Aldo Giannuli
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Commenti (3)

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    diacono ugo agnoletto

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    la beffa è che anche chi predica la legalità, vedi il documento dei vescovi: “educare alla legalità”, poi la elude. Esigerei, minimo, la trasparenza assoluta dei bilanci di parrocchie, opere parrocchiali, diocesi, istituti religiosi e banche del vaticano. Altrimenti, la legalità, scordiamocela.

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    Cristian

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    Si leggono poche volte cose così precise in merito allo sfacelo del nostro paese: 10.000 famiglie che si tramandano il potere di veto su tutto; se poi aggiungiamo l’analisi comparsa in un precedente commento dello storico Giannuli relativa al fatto che le generazioni più coinvolte nell’esprimere l’attuale ceto dirigente corrotto e incompetente sono quelle nate negli anni ’30, ’40 e ’50, beh….il campo si restringe! E’ un buon punto di partenza per andare ancora più in profondità….

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    Vincenzo Conte

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    Come tutti gli italiani, anch’io mi sono posto il quesito. La risposta che mi sono data è la seguente:”se tutto in Italia è organizzato in modo da non dover funzionare, come può il cittadino comune non essere disonesto,corrotto o corruttore?” L’umano viene educato dai modelli, quali modelli segue l’italiano ?: il lavoro dato come favore, in seguito a raccomandazione (li ti ci ho messi io!) vale anche per il capo dello stato, che non viene eletto dai cittadini. Una valanga sommergente di leggi fatte solo per confondere anzichè chiarire, per poi dare discrezionalità ai giudici e ai pubblici amministratori. Una pubblica amministrazione che comunica con un linguaggio astruso e incomprensibile ed i cui operatori stanno attenti solo a barattare favori. Se non si hanno “amici” nei posti chiave, si gira a vuoto. Spesso si fanno paragoni col resto d’europa,per quanto attiene l’efficienza, i salari o l’organizzazione in genere,senza tener conto che in Italia a fronte di un numero doppio di dipendenti statali,c’è una totale inefficienza di rendimento (vedi la magistratura, la scuola, polizie ipersindacalizzate e politicizzate, gestioni sanitarie come albero della cuccagna, una Guardia di finanza strutturata più per coprire che per scoprire l’evasione, e via dicendo).Se poi il cittadino volesse prendere a modello i suoi rappresentanti politici allora ci dovremmo davvero meravigliare di essere quello che siamo, perché dovremmo essere peggio. I partiti ormai non fanno più mistero di lottare per il potere in quanto tale e non certo per il bene comune,usato solo a parole. La realtà e che i partiti si delegittimo a vicenda in una perenna campagna elettorale che si pagano con i nostri soldi.Anche i comuni, visto l’andazzo statale allargano sempre più l’organico dei rappresentanti politici e, per accontentare altre clientele, anche quello dei Vigili Urbani e dipendenti vari. Potrei continuare ma non direi nulla che già non conosca. L’unica cosa che pare non si conosca è che noi, per quanto corrotti e immorali, siamo di sicuro meglio di chi detta le regole governative e sociali.Per uscire dal serioso porterò ad esempio un fatto: un mio parente, vizioso come il vaso di pandora, quando andava in Germania diventava un gentleman, non buttava neppure una carta a terra. Mi diceva che li, in germania,si sentiva moralmente obbligato a rispettare le regole che tutti rispettavano. Vorrei sperare di esser stato utile.

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