Aldo Giannuli
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Commenti (11)

  • Marcello Romagnoli

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    Condivido l’analisi. L’europa andava fatta per continui avvicinamenti degli stati, sia da un punto di vista politico che economico. La moneta unica, la BCE, la Costituzione dovevano esserne il suggello finale.

    Chi è al potere e ha voluto questo ha solennemente sbagliato o sapeva dove andava, almeno all’incirca?

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  • Caruto

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    “A meno che Tu non voglia ridurre ai margini il patrimonio culturale italiano, francese, spagnolo, portoghese, tedesco, polacco ecc. che è la totalità del patrimonio culturale europeo (salvo quello inglese, appunto) che, mi è parso di capire, Tu vuoi salvare.”

    Una nota di ottimismo: in assenza di altro, ci pensera’ l’omologazione dei mercati a piallare le differenze. Si comincia con il “trattato di libero scambio”, che di libero ha solo il ruolo delle multinazionali dell’alimentazione, salvo che non si modifichino un paio di punti della bozza attuale.

    In ogni caso penso che le differenze e le specificita’ siano destinate ad attenuarsi, anche se la tempistica e’ ovviamente fondamentale: anni? decenni?

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  • Gaz

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    L’aquila tedesca non ha nessun interesse a seppellire il cadavere di cui si ciba, anzi è il contrario.

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  • mirko g. s.

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    E ci voleva un esercito comune.

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  • GherardoMaffei

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    Solo attraverso l’imposizione al vecchio continente della “pax germanica” può esistere l’Europa unita.Thomas Mann ripeteva un concetto ostico ai più; la razza germanica è la più seria, la più istruita, la più disciplinata,la più industriosa, ergo merita ampiamente la leadership nel vecchio continente.Poi come non bastasse è colei la quale versa i maggiori contributi all’Unione Europea, quindi chi più paga più conta. Il suo ruolo storico che piaccia o meno è questo: Berlino sarà il faro che darà la tanto agognata teutonica “kultur” contro il concetto di “civilization” decadente così come venne indicato da Oswald Spengler.Poi in conclusione c’è poco da ironizzare circa la presunte convulsioni che colgo i tedeschi quando sentono parlare di inflazione: dopo la stolta imposizione alla Germania del trattato di Versaiiles, la massaia tedesca si recava al mercato con una carriola di marchi per comperare un tozzo di pane. Poi non dimentichiamoci l’ espulsione dalle loro antiche terre di sedici milioni di tedeschi alla fine della seconda guerra mondiale.E’ il popolo che ha più pagato e che continua a pagare a Israele laute pensioni di guerra ai reduci sopravvissuti.La verità è che ai germanici non si perdona di essere un grande popolo virtuoso.Senza la Germania l’Europa non esiste, essa è il cuore e la mente di ogni possibile riunificazione europea.

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  • Pietro Speroni

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    Bella lettera. Condivido in pieno. Mi chiedo se una divisione in tre parti (quella latina, quella slava e quella nordica) avrebbe vita più facile. Anche se non mi è chiaro a quale apparterrebbe la Francia.

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  • io

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    La sua analisi é fattualmente più condivisibile di quella comunitaria che parrebbe emergere dal testo, che non ho letto. Nessun dubbio. Come discutere di ciò che é e di ciò che dovrebbe essere. Tuttavia le pongo una domanda. Se l’Unione europea non sta bene, lo Stato nazionale (europeo e non, tipo quelli fittizi africani o asiatici tracciati su mappamondo) mi pare stia poco meglio ed é comunque corroso dagli eventi storici. Mi chiedo a questo punto, però, quale futuro geopolitico immagina per l’Europa.

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  • Lorenzo

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    “la ricchezza e tipicità della cultura europea che occorre salvare…..”

    La dittatura europea nasce e vive come appendice del conquistatore statunitense (perfettamente speculare al COMECON sovietico) collo scopo precipuo di smantellare la cultura europea livellandola sull’incultura consumistica e plebea della plutocrazia d’oltreoceano.

    Dal pregiudizio umanista a quello antirazzista, dal dilagare della lingua, della cultura e della filmografia anglosassone (a proposito: i nomi di popolazione si scrivono minuscoli in italiano, maiuscoli in Basic Italian) alle leggi malamente tradotte in italiano dall’inglese, dall’azzeramento delle produzioni nazionali di eccellenza all’annichilimento delle peculiarità razziali e culturali di ciascuna area geografica in un indistinto melting pot, dallo smantellamento del modello scolastico tradizionale all’invasione extracomunitaria, l’attuale unione europea è la più formidabile arma di annichilimento delle tradizioni e della cultura europee mai esistita nel corso della storia.

    A meno che non si intenda per “cultura” ciò che, appunto, intende il regime e che manifestamente intendono Martinelli e Cavalli: spiagge e musei buoni per il business, scuole di lingua buone per il business, storia e tradizioni buone per i turisti e per il business. E su tutto campeggianti la religione dei diritti umani e di santa democrazia: sovrastrutture del progetto plutocratico (neutralizzazione delle élites politiche e abbattimento dei costi del lavoro tramite lo scalzamento della popolazione residente) e imperiale gestito da oltrecoeano.

    La vera cultura europea si salva trascinando nella rovina la “cultura” che Cavalli, Martinelli e Giannulli si propongono di salvare, i primi due difendendo la dittatura di Bruxelles e il terzo proponendo di limitarla. E su questo mi sembra che si possa cominciare a essere ottimisti. Il regime è in crisi da tutti i lati. Inevitabilmente cercherà (sta già cercando) un punto di riscatto nella guerra.

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  • Herr Lampe

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    Poi ci faccia sapere come è andato l’incontro.

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    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      credo che lo troverete on line a cura dei ragazzi di Lapsus

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