Aldo Giannuli
Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

Storico, è il promotore di questo, che da blog, tenta di diventare sito. Seguitemi su Twitter o su Facebook.

Commenti (10)

  • Avatar

    francesco cimino

    |

    Il noto Di Maio ha citato la costituzione del Portogallo come presunto esempio di vincolo di mandato, a difesa delle misure dei 5 stelle, aggiungendo che vorrebbero instaurare quel vincolo a livello nazionale. In realtà, se ho ben compreso la faccenda, nel caso portoghese il ” vincolo di mandato ” è puramente formale: perde la carica il parlamentare che volontariamente lascia il partito, senza che sia obbligato a votare come vuole il partito; così può restare formalmente nel partito e votare come gli pare. In effetti, il vincolo di mandato è vietato in tutte le democrazie, per grandissime difficoltà nella sua attuazione o sbaglio? Forse si potrebbe attuarlo in determinati, delimitati casi e rispettando precise condizioni, se ne può discutere. Mal’incompetenza del famoso parlamentare pentastellato non mi piace per niente: raggiunge i confini della menzogna politica, per quanto, credo, inconsapevole.

    Reply

  • Avatar

    Herr Lampe

    |

    In linea di massima concordo con lei professore, ma le pongo anche una domanda: in risposta alla polemica non ricordo più quale esponente del M5S ha replicato affermando che questa prassi è già stata seguirà in altri casi. Le risulta?

    Il che peraltro non cambierebbe i termini del problema, ma renderebbe anche chiaro che trattasi, nel caso specifico, di una polemica montata ad hoc.

    Reply

    • Avatar

      marco bechini

      |

      Se ti riferisci alla multa, la regola è già stata applicata per le candidature M5S al parlamento europeo nel 2014.

      Reply

      • Avatar

        Herr Lampe

        |

        Danke sehr.

        Reply

      • Aldo Giannuli

        Aldo Giannuli

        |

        è stata introdotta ma non applicata

        Reply

  • Avatar

    WOW

    |

    Professore,
    la legge sui partiti che vuole il Pd è esclusivamente scritta per impedire al M5S di partecipare alle prossime elezioni politiche.
    In pratica o diventa un partito come tutti gli altri o resta fuori…
    E tra l’altro è probabile che questo scherzetto lo facciano all’approssimarsi delle elezioni stessi,tipo 3 mesi prima proprio per dare poco tempo per adeguarsi.
    Quindi se fossi in lei consiglierei al M5S di affidarsi davvero a dei buoni legali per anticipare la stessa normativa e per i dovuti ricorsi alla Corte Costituzionale.
    Comunque,un articoletto sui programmi del M5S per questo paese mai?
    Perchè ormai sul web vedo solo discorsi teorici su problemi interni o amministrativi che non hanno nulla a che fare con ciò che il M5S ha in mente di fare.
    E non mi si venga a dire che non c’è un programma perchè questo è chiarissimo e viene esposto in continuazione sul blog di Grillo.
    Solo che i media se ne fregano dei contenuti e soprattutto se non vedono certe tematiche propagandistiche e formulate in modo bambinesco(tipo nozze gay-sì o no agli ammigrati-meno tasse per tutti)è come se non ci fosse un programma per loro.
    Ma almeno in altre sedi esporlo per bene che ne dice?

    Reply

  • Avatar

    marco bechini

    |

    Buona sera Professor Giannuli,
    vorrei farle presente che invece è profondamente anti sistema come metodo.

    Nella mia ignoranza in materia costituzionale e di diritto comunque gliela pongo cosi:

    Nessun partito ha clausole per le quali un eletto, date le dimissioni o non rispettato le regole liberamente firmate prima di essere candidato, punisce chi poi cambia casacca o lede l’immagine del suddetto partito, anzi!
    I partiti tradizionali contano proprio sull’assenza di vincolo di mandato per poi catturare con favori monetari o promesse di poltrone i transfughi confluiti nel gruppo misto, dove scattano delle vere e proprie gare a chi si accaparra per primo il deputato o il senatore in questione, parcheggiato ad aspettare offerte e a beccarsi un lordo di 20.000 euro mensili nella noiosa attesa.

    Indipendentemente se la richiesta di eventuale risarcimento venga cassata da qualsiasi giudice a cui si faccia ricorso è comunque un ottimo deterrente.

    Chiariamo che non è una regola retroattiva, i parlamentari non rischiano la sanzione (altro invece fanno passare all’opinione pubblica i media unificati)

    Se ho intenzione di candidarmi per il movimento in consiglio romano al momento della firma sul regolamento sono a conoscenza del fatto che non rispettando le regole rischio 150.000 euro di tasca mia, mi guarderò bene quindi dal firmare e candidarmi se ho la coscienza sporca e so che i miei propositi sono di salire sul carro e buttarmi in corsa fra le braccia di un altro partito al momento opportuno.

    E’ un’ottima selezione dei candidati: il cambia-casacca sarà meno propenso a farsi avanti, superato in numero da coloro che credono fermamente nel programma e nelle regole e vedono la multa come una cosa da ridere, perche sanno che saranno onesti già prima di entrare e non la rischieranno.

    Un saluto!

    Reply

    • Avatar

      Herr Lampe

      |

      Domanda: e se per caso la dirigenza cambiasse linea e lei in quanto eletto mantenesse quella precedente?
      Non è un’ipotesi di scuola, si veda quello che fecero passare, Bertinotti in primis, ai – pochi – parlamentari del Prc che mantennero nonostante tutto un voto di contrarietà ai finanziamenti delle missioni militari all’estero.

      Reply

    • Avatar

      francesco cimino

      |

      Un programma non può mai esser immutabile, perché si presentano degli imprevisti o perché spesso un partito non ha da solo la maggioranza. Chi giudica se l’eletto dev’esser destituito? Non possono essere ” gli elettori di quel partito ” perché il voto personale è segreto. Dovrebbe essere allora ” il partito “, in pratica la direzione del partito. Se quest’ultima potesse destituire a piacimento gli eletti, finirebbe qualsiasi pluralismo interno ai partiti e la politica sarebbe ancor più oligarchica di quello che è.
      Si potrebbe forse imporre il vincolo per poche, determinate questioni di governo e a patto che la perdita della carica sia decisa da un’assemblea o una giuria sorteggiata, interne al partito. E solo in questo modo.

      Reply

Lascia un commento

I miei libri

  • codeca_copertina_250
  • isis_250
  • uscirecrisigrande

  • servizi_media

  • servisefgrande

  • pafragrande

  • grandecrisigrande

  • 2006_russia_mussolini_250

  • 2008_bombe_250

  • 2009_abuso_250

  • 2013_noto_servizio_250

  • 2013_sistemi_elettoralli_250

Newsletter

* = campo richiesto!