Aldo Giannuli
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Commenti (44)

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    giuseppe

    |

    Professore, come mai nessuno obietta riguardo alla costituzionalità del ballottaggio nelle elezioni aministrative, mentre lo stesso non vale per le elezioni politiche?

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    • Aldo S. Giannuli

      Aldo S. Giannuli

      |

      perchè nelle amministrative il principio di rappresentanza è meno rilevante rispetto alle elezioni politiche

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      Allora ditelo

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      Perché nelle scuole dell’obbligo non insegnano ad essere cittadini consapevoli.

      Il ballottaggio è verosimilmente stato presentato come un “aumento di democrazia” per l’elezione diretta del sindaco, giocando sul fatto che l’alternativa sia di far eleggere i sindaci dai consigli comunali (che a rigore dovrebbero avere il governo della città ed il potere di indirizzo dell’attività del sindaco).

      Ci stanno provando anche con la carica di PdC da decenni.

      I soggetti nazionali più diffusi poi non hanno mai avuto interesse a veder erodere il loro controllo del territorio da parte di nuovi soggetti.

      Le dinamiche dei “cartelli economici” non si applicano solo al commercio.
      https://it.wikipedia.org/wiki/Cartello

      PS: Che ne dice di fare il ballottaggio tra i prodotti commerciali più venduti in vari settori ed incrementare le tasse ai produttori meno diffusi? (governabilità del mercato per tutelare i consumatori nelle scelte)

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    Paolo CHIOCCHETTI

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    Buona analisi. Mi sembra pero’ che ci sia un errore di interpretazione al punto c. Come nel Porcellum, il vincitore ottiene al massimo 340 seggi (ca 54%) piu’ qualche seggio estero (12 in tutto), a meno che non gli spettino piu’ seggi in base all’attribuzione al primo turno in base alla sua quota di voti su tutti i voti a partiti sopra la soglia del 3%. Il premio di maggioranza e i seggi aggiuntivi dovuti a liste escluse non si sommano, quindi una maggioranza del 64% dei seggi mi sembra improbabile. Sbaglio?

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    • Aldo S. Giannuli

      Aldo S. Giannuli

      |

      probabilmente ha ragione, ma non sarebbe difficile modificare la norma con una leggina aprendo spazi. Comunque il testo sottomposto alla Comsulta in effetti dovrebbe essere applicfato nel modo che dici

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    Edoardo

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    Professore…a cadavere del governo ancora caldo…ecco Pisapia pronto ad “unire la sinistra” nell’ennesima armata brancaleone…fuori dal PD ma disponibili ad alleanze….vi prego..io stesso ci sono caduto troppe volte.

    Ora basta.

    5 Stelle al governo dopo aver definito una legge elettorale per lo meno non-incostituzionale (l’unica democratica sarebbe il proporzionale duro e puro, ma pazienza…).

    Grazie davvero, i suoi pezzi sono tasselli importanti per ricostruire il senso del vivere civile e del ragionare.

    Edoardo

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    • Aldo S. Giannuli

      Aldo S. Giannuli

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      di Pisapia si può parlare solo per ridere

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        Tenerone Dolcissimo

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        Da uomo di destra liberale, vedendo quindi la questione da fuori, l’opinione che ho di PISAPIA e’ che sia il tipico galantuomo di sinistra e come tutti i galantuomini di sinistra ha la singolare caratteristica di essere immacolato lui, ma di avere lo strano vezzo di circondarsi dei peggiori pezzi di merda in circolazione.
        Perché ciò avvenga è uno dei grandi quesiti di cui non riesco a venire a capo.
        E nel caso di Pisapia il peggiore dei pezzi di merda gli sta molto ma molto vicino e come faccia a non sentire la puzza a pochi centimetri di distanza è veramente rimarchevole.

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    Allora ditelo

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    Che L’italicum sarebbe stato sottoposto al vaglio della Consulta era cosa nota “AL PD” già durante la nomina dei nuovi giudici (ed al pubblico non è noto lo scarto tra favorevoli e contrari nella Corte cost. alla sentenza 1/2014 ) .

    Il M5S ha fatto trasparire la volontà di estendere l’Italicum anche al Senato ma a rigore la Consulta può solo esaminare i quesiti rimessi alla sua deliberazione per via incidentale.

    La REVIVISCENZA di legge elettorale precedente (il consultellum camera) è tra le opzioni legittimamente concesse al Parlamento e SENZA attendere ulteriore sentenza della Consulta.

    La Costituzione contiene lacune che i “principi di proporzionalità e ragionevolezza” (soggettivi o operatore-dipendenti) non sempre sono sufficienti a ricomporre.

    La Consulta non è lì per creare leggi elettorali ma per porre un freno (non sempre incisivo) allo strapotere di maggioranze contingenti: nomocrazia o “rule of law”.

    Le leggi elettorali devono servire gli interessi degli ITALIANI (e non di fazione) ed spero che non ci si abitui a consuetudini indegne del patto costituzionale sul quale poggia la Repubblica.

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      Allora ditelo

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      Lo zeitegeist è mutato pesantemente dagli inizi della repubblica: al tempo perfino Einaudi riconosceva difficile far passare accettare alla popolazione un premio concesso col 40% dei voti:

      «dev’essere escluso il sistema del premio dato al gruppo il quale ottenga la maggioranza relativa. Il premio al gruppo di maggioranza relativa sarebbe considerato dall’opinione pubblica come un sopruso. Si dicono per definizione democratici o liberi i metodi i quali consacrano il diritto della maggioranza a governare e quello della minoranza a criticare, ma una maggioranza la quale sia tale soltanto perché una legge l’ha trasformata da minoranza in maggioranza non può non eccitare ira ed avversione nel corpo elettorale. Affermare nelle leggi che il 40% equivale a più del 50% è dire cosa contraria a verità e spinge istintivamente l’elettore a votare per i partiti o gruppi di partiti i quali si siano dichiarati contrari al sistema. Può darsi che l’elettore manifesti il suo sdegno astenendosi dall’andare alle urne; ma il risultato è identico: rendere più facile la vittoria di coloro che si siano dichiarati contrari al sistema.» — Luigi Einaudi
      http://www.luigieinaudi.it/doc/osservazioni-sui-sistemi-elettorali-nellipotesi-che-la-scelta-cada/

      Einaudi non esitava a definire gli elettori persone di “semplice psicologia” e paragonarli a pecore ed apprezzava un sistema come uninominale ecco altrove criticato perché attenua fortemente la democrazia.

      Che siano le elite inglesi del 1885 o quelle americane del 1787: le “grandi democrazie” avevano serie riserve verso l’elettore medio del tempo tanto da attuare “correttivi” (alla democrazia rappresentativa).

      http://www.factcheck.org/2008/02/the-reason-for-the-electoral-college/

      http://www.historyandpolicy.org/policy-papers/papers/electoral-reform-dilemmas-are-single-member-constituencies-out-of-date

      Dopo un secolo c’è chi li segua in tale reticenza nonostante si tratti di “democrazia rappresentativa“.

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    Tenerone Dolcissimo

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    Ripeto, quindi, che la cosa più probabile è che si vada a votare fra aprile e Giugno, ma con la possibilità di slittare a settembre.
    ***
    Caro Giannuli, lo dico col massimo rispetto ma penso che hai sbagliato l’analisi.
    Dubito fortemente che si arrivi al voto anticipato e per un motivo ben preciso: Juncker ha detto che non si deve votare e quindi non si vota, perché in Europa comanda Juncker. Certo, il simpatico etilista ha parlato di evitare i voti referendari, ma sono sicuro che i suoi lacché interpreteranno estensivamente il divieto, intuendo quel che voleva effettivamente dire e cioè che va evitato ogni votazione che crei grattacapi all’unione europea.
    Ho poi letto che solamente il primo settembre i nostri onorevoli maturerebbero il vitalizio e, qualora cio’ sia vero, darebbe forza alla mia tesi.
    Quindi si voterà nel 2018 ….. forse. Non mi meraviglierei, infatti, se si trovasse un escamotage per evitare questa fastidiosa incombenza elettorale. Il clima quello è.
    E visto che siamo in tema, una domanda, che formulo in base all’esperienza francese che ha visto i cugini d’oltralpe essere i più propensi a ribellarsi all’ordine europeo, per loro caratteristiche strutturali, con conseguenze evidenti: charlie hebdo, bataclan, nizza, suicidi di poliziotti e carte d’identità sul sedile. E mentre ciò accadeva è arrivato zitto zitto e quatto quatto il jobs act alla transalpina.
    La domanda è questa: non pensi che dopo l’ammutinamento del 4 dicembre un attentatello ci starebbe come il cacio sui maccheroni ???? … così tanto per educare la plebe

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    Pietro

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    In tutto questo Mattarella ha giustamente rimarcato che non è possibile andare a elezioni anticipate se le leggi delle due camere non sono simili. E direi che siamo fortunati ad avere una persona come Mattarella al colle che le leggi elettorali le ha studiate profondamente. Ma ha anche detto (ho capito bene?) che bisgna comunque aspettare il pronunciamento della Consulta. Quindi come si puó rendere simili due leggi elettorali quando una probabilmente cambierà in pochi mesi. Direi che dopo che la Consulta si è pronunciata bisogna costruire una seconda legge elettorale simile a quella che viene fuori per la Camera per il Senato. Mi sembra che possiamo anche aggiungere 6 ulteriori mesi.

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    Cinico Senese

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    E’ ridicolo che si debba aspettare che la Corte Costituzionale dichiari la parziale incostituzionalità dell’Italicum, senza che in Parlamento si accordino su una legge elettorale, ennesima dimostrazione della irresponsabilità e incompetenza dei parlamentari, tutti, compresi m5stelle che dovrebbero prendere essi l’iniziativa e proporre la legge, ma qualcuno lì sente il profumo del potere e si dimentica delle cose promesse.

    Lasciare che la Consulta decida, significa fare riscrivere la legge elettorale in accordo con Mattarella e Napolitano, quindi contro M5 che non è rappresentato. Inoltre così si giustifica un governo “tecnico” cioè un nuovo colpo di stato per continuare ad applicare gli ordini di Bruxelles al riparo dalle elezioni (Monti dixit) e senza i colpi di testa del cazzaro, fino alle prossime elezioni che presumibilmente potrebbero essere a fine legislatura, così c’è tempo per fare il lavoro sporco e non si interferisce con le elezioni tedesche e francesi.

    Oggi è uscita la notizia poi smentita dal Tesoro che Padoan avrebbe chiesto aiuto a ESM per MPS, 15 mld, il che implica l’intervento della Troika come in Grecia.
    Merkel tramite un suo uomo ci ha mandato un pizzino con ultimatum: sarebbe bene che il prossimo governo chieda aiuto a ESM per salvare le banche, oppure esca dall’euro. Più chiaro di così?

    Con la crisi irreversibile di MPS (tutti i piani di salvataggio fino ad ora sono falliti) siamo arrivati alla resa dei conti e i giochi si faranno duri per gli italiani che dovranno decidere se restare nell’euro facendosi mettere le mani della troika nelle proprie tasche, o uscire dall’euro. E alla luce di questo da vedersi la questione legge elettorale e governo che resta o che va via. E’ iniziata la guerra vera. Considerato che PD e NCD stanno dalla parte della troika, la Lega contro, Forza Italia non si sa, si attende la decisione di M5* da che parte stare: non si scherza più Grillo, qui le cose si fanno dure.

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    maurizio

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    un ennesimo governo tecnico tipo Monti Bis sarebbe il colpo di grazia definitivo…..
    chi lo sosterrebbe ovviamente pagherà a caro prezzo alle prossime elezioni il fatto di averlo sostenuto…questo loro lo sanno e stanno cercando un’altra soluzione per continuare ad inchiappettarci senza disordini sociali….
    un Monti bis potrebbe provocare disordini sociali oltre ad un ammutinamento sulle tasse che non possono ancora essere triplicate come ha fatto l’usuraio bocconiano….

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    Paolo Selmi

    |

    Professore, buona sera!
    provocatoriamente, ma neanche più di tanto… come per i PC, un bel CTRL+ALT+CANC e si va a votare tutti con un proporzionale “di default”… non sarebbe male.
    Il proporzionale, in una situazione così ingarbugliata, per meglio riflettere tutte le posizioni dell’arco costituzionale nei rispettivi rapporti di forza; un conclave forzato, a pane e acqua, per i rappresentanti del popolo di Camera e Senato finché non si mettono d’accordo sulla formazione di un governo degno di questo nome. Ambulanza fuori dal Transatlantico per i primi malori, e poi dentro di nuovo. Al terzo giorno secondo me avrebbero già le idee chiare!
    Un caro saluto e perdoni lo sfogo populistico.
    Paolo

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      Paolo Selmi

      |

      Professore buongiorno!
      mi permetto di segnalare: “Non molliamo si va avanti, i cittadini devono essere ascoltati” da parte del Comitato per il No
      http://www.referendumcostituzionale.online/
      Davvero sarebbe una gran cosa se questo comitato divenisse ancor più soggetto organizzato in grado di orientare le battaglie indicate in questo breve testo.
      Buona giornata!
      Paolo

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    Giovanni Talpone

    |

    Ma il M5S è informato delle proprie posizioni di principio per il proporzionale?

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    Gaz

    |

    Il rinvio al 24 gennaio dopo la celebrazione del referendum costituzionale vorrà indicare pur qualcosa.
    Nelle sentenze in materia elettorale i redattori non sempre sono stati costituzionalisti.
    Questa volta invece come relatore è stato indicato un costituzionalista ….
    Uno scherzo da prete non è da escludere.

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    Rachkovsky

    |

    Buona analisi!!

    Non sarebbe però più urgente, porre DAVVERO al sicuro la Costituzione ponendo mano all’art.138 in modo tale da metterla al riparo dalle “riforme” della maggioranza del momento? E in subordine: applicarla fino in fondo? No perchè sa: qui uno si sveglia al mattino (un mattino non dei maghi ma dei negromanti..) e scopre che “gli e’ l’ora di cambiar”. E ci si ricordi : “Diameter Spherae Thau Circuli Crux orbis non orbis prosunt”

    Ave atque vale!

    Reply

    • Aldo S. Giannuli

      Aldo S. Giannuli

      |

      figurati se non mi trovi d’accordo ma figurati se soi può fare una cosacosì con un Parlamento del genere!

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        Tenerone Dolcissimo

        |

        Hai ragione Giannuli, ma nonostante cio’ sarebbe il caso di iniziare a fare proposte anche per non dare la guazza a chi diceva che se non passava la schiforma non si sarebbe piu’ avuto miglioramenti per i prossimi cinque secoli.
        Quindi rimbocchiamoci le maniche e chimiamo persone capaci come BARRA CARACCIOLO e sotto con le proposte. E le proposte migliori devono venire dal basso
        Poi se i nominati non si muovono il metodo per svegliarli c’è

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    andrea z.

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    In un sistema politico ormai tripolare, con un elettorato che, almeno alle elezioni politiche, sembra abbastanza stabile, non sarebbe meglio il doppio turno?
    In caso contrario bisognerebbe sempre ricorrere ad accordi palesi o sottobanco tra PD e FI per garantire la governabilità.

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      Allora ditelo

      |

      L’equivalente del ballottaggio dell’italicum: https://it.wikipedia.org/wiki/Falsa_dicotomia

      Nel parafrasare gli eufemismi che si usano per propagandare certe cose: quanta parte della popolazione è legittimo escludere “democraticamente” per soddisfare le smanie di potere e le antipatie facendo leva sull’opportunismo della gente?

      Per applicare il “velo d’ignoranza” bisognerebbe considerare il tripolarismo avulso dal resto e no fare come Andreotti che misura le lehggi elettorali sull’esigenze del momento.
      https://it.wikipedia.org/wiki/Velo_d'ignoranza

      C’è chi le leggi elettorali non le cambia da secoli (nonostante siano una melma): veda gli inglesi.

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      Allora ditelo

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      Vale la pena segnalare che secondo D’Alimonte il ballottaggio a circoscrizione nazionale è un modo per giungere al bipartitismo (ciò significherebbe completare la sostanziale distruzione dell’ecosistema politico) per la “regola m+1 di Cox

      Tenga presente che già le soglie di sbarramento aiutano a ristagnare lo “status quo” rendendo difficile l’evoluzione nazionale di “libere associazioni di persone” nate localmente:
      I partiti devono nascere localmente a percentuali elevate tali da superare lo sbarramento se rapportate al numero dei votanti nazionale, dunque è necessario l’intercessione dei poteri che comandano i canali di comunicazione di massa come la TV ed i giornali.

      Persino il M5S ha beneficiato anche dell’attenzione ostile da questi veicolata quando altre formazioni venivano “democraticamente” censurate o come si dice oggi eufemisticamente “non aumentavano lo share”, tipo i radicali.

      PS: La nomination a premier papabile per Di Maio -ci faccia caso- da quali “canali” ed “interessi” esterni al M5S venga continuamente lasciata traspirare: abituare le persone ad una idea prima che scelgano è la nuova frontiera.

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    Emiliano

    |

    Proponiamo noi una legge elettorale con la raccolta di firme per le iniziative di legge popolare.
    D’accordo non la leggeranno nemmeno in aula, ma è una bella provocazione, il popolo che prima gli rifiuta una brutta riforma e poi gli suggerisce come farne un’altra 🙂
    Proponiamo una legge proporzionale che da rappresentanza esatta di tutto l’elettorato, ma con l’aggiunta di due clausole, il voto di sfiducia costruttiva e il mandato elettorale così con la prima si hanno governi + stabili e con la seconda si pone fine alla transumanza dei parlamentari da un gruppo parlamentare all’altro, perché chi si sfila dal proprio gruppo decade da parlamentare.
    Lo so bisognerebbe mettere mano alla Costituzione, ma per il mandato elettorale si può fare così il parlamentare che esce dal proprio gruppo paga una penale del 50% dello stipendio fino a fine legislatura così è libero di votare come gli pare ma a pagarne le conseguenze non sarebbe solo il popolo.
    Eppoi con il proporzionale mettiamo anche fine al grande equivoco del governo eletto dal popolo, perché siamo una repubblica parlamentare e il governo è un ‘organo di secondo livello rispetto al parlamento.

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      Allora ditelo

      |

      Il trasformismo galoppante è iniziato con l’abolizione del proporzionale puro ed il maggioritario non fa altro che ridurre il numero di punti di vista che possono trovare espressione nel Parlamento.
      https://it.wikipedia.org/wiki/Trasformismo_(politica)#Seconda_Repubblica

      A rigore se si volesse ridurre il pluralismo (e costituzionalizzare il groupthink) basterebbe cambiare forma della Repubblica ed implementar la forma direttoriale (scartata dai costituenti) lasciando che il Parlamento sia gestito da portaborse dei Segretari dei pochi partiti rimasti che sarebbero gli unici legittimati dal voto.

      I portaborse potrebbero essere anche pagati una miseria e non sarebbero certamente equiparabili a parlamentari.

      Il mandato imperativo è un escamotage per verticalizzare il potere nelle mani di VIP sapientemente inquadrati dalla “regia”. Una volta ridotto il numero di partiti sarebbero pochi soggetti a decidere i programmi (vaghi) ma anche a deciderne “l’interpretazione”.

      PS: Il divieto di mandato imperativo è un requisito fondamentale di ogni democrazia ma chi controlla i media ha la smania di suggestionare la popolazione e sono anni che propaganda altro mascherandosi dietro buone intenzioni.

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        Allora ditelo

        |

        Chiaro no?

        Se solo i segretari avessero la possibilità di “concorrere a determinare la politica nazionale” si avrebbe ancora la possibilità di “trasformismo” ma non ci sarebbe “confusione”: il segnale arriverebbe forte e chiaro, magari in forma di slogan.

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          Emiliano

          |

          Democrazie come la Gran Bretagna e gli Stati Uniti sono sopravvissute a due guerre mondiali con il mandato elettorale, poi sono arrivate col fiatone al 21 secolo ma per altri motivi.
          Il divieto di mandato, fu introdotto secondo me anche per bilanciare il fatto che i partiti in Costituzione sono trattati come entità a sé stanti e non come invece puri strumenti tecnici di organizzazione del consenso democratico, e teniamo conto che il parlamento europeo ha inventato la soglia di sbarramento per creare i gruppi parlamentari, che altro non è se un mandato elettorale sotto mentitissime spoglie.
          Se si vuole un governo stabile, la sfiducia costruttiva è il metodo meno disgustoso politicamente perché se non altro ha il pregio di responsabilizzare l’opposizione e i dissidenti che vogliono uscire da una maggioranza.
          Una cosa è certa finché le leggi elettorali verranno progettate con in mente non la governabilità come ci hanno fatto credere, ma la esclusione dai giochi delle forze sgradite a Bruxelles stiamo pur certi che ci vorranno mesi per scrivere un testo e che sarà peggiore del precedente.

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          Allora ditelo

          |

          Di motivazioni fittizie per giustificare il groupthink (teoria nata proprio avendo l’America ad esempio) ne ho lette a bizzeffe negli anni.

          https://it.wikipedia.org/wiki/Groupthink

          La cosa certa è che ha sorvolato le questioni poste alla sua attenzione tra cui quella sempre taciuta che Il mandato imperativo sia un escamotage per ridurre il parlamento al volere di pochi individui.

          Magari le sembra normale imbastire una assemblea parlamentare fitta di persone -trattarli come se fossero veri parlamentari- quando non spetta loro di ragionar:

          MA allora perché dunque non fanno propaganda per cambiare forma della Repubblica?

          Si spaventerebbe mica qualcuno che bisogna usare sotterfugi? 😉

          Questo è il discorso di Edmund Burke passato alla storia, che ribadisce la necessità del libero arbitrio nelle decisioni.

          https://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://press-pubs.uchicago.edu/founders/documents/v1ch13s7.html

          Ma anche il “Teorema della Giuria” del Marchese di Condorcet implica la necessarietà del libero arbitrio in modo matematico (oltre alla necessità di “giurati” che abbiano una probabilità di “decidere bene” appena maggiore del caso)

          https://en.wikipedia.org/wiki/Condorcet's_jury_theorem

          ————————–
          Il mandato imperativo è un “giocattolo” che si vuole usare nascondendosi dietro l’immunità del Parlamento quando invece errori fatti sulla base di simili imposizioni (come la questione di sfiducia) dovrebbero essere scontati fino all’ultimo (come fossero decreti d’urgenza)

          Il divieto del mandato imperativo, l’immunità e l’insindacabilità furono verosimilmente inseriti in Costituitone affinché la decisione dell’organo collegiale del Parlamento fosse libero da condizionamenti nonostante la portata dei danni che decisioni di tale rango possono causare.

          La teoria democratica presuppone un esame completo delle alternative.

          Cohen presents deliberative democracy as more than a theory of legitimacy, and forms a body of substantive rights around it based on achieving “ideal deliberation”:
          It is free in two ways:
          The participants consider themselves bound solely by the results and preconditions of the deliberation. They are free from any authority of prior norms or requirements.
          The participants suppose that they can act on the decision made; the deliberative process is a sufficient reason to comply with the decision reached.
          Parties to deliberation are required to state reasons for their proposals, and proposals are accepted or rejected based on the reasons given, as the content of the very deliberation taking place.
          Participants are equal in two ways:
          Formal: anyone can put forth proposals, criticize, and support measures. There is no substantive hierarchy.
          Substantive: The participants are not limited or bound by certain distributions of power, resources, or pre-existing norms. “The participants…do not regard themselves as bound by the existing system of rights, except insofar as that system establishes the framework of free deliberation among equals.”
          Deliberation aims at a rationally motivated consensus: it aims to find reasons acceptable to all who are committed to such a system of decision-making. When consensus or something near enough is not possible, majoritarian decision making is used.

          https://en.wikipedia.org/wiki/Deliberative_democracy#Cohen.27s_outline

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          Allora ditelo

          |

          Per errore ho scritto: (come la questione di sfiducia)
          intendevo invece: (come la questione di fiducia)

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        • Avatar

          Allora ditelo

          |

          Una pratica talvolta usata nei decreti d’urgenza (per i quali i CdM sarebbero responsabili civilmente, penalmente ed amministrativamente in caso di danni ex art 77 Cost.) è quella di disporre che determinati effetti abbiano corso solo dopo l’eventuale conversione in legge dal Parlamento, che è costituzionalmente protetto da immunità ed insindacabilità.

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    andrea z.

    |

    Ieri durante le consultazioni abbiamo visto in prima fila il solito Napolitano, massimo responsabile della svendita dell’Italia ai potentati finanziari, della riduzione del PD a cinghia di trasmissione tra il Paese e l’elite globalizzata e da ultimo di un referendum demenziale, che doveva essere l’ennesimo regalo ai padroni della City londinese, e si è trasformato nella causa di una crisi politica.
    La presenza del “comunista preferito di Kissinger” ci dice innanzitutto che fino al 2018 le elezioni ce le scordiamo, che il governo verrà affidato al solito burattino dei banksters angloamericani, che il saccheggio delle ricchezze italiane proseguirà senza interruzioni di rilievo e che i 5 stelle dovranno osservare da lontano l’ennesimo teatrino del puparo Giorgio.

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    Danilo Daglio

    |

    Dott. Giannuli,

    scrive che la prima soluzione “farebbe vincere i 5 stelle” richiederebbe una definizione. Dire semplicemente che “farebbe vincere i 5 stelle” puo’ essere frainteso.

    Io preciserei che la prima soluzione POTREBBE, nel caso in cui il M5S dovesse ottenere la maggioranza dei voti, dare al M5S la maggioranza dei seggi ALLA CAMERA. Solo alla Camera.

    Il M5S, a meno che non prenda almeno il 45% dei voti, ipotesi inverosimile, NON AVRA’ LA MAGGIORANZA PARLAMENTARE, in quanto non avra’ la maggioranza al Senato, dove non si voterebbe cmq con l’Italicum.

    Dunque, anche nella prima ipotesi, si potrebbe dire che con ogni probabilita’ non vincerebbe nessuno e ci sarebbe, con ogni probabilita, una nuova “Grande Coalizione”. Oppure si tornerebbe nuovamente alle urne dopo pochi mesi, come in Spagna.

    Reply

    • Aldo S. Giannuli

      Aldo S. Giannuli

      |

      be ovvio. potrebbe

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