Aldo Giannuli
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Commenti (12)

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    mirko g. s.

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    Orfini è un signore se consideriamo Tremonti che diede del coglione ad un giornalista che gli chiese dello scudo fiscale.

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    leopoldo

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    faccio il fatalista, ma se vincono certi personaggi vuol dire che sono la cultura dominante i migliori a gestirla. Chi rappresenta quel modello difficilmente medierà per limitarsi la libertà di azione )-:

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    andrea z.

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    La legge elettorale e il jobs act rappresentano solo l’inizio di un progetto di autoritarismo “soft”, che viene perseguito da questo governo in perfetta intesa con i poteri confindustriali e finanziari.
    In questi giorni il governo si appresta a varare un decreto sul demansionamento che prevede per i lavoratori licenziati per ragioni economiche la possibilità di conciliare con l’azienda se accettano di ricominciare a lavorare a mansione inferiore.
    Come è noto, con il jobs act, le aziende potranno licenziare pagando un’indennità; se, però, i lavoratori verranno licenziati e poi riassunti con il demansionamento, l’indennità la pagherà il lavoratore con la qualifica più bassa.
    Si potrà, inoltre, degradare il lavoratore per motivi tecnici e organizzativi, di una qualifica, ma con deroghe anche di due.
    Infine il lavoratore non potrà richiedere la promozione, se opera per 3 mesi in mansioni superiori, come accadeva prima con l’articolo 13 dello Statuto.
    Il governo agisce, quindi, su due piani: uno economico di riduzione delle tutele dei lavoratori e di smantellamento dello stato sociale ed uno politico di stretta autoritaria in previsione di eventuali proteste e di sommovimenti sociali provocati dalle sue politiche economiche.

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      leopoldo

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      in qualche modo devono celebrare l’anniversario della magna carta

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    Tenerone Dolcissimo

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    E perché dovrebbero vergognarsi gli ex militanti del PCI per lo stare nel partito dell’oclocrazia?
    Fu proprio il PCI a trasformare l’Italia in un’oclocrazia con l’istituzione delle regioni e soprattutto della sanità pubblica.
    Saluti

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    Gianluca

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    Pdiellini, piddini, e se vogliamo anche grillini, sono tutti accomunati da un basso grado di spessore intellettuale. Non sarà che questa classe politica rispecchia semplicemente ciò che noi italiani (e in senso più lato gli occidentali), siamo diventati? Il nostro imbarbarimento culturale che ormai pare inarrestabile?

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      Barb

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      Parla per te. I “grillini” in Parlamento hanno più laureati dei montiani (88%), e trovami se ti riesce un “grillino” che fa il cafone in TV con un avversario.
      L’imbarbarimento è anche quello di chi parla a vanvera ripetendo a pappagallo ciò che legge su Repubblica.

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    giandavide

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    la risposta è semplice:
    “Di conseguenza, nonostante l’illusione ottica televisiva fornisca l’immagine di una offerta politica varia e diversificata, resta di fatto sguarnito e privo di rappresentanza il fronte dell’estensione dei diritti (Ius Soli, matrimoni e adozioni GLBT, estensione del voto agli immigrati, protezione umanitaria ai rifugiati), il fronte laico (blocco degli aiuti di stato alle scuole private e confessionali, testamento biologico, libera gestione individuale del fine-vita, libera ricerca scientifica) e il fronte popolare (investimento statale nel pubblico impiego, redistribuzione dei redditi, tassazione su patrimoni, successioni e rendite finanziarie).”

    tratto da qua

    http://www.polisblog.it/post/351024/elezioni-2015-astensionismo-partito-invisibile

    l’offerta m5s è troppo simile a quella renziana, e lo stesso dibattista è troppo simile a rutelli. la maggioroparte degli elettori di sinistra in quetse condizioni non può che astenersi, dato che anche se votasse m5s sarebbe al stessa cosa

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      Barba

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      Interessante elenco: hai messo solo argomenti su cui i governi hanno una qualche residua sovranità. Diritti cosmetici (gay, immigrati, eutanasia, ogm) e un poco di tasse.
      La sostanza vera è in mano a organismi sovranazionali, mentre noi giochiamo a scannarci su queste scempiaggini.

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    marcot

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    Buongiorno Prof. Giannuli,

    io non sono un ex militante del PCI ma ho una risposta alla sua ultima domanda. I vecchi militanti del PCI che sono ancora iscritti al PD non si vergognano affatto di esserci, perché appartengono a due categorie principali. La prima è quella dei carrieristi, a cui non importa molto il contenuto del programma PD ma interessa solo posare il fondoschiena sulle sedie che contano; gente del genere non abbandona facilmente il 1° partito d’Italia, almeno finché resta il più votato. La seconda è quella (fascia d’età più anziana) di coloro che all’indomani del crollo dell’URSS si convertirono al liberismo più sfrenato: gente di questo tipo si trova benissimo nel PD, antisociale, liberista di sinistra, e anche se pieno di marciume pur sempre un partito in linea con gli attuali parametri di onestà negli ambienti della politica italiana (cioè zero).
    Saluti,
    Marco

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    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      conosco meglio di lei la base del vecchio Pci ed il pezzo che è rimasto nel Pd e le assicuro che il problema è più complesso

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