Aldo Giannuli
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Commenti (3)

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    foriato

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    Grazie tante per la lezione, professore! Ci sarà un pezzo sulla questione nazionale? Colgo comunque l’occasione per porre due domande al riguardo:

    -Siamo tornati in qualche modo al centro del dibattito della Seconda Internazionale sulla questione nazionale (e la guerra) fra Lenin e Rosa Luxemburg?

    -Nazione: Soggetto titolare della sovranità oppure MacGuffin corporativo?

    https://it.wikipedia.org/wiki/MacGuffin

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    Giovanni Talpone

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    Anche se sono più interessato alle parti successive del discorso… vorrei commentare anche questa. Oggi come oggi credo che solo il M5S e la Lega si siano posti il problema di mobilitare gli impolitici (il PD lo ha fatto implicitamente finché è sembrato una forza di governo credibile; dopo, è stato il crollo). Il M5S ha cercato di mobilitare un nuovo tipo di impolitico: quello che si nutre passivamente di dietrologie improbabili, leggende antiscientifiche e fake news varie. Credo che gli stia andando male, perché comunque queste fantasie finiscono a sbattere contro pezzi solidi di realtà: i vaccini funzionano, le cure alternative no, la gente non è disposta a votare on line due volte al giorno ecc. ecc. La Lega ha puntato su impolitici più tradizionali, quelli che accontentano della promessa di meno tasse, di meno individui “strani” intorno, di un possesso di armi senza problemi, di una scuola nozionistica a impronta cattolica e non critica e laica ecc. e le sta andando benone. A sinistra, credo che l’ultimo in ordine di tempo a porsi il problema sia stato Togliatti (e la sua generazione), non foss’altro perché avevano assistito alla passività popolare “impolitica” di fronte al fascismo. Dal ’68 in poi, la politica di sinistra è diventata patrimonio degli “impegnati”, serenamente rassegnati alla circostanza che tre quarti dei loro concittadini non si curassero della loro esistenza.

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    Gaz

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    … quella notte d’inverno io c’ero. Arrivammo al cancello, che spalancammo senza incontrare resistenza alcuna. Il silenzio spettrale era interrotto solo dal fruscio della tramontana. In lontananza si scorgevano nell’oscurità due stalag traboccanti l’uno di anime morte e insepolte, l’altro di anime morenti, ma non dolenti.
    Dalle finestre, dai lucernai, dalle carbonaie le anime pressate in maniere inverosimile traboccavano verso l’agognata liberta, ignare del meschino destino di quelle che insepolte erano state affastellate e delle altre morte e accatastate.
    Chi le aveva votate fu preso da un irresistibile sconforto e dal pianto alla sola idea di essere egli stesso il mal della sua vita malvissuta.
    Per far fronte all’enorme movimentazione delle anime fu chiamata una ditta movimentazione terra in odor di mafia, nota per aver fornito lo Inziklon mostardato usato per farcire le fake news.
    Gli immobiliaristi non si lasciarono sfuggire l’occasione per lottizzare gli stalag a prezzo di favore, grazie al finanziamento della campagna elettorale dei nuovi liberatori. Fu così che dove c’erano due misere capanne in legno, presero posto due palazzoni spettrali collegati da una passerella adagiata agli ultimi piani.
    Io c’ero. Vi posso assicurare che il freddo e la solitudine erano le uniche compagnie di post lasciati quasi derelitti, se non fosse stato per i fiori lasciati in ricordo da un pugno di coraggiosi pensanti.

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