Aldo Giannuli
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Commenti (10)

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    leopoldo

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    sicuramente il dinar del califfato sarà una rarità è un cimelio per molte culture nefasto. Da qui un investimento? Lo sarebbe soltanto se emergesse una economia basata sul credito di quella moneta, dove i capitali illeciti fossero riconosciuti e avessero qualche sbocco commerciale. Una cosa è comprare petrolio sotto costo che rivendo nel mercato legale, un altra è vendere petrolio in uno stato dove chi può fugge, escluso per le armi attualmente nel califfato non c’è mercato. Oltre tutto i capitali criminali devono essere riciclati per essere utili, difficile che qualche stato riconosca la banca centrale del califfato o che nel califfato si crei una economia tale da rendere appetibile e fruttabili gli investimenti . Pensa a tutti i problemi che ha il Somaliland che è uno stato serio. Poi entrerebbe in concorrenza con i sauditi e gli emirati che del riciclaggio sono professionisti oltretutto accreditati a occidente. I miei dubbi sul califfato non sono solo sull’ideologia, che ormai più andiamo avanti più diventa appiglio per il diverso dal corrotto occidentale, ma se le truppe di boko haram venissero contagiate dal ebola che fanno? Se le condizioni lo permettessero è questi tirano avanti per vent’anni che tipo di persone crescerebbero? con quale istruzione? una persona che vive 6 – 10 anni nel califfato torna in occidente come reagisce sottoposto a pressione? Se vede i ragazzi difronte a una discoteca? O la gente che prende il sole in costume sugli scogli o nelle spiagge?
    Il califfato si erge a casa del crimine? potrebbe, ma come gestiscono la prostituzione seguendo i precetti coranici? oltretutto il crimine è redditizio finché si è in pochi. Una società il cui elemento costitutivo è il guerriero, quindi tutte le risorse sono finalizzate al combattente, come smercia la eroina al suo interno? Secondo me tutta questa faccenda non regge, e nel lungo periodo è auto distruttiva, soprattutto per l’islam.

    che dire?

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    Carlo Bontardelli

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    Coniare moneta è più semplice a dire che da farsi.
    E’ un’operazione che non può avvalersi di tecniche artigianali, a meno che non si voglia dare un senso estetico simile alla monetazione tardo-antica.
    Esiste la necessità che non possa essere facilmente contraffatta, dato che permetterebbe l’immissione sul mercato di metallo prezioso di oscura provenienza oltre a una potenziale caduta di immagine. Deve garantire che la lega usata sia standard per essere appetibile nelle operazioni di scambio insieme a tanti altri aspetti che conoscerà quanto me.
    L’evidenza della legge di Gresham (la moneta cattiva scaccia quella buona) dopo quasi cinque secoli rimane pur sempre valida.
    Indipendentemente dalla propaganda una domanda sorge spontanea:
    – Chi effettuerà la monetazione mettendo a disposizione i macchinari e i tecnici specializzati?
    Per una ricerca storica effettuata due anni fa presso l’archivio di Banca Intesa emergeva in alcune carte del Fondo Leo Valiani che i migliori in questo settore erano italiani e tedeschi.

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    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      Rispondo anche a leopoldo: per questa operazione non serve nè che la moneta sia convertibile nè che abbia particolati qualità estetiche (peraltro i “bozzetti” si possono già vedere su internet) e neppure che la zecca sia impiantata nei territori controllati dall’Isis. Basta l’accordo con dei falsari legati alla malavita in qualsiasi parte del mondo e se il prodotto è esteticamente scadente, meglio! Il valore di asset è quello della rarità numismatica per cui la speculazione (certo entro determinati limiti) sarebe quella di collocare sul mercato la moneta ad un valore superiore a quello dell’oro incorporato, quindi non c’entra la legge di Gresham.
      Ripeto: non è affatto necessario convertirla, ma semplicemente venderla come rarità numismatìca e, se il Califfato dovesse essere debellato (come spero, mi auguro e credo che prima o poi accadrà) il suo valore rappoddierebbe semplicemente per questo.

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        leopoldo

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        messa così sembra un po’ come il kit acquistato in internet per fare birra o vino ;D

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    giandavide

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    speriamo che non lo venga a sapere paperon de paperoni

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    giandavide

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    per il resto già molto tempo fa benjamin faceva notare che nell’epoca della riproducibilità tecnica il valore di un oggetto è inversamente proporzionale alla sua reperibilità.

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    Giovanni Talpone

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    Mi viene una battuta: ma il Dinaro sarà convertibile in Bitcoin? Parlando più seriamente, mi piacerebbe capire di più su di un argomento attiguo: il commercio di petrolio da parte del Califfato. Come avviene concretamente? Perchè non è possibile controllare e magari bloccare oledotti e petroliere? Come viene pagato, e da chi? Gestire il petrolio mi sembra molto più difficile che muovere 20 t. di rame, per le quali basta qualche autocarro.

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    alberto valentini

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    La rarità di una moneta è solo uno degli elementi che concorre alla determinazione del valore numismatico. L’elemento principale è la sua appartenenza ad un contesto storicamente interessante per il collezionista: una moneta rarissima coniata in qualche remoto angolo del mondo, magari legata alla commemorazione di un evento la cui importanza è tale solo per quegli abitanti avrà sempre un valore molto inferiore a quello di una moneta di minor rarità romana o greca.
    Oltretutto, a determinare la rarità è la certezza del numero dei pezzi circolanti: nessuno si fiderebbe
    dei dati forniti a questo proposito dall’ISIS o dall’organizzazione criminale che fa il lavoro di conio.
    L’elevato valore intrinseco della moneta oro (l’argento non interessa nessuno) sconsiglierebbe anche il più coraggioso dei collezionisti a tentare la sorte con un investimento di questo genere, considerato i ben più tranquilli conii tradizionali come i marenghi o le sterline il cui valore è costantemente aumentato senza alcun rischio.
    Forse il califfato ha sbagliato i conti ma sarebbe interessante, visto che non di questo genere di cose si occupa, immaginare chi può averlo consigliato ad intraprendere questa curiosa iniziativa di autofinanziamento.

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    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      considerazioni molto interessanti da approfondire.

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    eliogabalo

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    Post bizzarro direi. 200 diviso per 4 non fa 800 fa 50. Eppoi il valore di una moneta aurea e’ il valore dell’oro sul mercato per cui dinaro o meno e’ come se si usasse l’oro come forma di scambio. Ma il Gold Standard, che non c’entra nulla con Breton Woods, e’ un sistema monetario limitato che vincola la massa monetaria alla disponibilita’ di un materia, siano conchiglie o oro o argento. Per cui si potrebbe dire che l’ISIS adotta un sistema economico “austriaco” la cui preoccupazione maggiore e’ il controllo della massa monetaria. Cosa alquanto curiosa.
    La stimiamo molto per i suoi interventi di politica e storia, ma la prego non scriva piu’ di economia, dopo lo scivolone del post sul debito pubblico, prontamente riportato da Grillo sul suo blog, non vorrei ricredermi circa la Sua autorevolezza.

    Grazie

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