Aldo Giannuli
Aldo Giannuli

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Commenti (8)

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    oreste

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    In Italia mi sembra che tutti gli analisti e intellettuali di “sinistra” si ritrovino in estasi affidandosi alle belle parole di Obama (come si fa anche con Monti) senza tenere in considerazione i dati o facendolo, riprendendo poi i bei discorsi. Per trovare analisi critiche, prima di lei, ho dovuto girare su siti esteri dove anche la sinistra nera critica il presidente neo eletto, mi sembra che molti non si rendano conto dell’effettivo tasso di “democraticità” americana, come giusto evidenzia a fine articolo oltre che gli effettivi risultati sia in politica esterna che interna

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    Zeno

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    Temo ci sia un’errore prof, la cifra spesa è stata di mille millions (milioni) non billions.

    Insomma hanno speso “solo” un miliardo per un totale complessivo di quasi 6 miliardi di dollari per tutte le elezioni, mille miliardi forse è spropositato persino per gli states.

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    giandavide

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    ma come, aldo, prima pubblichi l’articolo di martinelli che mostra che il presidente degli stati uniti non avrebbe potuto e poi dici che avrebbe potuto. come dici giustamente, obama non è roosvelt, e oggi non siamo negli anni trenta, non è un problema di coraggio, sembra che sia una caratteristica del periodo storico.

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    giovanni

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    “Obama ha perso 10 milioni di voti popolari, rispetto alla volta scorsa, raccogliendone oggi meno di quel che ne ebbe Mc Caine, il suo rivale, in quella occasione”
    non è così. La sedicente grande democrazia americana è così efficiente che dopo 3 giorni ancora devono finire di contare quanta gente ha votato, e nel frattempo i voti per Obama sono diventati oltre 61 milioni, ma ci sono ancora stati molto indietro, come lo stato di Washington (55%) o la California, erma al 70% di voti scrutinati, e visto che sono a 9.3 milioni di voti totali fino ad ora, ce ne dovrebbero essere ancora 4 milioni da contare, da dividere al 60% per Obama e il 40% a Romney. Per cui Obama alla fine avrà almeno 64 milioni di voti, e Romney almeno 60, e quindi anche lui supererà McCain. In ogni caso una figura misera per entrambi, anche considerando il fatto che negli USA la popolazione aumenta di circa l’1% l’anno, e quindi in questi 4 anni sono presenti nuovi 12 milioni di americani, di cui i potenziali elettori dovrebbero essere almeno 9 milioni.
    Si potrebbe dire che gli USA si stanno “sicilianizzando”:
    1) vince il presidente candidato del PD
    2) vince perdendo un sacco di voti, solo perchè gli avversari fanno peggio
    3) non vince abbastanza da avere una maggioranza in parlamento
    4) l’astensione è in decollo

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    fela

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    Mi pare che la campagna abbia avuto un costo dell’ordine dei 1000 milioni, cioè 1 miliardo di dollari, non mille volte tanto

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    Caruto

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    Sono rimasto molto colpito dall’attenzione italiana a questa elezione (in diretta televisiva Rai1, Rai3, Rainews 24, La7, Tgcom24) con commenti talvolta da commedia dell’arte. Mi sembra il segnale di un popolino in cerca di padroncino che lo indirizzi verso una qualche qualche direzione.

    Nel merito: la strategia dei due staff e’ stata differente: quello repubblicano ha cercato il referendum nazionale contro Obama (e lo ha perso), quello democratico ha impostato tutto sulla conquista dello “zero virgola” in piu’ Stato per Stato per acquisire il 100% dei grandi elettori, soprattutto negli stati piu’ incerti. Quindi di strategia consapevole e vincente si e’ trattato.

    L’articolo di Valentino sul Corriere puo’ dare un’idea.

    http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=1MZZGE

    Puo’ essere utile anche seguire nei prossimi mesi un blog sul sito del New York Times. L’autore ha applicato con successo un suo modello previsionale, indovinando sia nel 2008 che nel 2012. Se continua ad avere successo, il modello (quello che c’e’ dentro, quello che rimane fuori) puo’ essere utile per capire i fattori chiave e la direzione verso la quale si muove quel popolo.

    http://fivethirtyeight.blogs.nytimes.com/

    In generale, leggendo gli articoli del New York Times (anche nella sezione “Bits” dedicata all’informatica ed alle sue applicazioni) si puo’ vedere come in queste elezioni lo staff di Obama ha applicato il marketing commerciale. Una vera e propria macchina delle manipolazioni ad personam.

    Nei prossimi anni il cambiamento demografico potrebbe-dovrebbe dare vita ad un ricambio del ceto politico. Preoccupazioni a parte per qualche terremoto sociale, politico, economico (alcuni parlano addirittura di “guerra civile” imminente) sara’ interessante vedere se e come il sistema politico USA riuscira’ a ricomporre i vari cleavage (di reddito, di razza, di religione). Soprattutto, mi pare che se i Repubblicani continuano nella direzione di Romney sono destinati ad essere fuori sintonia rispetto alla loro stessa nazione.

    Una notazione su Obama. Qualche mese fa al Letterman show mi fece una pessima impressione: stanco e demotivato. Non posso sapere quello che passa nella mente dell’uomo. Si puo’ ipotizzare una qualche sorta di pessimismo realista visto il tipo di problemi da affrontare. In piu’, puo’ darsi che il mestiere originario (docente universitario) faccia il resto: abituato piu’ a pensare alle varie soluzioni possibili che a scegliere quella migliore, la quale, in assoluto, e’ vietata dal classico muro contro cui si va a sbattere regolarmente. La performance oratoria notturna a Chicago, a poche ore dalla conferma, forse mi da’ ragione. A parte l’usuale abilita’ oratoria, a pochi secondi dalla conclusione ha detto: “Non siamo cosi’ cinici come alcuni commentatori dicono.” Si riferiva agli statunitensi, ma io ho tradotto: “Avrei voluto fare di piu’, ma non e’ stato possibile.” Alla successiva riunione dello staff di Chicago si e’ commosso, forse il segno che gli ultimi sei anni gli sono stati un po’ pesantucci. (Mi aspetto che ora molti leader italiani piangeranno in diretta televisiva.)

    Piccola considerazione finale: possiamo essere molto critici nei confronti di questa nazione, mettendoci dentro tutto quello che sappiamo (evitero’ di rifare l’elenco) pero’ abbiamo un popolo in continuo movimento che anche in mezzo a sussulti di ogni genere cerca di fare qualcosa “to move forward”. Il cambiamento demografico con il crescere di alcune etnie potrebbe essere foriero di maggiore democrazia interna. Per la politica estera: se fossero ragionevoli dovrebbero tagliare pesantemente le spese militari. C’e’ sempre il pericolo di una pesante manipolazione dei loro “poteri forti”, basti pensare alla micidiale tecnica del marketing politico alla quale ho accennato.

    Se facciamo il paragone con le cose italiane, immobili per definizione, poi magari capiamo perche’ ci piace guardare il “film” delle elezioni, sperando in un padroncino migliore.

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    DcomenicoC

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    E per quanto riguarda i rapporti con le altre potenze che mi dice caro professore? Ne “2012 la grande crisi” lei, in cui scriveva di prevedere una lotta tra Putin e Medvedev per il cremlino (chissà perché poi perché si tratta di due omologhi che si passano il testimone tra presidenza della repubblica e premierato), che non c’è stata, poneva la questione dei rapporti con la Russia (sullo scudo spaziale e sull’approvvigionamento del gas all’europa con nuovo southstream), con il Medio Oriente (possibile attacco all’Iran, che al momento sembra affievolirsi, sommovimenti politici nell’area, guerra civile siriana e libica), in cui Obama si è posto in sostanziale continuità con Bush (anche se con un raffreddamento dei rapporti con Israele), l’Africa e l’emergenza terrorismo, con l’america latina (Brasile e Messico), ma sopratutto con la Cina (con cui è in atto una politica di containment sui fermenti nella regione asiatica). Dimenticavo l’europa, questione scottante ma affatto secondaria per obama.

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    ERNESTO TONANI

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    La cifra “ufficiale” delle spese per la campagna elettorale è di 6 miliardi di dollari. Neanche a disneyland si potrebbero permettersi di sborsare il pil equivalente della corea del sud e del messico.Se cio’ fosse vero ,Giannuli,avrebbe fatto una scoperta da “annichilire” i piu’ grandi autori di fantascienza.Al di la’ dell’ironia vorrei sapere un suo parere sulla impossibilità pratica di una governance Obaniana(io non parlerei democratica) per la minoranza alla camera e il NON RAGGIUNGIMENTO DEI 60 SENATORI al senato(lei sa’ perche’ Giannuli…).
    Che tipo di COMPROMESSO si potra’ raggiungere in questa governance OBANIANA?.L’ america è in una fase di declino rapido e definitivo? LA CINA quando incomincera’… storicamente a competere e potra’ competere militarmente (insieme alla russia) con il declino americano?

    Cordiali saluti,
    ERNESTO TONANI

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