chi esprime il proprio voto. Ma le alleanze politiche si fanno fuori dalle istituzioni, sui contenuti e non sul presupposto vuoto che bisogna andare a governare tutti insieme appassionatamente per…governare. Il governo di un Paese non può essere fine a se stesso in una visione progressista. Può esserlo in una visione conservatrice.

    Se però per alleanze si intendono le ammucchiate parlamentari costruite su programmi evanescenti (vedere alla voce “Unione”), in cui ciascun partitello ha il potere di veto e l’azione di governo è paralizzata, allora tanto vale tenerci il porcellum e Casini come dominus politico della svolta neomontiana.

    Non credo che possa esistere qualcosa come la “democrazia diretta”. Soprattutto perchè, magari la tecnologia oggi consentirebbe anche a tutti i cittadini volenterosi di votare ogni mozione ed ogni atto da deliberare, stando comodamente seduti a casa loro, ma come la mettiamo con l’iniziativa? Chi propone i testi e gli emendamenti da votare. Come si può ben capire, questa è una parte non indifferente della funzione della rappresentanza parlamentare. Quella che Grillo chiama “democrazia diretta”, in letteratura viene definita “democrazia partecipativa”.

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    giandavide

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    @andrea:
    parli di alleanze sulla base di programmi, ma sembra che per allearsi tutti i partiti devono avere lo stesso programma oppure sono delle “ammucchiate”. d’altra parte quello che chiami potere di veto è un effetto, come anche quello di fare cadere il governo. la causa sono i patti pre elettorali che si stringono e il fatto che qualcuno li infrange. e se in un prossimo governo di centrosinistra i parlamentari cattolici del pd se ne vorranno andare, che se ne vadano: finiranno come gasparri e la russa, senza partito e senza elettori, e metteranno una lapide tombale sul cattocomunismo in italia. oppure troveranno un modo di dialogare con la sinistra socialdemoratica.
    comunque non mi sembri molto concreto: parlando dell’italia di oggi e non del mondo de le scoregge, tolto il pd, con chi si dovrebbe alleare la sinistra? con il capo dei pentastelluti? con il pdl? con qui quo e qua? insomma avresti fatto prima a dire che non ami le alleanze e preferisci una sinistra cattolicamente dura e pura che subisca all’opposizione, magari con un bel cilicio che sottolinei la diversità, mentre il buon casini mette in pratica le misure di austerità montiana che fanno perdere due punti di pil per ogni punto di tagli. devo dire che a leggere certe cose da un lato cascano le braccia, dall’altro ci si spiega in modo più semplice perchè siamo messi così male…

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