Aldo Giannuli
Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

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Commenti (68)

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    Monia De Moniax

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    Le “sardine” si sono rivelate: sono demoNIOcristiane, avendo scelto come “sede” il fabbricato occupato dove non si paga la corrente elettrica e quindi neanche il pizzo canone Rai. Di conseguenza anche Noi, vessati dai cravattari bollettari facciamo I PESCI VIVI IN BARILE JACUZZI e smettiamo di pagare il pizzo bolletta. Il riattacco ce lo facciamo da soli, che siamo tantissimi: in ordine alfabetico: elettricisti, idraulici, ingegneri, meccanici. A prova provata che sono chiesari: che sede hanno scelto? Via s. Croce in Gerusalemme, 55. dove il Cardi Anale fece finta di riattaccare la LUCE che staccata NON era. Magari dopo aver canciato si fanno pure 4 bsballi alla discoteca di Action…Va ma, va ! Sedicenti Femmine col Pene e sedicenti Maschi col Foro Boario…

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    Peucezio

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    Aldo, sai che davvero non riesco a capire come riesci a vedere qualcosa di positivo in questi ragazzi? A parte la scarsa inclinazione alla violenza, che riconosco loro volentieri (non si tratta di generazioni aggressive e forse questo marca la differenza con l’attivismo di sinistra classico). Insomma, in un mondo precarizzato, impoverito, in cui la ricchezza e il capitale si concentrano e le sovranità degli stati, unico veicolo della stessa sovranità popolare, si erodono fino quasi a scomparire, questi hanno come unica ragion d’essere la critica a fenomeni bche forse non sono la risposta a questi problemi, ma senz’altro ne sono il sintomo e ne esprimono il relativo disagio, né però, a parte criticare ciò, propongono alcunché in merito a propria volta, come se il problema semplicemente non esistesse e fossimo nel migliore e più equo dei mondi possibili, deturpato da Salvini e Trump. A me paiono organici al potere. Davvero tu ci vedi qualcosa di promettente?

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    Gaz

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    ACME NEWS
    La Borsa di Francoforte ha sospeso per eccesso di rialzo, rispetto all’indice DAX, i titoli legati alla 3P, Prospezioni Petrolifere Profonde, dopo che il ministro dell’economia del Paese delle Anguille ha annunciato che al largo del delta del Broen é stato trovato il petrolio.
    Il giacimento é stato definito mega big dallo stesso ministro, il quale ha varato un piano decennale per il rientro dal debito pubblico.
    L’annuncio ha scatenato la reazione del Partito della Natura, il cui leader, Pierre Gallen, ha parlato di ecocidio e indetto una settimana di sciopero generale per salvaguardare i diritti umani delle Anguille.
    Nella citta di Trucari, a 40 km a nord della Capitale, si sono registrati i primi scontri tra manifestanti e polizia. Durante i tafferugli, la locale sede della Banca dei Sogni è stata assaltata e data alle fiamme.
    Il Palazzo del Capitone, sede del governo dello spietato dittatore Gattuccius, é stato circondato dagli ecos di Esperanza de Pescar: negli scontri una decina tra agenti ed rivoltosi sono finiti in ospedale.
    Le cancellerie occidentali seguono con preoccupazione lo stato dei diritti umani dei pesci nel Paese delle Anguille, a causa delle violente repressioni della polizia politica, accusata da Indulto para Todos di gestire un acquario segreto. dove i le aragoste sarebbero detenute e torturate senza processo.
    A sostenere gli oppositori del regime, domani arriverà Henri Bernard Slevì. Il discorso del filosofo barricadero sarà tramesso in diretta dalla TV di stato. I servizi hanno avvertito le autorità della possibilità che l’intellettuale prenda l’ennesima torta in faccia.
    Il susseguirsi di notizie drammatiche circa i diritti umani dei crostacei nel Paese delle Anguille, ha indotto Macron ad ordinare di posizionare la portaerei Clemenceau, in riparazione nei cantieri di St. Nazaire per avarie alle eliche, di fronte alla foci del Broen. Il Segretario di Stato Usa, Jo Pompetta jr., ha mostrato in TV, durante l’ACME Show, le prove delle armi proibite in possesso del deprecabile Gattuccius.
    Per questa notte le Nazioni Unite potrebbero decretare una No Fly Zone sul Paese delle Anguille e autorizzare all’uso della forza la coalizione internazionale, guidata da Parigi.
    Per stemperare la tensione, gli allevatori dell’Alta Valle del Broen, preoccupati dei possibili bombardamenti aero navali, hanno convocato per domani una conferenza stampa per denunciare al mondo l’errore in cui è incorsa la 3P. La società di stato avrebbe ordito la spettacolare messa in scena, per favorire l’ingresso del Paese delle Anguille nell’Unione Europea, allettata dall’oro nero.
    Il liquido nerastro zampillato dal pozzo petrolifero sarebbe residuo di fogna, accompagnato a metano. Le prospezioni avrebbero intercettato il capocanale delle acqua nere delle malghe.
    Grande lo sconforto all’Eliseo.
    Merd, merd, merd !!! Così ha tuonato Giove.
    L’ira funesta del Padre degli Dei corre entro le mura dell’Eliseo. Se entro l’orario di cena, i celesti consiglieri non offriranno un altro Paese da fottere, questi potrebbero essere dimessi d’imperio.
    Giove corre il serio rischio di andare in default, prima di tutto politico.

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      Gaz

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      In serata si è appreso che il sindacato unito dei polipi ha diramato un’agenzia con la quale protesta contro la retata organizzata dal Ministro degli Interni, Alf Verdesca, per i metodi brutali e le violenze indiscriminate adoperate dalla fanteria di marina antisommossa, sospettata di essere infiltrata dai black block.
      I polpi non ci stanno ad essere sbattuti e sacrificati sul tavolo dell’export a favore dell’Eliseo e per questo hanno indetto una settimana di agitazione, anche dei mari, per impedire l’attracco del naviglio estero.
      A lancette ferme, prima dello scadere dell’ultimatum di Macron, potrebbe intervenire l’iniziativa pacificatoria di Christine L’Oyster per fornire la Reggia del Re Sole e della Regina Luna di 1.000.000 ton. di cozze nere nerissime.
      Intanto dall’Italia si registra una presa di posizione del Ministro degli Esteri, il quale, durante il vertice semestrale italo-francese ha espresso l’auspicio che la sarda si mangi l’alice.

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    Gaz

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    “Democrazia climaterica” copyright by Giannuli.

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    adamenzo

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    possono essere questo e possono essere quest’altro….
    possono fare questo o possono fare quest’altro..
    possono svilupparsi in una direzione o in quella opposta…….
    atteniamoci a quello (poco) che dicono: a parte le petizioni di principio di carattere buonistico ed etico-morale – ma sono le identiche alle astrazioni di papafrancesco- resta, in linea con la perentorietà delle richieste (“PRETENDIAMO!”) un paio di punti fermi, inquietanti dal punto di vista democratico:
    1- non ascoltare chi la pensa diversamente, ma contestarlo (cortocircuito logico)
    2- per le cose “complesse” (mes, o altro) lasciar fare ai “competenti” (non disturbare il manovratore)
    3- azzerare la comunicazione politica sui social e canalizzarla esclusivamente entro i percorsi istituzionali (non disturbare il manovratore, ancora una volta)
    se è vero che -secondo qualcuno- il capo-sardine dal 2014 lavora per un’agenzia direttamente collegata a Prodi e al gruppo editoriale Espresso, allora il quadro può farsi chiaro.
    1- per l’immediato, necessità di recuperare per le prossime elezioni regionali il voto giovanile che potrebbe andare verso l’astensionismo a causa dello stato comatoso dei 5stelle (hanno affermato che voteranno Bonaccini)
    2- per il medio periodo, proporre un altro movimento manovrato da chi di dovere ma all’insaputa della stragrande maggioranza dei partecipanti(con ancora meno idee e capacità rispetto ai grillini) che funga da arma di distrazione di massa e soprattutto puntelli l’ordoliberismo nazionale messo in discussione (forse…) dai cosiddetti sovranisti.
    in sintesi, nulla che possa alimentare la pur minima speranza per le sorti del paese.

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    Gaz

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    _.

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    Claudio.

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    “…Rispettarli, ascoltarli, studiarli. E quando sia necessario, confrontarci…”

    Scusi, Professore, mi faccia capire …
    In Italia, oggi, un giovane laureato deve scegliere tra l’espatrio o rassegnarsi ad accettare un lavoro da 1000 euro al mese se va bene (ma deve andare bene) e questi non trovano niente di meglio da fare che scendere in piazza a manifestare contro Salvini e la Meloni ?
    Che attualmente sono all’opposizione e pertanto, “le sardine”, sarebbero l’opposizione all’opposizione ?
    Il leader Mattia Sartori, già ricercatore presso una Società di consulenza fondata da Romano Prodi (il nuovo che avanza), ha buttato giù un primo manifesto programmatico, per ora in sei punti. Eccolo:
    https://www.corriere.it/politica/19_dicembre_15/sardine-roma-santori-il-primo-obiettivo-tornare-piazze-ae91795a-1f3b-11ea-92c8-1d56c6e24126.shtml
    I primi 5 punti sono del tipo: “abbasso la guerra” oppure “una firma contro la droga”, il sesto punto, invoca l’abrogazione dei “Decreti Sicurezza”.

    Pare che quest’ultimo, elettrizzante punto, sia stato energicamente richiesto dalla “sardina nera” Ogongo,
    https://www.open.online/2019/12/14/sardine-lorganizzatore-di-roma-ogongo-sul-palco-con-le-mie-figlie-nate-in-italia-ma-senza-cittadinanza/
    lo stesso che alla manifestazione a Piazza S. Giovanni, pare abbia raggiunto il buon Sartori, scambiando democratiche gomitate con lo staff del servizio d’ordine.
    Sarebbe opportuno che qualche anima illuminata “de sinistra”, raccomandi le sardine di posticipare gli approfondimenti su questo tema a DOPO le elezioni in Emilia Romagna, altrimenti, per il PD, c’è il rischio di spararsi sui cosiddetti come già successo con la questione della tassa sulla plastica
    https://www.repubblica.it/politica/2017/04/03/news/stefano_bonaccini_la_sicurezza_e_un_dovere_anche_per_noi_di_sinistra_-162098578/

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    Mattia

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    Parafrasando:
    Bisogna avere robuste fette di prosciutto per non vedere che di “spontaneo” non c è nulla e che dietro questo ennesimo bluff per polli ci sono i “soliti” ben noti poteri . L alternativa è essere in mala fede . O peggio: avere le fette di prosciutto ed essere pure in mala fede . Questo movimento “ittico” ha scelto un buon nome : le sardine (puzzano anche quando son fresche e sono ad “intelligenza zero”)
    Avete notato L espressione facciale e il sorrisetto del loro leader , il Santori? Un ebete perfetto .

    In un mese è stato più presente in televisione questo “perfetto idiota” che non tutti i politici sommati in campagna elettorale .

    Aldo Giannulli è alla frutta per “ sperare “ in questi poveri deficienti ittici ignoranti, artificiosi, manovrati, falliti e fascistamente pretestuosi.

    Ma li avete letti i sei punti che “ pretendono” ? Da fascisti ma senza palle .

    “ avete diritto alla parola ma non ad essere ascoltati”

    Cosaaaaa? Ma questi sono dei poveri deficienti che non sposteranno L elettorato di una virgola nel complesso : forse faranno aumentare i voti al Salvini e alla Meloni .

    Penosi….

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      Mattia

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      Poi quella “bella ciao” cantata in sintonia con “ lor signori” del parlamento europeo , è una meraviglia . Ricorda la “bella ciao “ cantata nel palco da Tsipras con tanto di pugno chiuso : stessa melma.

      L unica analisi giusta ( anzi perfetta ) la ha fatta Rizzo L unico ed ultimo comunista coerente.

      Giannulli scelga: o Lei ha due fette robuste di salame negli occhi oppure è in mala fede . O tutte e due le cose insieme.

      Lei sa benissimo che questi pesciolini non son spontanei e sa anche L establishment che ci sta dietro , anche perché “ si vede”.

      Su via….

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    Gaz

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    Uno sguardo sul passato.
    “Il colonialismo è stato un errore profondo, una colpa della Repubblica”.
    Macron, Presidente della Repubblica Francese.
    Macron e Gaz pensano alla stessa maniera ?!
    Non illudiamoci.
    La domanda da farsi è un’altra.
    Dov’è l’imbroglio ?
    Facile, no ??

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    Gaz

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    Vola Giggino, vola Giggetto.
    Quanto é lungo lo sguardo di Giggino sul futuro internazionale dell’Italia?
    Il Nostro ha annunciato dalle poltrone di Vespa che nominerà una sorta di Alto Commissario, munito di tutte le licenze -in primis di pesca-, per curare gli interessi italiani in Libia. Ciò significa che i 5* non hanno personalità politiche adatte alla bisogna, ovvero che sono per caso sulle poltrone e poltroncine che occupano. Si era già visto nel Conte I la Farnesina occupata da un tecnico esterno. Nessun politico ci vuole/può mettere la faccia per il semplice fatto di non avere una “siluette”.
    Di Mr. X, malgrado le rassicurazioni di Giggetto, non c’è traccia. Forse nominerà l’Uomo Invisibile. Mi verrebbe da aggiungere un “magari lo facesse”.
    Intanto in Libia fa sempre più caldo. Le forniture militari turche e la spartizione delle Zone economiche esclusive nel Mediterraneo Orientale tra Libia … e Turchia, che neppure nelle mappe di Ankara confinano, hanno destato l’attenzione dei Paesi sopra le teste dei quali è passata, in particolare Egitto e Grecia.
    E’ significativo che uno dei due leader libici, prima di chiedere aiuto internazionale, abbia escluso dal novero dei soccorritori la Francia, che per altro ha un suo contingente in Cirenaica.
    Macron ha ammesso che l’invasione della Libia è stato un errore. Il Deprecabile ha ammesso pure che il colonialismo è una colpa (per non dire vergogna) della Repubblica.
    Nell’affollamento straniero che c’è in Libia abbiamo il primo nome da mandare via per raggiungere la pace tra le fazioni. La consueta ipocrisia doppiogiochista dell’Eliseo, tesa a prendere in giro il mondo, complicherebbe le cose.
    Il Mediterraneo, senza l’aggressione di Sarkozy alla Libia, sarebbe un luogo migliore.
    Ricordiamo anche Napolitano e Berlusconi.

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    Gaz

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    Giove Eliseo, fa sapere, rinuncia alla pensione che gli spetterà da ex capo dell’Olimpo.
    Se lo può permettere. Il suo sacrificio non è paragonabile a quello di chi vivrà della pensione, una volta raggiunta.
    E’ solo una presa in giro. Si vuole mettere sullo stesso piano la privazione del banchiere e quella del lavoratore usurato.

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    Gaz

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    Vola Giggino, vola Giggetto.
    “La soluzione della crisi libica non può essere quella militare”. (L. Di Maio)
    E se non è militare, Ellediemme ha un piano alternativo?
    Pare proprio di no.
    Infatti le armi della Turchia forse faranno la differenza.
    Forse è giunta l’ora di occuparsi della questione cipriota, in cui i ciprioti ci hanno infilato.
    Ma per far ciò occorre che a Roma ci sia un governo.
    Giggetto é Governo?
    Giggino in prima persona ha un disegno di politica estera?
    Sarkozy ha fatto un capolavoro!!!

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    Gaz

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    Vola Giggino, vola Giggetto.
    Date un paio di occhiali Maio, affinché possa vedere in politica … possibilmente lontano.
    Si faccia una flebo di caffè ristretto per svegliare dal torpore letargico la caduta della politica estera italiana.
    Spalancate le finestre della Farnesina sul Mondo a Giggino, il quale -buon ultimo- sta sbagliando tutto quel che può, perché si accoda al partito francese.
    La migliore fotografia della politica estera italiana in Libia l’ha scattata Khaled Mishri, uomo di Serraj, secondo cui “l’Italia agisce con riluttanza” …
    Non gli si può dar torto. Non c’è da meravigliarsi, data la quasi assenza italiana, se poi arrivano i turchi a rimpiazzare il vuoto italiano.
    Che dire di un paese dove la politica estera la fa il ministero degli interni? Fosse solo questa la stranezza, non sarebbe male, purché si agisca politicamente non in funzione esclusiva degli sbarchi. Invece Giggetto ripete giaculatorie da pacifista, che piacciono ai russi, agli americani, ai francesi, ai tedeschi, agli inglesi e forse anche agli extraterrestri, ma non agli alleati sul campo. Ovvio che questi prima o poi rivolgano l’attenzione altrove, nel mentre la situazione in loco va in putrescenza.
    L’iniziativa di Giggino di nominare una specie di Alto Rappresentante per la Libia, al confine tra 007 e Batman segnerà la condanna all’irrilevanza dell’Italia in nord Africa.
    Eppure l’Italia ha circa trecento uomini in Libia dall’inizio della crisi, di sicuro non mandati ad abbronzarsi, ma è come se non ci fossero. Poi sono arrivati tutti gli altri …
    L’errore fondamentale della politica estera italiana é stato quello di non marcare il punto rispetto a Parigi, i cui interessi sono dettati dalla Total.Tutto il resto sarebbe venuto di conseguenza.
    I migliori accordi con Macron sono quelli non fatti. Gli esempi oramai abbondano.

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      Gaz

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      Quale sia la politica estera dell’Eliseo verso la Turchia lo si é visto durante il vertice Nato di Londra, a margine del quale Macron ha avuto parole benevole verso la Turchia, malgrado la ferita narcisistica inferta da Erdogan a Giove Eliseo, accusato di essere in morte cerebrale: é la ragion di Stato.
      La stessa ragion di Stato induce Parigi a installarsi con una base militare a Cipro e a mandare due navi a presidiare le concessioni petrolifere Total/Eni minacciate da Erdogan. L’Italia ha mandato una fregata per esercitazioni congiunte italo-franco-cipriote … molto dopo le minacce della marina militare turca. Erdogan di fronte alla minaccia della forza, e all’isolamento, non ha reagito.
      Gli altri si muovono.
      L’Italia va a rimorchio … quando va bene.
      Vola Giggino, vola Giggetto.
      P.s. La Turchia, di fronte a certa fellonia, inizia ad essere un problema rilevante, non solo come membro Nato ballerino, ma anche come vicino europeo ingombrante e ricattatorio. Di mezzo c’è la Germania, minacciata di vedersi piombare milioni di profughi.
      Di fronte al pericolo Berlino inizia a cambiare approccio al fenomeno migratorio per pararsi da eventuali conseguenze, sebbene fin ora abbia avuto gli occhi chiusi .. delegando il problema all’Italia, alla Grecia e a Carola. In questa Europa che non esiste, se non a danno dei Meridios, alias Pigs, un Governo forte può lasciare cinicamente che Berlino strilli quanto vuole. Sarebbe solo ricambiato con la sua stessa moneta.
      Occorrerebbe che Palazzo Chigi non fosse sede vacante. Idem per la Farnesina. Non é roba per Giggino e il suo vice a Piazza Colonna.
      Intanto il tempo passa, per la gioia di tutti gli altri.

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    Gaz

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    La mia preferenza va alle alicette.
    La sarda è una seconda scelta.
    In ogni caso fare attenzione ai parassiti.
    Le aringhe le lasciamo tutte alla Merkel.
    Macron lo stanno mandando alle scorze di cozze.

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    Gaz

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    Pure le ballerine dell’Operà manifestano in tutù contro la politica pensionistica di Macron.
    Non bastavano le proteste contro il carocarburanti !
    Si sono ora aggiunti medici, ferrovieri, docenti …
    Il sacrificio della pensione del Presidentissimo non è valso a placare gli animi.
    Povero Macron. Ha tutti contro. Appena il presidente dei ricchi fa qualcosa, gli piovono solo critiche.
    Nessuno però guarda il suo aplomb. Rigorosamente vestito in nero. Il capello al posto giusto. Il volto rasato alla perfezione. Mai visto con la barba del giorno dopo. Scarpe tirate a lucido. Camicia bianchissima. E’ tutta promozione del made in France nel mondo intero. Nessuno apprezza le fatiche del povero piazzista, pronto a vendere di tutto, dalle centrali nucleari, alle penne, ai Raffale. E’ un instancabile globe trotter in giro per i quattro angoli della terra col suo campionario.
    Porello. E che faticaccia per non mettere su chili !
    E’ l’unico politico che sappia tenere indistintamente in mano un calice o un flute. Basterebbe solo questo per metterlo alla pari di una regina.
    Povero genio incompreso!
    Mal che vada, Macron potrebbe autoproclamarsi Leader dell’Italia: darebbe ordini a se stesso. Qui non ci sono scioperanti per strada a manifestare.
    Vote Italy for Macron & Macron for Italy Party.

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    Gaz

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    Il ministro Fioramonti si é dimesso, perché per il MIUR il Governo non ha avuto la volontà politica di trovare abbastanza risorse. E in effetti le politiche di un dicastero così grande non si fanno coi fichi secchi.
    Ad essere cattivi c’è da pensare che l’ex ministro abbia voluto abbandonare in grandezza la barca prima che affondi, allo scopo di non compromettere il proprio candore politico. Invece ad essere benevoli c’è da chiedergli il motivo per il quale militasse ancora nelle file dei 5* e avesse accettato l’incarico ministeriale, visto che Di Maio è un esecutore pedissequo, per quanto un tempo indocile, delle politiche di austerity imposte da Bruxelles (leggi Merkel & Macron).
    Viene il sospetto che Fioramonti non la conti per intero.

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    Gaz

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    In Europa le macronate occupano le prime pagine della stampa.
    Di ben altro tenore sono in Estremo Oriente le iniziative di Lavrov.
    La diplomazia russa è preoccupata pro domo sua delle tensioni tra i paesi che si affacciano sul Mar Giallo.
    I rapporto russo-nipponici sono condizionati dalla irrisolta questione sulla controversia delle quattro isole Curili, a nord del Giappone, occupate dai russi nel 1945, poco prima della fine della II Guerra Mondiale e mai restituite. La Russia sin dagli anni cinquanta del secolo scorso è disponibile a smobilizzare le due isole più meridionali, circa il 6% dei territori contesi. Le altre due isole più settentrionali sono state fortificate dai russi, anche a protezione del porto di Vladivostok. Nel 1960 l’adesione formale del Giappone al sistema difensivo americano blocco qualsiasi negoziato.
    Putin nel 2018, sulla base della proposta degli anni cinquanta, ha dato un nuovo impulso alle trattative col Giappone, con cui vuole migliorare i rapporti economici.
    Visti i non buoni rapporti che intercorrono tra il Giappone, sia con le Coree, sia con la Cina, l’ipotesi di un riarmo atomico nipponico non è ipotesi sottovalutata al Cremlino, tanto più dopo le insistenza di Trump, che spinge per un aumento del budget militare di Tokio.
    Il riarmo giapponese, anche atomico, sarebbe un problema in più ad oriente per Mosca, da scongiurare ad ogni costo, perché non ha i mezzi per poter giocare su più fronti.
    Gli incontri al vertice tra Russia e Giappone sono frequenti. I rapporti economici sono enormemente migliorati. Il gas siberiano che arriverà a Vladivostok, potrebbe proseguire per il Giappone, ma non sarà in ogni caso l’energivora industria giapponese a dire la parola definitiva.
    A quale prezzo la Russia sarebbe disposta a smobilizzare dalle quattro isole contese, come chiede il Giappone?
    Un accordo militare quadro potrebbe essere la via risolutiva della questione, solo se sottoscritto anche dagli Usa. Mettere gli Stati Uniti di fronte al fatto compiuto di un accordo, sarebbe una pessima idea, perché inasprirebbe i rapporti tra gli attori della regione: il neutralismo giapponese non è predicabile.
    La disputa delle isole Curili non può non passare per Washington, per quanti sforzi preparatori e propiziatori possano fare le diplomazie russa e giapponese.

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    Gaz

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    Vola Giggino, vola Giggetto.
    Giggino ha indossato la feluca ed é volato in Libia, dove ha rimproverato uno dei signori della guerra, reo di non averlo avvisato che stava per firmare un patto spartitorio del Mediterraneo Orientle con la Libia, passando sopra gli interessi della Grecia e dell’Egitto, per non dire dell’Italia.
    Capisco che la Grecia, e in parte l’Egitto, potessero essere all’oscuro, ma non l’Italia. Con tutti i soldi che sono stati in Libia, Giggetto aspetta di leggere le notizie sulla stampa, pere essere aggiornato sullo stato della situazione in loco. Giggino ci sta dicendo che in Libia si è mosso fin ora quasi alla cieca.
    Uno dei signori della guerra ha chiesto alla Turchia di inviare truppe. Erdogan farà approvare l’invio al parlamento il 7 gennaio. Putin si è già dichiarato contrario. I due si vedranno l’8. Prevedibilmente, il Sultano metterà lo zar -e tutti gli altri- di fronte al fatto compiuto.
    Giggetto ha tutte le informazioni utili per muoversi di conseguenza.
    Ma Giggino è uno che apprende le informazioni dai giornali.
    Farnesina, sede vacante.

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    Gaz

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    L’on. Meloni, leader di FdI, ha accolto con gioia le dimissioni di Fioramonti dal Dicastero della Pubblica Istruzione. La Meloni si é attaccata come un mastino ai polpacci di Fioramonti per via dei contenuti sopra le righe e sgradevoli dei tweet dell’ex Ministro. Fin qui è comprensibile il giubilo della Giorgia nazionale. Ciò che invece è criticabile è il suo giudizio politico pesantissimo: lo ha definito ” tra i peggiori ministri della storia” o secondo altre fonti “il peggiore”.
    Fioramonti é stato in carica per quattro mesi e giorni. Anche volendo non avrebbe potuto raggiungere il record assegnato.
    Nella personale classifica dei peggiori, la palma d’oro l’assegno a quel “coso corto”, da poco traslato in Italia. Al secondo di diritto c’è il pelatone. E Badoglio dove lo mettiamo?
    Venendo a tempi più recenti, on. Meloni, dove si trovava il 19 marzo 2011, quando Sarkozy iniziò a bombardare la Libia, fonte di tutte le sciagure successive?
    Caso mai non se lo ricordasse, era Ministro della gioventù del Berlusconi IV, il cui ministro della difesa era Larussa.
    Le dimissioni di Fioramonti potranno essere pure strumentali, ma il gesto lo ha fatto. Lei, e i suoi amici di partito e non, all’epoca dei bombardamenti della Libia, avete conservato stretta la poltrona ministeriale.
    La storia, che tanto invoca, dice che vi siete piegati di fronte a Sarkozy.
    Nel 2003, quando gli Stati Uniti decisero di invadere l’Iraq, Chirac e Schroder, si opposero con tutti i loro mezzi, per tutelare gli interessi nazionali. Voi invece vi siete girati dall’altra parte, per non dire che avete partecipato alla guerra contro l’Eni e contro l’Italia. Per favore, non parli più nei suoi comizi di interesse nazionale: non è credibile per la sua storia.
    Sicuro che nella graduatoria dei peggiori il Berlusconi IV non totalizzi una media superiore a quella di Fioramonti?
    Onorevole, si rallegri pure, ma con molta moderazione, per favore.

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      Gaz

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      ACME NEWS
      In una località segreta nel cuore della Selva Nera si sono riuniti i proconsoli dei partiti stranieri in Italia per decidere il futuro dell’Italia.
      Mr. X ha esibito agli altri convenuti il risultato delle prossime elezioni politiche.
      Subito dopo sono passati alla formazione della compagine governativa.
      Sul nome del Presidente del Consiglio non c’è stato accordo. Tuttavia i presenti sono stati dell’idea che Palazzo Chigi debba restare sede vacante. La questione sul nome della casella è stata momentaneamente accantonata.
      Con lo stesso criterio è stata affrontata la scelta del titolare della Farnesina, in perfetta continuità politica con Giggetto-Giggino. Sul tavolo dell’incontro dai dossier é emersa la fotografia di Giorgia. Tutti si sono ricordati della sua dichiarazione liquidatoria di Fioramonti: sembra essere la candidata perfetta per il Ministero degli Esteri. A suo favore militano la conoscenza della grammatica, ma non di quella diplomatica. Mr. Y ha sottolineato che la confusione di valori e irresponsabilità politiche che impera nell’area politica di provenienza, farà di lei una personalità da premiare immediatamente con i più alti riconoscimenti.
      Secondo Lady Z la nostra avrebbe tutte le carte in regola per essere la prima donna Presidente del Consiglio. Di fronte a questa prospettiva, il rappresentate di Mosca ha minacciato di impartire lezioni segrete al alto livello di diplomazia. Il nome sussurrato a mezza bocca sarebbe quello di Lvof, il più grande esperto vivente nel non dire niente, ma nel dirlo benissimo. Una simile minaccia ha indotto i colleghi ad assegnare definitivamente la Farnesina a G. .
      Sul ministero degli interni non c’è stata pressoché discussione: va ad un leghista di rango.
      La Difesa è stata opzionata a un francofilo. Il pendolare verso le file della destra della pluripremiata Capodipezza è la miglior garanzia degli interessi della nipote della nonna.
      La fatica fin qui svolta nella scelta dei nomi giusti al posto giusto, ha determinato una pausa nei lavori dei proconsoli.

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    Gaz

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    Impazza il toto ministro per indicare il nome di chi sostituirà il dimissionario Fioramonti in Viale Trastevere.
    In ordine di preferenza indicherei:
    1 Elettra Lamborghini;
    2 Mega Taylor;
    3 Taylor Swift.
    4 la 5×7-5

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    Gaz

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    ACME NEWS
    La Francia rischia di avere un povero in più, se Macron non sarà rieletto nel 2022, avendo egli dichiarato di rinunciare alla pensione da ex Presidente.
    In soccorso del Presidente dei ricchi si sta muovendo la potente lobby dei bookmakers al grido “vincere facile”. La candidata ideale da battere al secondo turno elettorale sarebbe, ancora una volta, la pluri sconfitta, Le Penn. Gli altri concorrenti potrebbero creare problemi all’Hyperpresidente.
    Nel malaugurato caso che il bell’Emanuele fosse sloggiato dall’Eliseo, sarebbe assediato da compagnie internazionali, fondi sovrani e sovrani, più che desiderosi di avere i suoi servigi, ovviamente a pagamento.
    Piazzista era e piazzista sarà, in ogni caso.
    Con la pensione non ci pagherebbe neppure il barbiere.

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    Gaz

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    ACME NEWS
    Un politologo italo-francese, non senza malizia, ha commentato su un quotidiano internazionale le prospettive che si dischiudono riguardo al futuro lavorativo del Presidente francese, così: “da en Marche a en Marchette”.
    La blindatissima casta dei traduttori ufficiali dell’Eliseo, in mancanza di madrelingua italiani, sta inconsapevolmente edulcorando il testo da sottoporre a Giove Eliseo.

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    Gaz

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    Vola Giggino, vola Giggetto.
    Quante volte da questo sito ho suonato per tempo la sveglia sulla Libia a Ellediemme !
    Assisteremo a breve ad una sfilata, di fatto alla spicciolata, di ministri degli esteri europei in Libia, ognuno a coltivare il proprio orticello, ma tutti pronti a lasciare il cerino del fallimento acceso tra le dita di Giggetto, dopo che hanno provato a buggerare l’Italia in tutti i modi.
    Russia e Turchia, in accordo tra loro per non danneggiarsi, sembrano voler replicare quanto già collaudato in Siria, con la benedizione di Trump, ma non si sa quanto del resto dell’amministrazione Usa.
    La Russia, al solito, col minimo dei mezzi, vuole raggiungere il massimo dei risultati, ovvero impedire che il gas qatariota arrivi in Europa e faccia concorrenza alla Gazprom. Una tale soluzione andrebbe benissimo alla Germania, quale principale hub del gas russo in Europa.
    Il neo ottomanesimo turco maschera la fame di energia di Ankara e la voglia di appropriarsene, sfruttando la minaccia dell’esercito, ma non della marina, e il ricatto verso la Merkel di aprire verso la Germania le porte di milioni di migranti. Per questo la Cancelliera nei prossimi giorni correrà alla corte del Sultano per ricevere rassicurazioni.
    Macron è l’immagine dell’ambiguità e del passo più lungo della gamba. Sta con tutti e con nessuno. Il bonapartismo del novello Napoleone pretende stati satelliti, se non vassalli, dal Sahel all’Europa, passando ovviamente per la Libia e l’Italia.
    Il quadro é netto.
    Lasciando Trump alle sua beghe, l’unico Paese che ha interessi convergenti con l’Italia é la Grecia.
    Se l’Italia si muove con riluttanza, ovvero non si muove, Turchia e Russia si spartiranno la Libia.
    Se Italia e Grecia controlleranno saldamente il Golfo della Sirte, Russia e Turchia (e Francia) dovranno rivedere i loro piani.
    Non c’è più tanto tempo.
    Però immaginare Palazzo Chigi, sede vacante, che prende simili iniziative è troppo. Conte ha già le sue beghe.
    Non parliamone di Giggino!

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    Gaz

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    Prevedibilmente la conferenza internazionale di Berlino sulla Libia di gennaio segnerà un altro nulla di fatto, non solo per l’assenza della Lega Araba e dell’Unione Africana, quanto per gli interessi convergenti degli attori che vi partecipano, ad esclusione dell’Italia.
    L’Europa Unita si presenterà più disunita che mai: alla Germania interessa non subire ritorsioni dalla Turchia, alla quale interessa non entrare in conflitto con la Russia, alla quale interessa massimizzare il risultato col minimo sforzo. La Francia arranca nelle colonie africane, dove non riesce a contenere la Cina e le altre forze presenti sul campo. L’Italia viene mandata avanti da Germania e Francia a scontrarsi con gli interessi russi e neo ottomani. Gli Stati Uniti osservano, perché hanno come interesse irrinunciabile il controllo del collo di bottiglia dei Dardanelli: il resto è secondario, rinunciabile e sacrificabile.
    In Italia le giaculatorie di Giggetto sulla risoluzione diplomatica della crisi sono il mantra della Farnesina.
    Grazie al sonno di Giggino, e alle insidie dei nostri c.d. alleati, la posizione dell’Italia in Libia è quasi marginale. Il ruolo decisivo si apprestano a giocarlo indisturbati (?) i russi e i turchi.
    A questo punto bisogna volgere l’attenzione a Washington e a Londra.
    Del pensiero tattico di Ellediemme si può dubitare che esista.
    Il pensiero strategico di Washington ha ben altra consistenza. Turchi e russi non riusciranno a controllare un territorio così infestato di armi, e così anarchico e diviso. Rischiamo di cadere in una trappola da cui non sarà facile divincolarsi, dopo aver speso enormi energie, per azioni fuori dalle rispettive aree di influenza.
    Insomma, russi e turchi si stanno per infilarsi in una trappola, felici di avviarsi.
    Riuscirà Gigio a non cedere alla tentazione di firmare i diktat di Macron e a giocare di sponda in tandem con la Grecia?
    L’ultimo incontro al vertice è stato tra Tsipras e Renzi.
    Che brutto auspicio!

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    Gaz

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    Se c’era una mezza probabilità che il vertice internazionale di Berlino sulla Libia partorisse un topolino, anche quella è venuta meno.
    Al Sisi, presidente dell’Egitto, legato mani e piedi alla Francia, ha sentito l’esigenza di telefonare all’Hyperpresidente Macron, per concordare che nella confinante Libia devono cessare “le interferenze esterne illegittime”.
    Ovviamente il Presidentissimo non può non essere che d’accordo, se riferito ad altri Paesi, salvo non ricordarsi che ad accendere il fuoco libico é stato il suo predecessore Sarkozy.
    Henri Bernard Levi non ha più nulla da dire sulla situazione dei diritti umani in Libia dopo la caduta di Gheddafi?
    E Bachelet,ex presidentessa del Cile, tanto solerte a chiamata verso l’Italia, perché non si reca in Libia?
    Diplomaticamente l’iniziativa Al-Sisi/Macron non è proprio una cortesia verso la Merkel a pochi giorni dall’apertura della conferenza di Berlino.
    Siamo alle solite piccole o grandi ipocrisie, alla disposizione della roba d’altri, ai moralismi opportunistici e strumentali, che nascondono l’arroganza.
    Macron é pre ottocentesco. Waterloo data più di due secoli.
    Se vuol fare una cosa buona, questa sì che gli consentirebbe di passare alla storia, si ritiri lui per prima dalla Libia. Inizi col dare il buon esempio. Faccia seguire i fatti alle parole, altrimenti le sue sono solo chiacchiere.
    Siamo nel 2019 !
    https://cultura.biografieonline.it/wp-content/uploads/2015/02/La-Battaglia-di-Waterloo-in-un-dipinto-di-William-Sadler-II.jpg

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    Gaz

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    Ieri l’on. Casini ha rilasciato un’intervista al Messaggero in cui sostiene le tesi che qui porto avanti sulla Libia. Anche lui ha suonato la sveglia a Di Maio.
    Va dato atto all’onorevole di occuparsi di Esteri da molto tempo.
    Casini e Gaz sulla stessa linea. Chi lo avrebbe mai detto.
    Dopo essermi trovato d’accordo con Macron, per una sola volta, in tema di decolonizzazione, mi scopro sulle stesse coordinate di Casini.
    Nel futuro mi toccherà essere d’accordo con l’on. Bonino ?
    Ho un certo senso di inquietudine …

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    Gaz

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    “La cessazione delle ostilità è la condizione principale per l’avvio di una soluzione politica e tale cessazione, a nostro avviso, dovrebbe avvenire senza alcun requisito preliminare. È nell’interesse del popolo libico cessare le ostilità, dichiarare il cessate il fuoco a tempo indeterminato e avviare un dialogo volto a elaborare accordi che saranno rispettati” S. Lavrov, da Sputnik Italia.
    Lavrov non ha detto nulla. E’ la sua specialità. Ma lo fa assolutamente bene, meglio di chiunque altro. Nessuno può ragionevolmente opporvisi.
    Il Ministro degli Esteri russo di fronte a due soluzioni opposte e alla mediana, valuta anche la quarta, ovvero affermare l’esistenza della Russia per il semplice fatto di aver parlato.
    Non è da tutti i ministri degli Esteri la creazione di una posizione di rilievo, partendo dallo sfruttamento del poco che si ha a disposizione, fruttificandolo al massimo.
    Il fatto stesso che la dichiarazione di Lavrov sarà ripresa e non avrà critiche, è già un piccolo successo.
    Ci sa fare.

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    Gaz

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    Vola Giggino, vola Giggetto.
    Manca una settimana alla Conferenza Internazionale di Berlino sulla Libia. E’ augurabile che a Roma, e non solo, ci si prepari più che adeguatamente.
    Non è stato reso noto da chi sarà rappresentata, ma è augurabile che la delegazione italiana abbia in seno tutte le competenze necessarie.
    Per Parigi il dossier Libia è legato alla Francafrica, per cui sarà trattato direttamente dall’Eliseo e non dal Ministero degli Esteri. Giove sarà immancabilmente presente a Berlino.
    La Merkel farà gli onori di casa.
    Putin e Lavrov in materia non hanno divergenze. Stesso discorso vale per Erdogan e il suo Ministro degli Esteri.
    Ci saranno forse i due signori libici della guerra e le confinanti Algeria e Tunisia.
    E l’Italia?
    Questo vertice somiglia più a un summit malavitoso, che non a un incontro diplomatico.
    Los nordicos si ritengono facitori di storia, perché, da buoni eredi dei barbari, delle regole se ne impipano: a loro basta la forza. Semmai sono gli altri che devono seguire i dettami da cui però loro si ritengono liberi.
    Chi si approccia con una formazione giuridica, quale che sia, a quella banda di malfattori viene fatto a pezzi, perché il loro pacta servanda sunt serve per ingabbiare gli altri e tenere se stessi fuori.
    Non diversa sorte toccherebbe ad un approccio politologico, perché la ricerca del possibile per quei banditi consiste nel presentarsi con la pistola sul tavolo delle trattative e allearsi, per non restare isolati, contro il capro espiatorio di turno (solitamente l’Italia), affinché si continui a fare affari.
    A quelle conferenze l’Italia non dovrebbe mandare né Conte né Di Maio, ma un profilo da gangster di primissimo ordine, con l’avvertenza di non fidarsi di Macron, anti italiano e ipocrita fin nel midollo.
    Sarkozy ha aperto il vaso di Pandora. A Berlino intorno ad un tavolo si daranno convegno degli invitati timorosi.
    La Merkel teme che Erdogan apra la via balcanica delle migrazioni di massa. Erdogan teme americani, russi, israeliani, iraniani, siriani, curdi, italiani e greci greci-ciprioti, egiziani e si fida poco dei francesi e non vuole entrare in rotta di collisione con i russi, pur anticipandosi il lavoro, inviando i mercenari fin ora impegnati in Siria. Macron non ha le risorse per svangarla nel Sahel, per cui teme si impelagarsi in una nuova crisi, ma non vorrebbe che l’Italia e la Libia, con l’appoggio degli Usa, gli presentino il conto delle malefatte di Marianna. L’Italia, invece di lasciar campo libero a Lavrov ed Erdogan, dovrebbe cercare un’intesa più stretta con le confinanti Algeria e Tunisia, ma la feluca di Giggino gli toglie la vista e gli impedisce di volare, trattenuto com’è a Roma dai problemi dei 5*. Algeria e Tunisia hanno già fin troppi problemi interni per volerne importare dai confini. All’Egitto gasifero collegarsi alle pipeline libiche, greche, e in prospettiva turche, verso l’Europa non dispiacerebbe. In più una sorsata di petrolio dalla Cirenaica non dispiacerebbe. In Cirenaica ci sono russi della Wagner, non tanto per il petrolio, quanto per impedire che in Europa arrivi il gas dalla Penisola Arabica, ossia lo stesso motivo che li ha spinti ad intervenire in Siria.
    E l’Italia?
    Dovrebbe passare la pratica Libia nelle mani dei peggiori gangster. Gli altri paesi, chi più, chi meno, lo hanno già fatto.
    Dopo tutto è stato abbattuto un drone italiano, quasi senza nessuna reazione.
    Cosa si aspetta, che arrivino a colpirci e provocarci in Sicilia?
    La regola aurea resta quella di non fidarsi di Macron, di cui non c’è nessun bisogno. Con lui i migliori patti sono quelli non sottoscritti.

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    Gaz

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    Vola Giggino, vola Giggetto.
    Che ci fa la Turchia fuori area in Libia?
    La fiammata di neo ottomanesimo del Sultano di Ankara spiega poco. Ankara non ha la forza per ricostituire, il seppellito Impero Ottomano. L’unico alleato turco è il Qatar. Per il resto, nel mondo sunnita ha solo avversari.
    Se invece si focalizza lo sguardo sulle relazioni turco-egiziane, l’intervento turco assume una nuova luce.
    In precedenza turchi dal 2017, e i quatarioti dal 2018, con lo scopo di controllare il Sudan, avevano investito ingenti capitali sul porto di Suakin, sulle coste sudanesi del Mar Rosso, ma le dimissioni del filo turco/qatariota Presidente Omar Bashir, ha rimescolato le carte.
    Agli inizi del 2020 Erdogan prova di nuovo a fare una manovra a tenaglia sull’Egitto, questa volta, partendo dalla Libia.
    Tra il Sultano e il presidente egiziano Al Sisi e gli altri stati sunniti, ci sono di mezzo i Fratelli Musulmani, indispensabili ad Erdogan per essere rieletto alla scadenza del suo mandato.
    Il boccone grosso cui mira Erdogan non è la Libia e non è neppure l’Egitto, se non in forma mediata. Erdogan mira ad Al-Sisi, colpevole di aver deposto con un colpo di stato Morsi, espressione dei Fratelli Musulmani, messi al bando in tutto il Medio Oriente, esclusi Turchia e Qatar.
    Turchia e Qatar hanno interessi convergenti sull’Egitto, sebbene per ragioni e obiettivi diversi.

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    Gaz

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    Vola Giggino, vola Giggetto.
    La triangolazione è una pratica largamente usata negli affari esteri per celare qualcosa che direttamente non si può o non si vuole fare, o perché restino celati i mandanti.
    Sarkozy ha iniziato la guerra di Libia non avendone i mezzi, tanto da chiedere aiuto per abbattere Gheddafi. La Francia non aveva e non ha i mezzi per impegnarsi direttamente in Libia. Il massimo dei possibili risultati che può ottenere sul suolo libero è che gli altri le lascino campo libero, ovvero che non la impegnino, ovvero che cessino i combattimenti. Questa è una posizione non sostenibile se la Francia fosse isolata. Allora furbescamente da Parigi telefonano al proprio uomo al Cairo, il quale telefona a Giggino, col quale concorda la posizione voluta da Parigi. Il risultato è che Parigi non deve nulla a Roma e Roma è fuori gioco, senza sparare un colpo, al costo di una telefonata. Un giochetto da bambini ai danni di Ellediemme.
    Vieme il sospetto che di Maio sia più bravo come leader dei 5*, che non come doppio Ministro degli Esteri e del Commercio con l’Estero.
    Di ben altro spessore sono invece le prese di posizione di Lavrov, il quale, interrogato sulla presenza di truppe russe all’estero, faceva notare che della presenza americana fuori degli States nessuno si duole, mentre della Russia ci si meraviglia. Più tardi è stato capace, da una posizione di forza, di sostenere il cessate il fuoco, ma ci si trova di fronte a un maestro della diplomazia.
    La sorte di Erdogan è di essere un vaso di coccio tra vasi di ferro, mantenuto intatto dalla Merkel.
    P.s. Mattarella si oppose alla nomina di Paolo Savona a Ministro, che tale lo era già stato. Nessuno propose conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale.
    Mah, forse per il Quirinale la Farnesina è meno importante. Appunto, sede vacante.

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    Gaz

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    Vola Giggino, vola Giggetto.
    Gli esperti di geopolitica dicono a ragione, che la Russia, grande Paese, si trova a dover essere tenuto per lo stretto del collo dei Dardanelli dalla Turchia, Paese molto più piccolo. A sua volta la Turchia é tenuto per lo stretto del collo del Dodecaneso da un Paese più piccolo, quale la Grecia.
    Storicamente la Turchia non ha intrattenuto buoni rapporti sia con la Russia, sia con la Grecia. E’ condizionata dai colli di bottiglia.
    Questo spiega la spartizione del Mediterraneo orientale con uno dei signori della guerra libici, passando sopra Grecia e l’attuale dirigenza egiziana, con cui Erdogan non simpatizza, per via della deposizione di Al Sisi, come lui legato alla Fratellanza Musulmana.
    Se il presidente del Sudan, al Bashir, non si fosse dimesso nell’aprile 2019, la penetrazione commercial/politica di Turchia e Qatar avrebbe consentito a Erdogan di fare strike verso l’Egitto, accerchiato via terra.
    Ankara a quel punto si sarebbe parzialmente svincolata dai propri coli di bottiglia, controllando il canale di Suez.

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      Gaz

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      Chissà che pensano del neo ottomanesimo di Erdogan nelle Cancellerie?
      Viene il dubbio che in qualche palazzone romano la cancelleria, altro non è se non un negozio o, al più l’ufficio della Merkel e della Bierlin.
      A Parigi, tanto per non smentirsi, forse pensano su come mettersi in segreto d’accordo col Diavolo.

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    Gaz

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    Il 2020 si apre con in sella capi politici come lo Zar, il Faraone, il Califfo (?), l’Imperatore, il Sultano …
    Non si avvertono le assenze del Kaiser e del Papa Re.
    Siamo nel 2020?

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    Gaz

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    Vola Giggino, vola Giggetto.
    Trump ed Erdogan si sono sentiti telefonicamente nell’imminenza dell’invio delle truppe di Ankara sul suolo libico.
    Entrambi concordano per una “soluzione diplomatica” circa la crisi libica. Più o meno come Giggetto.
    Vuoi vedere che nell’ottica di Giggino, che ragiona solo in termini di sbarchi e barconi, Erdogan gli sta facendo un favore, come pure alla spompata Francia, ormai abbandonata anche dall’America nel Sahel?
    Le guerre non si fanno più col gesso o con i fichi secchi.
    I vuoti lasciati in Libia dai boriosi francesi e dai riluttanti italiani sono stati colmati dai russi e dai turchi.
    Giggetto sta troppo occupato a Roma coi 5*, per occuparsi a tempo pieno di Libia fuori dall’Italia.

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    Gaz

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    Un buon motivo per non votare Lega/Salvini.
    Il Cavaliere ha dichiarato entusiasta urbi et orbi alla stampa nazionale ed internazionale che: “sarà il garante di Salvini in Europa”.
    Dopo che il Cavaliere ha bombardato la Libia, ha subito lo spred, si è fatto disarcionare da Palazzo Chigi dallo straniero, pur avendo un’ampia maggioranza, si è genuflesso ai piedi della Merkel, ha fatto una politica economica di tagli, sacrifici, austerity contro i lavoratori, ma a favore dei suoi amici ricchi e tante altre cose pessime … cosa vuole garantire mai costui?
    E’ piuttosto uno dei fedeli esecutori delle direttive di Bruxelles … pur di mantenere il potere pro domo sua.
    Pensasse piuttosto a leccarsi le ferite per le batoste elettorali che prenderà.
    Faccia finalmente una TV decente!
    Qui si vede il profilo dello statista:
    https://www.youtube.com/watch?v=vss5kP350fU&pbjreload=10
    Salvini=Berlusconi, ovvero il vecchio che avanza.
    Vota Miseria&Povertà

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    Gaz

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    La vicenda giudiziario-finanziaria di Carlos Ghosh, ex Ceo della Nissan-Renault non attira granché l’attenzione su un sito di politica.
    Rilevantissima é invece la dichiarazione del ministro francese dell’economia (ci si aspetterebbe altri ministeri più competenti) Agnes Pannier Runacher al riguardo, fatta in un insolito e raro impeto di sincerità:
    “Se il signor Ghosn venisse in Francia, non lo estraderemmo, perché la Francia non estrada mai i suoi cittadini. Pertanto applicheremmo al signor Ghosn come a tutti le stesse regole del gioco, ma ciò non ci impedisce di pensare che il signor Ghosn non debba sfuggire alla giustizia giapponese” (fonte: Il Messaggero).
    Per il lettore italiano, se 2 + 2 fa quattro e ancora + 2 fa sei, molti apparenti misteri (tali per chi non vuole vederli) sono più che esplicati.
    Le relazioni internazionali, in genere, non hanno neppure bisogno di ragionamenti così forti.

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    Gaz

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    L’Egitto, e in particolare i suoi presidenti, non fanno altro che passare e spassare per la mente di Erdogan, il quale é ritornato a parlare della morte dell’ex Presidente egiziano Morsi.
    Secondo il Sultano, Morsi nel giugno 2019 non sarebbe morto in un’aula di Tribunale per cause naturali, ma sarebbe stato ucciso.
    Nell’imminenza del decesso alcuni esponenti dei Fratelli Musulmani denunciarono le scarse cure mediche prestate al presidente e le condizioni delle carceri egiziane.
    Erdogan dimentica lo stato delle carceri turche, il diabete e la cardiopatia di Morsi.
    Quale che sia la verità, l’interesse di Erdogan é quello di riscrivere la storia dell’Egitto a suo beneficio.
    Essere alleati di Erdogan nell’Africa nord orientale sembrerebbe che non porti bene.
    Morsi, secondo Erdogan, sarebbe stato ucciso.
    In Sudan il presidente Bashir, alleato di Erdogan, è stato costretto alle dimissioni.
    In Libia Sarrj forse, visti i precedenti, starà facendo gli scongiuri.

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    Gaz

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    Vola Giggino, vola Giggetto.
    Nel mentre Israele, Cipro e Grecia firmano, in risposta alle pretese egemoniche turche sul Mediterraneo orientale, l’intesa per il gasdotto EastMEd, che dovrebbe approdare a Otranto e portare il gas naturale dai giacimenti off shore dei tre Paesi in Europa, Giggetto, Ministro per il commercio con l’estero, è impegnato niente poco di meno che nell’espulsione del parlamentare Paragone, questione di importanza vitale per l’Italia.
    Sull’EastMEd, malgrado la benedizione di Washington, interessata a diversificare le fonti di approvvigionamento energetico dell’Europa, rispetto a Mosca, e l’ok di Bruxelles, il super europeista Giuseppi si è dapprima opposto, salvo poi essere contraddetto e smentito dal ministro dell’Economia Patuanelli.
    All’affare è interessato anche l’Egitto.
    Erdogan intanto mastica amaro.

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    Gaz

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    Vola Giggino, vola Giggetto
    L. Di Maio, Ministro degli Esteri, sul raid ordinato da Trump contro il generale iraniano Solimani, così impersonalmente si é espresso i: “L’Italia lancia un forte appello perché si agisca con moderazione e responsabilità”.
    Che significa?
    Dove sono i soggetti?
    Parla come il Papa?

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      Gaz

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      Forse trae le sue dichiarazione dai Baci perugina o dalle Marzullate.

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    Gaz

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    Ci sarà un’escalation a seguito dell’eliminazione ordinata da Trump del generale iraniano Solemaini in Iraq?
    Da Teheran hanno promesso vendetta … ed é proprio quello che cercano a Washington, ovvero che la guerra con l’Iran si surriscaldi, per colpire anche gli alleati dell’Iran, cioè Cina e Russia.
    L’Iran si trova circondato dagli Usa su tre lati: due via terra (Afganistan e Iraq) e uno via Mare, dato che nel Golfo Persico e nell’Oceano Indiano la preponderanza americana è fuori discussione.
    Dalla sua l’Iran ha la possibilità di chiudere lo Stretto di Hormuz, con tutto quel che ne segue sul piano energetico e non solo. Inoltre il Golfo Persico non è un mare aperto e profondo nel quale ci sia gran libertà di manovra per le grosse portaerei a stelle e strisce.
    Trump ha ragione quando afferma che l’Iran non vince una guerra da secoli, ma omette di aggiungere che tradizionalmente si è ben barcamenato, affrontando una sola minaccia per volta e mai due contemporaneamente: ha sempre avuto un fronte libero. Tutt’ora il fronte col Caspio é libero.
    Stando così le cose, l’Iran resta un osso duro anche per gli Stati Uniti, ma l’Iran non ha da solo la forza di opporsi agli Usa.
    Al di là dei proclami bellicosi degli Ayatollah, forse non succederà nulla di nulla, perché l’integrità territoriale iraniana è salva, non è stata toccata. Inoltre l’Iran da solo non ha la forza per poter attaccare gli Usa.
    A Teheran non conviene imbarcarsi in una avventura che va contro i suoi dettami storici, dall’esito rovinoso prevedibile.
    Non sarà certo l’Iran a riscaldare un conflitto da cui uscire sconfitti.
    Gli Ayatollah non accetteranno il gioco preparato da Trump, cui potrebbe aggiungersi Israele.
    A Mosca non hanno le risorse per imbarcarsi direttamente in un nuovo conflitto … e in Iran lo sanno.
    Le tensioni hanno alti e bassi.
    All’Iran ha giovato il danno alla produzione petrolifera inferto alla saudita Aramco con il lancio dei missili a settembre. Ora riceve un colpo di segno contrario, neppure in Casa.

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    Gaz

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    Vola Giggino, vola Giggetto
    Bolsonaro, presidente del Brasile, ride bene sul Deprecabile, al quale ricorda il suo silenzio assordante sull’Australia che brucia e per la quale non propone uno status internazionale, come aveva fatto per l’Amazzonia in fiamme. Già all’epoca Napoleone Macron si era dimenticato della Siberia che andava in fumo …
    E noi europei dovremmo affidarci alla voce unica di questo presidente che colleziona insuccessi diplomatici, dopo che parla con Putin sul da farsi in Libia?
    E’ vero che la Farnesina è sede vacante, ma Di Maio esagera quando la vuole fare occupare da Macron e Putin insieme.
    Putin ascolta altre voci circa gli affari dei giardini di casa?
    Macron, prima di intraprendere le sue avventure coloniali in Francafrica tiene in considerazione il parere Di Maio?
    La sudditanza diplomatica di Di Maio é evidente, perché sul giardino di casa, ascolta tutti i big, tranne i libici, senza proporre iniziative degne di questo nome.
    Nel nuovo ordine, unipolare o multipolare che sia, gli Stati Uniti hanno lascito a se stessi i francesi nel deserto della Siria, senza neppure avvisarli della loro partenza. Nel Sahel, metà della spesa militare USA é in appoggio alla Francia, ma ne è previsto un drastico ridimensionamento, poiché sono per lo più guerre che non riguardano direttamente gli Stati Uniti.
    Nel nuovo Ordine Mondiale Di Maio invece ha come strategia quella di andare al carro di altri.
    Farnesina, sede vacante !!

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    Gaz

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    Macron e Putin, piazzista 1 e piazzista junior, sono preoccupati per l’escalation in Medio Oriente a seguito della morte del generale iraniano Soleimani, avvenuta in Irak, per ordine di Trump … ovvero, finché c’é guerra, c’é speranza di concludere buoni affari … come al solito.

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    Gaz

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    Ipsa dixit (ma vi assicuro che non la trasformo in rubrica)
    “Per disgrazia l’Unione europea oggi non ha una politica estera e di difesa comune: ognuno va a ruota libera e il risultato è l’irrilevanza più totale. Questo ci dimostra che ogni paese dei 27 da solo non è assolutamente in grado di far fronte alle sfide che possono nascere di giorno in giorno con effetti preoccupanti. Deficitaria o no, teniamoci stretta l’Europa perché non abbiamo altro destino.” (Emma Bonino)
    Un tempo questo pensiero sarebbe stato definito retrogrado, reazionario, ottuso, compiacente e servile verso Macron/Merkel.
    Emma ci sta avvisando che sta per pendolare ancora una volta da un campo all’altro, pur di restare sulla poltrona.
    E’ un’abilità non da poco, tanto più con l’esiguità delle forze elettorali che raccoglie.
    Dovrebbe essere la decana del collegio politico italiano.
    Alla faccia della partitocrazia !

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    Gaz

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    … mi rifiuto di credere a sciocchezze tipo la sfiga, ma un fatto sembra fuoriuscire da tutte le logiche: dove passa Macron, più nulla é come prima.
    Ultimo esempio l’Iran.
    Si propose come mediatore tra Usa e Iran, ma quando gli Iraniani si accorsero che era un piazzista, loro che di venditori di tappeti se ne intendono, lo invitarono a girare alla larga e a non far tempo. Il resto è cronaca.
    Sostenne Serraj in Libia? E’ arrivato Erdogan armato.
    Ha sottoscritto il Trattato di Acquisgrana con la Merkel? Litigano su tutto.
    La May andò a trovare Macron a Breganson (qui si scrive così)? Si è dimessa.
    Gentiloni fece da cicerone a Napoleone in visita a Roma? Si dimise pure lui.
    Litigava quotidianamente con Salvini? E’ finito all’opposizione.
    Andò con Brì Brì alla Casa Bianca a sollevare le mani di Trump e Ivankaa ? Trump rischia l’impiccio.
    Mi fermo qua!

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    Gaz

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    L’attacco di Trump contro Soleimani, al di là delle reazioni asimmetriche iraniane, ha inserito nel quadro Medio Orientale ulteriori elementi di caos.
    In quel quadrante il pericolo più consistente non sono le velleità da superpotenza di Parigi, quanto la spregiudicatezza da potenza regionale egemone di Ankara.
    Erdogan potrebbe presto trovarsi impantanato nelle sabbie del deserto libico e trovarsi tutti contro.
    Ma il Sultano è uno che di insuccessi ne coglie abbastanza.
    Inizia ad essere un membro ingombrante nella Nato, per via dei flirt missilistici con Putin.
    Se il Sultano e lo Zar si scontrassero e si indebolissero in Libia … ne vedremmo delle belle.
    Anche Giove Eliseo sarebbe più tranquillo … perché non si porrebbe il problema di soccorrere uno stato alleato aggredito.
    Usa e Russia dovrebbero concordare la linea invalicabile per il Sultano: l’arma nucleare.

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    Gaz

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    Vola Giggino, vola Giggetto
    Di Maio é stato fotografato nell’aeroporto di Madrid con la fidanzata, mentre in Irak Trump elimina un generale iraniano con un drone e la Turchia sbarca in Libia.
    Forse gli Usa non hanno ritenuto di avvisare nessuno in Italia, tanto meno Giggetto;
    forse Giggino ha avuto notizia del fatto ed é partito lo stesso, salvo essere richiamato in fretta e furia in Italia;
    forse l’esplosione al suolo dell’ordigno americano é stato un fulmine a ciel sereno per gli Italiani in Irak, dove c’è un nutrito contingente italiano.
    Nella vicenda ci sono tanti forse.
    Una cosa é certa: abbiamo un ministro degli esteri in casual o inascoltato, o all’oscuro di tutto.
    La Farnesina ha avuto titolari meno in forse.
    Sia data una feluca delle misura giusta a Giggetto.

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    Gaz

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    Erdogan non ha fatto tempo a mettere gli stivali sulla sabbia del deserto libico, che la controparte militare ha bombardato le sue truppe acquartierate nell’accademia militare a Tripoli.
    Haftar ha smentito di essere il responsabile del colpo. Avrebbe avuto tutto l’interesse ad affrontare il contrario, non fosse altro che per fini propagandistici.
    A questo punto Erdogan dovrebbe guardarsi dai fantasmi che lo perseguitano non appena mette il naso fuori casa. Non ce lo vogliono.

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    Gaz

    |

    Trump, con l’eliminazione di Soleimani in territorio Irakeno, non ha calcolato tutti i possibili effetti di una mossa che ha coinvolto uno stato terzo, quale l’Iraq, il cui parlamento ha chiesto il ritiro di tutte le truppe straniere presenti nel Paese. Pare che l’attacco sia avvenuto, nonostante la contrarietà espressa dagli organi irakeni, avvisati pochi minuti prima del fatto.
    Fu un errore l’invasione dell’Iraq da parte americana, alla quale i francesi si opposero.
    Fu un errore l’invasione della Libia da parte francese, alla quale il governo Berlusconi, con il Presidente Napolitano non si opposero.
    I nodi, prima o poi, vengono al pettine.
    Trump ha fatto un autogol agli Stati Uniti.
    L’Imperatore d’Europa senza europei lo fa ogni giorno ai francesi.

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    Gaz

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    Vola Giggino, vola Giggetto
    Non poteva esserci immagine più iconica della poca considerazione internazionale dell’Italia del Giggino in relax all’aeroscalo di Madrid, mentre Trump colpiva Soleimani in Iraq.
    Lo stesso copione si è ripetuto a parti inverse nel giro di telefonate fatte da Mike Pompeo agli alleati. Il Segretario di Stato Usa si è lamentato della scarsa solidarietà di Francia, Germania e Gran Bretagna. Al contrario le petro monarchie sunnite hanno in silenzio approvato il colpo all’avversario sciita.
    Merkel e Johnson si sono accodati all’appello alla de-escalation proposto da Macron/Putin, in particolare verso l’Iran, invitato a non portare avanti i progetti di arricchimento dell’uranio.
    Giuseppi é stato semplicemente ignorato, tamquam non esset, dai c.d. alleati, i quali avevano già escluso l’Italia dall’accordo 4+1 sul progetto nucleare iraniano, pur essendo il primo partner commerciale. Al solito, gli altri decretano le sanzioni, all’Italia tocca eseguirle in proprio danno e in prima fila, mentre altri vanno in Iran a fare i venditori di tappeti.
    Gli iraniani hanno imparato a conoscere quali siano i valori morali … e commerciali … dell’Imperatore d’Europa senza europei. Sanno che è un piazzista d’alto borgo … I loro giudizi sono sprezzanti.
    Per l’Italia gli avvenimenti ultimi sono una lezione e allo stesso tempo un monito.
    Chi fa la politica estera italiana? Ne esiste una?
    Con la Farnesina sede vacante, la politica estera italiana la fanno Johnson, Merkel, Macron e Trump.
    L’Italia di Giggetto e Giuseppe, quando va bene, segue gli altri, i quali prendono le decisioni per noi.
    Per paradossale che sia, l’arroganza, la supponenza e la strafottenza dei nostri c.d. alleati che ci considerano zero e ci umiliano ad ogni piè sospinto, ci rende liberissimi di muoverci come meglio pare.
    Dove sono finiti i politici della Prima Repubblica capaci di imporsi ai nordicos neo pagani, che si ritengono dei in terra d’Europa ?
    Se siamo brutti, sporchi, cattivi, spendaccioni, donnaioli, sfaticati, indolenti, pigri, irrilevanti … le missioni all’estero le facciano tutte loro … e soprattutto questa Europa, il cui capo è Giove Eliseo, se la facciano tra di loro. Non fanno altro che litigare, ma quando si tratta di fottere l’Italia, sono tutti d’accordissimo.
    Di questo passo, proponendo l’inaccettabile dall’Iran, l’Imperatore d’Europa senza europei, riuscirà a combinare un altro caos dei suoi, chiamando poi gli altri a spegnere il fuoco delle sue manovre spericolate e irresponsabili.
    Bisogna riconoscere al Padre degli Dei una certa abilità nel trasformare una scintilla di scaramuccia in un falò. Ma Giove Eliseo non ha fatto i conti con Lavrov, il quale ha invitato a Mosca il primo ministro Iraniano Zarif, e con Israele. Buoni motivi in più per lasciare la pomposa politica estera coloniale del Deprecabile a se stessa, senza sottomettersi. Se c’é qualcuno che in Medio Oriente non conta nulla é proprio lui. Lo si é appena visto in Siria.

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    Gaz

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    ACME NEWS
    La Befana é stata avara con Di Maio.
    Ritornato a velocità ultrasonica nella Farnesina, lasciando alle spalle l’agognata vacanza in Spagna, il Ministro degli Esteri si é nuovamente perduto nel Ministero.
    La Sicurezza lo ha trovato singhiozzante e piangente, accovacciato e infreddolito in un angolo di una stanzetta quasi inaccessibile dell’ultimo piano.
    I testimoni dicono che lo hanno sentito imprecare parole sessiste contro la Befana, accusata di essere … perché é stato lasciato solo dagli amici cattivi (Angela, Emanuel e Boris), i quali non vogliono giocare con lui. Lo discriminano e quando lo incontrano gli fanno scherzi atroci: pare che lo bullizzino.
    Intorno a Ellediemme si è formato un capannello di ambasciatori, i quali hanno provato a rincuorarlo, ma inutilmente perché é esploso in un pianto a diritto, che a malapena ha lasciato trasparire il disappunto per la mancata telefonata di Pompeo.
    Le invettive contro la Befana sono continuate più violente che mai da parte di Giggino, quando l’ambasciatore negli Stati Uniti gli ha reso noto che il telefono di Pompeo é a gettoni. Giggetto ha accusato la Befana di non aver portato abbastanza gettoni a Pompeo.
    Di Maio, in un comunicato ministeriale, é stato esplicito nell’accusare la Befana di essersi frapposta tra lui e Pompeo con la sua condotta parsimoniosa, tesa a rovinare l’amicizia col collega americano.
    La notizia ha causato parecchi mal di pancia nel M5*, in quanto grande é il numero dei deputati in arretrato nel versare l’obolo al partito, per cui non potrà essere fatta la colletta per comprare e mandare i gettoni telefonici a Pompeo.
    Per prosciugare il lago di lacrime di Giggino è stato necessario chiamare i pompieri con le idrovore.

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    Gaz

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    La missione del ministro degli esteri Di Maio alla corte del Sultano è irta di difficoltà e disseminata di tranelli lasciati per strada dai nostri c.d. alleati. Le difficoltà di Di Maio aumenteranno se si pone mente alla malcelata ostilità verso il Governo Conte II da parte degli Usa, concentrati più che mai sul quadrante iraniano-irakeno e alla presenza di truppe straniere in Libia.
    Personalmente ho molte riserve e critiche, ma faccio gli auguri a Di Maio di riuscire a portare a casa risultati concreti.
    Auguri, Signor Ministro.

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    Gaz

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    Il Trio delle Meraviglie -F,UK e D- ai quali aggiungiamo ad honorem l’ex Olanda, ovvero i FUNKED, cioè i puzzoni, hanno mandato avanti in Turchia di Maio, per la serie “se perde, perde lui solo, se vince, vinciamo tutti”. Strette di mano, foto, sorrisi, ma nulla di concreto.
    Nel frattempo a Roma la diplomazia ha combinato un pasticciaccio nel gestire nel contempo le visite dei due signori libici della guerra, uno dei quali ha sentito puzza di bruciaticcio ed ha proseguito diritto, invitato a Bruxelles.
    La tela di Di Maio é come quella di Penelope. Lui prova a tesserla, altri la scuciono.
    Il ministro degli esteri finalmente si è deciso a volare … Dopo la Turchia, farà tappa in Egitto, poi in Algeria e Tunisia. Se fosse volato prima, sarebbe stato forse meglio.
    Giggino in Turchia, col suo irenismo export, ha lavorato per Erdogan, mentre in Egitto andrà a lavorare (sempre gratis) per Putin e Macron.
    Ovvio che da Washington non se lo filino neppure un tantino …

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    Gaz

    |

    Funked ( F, UK, NL e D) i puzzoni.
    Dopo tutto los nordicos ci hanno dispregiativamente chiamati PIGS.
    Loro sono FUNKED

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    Gaz

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    Sulle pagine di questo blog Giggino di Maio é stato onorato con una rubrica tutta per lui, sin da quanto mise piede per la prima volta nella Farnesina.
    Ora tutti lo scoprono dalla feluca che rende notte ai suoi occhi il giorno.
    Si capiva subito che il giovanotto aveva stoffa: i suoi abiti era quasi impeccabili, anche se bisogna dirgli che la giacca ha due bottoni e non uno solo.
    Aveva grinta: sfrecciava a perdita di vista con la sua luccicante auto import, meglio e più del Berlusca che fu su auto tedesca fuori produzione da secoli.
    Quanto a coraggio non ne parliamo! Appunto non ne parliamo.
    E le visioni strategiche evergreen sulla collocazione dell’Italia all’interno dell’Alleanza Atlantica e dell”UE, dove le mettiamo?
    Si capiva che avrebbe fatto strada. E infatti solo in queste ore é in procinto di lasciare Il Cairo.
    Putin ed Erdogan dovrebbero essergli un minimo riconoscenti per il lavoro fatto gratis.
    Quanto meno dovrebbero premiarlo con una carica di alto prestigio internazionale.
    Si obietterà che non sa l’inglese, ma se é per questo neppure gli inglesi sanno l’italiano, eppure non se ne fanno un problema.
    Con Macron in via d’uscita dall’Eliseo, Giggino potrebbe andarci ad abitare. Non é importante che non sappia il francese. Macron non sa l’italiano.
    Giggetto all’Eliseo sarebbe la soluzione ideale che permetterebbe di mettere tutti d’accordo.
    Vota Giggetto all’Eliseo.

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    Gaz

    |

    Vola Giggino, vola Giggetto
    Giggino crede alle favole che gli vende Macron, e se le compra pure per buone.
    Di suo ci mette una parte affinché l’Italia sia marginalizzata in Libia, ma un’altra buona parte ce la mette l’Imperatore d’Europa, al quale sarebbe imputabile l’input del disastro diplomatico del mancato incontro romano Serraj-Haftar, sobillato dall’Eliseo.
    Questi mesi alla Farnesina a cosa sono serviti a Giggino?
    Le porcherie e gli sgambetti, se fatti da Giove Eliseo sono cose normali, fanno parte del gioco, vanno accettate; se fatte da altri la musica a Parigi é diversa.
    Non parliamo poi, se c’è un dissenso politico: piovono insulti.
    Giggino con Macron non va da nessuna parte che lui desideri. Il massimo che gli é consentito é andare dove desidera Macron.
    Ellediemme non protesterà neppure … é tutto normale.

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      Gaz

      |

      Alla lista delle sfighe megalattiche di Macron va aggiunta questa di sopra.
      Un signore libico della guerra viene invitato da Giove a Bruxelles? Sulla via del ritorno a Roma succede un caossino diplomatico !
      Inizio a sospettare che Jupiter abbia poteri soprannaturali.

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    giulio larosa

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    chiedo a giannulli di cacciare GAZ i suoi post sono sempre e del tutto fuori luogo e non inerenti l’articolo o il dibattito. questo e’ il sito di aldo giannulli e non il suo, se vuole postare suoi interventi su altri fatti o questioni, lo faccia su un suo sito personale.

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    Gaz

    |

    Vola Giggino, vola Giggetto
    La politica di Di Maio, Ministro degli Esteri, sul dossier libico é criticabile, naturalmente anche dall’opposizione, ma Berlusconi, Presidente del Consiglio acconsenziente al bombardamento della Libia (insieme a Napolitano), si erga a mago della politica estera, fa sorridere. Dovrebbe invece avere il pudore del silenzio per non aver avuto la schiena ritta a suo tempo e aver defenestrato un alleato con il quale aveva sottoscritto un Trattato di cooperazione, amicizia e buon vicinato.
    La soluzione proposta, non da oggi, da Berlusconi consiste in un’azione militare unitaria più incisiva insieme agli alleati europei, ovvero gli stessi che bombardarono nel 2011 la Libia, nell’ambito della EI2, alleanza a guida francese.
    Sintetizzando il pensiero bellico berlusconiano, si potrebbe dire “Più Europa Militare”.
    Purtroppo Berlusconi non tiene contro il dato di realtà, delle ipocrisie, dei doppi giochi e degli sgambetti dei nostri c. d. alleati, che é meglio non avere.
    L’Europa come soggetto politico, militare, economico, internazionale .. fosse stato per farla, sarebbe già adulta: é stata abortita con la CED nel 1954 dalla Francia.
    Berlusconi ha dimentica di essere stato disarcionato dal Governo, per il quale gridò a un quasi colpo di stato, dai suoi amici europei?
    Ecco un caso in cui il rimedio é peggiore del male.
    Silviuccio con Napo concessero le basi militari a Sarkozy, ma in cambio ottenne che il numero dei migranti aumentasse, pur di contare molto meno in Libia. Sulla sua bravura a concludere affari in perdita non ci possono essere dubbi.
    La storia dice che Berlusconi di fronte a Sarkozy, smanioso di bombardare, ha piegato la schiena.
    Se si fosse dimesso in dissenso con i guerrafondai, avrebbe fatto un figurone eccezionale. Fece una figuraccia da esecutore anti italiano, appena amleticamente dubbioso.
    Ciao Berlusconi.

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    Gaz

    |

    Vola Gigginio, vola Giggetto
    La Conferenza internazionale di Berlino sulla Libia si terrà, sia pure in ritardo.
    Preme alla cancelliera Merkel arginare il potere di ricatto del Sultano, il quale ha più volte minacciato di lasciare che si apra la rotta migratoria attraverso i Balcani verso la Germania.
    Erdogan ha interesse a consolidare la sua porzione di zona esclusiva marina per mettere le mani sul gas dell’Egeo, ad allargare la sua zona d’influenza in Medio Oriente, e infine a prendersi il Collo di Bottiglia di Suez.
    Allo Zar non deve sembrare vero, dopo aver perduto l’Ucraina e aver visto recedere l’ex Urss, piazzarsi ad un braccio di mare dalla centralissima Sicilia nel Mediterraneo. In più si conferma monopolista del gas in Europa, impedendo che il gas qatariota posso giungervi in concorrenza con quello russo, attraverso gli impianti italo-libici.
    L’imperatore d’Europa sarà grato a turchi e russi per aver spento un fuoco appiccato dai franco-britannici. Uscendo d’impaccio dal teatro libico, potrà meglio concentrarsi sugli affarucci africani.
    La Gran Bretagna ha ottenuto che nessuno metta becco dall’esterno sulla Brexit, oggetto su cui ruota al momento la politica interna di Downing Street.

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    Gaz

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    La Francia é un raro, se non unico, caso di doppiezza istituzionale. Sono stati in grado di essere sia dalla parte di Hitler, sia dalla parte degli Alleati, e pur perdendo la WW2, sono stati presentati come vincitori. Bisognerebbe insegnare che quando si tratta con la diplomazia francese, altrove c’è una trattative alle spalle, ovvero che trattato alla luce del sole e sottobanco con tutte le parti in causa. Comunque vada, loro cadono in piedi, grazie alla loro ipocrisia, pseudo moralità e falsità.
    Alla Francia interessa che l’incendio che ha appiccato in Libia non la bruci. Chiunque lo spegne, é benvenuto, purché non scucia un euro di suo.
    L’Italia di Di Maio non è stata capace di fare quel che andava fatto: parlare con tutti, blandirli, minacciarli e imporre la pace ai signori della guerra, tramite i loro sponsor. Il vuoto lasciato dall’Italia è stato abilmente riempito da Lavrov.
    Il confronto tra Giggino e quella vecchia volpe di Lavrov, in grado di muoversi con un progetto in autonomia e scioltezza, non esiste.
    Il vero sconfitto internazionale é Giggino e per esso l’Italia, la quale potrebbe pure non essere invitata a Berlino, senza nulla cambiare. Sarà invece invitata per bere l’amaro calice della sconfitta più bruciante.
    Potremo usare il Mare Mediterraneo per andare in Sardegna, in Sicilia, alle Tremiti, ma non oltre.
    Sarà certificata a Berlino l’irrilevanza italiana nel Mediterraneo.
    Non tutta la colpa è di Giggetto.
    Ricordiamo i meriti di Napo e Berlusca, ma anche di Obama e della Clinton, tutti asserviti alle bugie di Sarkozy, e alleati nel fare la guerra all’Italia, oltre che alla Libia.
    Gli Usa hanno trattato nell’occasione l’Italia come una colonia non degna di avere una propria politica internazionale. Fino al 2011 l’Italia, anche pro Usa, aveva la sua voce nel Mediterraneo. Dopo Berlino nel Mediterraneo c’è un affollamento come non visto dalla WW2.
    Cinesi, iraniani, israeliani, turchi, greci, francesi, egiziani, inglesi, italiani, tutti li stretti in quel che é poco più che un lago.
    Gli Usa hanno puntato contro l’Italia per dividere e indebolire l’Europa, ammesso che gli europei non lo facciano bene già da soli, ma hanno fatto un pessimo calcolo. Loro pensano che basta l’uso della forza, di cui dispongono in grande sproporzione. Ma anche i più grandi eserciti sono stati sconfitti.
    Nel momento in cui Obama per fare una ripicca a Berlusconi ha dichiarato, sotto mentite spoglie, guerra all’Italia, ha fatto la parte del marito che per far dispetto alla moglie si taglia i …
    La forza degli Stati Uniti si basa sul controllo del Mediterraneo.
    Si sono voluti far guidare da Sarkozy ?
    Presentino a lui il conto, ma non alla Libia aggredita o all’Italia.
    C’è da aspettarsi un film già visto nel Congresso di Vienna: non fu la Francia ad incendiare l’Europa, ma fu vittima essa stessa del piromane Napoleone; gente ipocrita da essere capacissima di dire che é stata vittima di Sarkozy.
    Con la defenestrazione di Gheddafi gli Stati Uniti hanno iniziato a perdere il Mediterraneo a causa della propria miopia e, diciamolo pure, del tradimento verso l’alleato italiano.
    Tra i vincitori netti c’è la Cina, che non ha sparato neppure un colpo. Hanno fatto tutto gli altri a suo favore. Non é in debito con nessuno.
    Giggino é l’ultimo di una serie di geni della politica internazionale. L’unico gigante é Lavrov.

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    Gaz

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    Piccole note sul film Hammamet, per la regia di Gianni Amelio.
    La splendida prova attoriale di Pierfrancesco Favino regge e salva un copione altrimenti noioso, incentrato sullo spaccato familiare e sugli ultimi giorni di Craxi in Tunisia.
    Di politico c’è poco, se non nelle scene inziali e finali.
    Perché Craxi non fu operato nella Francia dell’amico Mitterand, che pur ospitava fior fior di …, o in un paese arabo?
    Altre domande politiche vengono appena sfiorate.

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    Gaz

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    ACME NEWS
    Quel gran genio del Macron ebbe ad annunciare al mondo intero la morte cerebrale della Nato, salvo trovarsi in grande difficoltà nel Sahel, dove vorrebbe inviare altri 220 uomini in aggiunta ai 4.500 già presenti, e chiedere a Trump (il cerebro piatto) di restare in armi nella Francafrica, piuttosto che rafforzare il quadrante del Pacifico.
    Fin qui la cronaca.
    I potenti mezzi della ACME sono riusciti ad ottenere da una gola profonda dell’Eliseo il testo col quale l’Imperatore d’Europa senza europei ha implorato il biondo cow boy americano di non lasciarlo in brache di tela tra le incandescenti dune del deserto.
    Eccolo in esclusiva per voi.
    https://www.youtube.com/watch?v=1exu3DRYd9I

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