Aldo Giannuli
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Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

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Commenti (52)

  • alessandro

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    La notizia semplicemente non corrisponde alla verità. Sono editore di testi per l’insegnamento dell’italiano e posso assicurare che tedesco e francese sono sicuramente più studiati che l’italiano. Non capisco la ragione per cui, con molto provincialismo e approssimazione, ogni poco Ministero e Università se ne escono con l’affermazione che l’italiano sarebbe studiatissimo. Purtroppo non è vero anzi ritengo che per varie ragioni l’italiano stia calando nelle preferenze degli studenti esteri.

    • Erika

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      Invece sarei un’insegnante di italiano e i dati sono abbastanza chiari. Sono dati internazionali, riportati sia dal Consiglio d’Europa, sia dalla Dante Alighieri.

  • Gherardo Maffei

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    Si desume dall’articolo che l’italiano sia una lingua per eruditi e non. Di certo aiutano molto due fattori internazionali che giocano a nostro favore: la Chiesa cattolica e la malavita organizzata.Poi a seguire:la cultura, l’arte,la moda, la cucina, il patrimonio di bellezze naturali e archeologiche. Però rimane un mistero che gli stranieri si cimentino con la nostra cultura e la nostra lingua.Basta uscire dai confini nazionali per vedere quante meraviglie vi sono nel mondo, per rimanere stupiti, che si perda tempo a studiare l’idioma italico, che a livello internazionale vale quanto l’ostrogotto o un qualche dialetto locale.Sembra uno scritto di una qualche agenzia di viaggi, per sponsorizzare le vacanze romane.Evviva il nostro idioma non è una lingua morta; possiamo consolarci, leggendo Dante, Manzoni, Leopardi.

    • massimo

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      Beh mi piacerebbe una versione univoca a chi bisogna credere? Personalmente mi stupisce. Non poco che l italiano sia la quarta lingua al mondo quindi sono con quelli che sostengono il contrario cmq fatemi sapere mi interessa. La querelle

      • Aldo Giannuli

        Aldo Giannuli

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        No non ci siamo capiti: l’italiano non è la quarta lingua al Mondo (magari!) è solo la quarta lingua fra quelle studiate da chi parla una lingua diversa dalla propria

        • Stefano

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          assolutamente opinabile. In tantissimi Paesi dove ufficialmente si dice si parli francese, il francese e’ una lingua studiata alla scuola come seconda (rd congo, congo, senegal, burundi e ruanda, chad, marocco, tunisia, algeria, niger, repubblica centro africana… ) per cui veramente molto opinabile mettere il francese dopo l’italiano. Senza dimenticare l’arabo mai citato tra le lingue sicuramente piu’ studiato dell’italiano visto i numerosi paesi influenzati.

        • marco

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          Inutile stivale scompagnato
          Terra d’espressi e geni
          Amata da folle di foresti
          Lasciata invece gemere da indigeni
          Indifferenti al canto della sua bellezza
          Anche se poeti santi e marinai.

          (Acrostico degli anni ’80)

          Marco Sclarandis

    • leopoldo

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      ma perché lamentarsi se qualche straniero segaiolo mentale piace studiare il nostro idioma ben venga, danno non fa.

  • Corsiero Corsieri

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    E’ vero… l’italiano è studiato dappertutto nel mondo… solo in Italia non lo studia più nessuno…

  • ilBuonPeppe

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    Purtroppo (e i commenti qui sopra ne sono ulteriore conferma) in Italia è estremamente diffuso l’autorazzismo. Una situazione molto comoda per chi vuole continuare a fare i propri porci comodi sulle nostre teste.
    Finché non ci libereremo di questo complesso di inferiorità, non solo non avremo peso a livello internazionale, ma continueremo ad essere schiavi dei delinquenti che ci governano e dei loro mandanti.

    • Simone

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      Concordo con ilbuonPeppe. Liberiamoci dal giogo, ritroviamo il nostro orgoglio!

    • Paolo Marinelli

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      Caro ilBuonPeppe,
      ho letto l’articolo del dott. Giannuli con grande stupore nonchè piacere e soddisfazione.
      E’ talmente raro leggere qualche aspetto positivo e costruttivo circa il nostro vituperato grande Paese, che quando capita salta subito all’occhio e lo sconforto e la frustrazione derivante dall’autorazzismo e auto dileggio quotidiano per qualche attimo si fan da parte.

      Purtroppo, sono bastati pochi attimi dopo aver terminato di leggere l’articolo per ritrovare i soliti imbecilli autorazzisti, perchè di tali soggetti si tratta.
      Con la certezza di chi sa di sapere, c’è chi innervosito non perde tempo a smentire le informazioni oggettive esposte nell’articolo, troppo “pro” italia..giammai, è inaccettabile per questi individui che qualcosa sia buono e positivo in Italia.
      Altri, più che stizziti, si “aggrappano” a dati fondati sul nulla (cioè il nulla che caratterizza le proprie menti chiuse e autorazziste) per provare a sostenere che la malavita centri molto con la diffusione (per loro) anomala della nostra bellissima lingua.

      E’ davvero triste dover ogni giorno leggere imbecilli di questo calibro. E qui i commenti rispecchiano il livello infimo dei tanti (per fortuna sono la minoranza) autorazzisti che odiano se stessi e il proprio Paese di riflesso.

      E concludo, giustissima e perfetta l’osservazione per il quale occorrerebbe tener ben presente il perchè questo autorazzismo è tanto diffuso nel nostro Paese.. qui prodest?
      Chi lo alimenta quotidianamente? A chi giova tenere un popolo come il nostro nel complesso d’inferiorità e col senso di colpa perenne per colpe che forse andrebbero rianalizzate in modo indipendente? Ecco l’importanza della ricerca storica, tanto per fare un esempio… ed ecco perchè l’introduzione del negazionismo per legge, che poi è il reato di opinione si mostra per quello che è a occhi attenti e indipendenti.

      Il mio augurio va a lei e tutte le persone che ogni giorno, nel proprio piccolo amano questo Paese, per davvero, cercando di migliorarlo e difenderlo col cuore.

      Qui non si tratta di becero nazionalismo fine a se stesso, che puo’ essere cieco e cialtronesco, qui si tratta di apprezzare chi si è, la propria identità, la propria Storia e cultura. La lingua di una nazione è importantissima.
      Ritroviamo il nostro orgoglio nazionale, il primo fondamento per perseguire l’interesse nazionale.

  • Pierfrancesco

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    Io ho conosciuto molti studenti americani qui a Roma in un programma di scambio linguistico, posso dire che la maggior parte erano di lontana origine italiana magari da un nonno e tentavano di rinverdire la loro identità, molti avevano scelto italiano perché si viene in Italia e ahimè se studi tedesco ti tocca andare in Germania! Tutti però si davano al massimo una infarinatura di italiano e tornavano a casa.

    • Gherardo Maffei

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      Io invece ho conosciuto molti studenti statunitensi in Germania, allievi con programmi di scambio linguistico; costoro avevano antenati teutonici e tentavano di rinverdire la loro identità. Molti avevano scelto la Germania e non lItalia, perché se studi l’italiano ti tocca vivere ahimé in Italia e non in Germania!

      • Torty

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        Io invece, in quanto parte di un’associazione per studenti in scambio a bologna (si parla di erasmus, overseas, qualsiasi progetto scambio che vi venga in mente) ho conosciuto e sono amica di molti ragazzi statunitensi con origini italiane (bisnonni, nonni immigrati) che sono venuti qui a studiare ed alcuni di loro sono anche rimasti: dopo l’univeristà A LAVORARE. pensa te. sono perfettamente consci dei limiti del nostro Paese, ma nonostante tutto scelgono di rimanere. come mi piace pensare si sceglie l’italia e l’italiano perchè te lo dice il cuore, e non le prospettive economiche future.
        sono anche stata parte dell’italian society di un università inglese, e vi posso assicurare che c’erano studenti che sceglievano come materia extra curriculare da studiare proprio l’inglese e i suddetti di origine italiana non avevano neanche mezzo millimetro nel DNA.

        • Torty

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          *sceglievano l’italiano

  • leopoldo

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    che dire della difficoltà degli idiomi moderni nel definire i concetti, le emozioni stretti nella velocità, costretti dalla sintesi, inondati da da novità spesso futili, lasciati al oblio i saperi passati troppo pigri acquisirne una circonstanziata conoscenza. Idiomi dove atleti della metafora si esercitano nel turpiloquio, nel vaniloquio, nello sproloquio col unico fine di avere ragione. Fino ad oggi l’italiano gode di buona salute, ma di poca coscienza. Un idioma dove i parlanti conoscono altri idiomi e sono coscienti delle differenze tra essi, sono idiomi con anticorpi per la scomparsa, l’incomprensione, la corruzione delle parole e delle persone.

  • Silvia

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    Segnalo però che tra i requisiti richiesti ai candidati del progetto Mars One è richiesta -oltre all’inglese- una delle “11 lingue più utilizzate in internet”. Tra le quali l’italiano non figura.

    “The official language, will be English. It is possible however, to enter the selection program without an extensive knowledge of English. Applicants can apply in one of the 11 most used languages on Internet: English, Spanish, Portuguese, French, German, Russian, Arabic, Chinese Mandarin, Korean, Indonesian, Japanese. – See more at: http://www.mars-one.com/faq/selection-and-preparation-of-the-astronauts/what-are-the-qualifications-to-apply#sthash.gROZDn2a.dpuf

    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      vero, però in questo caso conta la massa dei parlanti di ciascun paese (e le lingue indicate sono parlate tutte da popoli ben piùnumerosi dell’italiano) inoltre nel dato incide anche la massa di internauti per paese ed in Italia stiamo messi abbastanza male quanto a banda.
      Ma la “lingua studiata” si riferisce a parlanti che studiano una lingua diversa da quella originaria

  • paola sala

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    confermo quanto scritto dal Prof. Giannuli avendo per diverso tempo insegnato italiano ai bambini di 3 o 4 generazione italiani in Scozia/ Queste lezioni venivano parzialmente finanziate dall’istututo di cultura italiano che faceva capo al consolato, purtroppo, recentemente e, come direbbero gli inglesi ‘surprise surprise’ i fondi sono terminati e quindi molte di queste classi sono state soppresse. Un vero peccato, visto che molti ragazzi beneficiavano di queste classi per conoscere la loro cultura di origine (noi continuiamo a dare loro il diritto di voto, vorrei sottolineare), comunque molti dipartimenti di lingua di tante universita’ britanniche propongono corsi di italiano che sono sempre seguitissimi…….

  • Alessandro

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    Avere i dati reali degli studenti di lingua è difficilissimo ma se solo si pensa che nelle ex colonie francesi, con Paesi come Algeria, Tunisia, Senegal, tutti i bambini studiano il francese come seconda lingua, risulta chiaro quanto sia inverosimile pretendere che l’italiano sia più studiato. Per quanto riguarda il tedesco non ho dati certi, e non ho voglia ora di cercarli, ma un semplice colpo d’occhio ai fatturati delle case editrici del settore didattica lingua straniera mostra che le vendite dei libri per studenti di tedesco non madrelingua sono almeno 10 volte superiori a quelle dell’italiano. I dati del ministero sono da anni approsimativi e ricavati con metodologie risibili.

    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      un momento: proprio perchè in molti paesi dell’africa nord occidentale il framcese è studiato sin dalle scuole elementari, questi paesi sono ritenuti francofoni, insomma il framncese è una sorta di linga materma pertanto per cui non andrebbero inseriti nel conto di chi studia lingue straniere che si immnagina riguardare adulti. Sul tedesco ne so di meno e non so quanto il fatturato delle case editrici sia un dato in sè pienamente indicativo, anche qui dobbiamo capire se parliamo di adulti e non so bene quali siano i dati in proposito. Capisco che i dati del ministero possano essere fatti un po’ “a occhio, a orecchio” come dicevano quelli di “indietro tutto”, ma mi sembra difficile che siano del tutto inventati.

      • Nessie

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        Appunto. Nella maggior parte dei paesi si studia una lingua straniera obbligatoria, a volte due, poi, quando inizia un percorso un po’ più specialistico si sceglie qualcosa di più funzionale alle proprie scelte. Tutti coloro che sono interessati allo studio dell’arte italiana mi pare ovvio che scelgano l’italiano, soprattutto perché hanno già studiato una lingua franca, o semplicemente già la parlano. Mi rifiuto di credere che qualcuno scelga l’italiano per comunicare con la mafia o con il vaticano (magari lo studierà chi fa il seminario, ma non credo che incida per grossi numeri)
        Quanto al paragone fra le letterature, non farlo. Le letterature che hai citato come “inferiori” non lo sono affatto, letteratura russa, francese, inglese, tedesca, spagnola inferiori a che cosa? Ma vogliamo scherzare? Il problema è che non c’è il tempo per studiarle tutte.

  • hh

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    Ho comunque il piacere di sottolineare che le tre lingue più studiate al mondo, subito prima dell’italiano, sono inglese, spagnolo e francese. Non capisco da dove sia saltato fuori il cinese. Le cifre tengono conto delle scuole e università “ufficiali” per così dire. È facile intuire perché le prime tre siano tali: sono i tre maggiori colonizzatori. Stupisce semmai l’assenza del portoghese.

  • Alessandro

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    tranquillo si tratta proprio di dati un po’ a orecchio (per non citare altre protuberanze). Guarda questo link http://www.francophonie.org/274-millions-de-francophones-dans.html oppure questo per il tedesco.
    http://www.goethe.de/ins/us/pro/german4u.pdf
    Al posto di vantare meriti irrealistici dovremmo invece chiedere perché, ad esempio, la Società Dante Alighieri è lasciata a languire senza fondi, oppure indagare su come vengono retribuiti e considerati gli insegnanti di italiano L2 sia in Italia che negli Istituti di italiano all’estero.
    Insomma i dati del Ministero mi sanno molto di propaganda da “quarta sponda”. 

  • Umberto

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    Alessandro, la smetta, cortesemente, col suo auto razzismo da Bar Sport. L’Italia ha certamente una classe politica fra le peggiori al mondo e un popolo con uno spirito di sopportazione ben oltre ogni immaginazione, ma ha dato al mondo, all’umanità, tantissimo. E tanto ancora può dare. Moda, gastronomia, arte, certo… Però anche scienza e tecnica a profusione. Intelligenza e gusto. L’Italia, con tutti i suoi acciacchi, esercita un grande fascino in giro per il mondo. Il dato, anche se forse inaspettato ai più, è credibilissimo. E non sarà certo lei, un normalissimo signor nessuno, ad avere maggiore credibilità del ministero che cita. :)

    • Gherardo Maffei

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      Umberto, non per amore di polemica ma per amore di verita’, ti sei scordato anche di ciatare alcuni primati italioti quali mafia,camorra,ndrangheta, sacra corona unita. Siamo esportatori tra i primi al mondo di organizzazioni criminali.Poi il fiorello all occhiello il comandante Schettino! Senza scordare i fenomeni della corruzione e della evasione fiscale.

      • Sergio Letizia

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        Credo che un conto sono i luoghi comuni, un conto è la verità reale. Parlare di mafia, come se fosse l’unica realtà criminale della storia e la più pericolosa, criminale e sanguinaria, è davvero ridicolo oltre che falso e calunniatorio-diffamatorio. Un pò come quando si parla di società altamente criminalizzata riferendosi all’Italia. Quando in realtà le statistiche aprlano chiaro: la sola New York (meno di 20 mln di abitanti l’intero agglomerato urbano) ha oltre il doppio degli omicidi dell’intera Italia (che ha superato i 60 milionid abitanti), il quadruplo degli stupri e il triplo della corruzione tra polizia, pubblici impegati ecc. ecc. E poi, evitiamo di sproloquiare di falsi storici immani, fingendo di ricordare solo qualcosa e dimenticando tutto il resto. L’imepro Britannico ha sulla coscienza la quasi scomparsa etnica di une ventina di popolazioni, tra nativi pellirossa nordamericani, aborigeni australiani e neozelandesi, watussi, pigmei, zulu ecc. ecc. e della loro totale spoliazione e definitiva espropriazione della sovranità sul loro territorio, sostituiti integralmente dai coloni inglesi. Che dire poi dell’Apartheid o delle deportazioni di schiavi dall’Africa verso l’america e della segregazione razziale? O dei minori sfruttati, maltrattati nelle miniere indiane? E chi ha iniziato il traffico di Oppio dall’Asia verso tutto il resto del mondo? Sapete che il solo Impero Britannico ha usurpato 1/3 delle terre emerse del globo e sfruttato e sottomesso 1/5 della popolazione umana, e causato, in appena 5 secoli, oltre duecento milioni di morti? E qualcuno si è dimenticato delle guerre mondiali e su chi le ha causate? Forse l’Italia? E Hitler, Stalin, Mao, Castro, Hiroito, Ceausescu, Saddam Hussein, Gheddafi, Pinochet, sono forse paragonabili a Mussolini in quanto a morti? Eppure tutti pretendono di ricordare solo il Fascismo, pur sapendo che al confronto di nazismo e comunismo russo o cinese, imperialismo britannico o giapponese, era una scampagnata delle carmelitane scalze. A proposito, vi risulta che le bombe atomiche sul Giappone o i bombardamenti a tappeto sulla Germania li abbia fatti Mussolini? O che in Italia vi siano mai stati campi di sterminio come i lager o i gulag, o quelli di rieducazione cinesi? Avete idea di quanti sono 20, 40, o 50 milioni di morti in pochi decenni, come quelli causati dal maoismo o dal nazismo dai comunisti russi? E poi parliamo magari di inquisizione cattolica, quando la vera strage di streghe le hanno fatte i puritani tedeschi luterani o quelli britannici, e le crociate erano reazioni all’invasione islamica di asia ed Europa? E vogliamo parlare dell’Impero Francese e degli esperimenti atomici in polinesia o della guerra in algeria? E forse la mafia cinese, russa, giapponese, romena, bulgara, slava, albanese, indocinese sono derivate da quella siciliana o dalla camorra napoletana, o i narcotrafficanti sudamericani sono stati creati e sottoposti alla mafia italiana? O sono meno pericolose o diffuse della nostra a livello mondiale? Stiamo scherzando vero? Io ho fatto il militare a Napoli, e mi aspettavo Sodoma e Gomorra insieme all’inferno, tra rifiuti, criminali e morti di fame coperti di sterco e letame, a chiedere la carità. Cosa risultata assolutamenre falsa e assurda. Mentre mi aspettavo New York, Barcellona, Londra, Marsiglia, come il centro del benessere, della libertà, della sicurezza e della pulizia, e invece ho trovato molto peggio che Sodoma e Gomorra, con situazioni di degrado e squallore, criminalità assai maggiori che a Napoli, anzi decisamente peggio, enormemente peggio, compreso maleducazione, sporcizia, inciviltà e razzismo vero, non raccontato da luoghi comuni, ma tangibile. A proposito, giusto per i soliti autorazzisti, come giustamente diceva qualcuno in precedenza, in Italia, ci sono circa 5 milioni di stranieri, che compiono il 40% del totale dei reati perpetrati in Italia (circa 260.000 su 650.000), ma il 60% di quelli più gravi, aberranti, efferati, sanguinosi e odiosi contro le persone, il che significa che commettono reati (essendo i cittadini italiani circa 56 milioni) quasi 8 volte più degli italiani, ed infatti le carceri italiane sono per il 45% occupate da criminali stranieri (quasi 20.000, 1 su 250 stranieri!). E la cosa buffa, è che invece gli italiani residenti all’estero sono altrettanti degli stranieri in Italia, ossia quasi 5 milioni, ma in carcere ve ne sono appena 1.500, ossia 1 su 3.300, ossia 13 volte meno degli stranieri. A proposito, quando parliamo di corruzione, scandali, reati, criminalità evasione fiscale, ingiustizie, qualità della scuola o della sanità, evitiamo di confondere il fatto che noi mettiamo in piazza tutto, mentre gli altri nascondono tutto ed evitiamo di fare paragoni tra l’ospedale del paesino più sperduto della Sicilia, o il quartiere di più malfamato di napoli o Palermo, con la Fifth Avenue, Sunseet Boulevard o le zone intorno a Buckingham Palace, perchè le statistiche sulla scuola pubblica o sulla sanità americana, britannica, francese, spagnola, intesa come GENERALITA’ COMPLESSIVA, ossia non quella delle elite ospedaliere circoscritte, o ai campus e college di prestigio, che sono limitate isole felici assai rare, ma la scuola pubblica comune, e gli ospedali comuni, che sono notoriamente (statistiche ufficiali alla mano) enormemente più arretrate e inefficienti, corrotte e incapaci delle nostre, degradate e inumane, scortesi. Quindi, cerchiamo di evitare di confondere le loro eccellenze, assai rare, con le nostre peggiori cose, anch’esse assai limitate. Tutti gli stranieri che conosco, quando sono venuti in Italia, mi hanno chiesto scusa per i loro pregiudizi e sono andati via non solo entusiasti e meravigliati della nostra qualità di vita, capacità ed eccellenze, ma hanno detto (americani doc!) pensavo orgogliosamente che noi fossimo l’America per voi, oggi ho capito, con vergogna che voi siete l’Italia per noi. E vi pregherei di ricordarVi che moltissimi stranieri famosissimi, una volta venuti in Italia, vengono a vivere definitivamente da noi. Noi siamo ahimè, talmente idioti da essere esterofili al punto di denigrare noi stessi per il peggio che abbiamo e adorare gli altri per il meglio che hanno. Consiglierei di dare giudizi su se stessi e sugli altri con un minimo più di correttezza intellettuale e conoscenza della verità reale contemporanea e conoscenza storica e culturale veritiera e non retorica. E se proprio dobbiamo autoincensarsi per taluni personaggi che crediamo ci sputtanino, e mi rieferisco, a seconda dello schieramento politico, a Berlusconi o a Renzi, Di Pietro, Luxuria, che gli inglesi hanno ancora una regina rincoglionita ed un principe ereditario idiota, e se dovessimo parlare di scandali, alla casa Windsor, Berlusconi risulterebbe un santo e Renzi un genio. Fatemi quindi una cortesia, se dobbiamo proprio fare paragoni, paragoniamo i morti e il colonialismo e le oppressioni causate dal fascismo con quelli causati dagli imperi coloniali e ditttature altrui, i quartieri malfamati di napoli o Palermo, Roma e Milano, con gli altrettanto quariteri parigine delle bidonville, e la mafia italiana con la Jacuzia, e dall’altro lato, la musica italiana e il colosseo con quella francese e con la tour eiffel, e la Fifth Avenue con Montenapoleoni a Milano. Anche perchè quando si parla di arte, architettura, lingua, evoluzione, scoperte di ogni genere ed in ogni campo, personalità e personaggi, civiltà, storia, cultura, filosofia, musica, letteratura, moda, cucina, design, qualità della vita, natura, turismo, spettacolo, folklore, tradizioni, ma anche controlli igienico sanitari, prevenzione igienico sanitaria, qualità del cibo, controlli sanitari, leggi severe per contraffazioni e quant’altro, ma anche come MAGGIORE GIUSTIZIA SOCIALE E REDISTRIBUZIONE, O RICCHEZZA REALE NETTA NAZIONALE, credo che dovremmo mettere insieme almeno una ventina di nazioni per riuscire a competere con noi. Come per le cose patrimonio mondiale, che sono per OLTRE LA META’ TUTTE ITALIANE. Il nostro problema? Una massa di politicanti e burocrati pubblici che ci stanno rovinando su commissione degli stranieri. Forse eliminando loro, potremmo riprenderci la nostra sovranità nazionale e identità nazionale. Gli stranieri sono furbi: la loro strapotenza criminale massonica (anglo sassone e franco tedesca), ha ordito un metodo per far fuori pian piano tutti gli stati nazione e tornare ad una sorta di dominio mondiale economico finanziario, culturale linguistico e etico morale imposto da loro e controllato e governato da loro. Il loro scopo su di noi è semplice: appropriarsi della nostra riserva aurea (2.452 tonnellate di oro zecchino, la terza riserva aurea al mondo), tassare i cittadini privati del loro immenso e invidiato patrimonio immobiliare e dei loro risparmi (circa 12.000 miliardi di euro) vita natural durante con le tasse patrimoniali perenni, e trasferire da noi tutti i clandestini e nomadi, da porre a nostro carico, prendendosi i nostri migliori cervelli, prendersi il made in Italy ed il meglio della tradizione produttiva italiana, il nostro patrimonio artistico e far fuori la chiesa cattolica, che odiano, essendo loro protestanti o atei, e comunque anticattolici. Anche perchè la massoneria è di origine esoterico satanico, ossia teosofico luciferiana. E noi italiani la dovremmo smettere di lasciarci maltrattare e calunniare.

      • Paolo Marinelli

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        Guardi, le devo scrivere 2 paroline, perchè quando è troppo è troppo!
        Sappia che lei rappresenta perfettamente il profilo dell’italiano che tutti dovremmo prendere a sonori calci nel sedere ogni qual volta, con saccenza ostenta quel suo pensar di sapere non sapendo nulla.

        Le fanno notare giustamente quanto il nostro Paese ha dato all’umanità e lei che fa?! persegue nella sua cecità, nel suo disprezzo per partito preso, argomentando come il classico dei lettori di repubblica o ascoltatori del travaglio pensiero. Lei è il male di questo Paese, non meno della mafie che sono presenti sul nostro territorio.

        Ma vogliamo parlare delle mafie davvero? Non si è mai chiesto se magari, dico magari, in altri paesi al mondo non esistano organizzazioni criminali organizzate?! Pensa che solo in italia abbiamo i criminali? In giappone, in cina, in russia, negli stati uniti, in germania non esistono criminali secondo lei? vive su marte o le piace pensare da buon autorazzista che l’erba del vicino è sempre piu’ verde?!

        Per ogni comandante schettino, ci sono migliaia e migliaia di comandanti che sono persone d’oro, professionisti di spessore. E anche qui lei dimostra quanto è in malafede e quanta ignoranza trasudi dalle sue vuote parole: tanto per citarne 3, Cristoforo Colombo, Magellano, Amerigo Vespucci, Magellano… 3 “de passaggio” no?!
        Ignorante! Lei semplicemente Non conosce la propria Storia, e questo le impedisce di poter leggere il presente.
        Ecco perchè le servono sul piatto d’argento lo schettino o il berlusconi di turno, e lei da abboccalone, pensa di aver capito, di aver trovato conferma che le sue idee sbagliate trovano conferma.

        Le sta tanto a cuore il tema dell’evasione fiscale? Sa cosa credo? Che lei come tanti italiani hanno l’odio e l’invidia dentro di sè, accecati dall’ignoranza non siete in grado di essere oggettivi, pesare e scindere i fatti dai luoghi comuni.
        Si legga il libro “Le isole del tesoro” di Nicolas Saxon, poi faccia capire come io, lei, il panettiere, o berlusconi possono essere IL problema in tema di evasione fiscale.

        Basta.

    • Alessandro

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      Suvvia Umberto, sto solo dando un contributo. Lavoro nel settore, ho fondato e diretto una casa editrice che è leader mondiale dell’italiano per stranieri, vuole che non sappia come è fatto questo mercato? Conosco bene l’argomento come ognuno conosce il mondo in cui lavora. L’italiano è sicuramente studiato nel mondo, lo so bene perché su quello vivo, gli studenti sono intorno al milione, moltissimi ma semplicemente non più di quelli di francese e tedesco. I dati che ho riportato nel commento precedente sono eloquenti e anche se probabilmente di parte (come del resto i dati del nostro Ministero) danno una chiara idea della sproporzione tra le millantate posizioni governative e la realtà.

    • leopoldo

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      possiamo dire un popolo a tutto tondo ;D

  • piero

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    mi permetto di inserire il commento di un blogger, Ufo, apparso sul sito Bora.la.
    Il sig. Ufo, un mesetto fa, è andato a controllarsi qual’era la fonte da cui proveniva l’informazione data dal Corriere della Sera. La ricostruzione è un po’ lunga e volutamente ironica, ma vale la pena leggerla.
    “C’era una volta, così iniziano di solito le favole, un interessante pezzo di cronaca. Interessante fino ad un certo punto, magari – ma se vi capitava sott’occhio all’ora dei pasti sicuramente risvegliava l’attenzione. Argomento del pezzo il fast-food, ovvero come il kebab avesse sorpassato la pizza come terzo riempistomaco preferito del mondo. Assai professionale, va detto, con abbondanza di citazioni scientifiche, interviste ad esperti in materia di alimentazione, tabelline e grafici – e addirittura computi della redditività strabiliante del settore. Letto l’articolo, devo ammetterlo, veniva spontaneo farci un pensierino, se quei numeri erano veritieri un cambio di carriera poteva essere interessante, o in sottordine come attività supplementare…
    Sapete com’è, i sogni che vengono interrotti dalla sveglia sono sempre i migliori. In questo particolare caso la sveglia era presente alla fine del pezzo, sotto forma di firma dell’autore. Tutto quel ben di dio era stato composto dall’ufficio marchetting di uno dei maggiori distributori europei di… kebab. Chi l’avrebbe mai detto. Mi sa che forse nel scegliere le fonti ed i dati da includere potrebbero non essere stati del tutto imparziali.
    Fine dell’intermezzo mangereccio, torniamo a noi. Una volta riempito lo stomaco con un onesto kebab nostrano mi è venuta voglia di un piccolo esercizio di googlomanzia: scoprire com’è che l’italiano è diventato la “quarta lingua più studiata al mondo”. L’inizio è incoraggiante: subito evidente che la notizia è fresca, nessun risultato più vecchio di un anno. Anche i siti che riportano la tesi sono concentrati in una certa area geografica, comunemente detta Stivale. Santo cielo, sarà mica una versione di quello che da noi viene chiamato “i se la conta e i se la ridi”? Vediamo: per la maggior parte i siti segnalati dal motore di ricerca usano le buone maniere di segnalare le fonti ed i link relativi, così alla fine è venuto fuori il ground zero della “quarta lingua”, il protonucleo primordiale da cui è nato tutto questo pullulare di citazioni reciproche: un unico singolo articolo di tale Marco Gasperetti sul Corriere della Sera del 16 giugno 2014. Bravo, deve aver battuto numerosi record di citazioni. Ma per saperne qualcosa in più, su questa supposta classifica di lingue più studiate, bisogna fare i salti mortali. Prima di tutto la buona notizia: la fonte è identificata come il consorzio Icon. Poi quella meno buona: di leggere il testo della ricerca non se ne parla neanche – ma promettevano di presentarla il giorno seguente al seminario “L’italiano come risorsa per il sistema Italia”. Infine le notizie decisamente meno buone. La prima è che il consorzio Icon è formato da 19 enti ed università italiane – che vendono. Vendono lauree triennali in lingua italiana via internet. Ogni similitudine con eventuali venditori di kebab è puramente accademica. La seconda notizia è che la tanto conclamata ricerca sembra essere sparita nel nulla. Il blog del consorzio non la nomina affatto, e neanche gli atti del seminario scaricabili dal sito ne fanno menzione. In tutte le 95 pagine di discorsi ed interventi di studiosi e (tanti) politici troviamo solo questo paragrafo letto da Monica Barni dell’università per stranieri di Siena (cito testualmente):
    “Appunto su questo tema, io non sono convinta, come purtroppo è stato detto molte volte
    stamani, che l’italiano sia ancora al quarto posto fra le lingue più studiate nel mondo. Lo era forse ai tempi di Italiano 2000, ma l’avevamo scritto bene che lo era anche allora solo in alcuni paesi, in alcune realtà, e grazie ad alcune condizioni estemporanee. In Italiano 2000 avevamo messo in luce chiaramente la fragilità della presenza dell’italiano nei vari paesi e come la sua forza in un
    determinato paese fosse, molto spesso, legata a eventi e circostanze occasionali, come la presenza
    di un Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura e/o di un bravo Ambasciatore interessati alla lingua, di una rete locale di soggetti interessati che poteva essere attiva in quel momento. Quindi era un sistema assolutamente fragile, anche allora. Così come non si poteva affermare allora che l’italiano era la terza, quarta lingua più appresa nel mondo, non lo si può fare a maggior ragione oggi, a quasi 15 anni di distanza, 15 anni nei quali si è fatto ben poco perché si consolidasse a quei (presunti) livelli.”
    Italiano 2000? Che sarà mai? Ce lo spiega l’Istituto Italiano di Cultura di Köln, che lo pubblica sul web: un indagine commissionata dal Ministero degli Esteri in cui studiosi della Sapienza di Roma e della succitata Università per stranieri di Siena hanno chiesto ai vari IIC in giro per il mondo quanta gente studiasse l’italiano secondo la loro stima, tramite questionario. Incaricati della faccende furono Tullio De Mauro, Massimo Vedovelli (questi due poi la pubblicheranno in forma libraria), la stessa Monica Barni di cui sopra e Lorenzo Miraglia. E come hanno fatto poi a confrontare le cifre con quelle delle altre lingue, per poter dire chi stava al quarto posto? Non lo dicono, anzi non dicono neppure di averlo fatto. Wow. Però quarti, eh? Perché così l’ha capita il Gasperetti, o così gliel’hanno sbolognata. Per la cronaca, esisterebbe – dicono – anche un rapporto Italiano 2010, ma sembra essere caduto in un buco nero – o forse l’hanno messo in un armadio con le ante rivolte verso il muro.
    Per chi volesse informarsi da fonti meno dubbie mi permetto di segnalare il post The world most spoken languages – anche loro vendono corsi di lingua, ma con il loro assortimento di lingue potrebbero essere meno di parte. Ho trovato assai interessante il link al report di Eurobarometer, per approfondire.”

    • Alessandro

      |

      Grazie Piero, abbiamo appurato che l’affermazione che l’italiano sarebbe la quarta lingua straniera studiata al mondo non proviene del Ministero ma da una notizia stampa lievemente imprecisa. Meglio cosi’.

  • claudio

    |

    Visto che siamo tutti un po’ relativisti, allora do’ il mio piccolo contributo. Penso che tutto sommato l’impianto teorico del Professore sia corretto, da italiano che vive all’estero seppure sempre in europa, mi permetto di dire che sempre piu’ spesso noto persone che per puro piacere fanno corsi di italiano, magari perche’ vogliono avvicinarsi al nostro patrimonio culturale, ma spesso per il semplice motivo che il suono della nostra lingua piace, piu’ di quello che possiamo immaginare.

  • mattia80sid

    |

    Vivo all’estero da anni e sinceramente (anche con un certo orgoglio), molto più spesso di quanto si possa immaginare, incontro persone che mi dicono di apprezzare “il suono” del parlato italiano. Molto lo studiano perchè piace semplicemente questo e siccome non è così anormale all’estero studiare qualcosa che piace…beh, molti frequentano classi di italiano (a pagamento) o ricercano persone in grado di parlare italiano in “conversazione”.
    Proprio ora sto rileggendo il commento di Claudio e…si, è tutto vero, la cadenza, il suono…non so cosa, ma piace. Prendiamoci questo complimento senza fare troppe critiche!

    • Juan

      |

      E vero mia signora. Io sono venezuelano senza genitori italiano ne nonni, ma il suono dell´italiano e la sua pronuncia e una cosa speciale.

  • Ganavion

    |

    Quando ho letto la notizia, che fa indubbiamente piacere a chi ama l’Italia, come me, ne sono rimasto, devo dire, un po’ stupito. Mi ero forse perso qualcosa ? E allora non mi sono perso i commenti, dove purtroppo, una certa speranza (infondata) ha dovuto lasciare il passo ad una realistica delusione.
    No, non credo che siamo quarti nel mondo. Ma non dobbiamo poi buttarci troppo giù; se non quarti, siamo comunque una Nazione con una lingua che ha una letteratura veramente notevole. E dico “letteratura” in senso allargato, per essere sintetico.
    Tracce di italiano (o magari di suo papà, il latino) si trovano in tantissime lingue, giapponese compreso, dove sono assai numerose, se devo basarmi sul frasario della Vallardi. Il latino è papà di altre lingue importanti, come lo spagnolo, il francese e il portoghese, e di altre meno diffuse. Il latino, attraverso il francese è arrivato nell’inglese sulle ali delle armi normanne di Guglielmo il Conquistatore (battaglia di hastings del 1066, e successiva dominazione). Curiosamente, i Normanni, di origine scandinava, avrebbero dovuto parlare una lingua germanica (non molto lontano dall’inglese parlato dai loro nemici sconfitti), e invece, dopo essersi stanziati dal 912 nel ducato di Normandia ad essi concesso dal re di Francia, avevano abbandonato la loro lingua originale per il francese. Così il francese divenne fonte di parole dotte arricchendo la lingua inglese e distruggendo ogni speranza di un sistema di scrittura coerente con la pronuncia. L’inglese, la lingua più neolatina tra le lingue non neolatina, con un numero impressionante di vocaboli di origine latina (attraverso il francese) approdò in America, e quando la potenza dell’Inghilterra cedette il passo a quella americana, la lingua rimase fondamentalmente la stessa, rafforzando la propria posizione di egemonia. Quando i Giapponesi accolsero dunque vocaboli “inglesi” nella propria lingua, l’arricchirono con parole di derivazione latina, come kompiuta (computer, i Giapponesi si attengono alla pronuncia), Baiorin (violin) e tante, tante altre che si riconoscono tenendo conto degli adattamenti alla pronuncia nipponica.
    Tutto questo per dire che anche in altre lingue c’è in fondo qualcosa di noi, o dei nostri antenati. Vocaboli musicali vanno alla grande e non solo. Ogni tanto amici su facebook mi chiedono consigli sull’italiano. Sì, lo studiano, e io son ben felice di aiutarli, naturalmente gratis, perché non faccio questo per mestiere e lo faccio solo saltuariamente.
    MI è difficile dire quali lingue siano più diffuse e quali meno diffuse dell’italiani, ma hanno davvero importanza queste classifiche ? Io penso di no; penso che in fondo sia importante che l’italiano sia tra le lingue più importanti del mondo, anche se un po’ più giù del quarto posto. L’italiano poi risente del masochismo di noi Italiani, che facciamo di tutto per buttarci giù e denigrarci, mentre abbiamo un numero impressionante di beni culturali, bellezze naturali e storiche, clima fortunato, moda, cucina e via dicendo.
    Sì, nonostante gli Italiani denigrino gli Italiani, essi sono però persone geniali, estrose, fantasiose, capaci di grandi cose. Non solo Schettini. Anche persone che tutto il mondo ci invidia. Senza arrivare ad esagerare per amore, nemmeno sentitevi intelligenti nel buttare giù il vostro Paese oltre i suoi effettivi demeriti. Mezzo bicchiere di vino non è né pieno né vuoto, è mezzo bicchiere. Cerchiamo di vedere, con i difetti veri, anche i veri pregi di questa Nazione che comunque è capace di fare cose straordinarie.
    Secondo me.

  • Ganavion

    |

    Chiedo scusa per qualche errore nella digitazione (“Hastings”, a volte mi scappa la maiuscola, ma in compenso ho scritto, chissà perché, “Baiorin” con la maiuscola), e mi salta agli occhi un “tra le lingue non neolatina”): Potrebbe esserci qualche altro errore dovuto alla fretta e alla riorganizzazione del pensiero mentre scrivevo. Scusatemi, vado di corsa a mettermi in ginocchio sui ceci, per punizione :-)

  • Luigi

    |

    I capolavori letterari in lingua francese e tedesca negli ultimi due secoli sono stati nettamente di più e hanno avuto nettamente maggiore influenza di quelli italiani.

    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

      |

      giusto per i francesi un po’ meno per i tedeschi,ma vero per gli utlimi due secoli, mentre dal duecento al seicento la letteratura francese ha avuto un profilo nettamente più basso di quella italiana, quanto ai tedeschi possiamo dire anche che la media è stata più bassa dal ducento al settecento, la particolarità della letteratura italiana sta nellka sua continuità.

      • Fabio

        |

        Considerando la letteratura italiana nel suo complesso, non ritengo si possa parlare di vera e propria continuità (a livello di prestigio e successo nel mondo), la quale credo si sia più o meno bloccata intorno al ‘500-‘600. D’altronde proprio nel ‘600 Roma perde il suo ruolo di centro culturale europeo a favore di Parigi, senza considerare che a partire da Lutero il successo delle opere italiane è stato più che altro legato (o spesso bloccato) alla Controriforma, di fatto lasciandole ignorate dai Paesi protestanti. Autori come Manzoni, Pascoli o D’Annunzio sono certo di grande importanza entro il territorio nazionale, ma non sono molto acclamati all’estero, dove le loro opere non hanno avuto grande influenza (o anzi hanno risentito di un’influenza estera, di movimenti culturali che all’estero si erano già sviluppati). Forse l’ultimo autore italiano di grande importanza letteraria in Europa fu Leopardi, ma si tratta di un’eccezione, in quanto da tempo le personalità letterarie di spicco cominciavano a scarseggiare (autori come Alfieri, Ariosto e Tasso non fecero in fondo che lavorare su materiale e modelli già esistenti). Sono propenso a pensare che l’apice sia stato raggiunto con le “Tre Corone” nel ‘300 e con Machiavelli nel ‘400-‘500, con poi una scrematura e decadenza sempre maggiore nei secoli successivi. D’altronde, nella “World Library List” (che raccoglie le più grandi opere di tutti i tempi secondo 100 scrittori di 54 Paesi), tra le opere di ‘800 e ‘900 figurano, di italiane, solo la totalità delle poesie di Leopardi, “La coscienza di Zeno” di Svevo (opera che gli Italiani stessi considerano, ahimè, forse troppo poco) e “La storia” di Elsa Morante, mentre in generale sono solo 5 le opere in lingua italiana, contro la stragrande maggioranza di inglesi, francesi, tedesche e russe. Certo molto si può dire sulla relatività di questo sondaggio, essendo redatto comunque da persone la cui sensibilità non può essere che quella moderna, che tende a prediligere certo opere più vicine ai nostri tempi (e tra queste, le “grandi” straniere che tutti conosciamo), ma è innegabile un certo blocco della continuità del successo della letteratura italiana intorno al ‘600, secolo dopo il quale abbiamo solo personalità di spicco, come Goldoni, Leopardi, Svevo, che certo anticipano i tempi rispetto ai loro coetanei stranieri, ma che risultano rarità in un clima di aridità culturale, privo di quei movimenti o di quelle cerchie di rilievo e grande influenza che troviamo all’estero negli stessi periodi (e che influenzeranno anche i nostri autori).

  • alessandro

    |

    Ma perché gli Italiani amano così tanto denigrarsi. Ma credete davvero che negli altri paesi del mondo sia tutto cosi positivo? E non parlate di illudersi, semplicemente di trovare un po’ di orgoglio del proprio paese, ammesso che lo siamo un paese, che non è tanto peggio dei tanto decantati altri. C’È più amore del proprio paese in tanti abitanti del terzo mondo che da noi. Siamo rimasti ai comuni del medioevo ma d’altronde essere un po’ nazionalisti per un popolo d’idioti vuol dire essere fascisti. Povera Italia!!!!!!!!

    • foriato

      |

      È una tradizione abbastanza diffusa in alcun modo esclusiva degli italiani. “Saranno spagnoli quelli che non possano essere un’altra cosa”, Cánovas del Castillo, Presidente del Consiglio molte volte.

      Uno studente di italiano

  • Michela

    |

    E’ una grande risorsa anche economica, molto sottovalutata dalle nostre istituzioni, che hanno un’impostazione molto tradizionale (basti pensare che l’insegnamento dell’italiano L2 non è regolato e che il MIUR lo affida ai laureati in lettere o lingue, ignorando chi si è specializzato nei master o certificazioni appositi). Poi ci sono iniziative di gente che lo diffonde gratis (penso a un sito che ho scoperto di recente: http://www.parliamoitaliano.org, ma anche alle associazioni religiose o laiche che lo insegnano ai migranti) e che sorprendono per il solito gap tra paese legale (istituzioni) e paese reale.

  • vanessa zarastro

    |

    vorrei sapere come vengono calcolate: sulle iscrizioni alle scuole? la Dante Alighieri? Lìitaliano per stranieri? Ci sono moltissime persone in Italia che imparano l’Italiano vivendoci. Moli di questi hanno già studiato una lingua latina, spesso il francese (in Europa) lo spagnolo (in America). In sintesi non ci credo proprio!!!

  • Jahi

    |

    Dire che la letteratura spagnola è discontinua è non sapere niente di letteratura. Non te lo posso perdonare, mi dispiace. Per dare il tuo punto di vista non puoi sottovalutare altre lingue. Io sono spagnolo, e ti devo dire che abbiamo una delle tradizioni letterarie più ricche del mondo, in tutti i secoli, con grandissimi nomi e titoli; e non per quello metto lo spagnolo davanti ad altre lingue. Cercati argomenti obbietivi, ma non mi dire che la tua cultura è migliore e per quello la gente si mette a studiare italiano.

  • Pietro Piscicelli

    |

    Mi dispiace che lei, prof. Giannuli e tutti gli amici che hanno lasciato commenti, non abbiate pensato alla ovvia, evidente ragione per cui l’italiano è lingua molto richiesta: E’ LA LINGUA PIù BELLA DEL MONDO!! Incontestabilmente!

    • piero

      |

      per dire una cosa del genere dovresti conoscere tutte le altre lingue e le altre letterature del mondo.

  • Marcello A Lucchetta

    |

    Sarebbe utile capire come sono state formulate le statistiche. La promozione dello studio della lingua italiana in USA avviene, con l’ausilio di vari Istituti, anche e soprattutto con l’attivazione di corsi extra-curriculari di un’ora alla settimana. Pur apprezzando lo sforzo, non credo che si possa parlare di “studenti” della lingua italiana. Da qui, se tanto mi da tanto, la gonfiatura dei dati. Una nota, non una polemica.

  • Ugo

    |

    Caro Aldo, ti fornisco una piccola precisazione. Se non erro, il Latino non è più la lingua ufficiale della Chiesa dal Concilio Vaticano II. Da quell’evento epocale l’Italiano ha assunto il ruolo di lingua ufficiale. Infatti, è la lingua usata nei seminari e nelle facoltà teologiche a cui partecipano anche preti stranieri.

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