Aldo Giannuli
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Commenti (6)

  • Venceslao di Spilimbergo

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    Buonasera Esimio signor Muratore
    La prego sin da ora di perdonare lo stile linguistico, senza dubbio esageratamente diretto, che mi appresto ad utilizzare Esimio ma… in tutta onestà, come poche volte mi è capitato nella vita, non sono capace di contenere i pensieri e soprattutto le opinioni che mi attanagliano la mente; pensieri e opinioni che il Suo scritto mi hanno suscitato. Carissimo, a prescindere dalle diverse idee politiche di riferimento, io la stimo sinceramente in quanto persona intelligente e molto colta… ed è per questo motivo che non posso esimermi dal porle la seguente domanda: COME PUO’ AFFERMARE (E SOPRATTUTTO, SU QUALI BASI LOGICHE E UMANE) CHE “LA GEOECONOMIA SIA PIU’ FORTE (?!?) DELLA GEOPOLITICA? La mia esternazione non vuol essere per nulla una mancanza di rispetto nei suoi confronti Esimio, anzi! Se anche solo una virgola da me messa per iscritto le fosse parsa in qualche momento e/o in qualche forma offensiva le posso assicurare che non era per nulla mia intenzione e le porgo immediatamente le mie più profonde scuse… però, per amor della Verità e della Scienza, non posso negare di essere veramente sorpreso per quanto ho letto. Il suo articolo, pur contenendo alcune parti interessanti, mi appare fondante su tutta una serie di premesse errate (in particolar modo, una su tutte…), poggianti a loro volta su dati non corretti; ne consegue che pure le conclusioni a cui giunge non possano essere accettate come valide. Piaccia o meno, alla Geopolitica (ovvero allo studio comparato di Storia e Geografia) non si può sfuggire in alcun modo! A prescindere dai pareri oltremodo “originali” che solitamente pubblicano economisti e/o intellettuali spacciatisi per esperti della disciplina prima ricordata (e il signor Khanna è fra costoro, le lo posso assicurare), India e Cina, come sempre avvenuto nel passato, sono destinate a trovarsi su posizioni sempre più divergenti e infine opposte… essendo i loro interessi Nazionali (o aspiranti Imperiali) in aperto contrasto. Piaccia o meno, India e Cina non sacrificheranno mai le loro politiche per tornaconti economici. Queste cose ahimè le fanno scioccamente gli Stati non più pienamente Sovrani (o vassalli dir si voglia), come la nostra Italia o la Germania… non Paesi ancora consci di loro stessi e fieri del proprio passato. Piaccia o meno.
    Scusandomi nuovamente per lo stile linguistico da me utilizzato e assicurandole per la seconda volta il mio rispetto (e la mia stima), la saluto augurandole ogni bene e una buona serata

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  • Valerio

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    L’obiettivo delle oligarchie occidentali è un nuovo feudalesimo. A quell’epoca, Cina e India erano più ricche dell’Europa occidentale. Quindi, il sorpasso avverrà.

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    • Gaz

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      Vota e fai votare Feudalesimo e libertà per un futuro radioso !
      Alla pugna, alla pugna !
      Viva lo Imperatore !

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  • Amedeo

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    Khanna può piacere o meno, ma i suoi testi fanno sempre discutere.

    E’ un po’ troppo magniloquente – e personalmente, diffido SEMPRE degli studiosi che propongono “pan-sistemi” e modelli onnicomprensivi: i suoi ultimi testi (tra i quali Connettografia) soffrono un po’ tutti di questa debolezza epistemologica. Quando ha proposto analisi contingenti e circostanziate ci ha SEMPRE beccato… quando ha voluto “tirare una riga” e proporre un modello definitivo di lettura del presente ha SPESSO preso delle cantonate spaziali. Esempio: ha previsto l’instabilità di Egitto ed Ucraina anni ed anni fa, in tempi non sospetti in cui molti ignoravano questi silenti paesi. Ha previsto anche che il mondo sarebbe stato egemonizzato da “tre imperi” USA, Cina ed… UE (sic!): qui lascio a voi di commentare. Si è poi corretto parlando di “nuovo medioevo” omnium contra omnes, sottolineando anche un certo ritorno della “città stato” e qui gli è andata assau meglio, anche se i casi di Londra, Singapore e di Barcellona dimostrano che la città stato può essere un gigante economico ma almeno per oggi resta un nano politico.

    Connettografia è un testo apprezzabile nella misura in cui ci parla dell’importanza delle supply chain globali, non quando prevede una “pace perpetua” dei commerci che forse non ci sarà mai: la politica alla fine prevale sull’economia e gli eserciti attraversano anche le frontiere tramite le quali passavano merci (pensate a Russia ed Ucraina, economie complementari… fino al giorno prima della guerra!). Le geopolitica alla fine risulta molto più “politica” che “geo”: India e Cina collaboreranno o competeranno a seconda delle scelte delle loro élites politiche. Personalmente non le vedo né necessariamente destinate alla guerra né all’idillio: verosimilmente, di volta in volta e di dossier in dossier, sceglieranno competizione o collaborazione.

    Khanna va letto così: è verissimo che una potenza diventa globale quando diventa infrastruttura economica. Moneta forte e internazionale ed infrastrutture sono la chiave di questo successo (si pensi al dollaro o al controllo delle aziende americane sull’Internet occidentale). Sempre personalmente, preferisco però gli analisti e gli studiosi che descrivono il presente (in sociologia Bauman, in geoeconomia Wallerstein, Carlo Jean in geopolitica) piuttosto che quelli che ipotizzano modelli di futuro (Khanna in geoeconomia o Fabio Mini per la strategia militare).

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  • Gaz

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    … e come sostiene il prof. Giannuli, l’aglio cinese continua a costare di meno di quello italiano …
    Ma tutto questo i politici nel mondo delle meraviglie lo sanno?

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  • M

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    Gentile Muratore,
    la sostanza è che i due giganti asiatici vogliono pesantemente commerciare via terra e che gli USA si illudono ancora di poter fornire loro la valuta per commerciare esclusivamente via mare.
    I primi taciti e preliminari accordi bilaterali per il corridoio BCIM ferroviario ebbero luogo in occasione del summit ASEAN di Hanoi, della fine Ottobre 2010, tra Singh e Wen, che produssero anche la visita, del tutto inattesa, di quest’ultimo il 15-17 Dicembre seguente a New Delhi. In quel frangente i titoli pubblici dei vassalli europei iniziarono la comune ascesa dei tassi per poter poi divergere (spread) a Luglio 2011 quando lo spionaggio USA ebbe la certezza che l’accordo asiatico si era ormai consolidato: un’Europa a due assetti occupazionali, secondo i folli di Washington, avrebbe permesso l’arruolamento di molti giovani del sud, in cerca di fortuna, da impiegare come peace-keepers in Myanmar (Rohingya), ma di fatto come sabotatori del progetto infrastrutturale BCIM. Nelle stesse settimane il tritolo faceva saltare in aria diversi treni passeggeri in India, mentre in Cina venivano fatti impazzire i semafori ferroviari con tempeste elettroniche: oltre 300 morti e 500 feriti il bilancio complessivo delle intimidazioni statunitensi. Ciò spiega come da allora New Delhi preferisce fare “cattivo viso a buon gioco” con Pechino su questo argomento.

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