Aldo Giannuli
Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

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Commenti (50)

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    Andrea Maiocchi

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    Ho letto anch’io l’intervista sul Corriere e sono rimasto allibito. Mi aspettavo una reazione (di facciata, ovvio) più piccata, una minaccia di far saltare qualche accordo e invece niente. Non capisco molto di diplomazia ad alti livelli (e meno male che c’è il suo blog che mi fa recuperare qualcosa), però qua siamo proprio alle basi. Vorrei chiederle quanto può influire questo “scandalo” sulla realizzazione della zona di libero commercio Usa-Ue e se si possa considerare un’esplosione ad orologeria proprio per tentare di modificare il trattato. L’ex Ministro Terzi ne parlava in questo senso sempre sul Corriere di martedì.

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    Vincenzo Cucinotta

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    Scusami Aldo, pur potendo sottoscrivere la riprovazione e la stroncatura sul comportamento della Bonino, al contrario di te non potrei mai considerare migliori i comportamenti dei governanti europei che sembrano cadere dal fico. Alle guerre di intelligence, si risponde predisponendo mezzi tecnologici altrettanto efficaci. I governanti UE sono in ultima istanza i massimi responsabili dell’accaduto, e quindi, invece di far finta di fare la voce grossa, che si dimettano in blocco, oppure che agiscano efficacemente in silenzio.
    La cosa più grave in assoluto tuttavia, è il trattamento incredibile, perchè in palese violazione di qualsiasi norma di diritto internazionale, subito dal presidente boliviano. Prima si dichiarano indignati verso il governo USA e poi fanno i lacchè agendo di combutta contro ogni possibilità di salvarsi di Snowden. Meno clamore ufficiale e più indipendenza effettiva, invece di recitare davanti alle telecamere e contemporaneamente dimostrandosi subalterni agli USA.

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    byu tech

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    ineccepibile.
    siamo una barzelletta ormai.
    ci metto dentro anche la storia del consiglio supremo di difesa, formato in pratica dal governo, che dice a tutti che il governo ha ragione…:)
    più barzellette di cosi…

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    Dimitri

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    Condivido totalmente quello che ha scritto prof. Piccola considerazione personale: l’idea di abolire il trattato di libero scambio è, ovviamente, sacrosanta; ma chi la dovrebbe ratificare? I governi europei che hanno fatto soggiornare il presidente Morales all’aeroporto di Vienna? Ne dubito fortemente…
    Dimitri.

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    bilbo baggins

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    Ma da una persona che fa parte del gruppo bildelberg, che cosa ci si aspettava…Forse la difesa della libertà e della democrazia?

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    SantiNumi

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    E’ da tempo che sarei curioso di sentir più approfondito dal Professore qualche opinione su quella che considero la “doppia faccia” dei radicali.

    Da una parte si chiamano tra loro “compagni”, hanno fatto e fanno importanti lotte civili (ho un’ottima opinione della lotta di Pannella verso la questione “carceri” in Italia e ammiro l’impegno di “radio carcere”).

    Dall’altra parte sono portatori di istanze politiche assolutamente “feudali”: e mi rifersico a quello che sono le più becere ideologie economiche “liberiste” ed esterifilo/americaneggianti che forse solo i piddini osano portare avanti con tanta sfacciataggine.

    I carceri e la tossicodipendenza sono i mondi degli ultimi degli ultimi: non hanno neanche una particolare presa “populista” ed un ritorno elettorale… Ma come si concilia con la NATO, la UE, il Bildelberg, gli OGM, l’Afghanistan e tutto il PEGGIO (democraticamente parlando…) che la società moderna ci riserva? Ma gli attivisti radicali si sono “piddinizzati” e non se ne rendono conto?

    Non me ne capacito.

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    Rosario

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    Insomma, la Bonino, pur di mantenere buoni rapporti con gli “Alleati” e conservarsi presumibilmente qualche merito da spendere in futuro, si è trasformata in “Fata Turchina” la fata molto buona e un po’fessacchiotta che tanto piace ai bambini. E questo è il triste epilogo dei radicali, che da giovani contestatori (sempre con la rosa nel pugno, si capisce!) si sono trasformati in anziani conservatori. A proposito , devo farmi spiegare da Pannella qualche trucchetto sulle diete, perchè sono un po’troppo in sovrappeso.

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    giandavide

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    mah dalla bonino mi sarei aspettato anche di peggio in effetti. certo, il finale alla volemose bene denota la classica mancanza di argomenti, ma in fondo la prima parte del discroso contiene una certa parte di verità, sebbene raccontata in stile massaia.
    d’altra parte non c’era certo bisogno dei servizi segreti e di snowden per capire che gli usa fanno guerra economica alla ue. anche perchè gli assist maggiori nei confronti degli stati uniti sono venuti proprio da quei governanti europei così indignati: non solo il fatto che i tassi si abbassano sempre per prima negli usa, dando a questi ultimi un indubbio vantaggio sulla ue, ma anche l’espanzione ad est, lo strapotere concesso alla gb: in realtà l’elenco sarebbe lunghissimo, e peraltro completamente irrelato a prism.
    poi riguardo al ttip, che la merkel, napolitano e mario mauro vogliono stoppare: ma siamo sicuri che sia conveniente in modo così unilaterale agli usa? io queste certezze non ce le ho. dai dati sembra che questo trattato sia la fumosità più totale, a quanto ho capito è concentrato prevalentemente sul’abbattimento di dazi doganali nell’area atlantica.per il resto si parla di rendere compatibili i brevetti su auto, farmaci e altre cose in usa e ue, ma per questo ci sarebbero dovuti essere 19 mesi di trattativa. quindi direi che di questo trattato non se ne sa abbastanza. mi sono piuttosto fatto l’idea che sia un trattato che possa essere utile ad alcune aziende e dannoso per altre. ma non è detto che tutte le aziende favorite si trovino in usa e tutte quelle danneggiate nella ue. anzi credo che dato il loro strapotere, non siano stati pochi i casi di aziende che riescono a trattare condizioni favorevoli e privilegiate con uno stato, e che in caso di apertura dei mercati possono temere la perdita dei loro privilegi. in fondo il libero mercato funziona anche così, e le lobby che il libero mercato tende a formare si aggregano e si contrappongono seguendo logiche e interessi che trascendono quelli dello stato che li ospita: credo insomma che lo scandalo snowden faccia comodo anche a vari settori lobbistici all’interno degli usa (casomai gli stessi che avrebbero da perderci col ttip) oltre che alle lobby europee e alla russia e cina, che sembra siano i paesi che hanno più da perdere col ttip.
    e poi, se si considera la destrorsità dei personaggi politici intervenuti per bloccare i ttip, ho i miei serissimi dubbi che questi ultimi stiano lavorando per il bene della patria. e quindi che re giorgio e quello che vuole armare la pace per amarla meglio la pensino in un modo per me non solo non conta nulla, ma mi spinge a valutare la bontà della prospettiva a loro opposta. anche perchè gli scarsissimi risultati della classe dirigente della ue, che applicano ancora le ricette anticrisi dell’austerity – nonostante sia dimostrato che si reggano sui calcoli sbagliati emersi con l’excelgate – non sono riconducibili a servizi segreti et similia: direi che si tratta del solito corporativismo lobbista e che il fenomeno è molto peggiore di prism.
    riguardo al caso snowden la mia opinone non è cambiata molto: gli stessi interessi che hanno spinto napolitano la merkel e mario mauro a raccogliere la protesta di snowden per me potrebbero essere gli stessi che hanno spinto snowden a parlare, e fino a prova contraria mi sento autorizzato a pensar male.
    l’evolversi della cosa per il resto mi fa sembrare ancora più ridicole le lamentele paranoiche di chi pensa che gli usa controllano il mondo: quando lo facevano veramente e unilateralmente non se ne accorgeva (quasi) nessuno. ora secondo me vanno al risparmio: ricorrono all’outsourcing e assumono snowden anzichè garantire stipendi pubblici, spendono meno soldi in cimici e per intercettare le solite 10000 persone utilizzano un sistema in grado di monitorare le comunicazioni di qualche miliardo di persona di troppo. sistema che è peraltro completamente bucato per cui basta il primo snowden che passa con una pennetta usb, che si scarica quello che vuole e buongiorno buonasera. senza contare che il sistema è tanto bucato che non sono nemmeno stati in grado di acciuffare snowden. insomma io vedo un “alleato” transatlantico che tira al risparmio e che organizza le sue operazioni di intelligence un pò in stile filini, altro che james bond. se lo spionaggio migliore è quello che non si fa scoprire, credo che alla luce dei fatti questo non abiti più negli usa

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    Giovanni Talpone

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    E meno male che la spacciavano come paladina dei diritti umani….
    Se fosse spiritosa (ma invece è tetra), avrebbe detto: in fondo, anche noi spiamo gli USA…

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    cinico senese

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    Siamo messi peggio che durante la guerra fredda. Almeno quando c’era il muro si poteva giustificare tutto con la fedeltà atlantica. Ma ora? Peraltro la radicale e tutti i politicanti feccia non riescono a capire che lo spionaggio USA è simulatamente x scopi difensivi militari dal terrorismo, in realtà è per fini commerciali di spionaggio industriale. Manco siamo capaci di difendere i nostri interessi economici!

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    Caruto

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    Ho letto il pezzo di Giulietto Chiesa.

    E’interessante.

    Penso che la guerra guerreggiata non ci sara’. Ma c’e’ da sempre una lotta per il controllo e l’uso delle risorse.

    In questo senso, l’atteggiamento delle leadership europee mostra chiaramente una gia’ avvenuta subordinazione nei confronti dell’ “alleato” USA. Una subordinazione che in “re ipsa” mostra quali interessi saranno (sono gia’) vincenti.

    Indovinate quali?

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    giovanni

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    ” gli stessi interessi che hanno spinto napolitano la merkel e mario mauro a raccogliere la protesta di snowden ”
    ROTFL. CHe roba fumi?

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    giandavide

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    “E tutti guardano il dito, mentre non vedono la Luna. Il pifferaio magico suona il suo strumento, come un rumore di fondo che impedisce di percepire l’uragano che arriva. La Luna è già scura e sta entrando in una eclisse fatale. Il giovane Snowden è una Cassandra che giunge in ritardo. ”
    ammazza che poeta che è giulietto chiesa. immagino che alluda a se stesso quando parla di cassandre, dato che si crede di essere la reincarnazione di nostradamus e in effetti il buon giulietto parla per profezie, non per analisi. e infatti non riesce proprio a parlare alla razionalità dei suoi lettori (alla pancia parla benissimo): gli spunti sono interessanti, ma non mi convince quasi mai, dato che salta sempre di palo in frasca e non approfondisce mai più di tanto. d’altra parte, sollevando il tema dello spionaggio commerciale sembra partire da un punto sensato. ma cosa poi c’entri il resto del discorso sulle armi e sulla guerra non è che si capisce dal ragionamento, va accettato per autorità. questa modalità di comunicare mi rende estremamente diffidente, dato che si occupa di tutto tranne che del problema principale: la deregolamentazione del libero mercato, che, trasposta nel teatrino di giulietto chiesa, diventa irriconoscibile, e quindi invisibile, e quindi invincibile.

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    Max Grossi

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    Condivido perfettamente la lucida analisi. Il problema e’ che anche i funzionari preposti al nostro intelligence non sanno nemmeno di cosa si sta’ parlando. Una “banda di simpatici mattacchioni!” parafrasando Pazienza. Quindi cosa aspettarci da politici che tollerano questi incapaci cialtroni?
    E complimenti per cio’ che fa.

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    Davide

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    Ed eccoci qui, ancora una volta proni per tarci tirare calcioni in culo da un paese di nazisti come gli USA. Se poi, Prof, vorra’ commentare il caso Morales, ben venga. Ma e’ mai possibile che ci si debba prostituire per salvare la pelle agli americani, che non ci hanno mai pensato due volte nel combinare casini a casa nostra ? Gli USA sono al collasso economico e sociale e con la scusa della democrazia ne stanno combinando di tutti i colori, dall’inizio degli anni ’90. Il mio Presidente della Repubblica e’ una prostituta, i miei politici sono sono dei servi senza spina dorsale. Il Popolo e’ Sovrano. In quale fiaba ?

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    Aglieglie Bratsorf

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    Minacciare il trattato di libero scambio?
    Ecco la risposta:
    «(ANSA) – ROMA, 4 LUG -”Guardiamo insieme con fiducia ad un rinnovato partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti, futura molla di crescita, di lavoro e di occupazione”: lo scrive Giorgio Napolitano al presidente Usa, Barack Obama, in occasione della ricorrenza del 4 luglio. Il capo dello Stato sottolinea che l’America resta ”avamposto” sulle ”grandi sfide” della societa’ e che l’Italia ”segue con attenzione” l’impegno della amministrazione su sicurezza, diritti civili, welfare e ambiente.»
    Il nostro presidente-di-tutto, senza ovviamente entrare nel merito della disputa sullo spionaggio e gravissimi atti di violazione (Morales) collegati, mette subito in chiaro che il procedere a marce forzate verso la “Nato economica” è scritto a fuoco nella sua agenda, e quindi è decisione già presa, immutabile, indiscutibile.

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    paolo

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    Anch’io mi trovo nella stessa situazione di Santi Numi
    riguardo a radicali e vorrei veramente un suo parere
    a riguardo, non so come interpretare questa
    che mi sembra un doppia personalità.
    Comunque nel caso in questione perfettamente d’accordo con lei.
    p.

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    Vincenzo Cucinotta

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    @Santinumi e Paolo
    Eppure, i radicali sono estremamente coerenti, sono dei liberali coerenti, è la sinistra che è contraddittoria, volendo coniugare un egualitarismo in economia con la difesa intransigente dei diritti individuali.
    Non è qui la sede per approfondire l’argomento, che sfortunatamente è alquan to complesso, Faccio solo presente che nella sinistra prima del ’68, questa contraddizione non esisteva, come osservare che quando si tenta di mettere assieme cose così differenti e sul piano teorico perfino incompatibili, finisce col vincere l’esaltazione dell’individuo che sta alla base proprio dell’ideologia liberale, quella che oggi domina incontrastata nella grtan parte del mondo.
    E’ significativo che per voi sia impossibile comprendere che la destra non è più quella tradizionale basata su patria e chiesa, ma è una destra liberale che se ne frega altamente della patria (vedi il globalismo liberista) e della chiesa, in quanto anche la religione costituisce un ostacolo ingombrante nel processo di globalizzazione di matrice economica (per l’islamismo la cosa è palese).
    Per finire, allo scopo di evitare ogni fraintendimento, per me i radicali sono quanto di peggio ci possa essere perchè sono antiliberale, non so se altri abbiano questa capacità di coerente opposizione.

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  • Piccioni viaggiatori | Informare per Resistere

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    […] – quali tra i miei amici sono più spudoratamente pronti a tradirmi; tipicamente sono sempre i più zelanti e quelli che minacciano di alzare la testa per ribellarsi al mio potere. Non solo, posso anche […]

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    Nico

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    trovo un po’ curiosi questi interrogativi sui radicali. Si sa che nacquero da una costola del vecchio Partito Liberale. Quindi di destra. Tutti quelli che operano, chiamandosi “compagni” in senso di sinistra (vedi diritti civili, diritti umani eccetera) sono dei “voltagabbana”. Curiosamente si è sparsa la voce che siano voltagabbana quelli che vanno a destra, cioè esattamente il contrario della realtà. Interessante. Vuol dire che nella sensibilità comune e diffusa i Radicali sono sentiti come “di sinistra”. Quindi si tratta di una grande vittoria dei voltagabbana storici che hanno virato a sinistra per dare un po’ di laicità (e magari divorzio e magari aborto legale anziché quello delle mammane e così via) a quel mondo catto-comunista da qui la Sinistra (quella storica) proviene (ma sentendosi sempre in diritto di dare lezioni di vita a chiunque).
    Quanto al Trattato di libero scambio la cosa mi pare banale: i capitali sono (in grande misura) americani. O vengono investiti in Europa o noi europei andiamo a gambe per aria (cioè perdiamo prima di tutto il nostro prezioso walfare). Quindi ci andrei piano con la solita solfa dell’imperialismo americano. Il binario è (quantomeno) doppio.
    Sul caso Snowden: bella la vita quando l’ipocrisia governativa salvava la faccia. Bastava dire due scempiaggini in televisione e l’onore non era perduto (ma tutto il resto sì). Perfino quando ci si è impuntati con la Turchia (che non sono gli USA) sul caso Ocalan abbiamo fatto la figura dei peracottari (ma non erano i Radicali a quei tempi…).
    E, comunque, stupirsi che esista lo spionaggio è veramente da bimbi dell’asilo, caspita !

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    • aldogiannuli

      aldogiannuli

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      Nico e Vincenzo: mi pare che sulla storia dei radicali non ci siamo molto pòerchè non si può ridurre la cosa al fatto che vengono dal Pli. Quanto all’opportunismo dimostrato negli ultimi die decenni mi pare ci sia memoria molto corta. Dopo aver acquisito meriti importanti negli anni sessanta e settanta sulle battaglie di laicità e dei diritti civili (su questo non discuto) i radicali sono stati uno dei peggiori fattori inquinanti della vita politica italiana. Magari ne riscriverò. Quanto alla Bonino: la prima parte della frase non cambia il senso complessivo di una azione che è tutta in funzione di appoggio agli Usa che stanno facendo una durissima guerra commerciale all’Europa (ed anche sull’area di libero scambio dovremo dire). Confermo che sono disposto a ringraziare persino Santa Madre Chiesa (sono un anticlericale convinto) se ha contriuito a salvarci dalla scelta pestilenziale della Bonino alla Presidenza.

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    Nico

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    In ogni caso la Bonino inizia la sua intervista con “Ci siamo mossi immediatamente e abbiamo chiesto una verifica alle controparti americane. La vicenda, lo ammetto, è molto spinosa. E mi sembra evidente che siano necessari tutti i chiarimenti”. Evidenziare solo la battuta successiva (“non è carino”) indica solo l’astio verso i Radicali che viene allo scoperto poco dopo “E cara grazia (di cui, forse, dobbiamo essere grati a Santa Madre Chiesa!) se non è stata eletta Presidente della Repubblica”.
    Ecco qua. Ringraziamo pure Santa Madre Chiesa che, quella sì, ci salva dai Radicali.

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    Nico

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    Non si potrà ridurre tutto all’origine Liberale, ma così è stato. Ricordo un articolo di Manconi (ex Lotta Continua, se non sbaglio) a proposito, lo trovate qui http://www.radicali.it/rassegna-stampa/corpo-dei-radicali).
    Sui “peggiori fattori inquinanti della vita politica italiana” avrei parecchie riserve, ovviamente. Attenderò che ne scriva per valutare. Magari ha ragione o magari no. Vedremo. Per ora sembra solo un’atteggiamento offensivo buttato lì con un astio che sarebbe meglio rivolgere a tutti quelli che hanno davvero inquinato pesantemente la storia politica di questo paese.

    La prima parte dell’intervista cambia eccome, dal momento che non dimostra affatto la fatuità che lei stigmatizza nel suo post. Che la guerra commerciale sia in atto lo sanno anche i bambini (e gli europei non si daranno da fare anche loro ?), ma cosa si vuole ? rompere i rapporti commerciali ? chiudere le ambasciate ? fare una retata di agenti americani ? Cerchiamo di non essere troppo “sopra le righe” in un caso così. Pretendere spiegazioni e dire che non si fa così è quasi il massimo che si può fare davvero. Poi, dentro casa, si può dire peste e corna, ovviamente. Ma dentro casa. O si pensa che l’Europa – uno stato che non c’è – o l’Italia – uno stato che sta morendo – abbiano davvero la capacità/possibilità/necessità di fare la voce grossa ? Velleitarismo.
    Da parte mia confermo che ringrazio Emma Bonino e i Radicali di esistere (perché sono un anticlericale, davvero).

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    • aldogiannuli

      aldogiannuli

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      Nico: primo, rispondo anche a teche i socialisti hanno avuto ancvhe un passaggio in cui sidefinivano socialisti
      secondo: sul mio giudizio a proposito degli utlimi trenta anni torneremo su
      terzo: la prima frase non cambia nulla perchè il succo è che la Bonino non intende modificare in nulla la posizione filo americana dell’Italia (anzi…) anche quando la guerra commerciale degli Usa contro di noi (di cui tutti sapevamo, ovviamente, ma facendo finta di nulla) diventa così evidente da non poter essere ignorata e lei si conferma uno strumento degli americani in italia, ragion pòer cui ringrazierei anche riina se dovessi a lui la mancata elezione della Bonino al Quirinale.

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    • aldogiannuli

      aldogiannuli

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      Nico: aggiungo solo che per fortuna a cancellare il Pr dalla scena politica ci hanno pensato gli elettori, anche se il Palazzo ospita sempre i radicali fra i suoi beniamini

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    Vincenzo Cucinotta

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    Aldo, allo scopo di rispondere contemporaneamente a Nico ed a me, mi fai dire cose che non ho detto. Quando parlo di liberalismo, non parlo certo del sempre minuscolo partito liberale, non parlavo certo di una specifica formazione politica, facevo, ma credo si potesse facilmente desumere dal complesso dell’intervento, una considerazione di natura ideologica. In questa accezione, non è che uno è liberale se è iscritto al PLI, ma se sposa i principi liberali che hanno solide basi storiche e filosofiche a partire da gente come Locke e Kant tanto per non moltiplicare le citazioni.
    Non mi pare che io dia un giudizio positivo verso i radicali, avevo anzi aggiunto un apposito periodo alla fine per scongiurare una simile interpretazione, dico piuttosto che i radicali non vanno bene perchè sono liberali. Poi, si possono rintracciare specifici episodi che li sputtanano, ma la cosa mi interessa ben poco, a me basta sapere che si professano liberali.

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    • aldogiannuli

      aldogiannuli

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      Infatti ho sbagliato ad accomunarvi nella fretta, pero guarda che i radicali negli anni setttanta di definivano partito socialista, tanto per essere precisi

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    giandavide

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    mah comunque diciamocelo: la bonino ci fa (giustamente) schifo e questa opinione è maturata dall’osservazione del primo partito personale d’italia. e sotto questo aspetto è inutile spulciare grammaticalmente una frase di circostanza che poco può aggiungere o togliere all’opacità di una figura che ha dato prova di grande squallore nel corso degli anni.
    e poi riguardo alla guerra commerciale e al ttip: in effetti credo che lo sappiano anche i sassi che gli usa fanno guerra commmerciale dove possono, ed è più o meno la stessa cosa che fanno tedeschi francesi cinesi giapponesi eccetera. in questo contesto (dato che non vedo rivoluzioni socialiste alle porte) trovo più scandalosa la totale ignavia del baronato industriale italiano che l’aggressività straniera.

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    Nicola Mosti

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    Le tue argomentazioni sono largamente condivisibili; tuttavia dovremmo riconoscere che la Bonino (verso cui non nutro alcuna stima), pur nella sua esecrabile untuosità, ha manifestato un atteggiamento certamente meno ipocrita rispetto ad altri funzionari di Stato, connazionali e non, i quali hanno vergognosamente recitato una plastica caduta dal pero, ad uso e consumo di un’opinione pubblica da addomesticare.

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  • Benvenuti nel neomedievalismo: Internet è pericoloso, servono regole | Valigia Blu

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    […] E a chiudere il cerchio, il disinteresse dell’opinione pubblica in merito alle violazioni dei loro dati personali. Man mano alcuni giornali, e non solo, sono tornati sui loro passi, riducendo la portata della notizia, deviandone il fulcro, ribaltando la prospettiva: da una possibile violazione da parte delle istituzioni americane, ad un problema connaturato ad Internet, che è intrinsecamente poco sicuro: insomma dallo scandalo NSA al Caso Snowden! […]

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    nico

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    Non ricordo bene se i Radicali si sono mai definiti “socialisti” o si riferisce al periodo in cui strinsero un’alleanza elettorale con i Socialisti. Comunque non perderò tempo a ricostruire la faccenda, mi pare poco significativa.
    Attendo la sua ricostruzione degli ultimi trent’anni; la leggerò con interesse. Da parte mia non posso che rimanere stupìto che proprio la risicatissima pattuglia radicale, ripetutamente ignorata dal corpo elettorale, possa essere ritenuta fra i “peggiori fattori inquinanti della politica italiana” quando manifestamente la destra, conservatrice, baciapile e reazionaria, il centro vaticanista e colluso con ogni tipo di mafia esistente nell’infinito mondo, la sinistra falsa, ipocrita e traditrice come abbiamo visto anche in tempi recenti, o la sinistra rivoluzionaria delle pippe e contropippe non hanno inquinato bensì ucciso con feroce determinazione ogni e qualsiasi possibilità di vedere una luce – una qualsiasi luce che sia sociale, economica, culturale, antropologica e quant’altro – alla fine del tunnel infinito nel quale vivacchiamo asfittici da così tanto tempo che stabilirne l’inizio è cosa ardua.
    Senza che me ne voglia, spero.

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    • aldogiannuli

      aldogiannuli

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      Nico: nei primi anni settanta i radicali (può verificare sul loro giornale dell’epoca) si definivano socialisti libertari o socialisti liberali ed eredi del pensiwero di Carlo Rosselli e del Pd’az. Poi nella seconda metà si definirono “socialisti autogestionari”
      Le pecche degli altri come la sinistra (che certamente ci sono e non leggere e non mi pare di aver mai avuto mano leggera sul tema) non scusano mai le proprie, ognuno risponde per sè e basta senza cercare giustificazioni nel comportamento degli altri.
      Oggi i radicali sono -meritatamente- scomparsi dalla scena politica in termini di presenza parlamentare e sono ridotti a percentuali da prefisso telefonico, non per questo ce ne siamo liberati, come dimostra la nomina della Bonino. Segno che dove manca il consenso dell’elettorato, supplisce quello del palazzo che è esattamente quello che lei descrive, ma che, non per questo, negano calorosa accoglienza ai radicali che non disdegnano affatto di muoversi nelle stanze del Palazzo. Sbaglio o i radicali hanno concluso patti elettorali tanto a destra quanto a sinistra ricevendone vantaggi di vario tipo?
      Non gliene voglio affatto, ma che ne dice di leggere la storia con un po’ più di laicità? Essere anticlericali va bene, ma non significa necessariamente essere laici
      Mi scusi una domanda e mi risponda se vuole: ma lei quanti anni ha?

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    Ricardo W. Alexander

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    In chiusura due accenni a due situazioni critiche che vedono protagonisti dei cittadini italiani all’estero: i marò e la scomparsa del giornalista Quirico. Il ministro degli Esteri Emma Bonino per la vicenda dei due marò italiani ha auspicato “una soluzione in positivo che sia equa e accettabile”. Mentre su Domenico Quirico ha espresso qualche amarezza: “Il fatto che non ci sia stata nessuna reazione alla notizia” resa pubblica della scomparsa in Siria dell’inviato della Stampa, Domenico Quirico, “non mi sembra un elemento molto positivo”.

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    Pierluigi Tarantini

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    Riassumo di seguito un commento che reputo particolarmente interessante sulla vicenda tratto dal blog di Chiesa.
    …. l’interesse della NSA si rivolge soprattutto verso l’economia … Ad essere spiato è il cuore del sistema economico-finanziario europeo….. Il problema americano è sapere prima quali saranno le decisioni europee in materia economico-finanziaria. E queste informazioni sono utili nell’ambito della guerra tra il dollaro e l’euro…. “se i Paesi OPEC decidessero di richiedere il pagamento del loro petrolio in euro anziché dollari il risultato sarebbe un tonfo devastante per il dollaro e Wall Street. Un crollo che farebbe apparire la crisi del 1929 come una scommessa da cinquanta dollari ad un casinò”. L’amministrazione americana sa benissimo che il pericolo più grande per l’economia USA non è il terrorismo internazionale ma l’euro. L’euro in quanto valuta alternativa minaccia un sistema economico che si basa essenzialmente sul petrolio di cui il dollaro è dal 1945 la moneta di esclusivo riferimento. Per questo motivo tutti i paesi del mondo hanno accumulato riserve in dollari e … gli Stati Uniti hanno potuto e possono vivere al di sopra dei propri mezzi facendo pagare il proprio debito al resto del mondo.
    Ora è abbastanza evidente che questo sistema economico finanziario chiamato “petrodollar warfare” è minacciato dall’euro. A dirlo non sono pericolosi comunisti o nazionalisti ma un certo William Clarck che ci ha scritto un libro e un tal David Spiro che, a sua volta ha pubblicato “The hidden hand of american egemony”. E se proprio volete approfondire gli aspetti della questione vi consiglio di leggervi “Currency Wars: The Making of the Next Global Crisis” di James Rickards, uscito nel 2011. Tornando al caso Snowden-Datagate, non può stupirci che la NSA sia interessata alle banche europee e a quel che si decide nella BCE.
    Ero e sono convinto che le politiche neoliberiste dell’UE siano dannose ed il rifiuto di affrontare la crisi in termini keynesiani sia un suicidio.
    Ma nonostante tutto quello che possiamo dire dell’Euro, tutte le critiche sacrosante che possiamo fare, l’euro è l’unico atto di indipendenza del Vecchio Continente all’egemonia economica statunitense. A Washington lo sanno e per questo ci spiano ansiosamente.

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    SantiNumi

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    @Pierluigi Tarantini

    Chiesa, come la maggior parte dei “complottisti”, riesce a mettere nella stessa proposizione affermazioni sacrosante e baggianate degne di un film made in usa.

    L’euro è attualmente il più grande alleato degli usa, così come fanno notare tutti i maggiori economisti americani ed europei da almeno 20’anni.

    Dimmi se ti torna, conciliando anche i “complotti paramassonici”: mondialismo, use, usa, alta finanza, corporation americane,trilateral, bildelberg, Monti, Bonino. UE, EURO.

    Ti pare che il progetto eurista si sia mai sviluppato al di fuori di interessi atlantisti?

    Dirò di più: penso che avremo bisogno di nuovo degli usa (o dei russi?) per rimettere in riga la Germania e i suoi deliri di sociopatica onnipotenza.

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    Pierluigi Tarantini

    |

    @SantiNumi
    L’euro è il più grande alleato degli USA come fanno notare tutti i maggiori economisti americani ed europei da almeno 20 anni?
    Non so chi siano gli economisti cui fai riferimento, certo assumevano sostanze stupefacenti.
    Anche perchè venti anni fa l’euro manco esisteva.
    Interessante, poi, l’auspicio relativo al necessario intervento di USA e Russia per rimettere in riga la Germania.
    L’economista sedicente etilista fa proseliti di scarsa lega.

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    giandavide

    |

    @santinumi la cosiddetta funzione atlantista dell’euro è relativa al modo in cui viene usata, ovvero al direzionamento delle politiche economiche europee in un senso favorevole agli usa, e appunto perchè esiste questo direzionamento consapevole mi sembra difficile dare la colpa solo allo strumento e non a chi lo utilizza. il fatto che non vengano utilizzate politiche keynesiane non è certo un fatto legato all’euro, dato che l’euro sarebbe una moneta dalle spalle talmente forti da potere sostenere queste politiche a un livello che le valute nazionali non raggiungerebbero mai, se non nei soliti 3-4 casi. credo che sia più sensato trovare il problema da un lato nell’egemonia delle ideologie neoliberiste nella politica europea, e quindi nello strapotere avuto dal ppe in questi anni, wìe dall’altro nella crisi delle socialdemocrazie europee che non utilizzano più il keynesismo come direttiva fondante nelle politiche economiche. in un contesto del genere, euro o non euro, stai tranquillo che i nostri governanti saranno comunque felicissimi di favorire i circuiti finanziari mentre i cittadini saranno completamente inconsapevoli e ignari dei meccanismi economici che fanno ingolfare la loro società. al massimo arriva un televenditore che parla di abolire i sindacati e restituire le diarie, si prende il 25% e poi manda letta al governo, e tutto questo glissando in modo pauroso sull’argomento “neoliberismo”, dimostrandosi sotto questo aspetto molto simili ai settori retrivi del pd che sostengono di combattere.
    ed è infatti un dato di fatto che la protesta no euro è stata un ottimo modo di distogliere l’attenzione delle masse dai problemi connaturati alle politiche neoliberiste, che anche grazie alla cortina fumogena generata ad arte da certi “amici delle banche” come bagnai e munchau, possono proseguire senza opposizioni sostanziali. così sono tutti contenti: i socialdemocratici che hanno abbracciato il neoliberismo come steinbruck possono stare là a pardere le elezioni; i popolari possono continuare a governare vincendo a tavolino; e infine l’ultradestra che può sfruttare gli argomenti del populismo per rendersi più sociale ed appetibile, oltre che ingrossare le sue fila a causa della crisi. mentre se le energie spese per questa ridicola campagna noeuro fossero state concentrate sulla richiesta di stampare moneta in modo più sostenuto (e per immetterla nell’economia reale ovviamente), forse oggi saremmo stati meglio e gli usa avrebbero penato un bel pò di più.

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    Raul Wallace

    |

    Nella sua storia repubblicana, l’Italia ha visto trentadue Ministri succedersi alla guida del dicastero degli Affari Esteri.

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    SantiNumi

    |

    @Pierluigi Tarantini

    Carissimo, non sembri molto ferrato sull’argomento: sono almeno 40 anni che si parla di moneta unica e di mettere il “carro davanti ai buoi” nei dibattiti europeisti.

    Il primo passo è stato lo SME, poi lo “SME credibile” ed in fine all’inizio degli anni ’90 è iniziato il dibattito sull’Euro: la STRAGRANDE maggioranza degli economisti era contraria (monetaristi e neoliberisti compresi, tipo Milton Friedman). I politici han fatto di testa loro.

    Il mio riferimento a Russi e Americani è ovviamente collegato alla II guerra mondiale: ma mi pare di capire che non ti sia neanche chiaro il ruolo della Germania in questo disastro economico europeo.

    Ti invito a conoscere gli sforzi divulgativi di Ioppolo. Galloni, Bagnai, Brancaccio, Borghi, Krugman, De Grauwe, ecc.

    @giandavide

    Le peggio politiche “neoliberiste” in tutta Europa sono state portate avanti dalle sinistre europee “postcomuniste” (in Italia i Radicali sono ancora campioni di fanatismo in tal senso… neanche Oscar Giannino o il PD…). Il lavoro della Tatcher, di Reagan e dei conservatori occidentali negli anni ’80 è stato portato a termine egregiamente dai “progressisti”.

    L’EURO e la UE sono la coronazione del “neoliberismo”: cambi fissi, politiche deflattive, compressione salariale e libera circolazione dei capitali che possono andar in giro a far bolle e devastare i paesi…

    No @giandavide, non sono d’accordo: l’EURO è la più grande espressione di “neoliberismo” che l’Europa abbia mai conosciuto.

    Infatti l’EURO era già stato definito da Mundell come “il Reagan europeo”.

    Buona serata.

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    SantiNumi

    |

    @giandavide

    Mi sento in dover anche di sottolineare che le politiche Keynesiane non sono assolutamnete possibili proprio perché il divorzio tra Tesoro e Banca Cantrale e l’espropriazione della sovranità monetaria tramite l’Euro sono poggiati su dogmi prettamente “anti-keynesiani”: dogmi “ultraliberisti” (pro capitale e contro i salariati e la middleclass).

    L’Euro è stato “progettato” per scaricare gli “shock esterni” sui lavoratori: non si può svalutare la moneta naturalmente, si è costretti a svalutare i salari…).

    Infatti a questo scopo in tutta europa è stato introdotto il precariato e sono stati messi all’angolo i sindacati: deflazione e politiche procicliche sono il naturale scopo dei cambi rigidi. Altro che piena occupazione tramite politiche keynesiane!

    Più aumenta la disoccupazione e l’offerta di lavoro, più il grande capitale gode.

    O Keynes o la UE e l’€: tertium non datur.

    Su questi concetti c’è una convergenza di praticamente tutti gli economisti al netto di quelli che hanno sostenuto a posteriori le scelte politiche…

    Saluti.

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    massimo

    |

    La Bonino lavora per gli americani ma fa il ministro per la Repubblica Italiana; bel risultato vero?
    Mi unisco alla sua soddisfazione, caro professore, per aver scampato al pericolo di vedere una “statista” di tale rango alla Presidenza della Repubblica ma mi dolgo di ricordare che tale alta istituzione è occupata per un secondo mandato consecutivo, fatto unico e al limite della legalità costituzionale, da Giorgio Napolitano che, quanto a servilismo verso gli americani, non mi pare abbia niente da invidiare alla Bonino stessa.
    Basta ricordare la sua scandalosa presa di posizione contro una pronuncia del Parlamento sull’acquisto dei famigerati F 35 e il contestuale rimando della decisione al Consiglio Supremo di Difesa da egli stesso presieduto.

    Reply

    • aldogiannuli

      aldogiannuli

      |

      massimo: non posso che darle ragione, ma la Bonino sarebbe stata ancora peggio… se possibile

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    Concepcion Duke

    |

    non sto a fare , di nuovo, la lista di tutte le sponde che “baphomet” dalemuccio ha fatto nei confronti di silviuccio e delle cosche parlamentari, e parlo di quelle concrete e reali…..non delle rappresentazioni teatrali farsesche di parte e colore politico. nei fatti conclamati e dichiarati dalemuccio è il socio inamovibile di silviuccio……e siccome è lui che tira in ballo gli “idioti”…..fategli sapere che gli “idioti” lo hanno sgamato da mo’, solo gli “intelligentoni” possono dargli credito ancora…. che si dica che è stato un buon ministro degli esteri è raccapricciante….ben più di “fratten” (per fare rima francofona con tin tin) ……che si tolga dai coglioni.

    Reply

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    SantiNumi

    |

    https://www.youtube.com/watch?v=VvrwJZ9hpXs

    Direi che il campo in cui ci si sta muovendo restringe molto la visuale sugli scenari proposti in precedenza dal Professore.

    Sembra di essere tornati agli anni ’30, giusto per non ricordare la parabola degli antichi romani.

    L’inconsistenza e la nullità politica, intellettuale e umana di una Bonino sono scoraggianti.

    Quanti B. Manning ed E. Snowden abbimo in Italia o in Europa?

    Possibile che bisogna accettare di essere stati delle inutili generazioni di codardi, di vigliacchi destinati ad essere ricordati dalla storia come dei meschini ruffiani, degli ignavi che non hanno opposto Resistenza al golpe di questa mafia?

    Reply

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    Pierluigi Tarantini

    |

    @santinumi
    Carissimo,
    Ti invito a riflettere sull’evoluzione della ns. piccola polemica.
    Siamo partiti dal mio riportare un brano sintetizzabile nell’assunto per il quale <>.
    Tale affermazione hai ritenuto di stigmatizzare affermando che <>.
    Se la lingua italiana non è diventata un’opinione tanto significa dire che i detti economisti attribuiscono l’indicata qualità da almeno vent’anni.
    E tanto non può essere perchè l’euro “è nato” dopo.
    Nè il predente dibattito sulla moneta unica poteva sostituire l’euro nella qualità di miglior alleato degli USA da Te affermata.
    Consegue che la tua affermazione si smentisce da sola, senza neanche il bisogno di verificare cosa l’elenco di economisti che diligentemente trascrivi dal blog di Bagnai abbia mai pensato in proposito.
    In ogni caso, a prescindere da quello che dici, è un fatto che ci spiano e che l’euro è la più importante alternativa esistente al dollaro, come tale meritevole anche di concorrenza sleale.
    Più significativo è che il Tuo contributo risulti tanto influenzato dal pensiero del professore di Pescara da farTi fare considerazioni come quella “interessante” riferita alla II guerra mondiale.
    In proposito devo confessare che mi fa un pò specie veder accostate con tanta leggerezza una tragedia da 50 milioni di morti alle difficoltà che attraversa oggi l’Europa che resta, comunque, una dei posti più ricchi del pianeta.
    Tuttavia, devo dare atto di una certa coerenza.
    Alla fantaeconomia segue la fantapolitica.

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    Jarvis Tate

    |

    Ormai è chiaro a tutti e non più un segreto che Joschka Fischer conta di assumere il futuro incarico di ministro degli esteri dell’ Ue, come prevede la nuova costituzione in un paragrafo alla cui formulazione il ministro tedesco ha personalmente contribuito.Finora si tratta dell’unico candidato di rilievo, molti paesi sosterrebbero la sua nomina e nessuno mette in discussione il fatto che la Rft ha diritto a un posto di rilevo ai vertici dell’ Ue. Ma Fischer ha un problema interno: nessuno appare in grado di sostituirlo e senza di lui il governo Schroeder non sopravvive.

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