Aldo Giannuli
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Commenti (13)

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    Paolo Federico

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    Se la democrazia non ha come scopo precipuo la elevazione politica morale e spirituale di un popolo allora non esiste.
    E’ per questo che c’è la scuola: per formare il cittadino. La formazione tecnico-scientifica e professionale è secondaria e arriverei a dire non indispensabile.
    Ci vorrebbe un novello Maestro Manzi, con giornaliere costanti trasmissioni televisive a spiegare l’abc della educazione civica agli adulti e il ritorno della stessa disciplina nelle scuole a partire dalle elementari.
    Si può fare!

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    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      Appunto: la politica è l’uso del potere che lei vorrebbe finalizzato a quel che dice, altri a scopi diversi, questo si può discutere, ma la sostanza nbon cambia: la politica è la pratica del potere.
      personalmente sono meno ottimnista di lei sull’efficacia della redenzione morale nel risolvere i problemi unami. Non che non ne valuti l’importanza, solo che non credo che basti

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        Paolo Federico

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        D’accordo sul fatto che non basti, ma la spinta ideale non può non esserne la partenza in generale ed in particolare in Italia, dove abbiamo delle elezioni come quelle campane che non possono dirsi “normali”. Non si può fermare la debacle della civiltà se non recuperando degli ideali ritenuti desueti da un certo presunto realismo sciocco interessato e imbroglione.

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        io

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        francamente sulla secondarietà delle competenze non ci conterei molto. Diversamente non si capirebbe qualche milione di docenti che avrebbero la funzione, almeno teorica, dell’insegnamento delle competenze linguistiche e tecnico scientifiche. Per carità, ci sono stati altri modelli sociali in cui l’etica (es: religiosa) impronta il sapere. Ma non mi pare siano la matrice culturale della società occidentale

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        • Aldo Giannuli

          Aldo Giannuli

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          non capisco bene il riferimento, se potesse chiarirlo Le sarei grato

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            Paolo Federico

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            C’è una sovrapposizione di commenti, il chiarimento credo lo stia chiedendo a me, pertanto rispondo.
            E’ un riferimento a quella ostentazione di saperla lunga da azzeccagarbugli di molti politici di professione, con la quale spacciano la totale mancanza di ideali e, per caduta, di onestà, con l’agire del concreto e del lungimirante.

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            io

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            Se si riferisce al mio post, era in replica al principale nel passaggio in cui si sosteneva “E’ per questo che c’è la scuola: per formare il cittadino. La formazione tecnico-scientifica e professionale è secondaria e arriverei a dire non indispensabile.” Non mi pare che la cifra della società occidentale sia la trasmissione scolastica della formazione morale (laica o religiosa) anteposta alla formazione della capacità di conoscenza e delle competenze. Come appresi ascoltando una sua registrazione di intervento, la civiltà occidentale ha acquisito un ruolo storico egemone quando ha sviluppato le proprie competenze scientifiche diffondendole ed “imponendole”. Non per un ruolo di preminenza morale. E tornando al post, la politica come scienza nasce in Occidente, non a caso, emancipata dalla morale, dalla religione. Il problema é che l’ondata di antipolitica, in questo Paese motivata da cause antecedenti l’UE, rende impossibile pensare alla politica come una scienza, in quanto incapace di assumere un ruolo specifico, o se vogliamo specialistico, all’interno della società

          • Aldo Giannuli

            Aldo Giannuli

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            infatti la frase citata è di Federico, per questo non capivo

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    leopoldo

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    sono d’accordo aggiungo solo che i politici e in generale le persone difficilmente si assumono le responsabilità, cosa che definisce il potere per essere esercitato. Esempio sia la storiella attribuita a Churchill (-: un politico deve sempre saper spiegare cosa accadrà e quando non accade spiegare perché non è accaduto:-) la versione odierna maltratta i simpatici asio otus )-:

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    Paolo Federico

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    A io
    E infatti si vedono i risultati!
    Cosa c’entra l’onestà o la condivisione di un ideale con la morale ? Cosa c’entra l’educazione civica con la morale? Certo che la scuola deve innanzi tutto formare il cittadino, è proprio negandolo che ci siamo ridotti a questa barbarie.
    La verità è che non vi capisco. Date addosso a Maffei, ma poi nei vostri discorsi gli date implicitamente ragione.

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    io

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    Io ho non ho detto che la scuola non debba insegnare il comportamento civico, ci mancherebbe. Non solo lo deve insegnare, ma lo deve praticare ( anche perché la caratteristica nostra é spesso l’enunciazione più che l’attuazione https://www.youtube.com/watch?v=t5K18Rej8kk ). Però la finalità primaria dell’istituzione é quella della formazione. Come la politica ha quali fine primario quello di rappresentanza, di mediazione tra interessi sociali, di decidere. E’ ovvio che la presenza di una base etica sia necessaria alla politica, ma la politica ha una funzione che é quella descritta dal prof. Giannuli nell’articolo (poi discutiamo come a livello istituzionale possa funzionare). Credo che la politica in questo Paese abbia iniziato a perdere il suo potere per ragioni endogene dagli anni 60, forse perché il modello istituzionale era inadeguato (ma era anche difficile cambiarlo in quel contesto assai simile a quello del 48 che l’aveva partorito). Quando dalla fine degli anni 60 e fino agli inizi degli anni 90 si usava il termine “partitocrazia”, non é che l’elettorato premiasse la politica e la rappresentanza politica perché portatrice di ideali nobilissimi ma perché riconosceva ad essa un ruolo specifico nella società. Che quel ruolo fosse poi esercitato in maniera inadeguata, caotica, dannosa (peggio di quello attuale) tanto da portare in scena movimenti antipolitici o meglio antipartitici, é un dato di fatto, ma la politica aveva un ruolo (oggi si sente dire i politici di ieri meglio di quelli di oggi, mica vero, é solo la percezione del ruolo che porta a dire ciò). Dopo la fine della contrapposizione ideologica, lo sfaldamento politico con Mani Pulite determinato dall’incapacità della politica di riformarsi, é iniziato un periodo che arriva fino ai giorni nostri in cui la politica ha cessato ogni funzione. La politica l’ha fatta, in maniera vincente sotto il profilo elettorale sottolineo, un imprenditore (Berlusconi) ed un tecnico prestato alla politica (Romano Prodi). Hanno vinto per ragioni ideali? Non credo…

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    Paolo Federico

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    Bene allora ci siamo, perché anch’io non ho detto che la scuola non debba formare lo scienziato o il professionista, ma che debba innanzi tutto formare la persona.
    Probabilmente faccio male a parlare di onestà in senso così generico perché forse do adito ad equivoci. Il concetto di onestà che voglio esprimere è banale, banalissimo, dovrei forse fare più riferimento al termine coerenza minima e cioè “colui che predica bene che non razzoli male!”.
    ” la politica come scienza nasce in Occidente, non a caso, emancipata dalla morale, dalla religione.”
    Certamente dalla religione, assai, ma proprio assai meno dalla morale.

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    Thomas

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    La politica é la scienza del potere. Seguendo il suo ragionamento aggiungo che la Politica è la piú complessa tra le scienze!

    La politica è uno specialismo, trasversale; condivido l’affermazione sempre seguendo il suo ragionamento. A questo punto viene l’elenco di ció che richiede l’esercizio di questo specialismo:
    1. i soggetti abilitati
    2. le modalità di esercizio

    Non che gli altri punti non siano importanti, ma a mio avviso bastano questi due per capire la complessità di questo “specialismo”, per il quale pensare che possano esistere delle singole persone in grado di specializzarsi in questo settore è il vero errore (sempre a mio avviso). Credere che possano esserci degli specialisti di politica è la vera riduzione della complessità della politica al livello dell’uomo.

    Se per rispondere ai punti sopra si decide che: 1. I soggetti possono essere potenzialmente tutti i cittadini e 2. Le modalitá di esercizio sono quelle democratiche (demos cratos), allora secondo me dire che la politica debba essere gestita da specialisti della politica è una contraddizione.

    Io sono dell’idea che non sia l’uomo che doversi elevarsi al livello della complessità della Politica (uomo–>specialista) ma neanche viceversa, ossia che la complessità della Politica sia abbassata al livello dell’uomo (ancora specialista–>limiti). Credo piuttosto che sia la SOCIETÁ che debba elevarsi.

    Questo significa che occorre migliorare i SOGGETTI (investire in cultura, una Fabiola Gianotti al posto della signora Marie di Voghera, punto 1) e le MODALITÁ DI ESERCIZIO del potere (al posto del governo Monti, figlio di un sistema democratico rappresentativo esclusivo etc..una democrazia che sfrutti tutti i sistemi piú avanzati e democratici: sorteggio, voto diretto, uso della tecnologia, etc..il margine di miglioramento è amplissimo! punto 2).

    Riassumendo:
    La Politica è uno specialismo? –> SI
    Il Politico è uno specialista? –> NO

    Grazie ancora di alimentare questi dibattiti!
    A presto
    Thomas

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