Aldo Giannuli
Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

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Commenti (12)

  • Paolo

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    Professore buongiorno,

    a quanto già spiegato mi permetto di aggiungere un aggravante: oltre a farci regredire dal piano dei diritti (diritto al lavoro, alla casa, a una vita dignitosa) a quello della carità pelosa di stampo ottocentesco, il paniere dei beneficiari, se è lo stesso degli ottanta euro, sarà decisamente limitato, a riprova del carattere furbesco, oltre che propagandistico ed elettorale dell’operazione. Nella ditta dove lavoro ne hanno diritto solo gli apprendisti e i neo-assunti (tutti senza figli). Solo a titolo esemplificativo, anche perché i conteggi sono uguali per tutti e, quindi, anche parlando a titolo personale si è comunque rappresentativi di una categoria (nella fattispecie, nucleo di tre persone con due redditi per mansioni impiegatizie operative a tempo pieno con una certa anzianità), cito alcuni dati personali. Dopo 10 anni qui supero i 1400 solo grazie gli assegni familiari, e prima dell’ultimo scatto di anzianità già di quegli 80 avevo diritto a una parte soltanto. poi ho fatto l’ultimo scatto e, paradossalmente, perdendo pure quella frazione di contributo mi son trovato in busta meno di quello che avevo prima! Quando si dice il danno e la beffa! A mia moglie va meglio, non avendo esaurito tutti gli scatti e prendendo meno di me, ma non piglia neppure lei tutti e 80 gli euro promessi. Ovviamente, non conta il quadro complessivo delle entrate e di uscite, come mutuo e nido, che solo quelle esauriscono uno stipendio (e che sono valutate, invece, nel computo della dichiarazione dei redditi! doppia contraddizione!). Quindi, se tanto mi dà tanto, il troppo fumo e il poco arrosto di questi ottanta euro supplementari comincerà a vedersi già a partire dalla fascia di reddito media e medio-bassa (rif. reddito medio familiare ISTAT http://dati.istat.it/Index.aspx?DataSetCode=DCCV_REDNETFAMFONTERED).

    Un caro saluto.
    Paolo

    • Roberto B.

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      Bravissimo! Ma bisognerebbe farlo capire anche agli acefali, quelli che non riescono neppure più a farsi i conti in tasca. Votano nello stesso modo in cui stanno davanti alla TV, quando ci sono programmi che dicono verità scomode, cambiano canale per non sentire e vedere.
      E poi ci si stupisce che durante il ventennio erano tutti fascisti: c’è voluta una guerra, milioni di morti e distruzioni per aprire gli occhi. E ancora qualcuno prova a dire che la colpa non è stata di chi ci ha trascinato in quella rovina, ma di chi l’ha subita e poi ha “tradito”.
      Che ne volete sperare!

      • Paolo Selmi

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        Eppure occorre provarci. Vado al lavoro in bici, perché ho la fortuna di lavorare abbastanza vicino a dove abito: vedo gente che passeggia con gli occhi perennemente sul palmare, gente che guida, anche, con un occhio al palmare; al lavoro il palmare sulla scrivania, persino in montagna, dove amo camminare, trovo gitanti della domenica pomeriggio che smaniano per mandare un’immagine celebrativa al loro mondo, alla loro nicchia ecologica (per fortuna a valle o a inizio sentiero, poi la selezione naturale screma… 🙂 ). E così, un formidabile mezzo di comunicazione diventa generatore di dipendenza. Dipendenza, che genera a sua volta ansia, insoddisfazione, quindi disillusione, insicurezza, in genere brodo di coltura per i peggiori istinti reazionari e conservatori. Scardinare questo sistema è il primo passo per costruire un’alternativa. Un’alternativa sistemica, per l’appunto: “scalare di una marcia” è già un primo passo, “vivere a un’altra velocità”, diceva qualcuno in modo più poetico, non è un lusso. E’ una questione prospettica. Faccio un lavoro dove bisogna correre: correre per sdoganare, correre per preparare la merce, correre per mandarla via. Eppure, una battuta, “una cazzata”, come la chiamano i colleghi, detta al momento giusto, aiuta a sdrammatizzare, a far capire che non possiamo ridurci a “un pezzo, un culo, un pezzo, un culo” (caro Volonté…), ciascuno nel suo loculo. Questo è l’atteggiamento tipico della società di oggi, a partire dal mondo del lavoro. Eppure, mi basta dire al telefono à la bersani “oh, ragazzi, non siamo mica qui a… ” che tutti si fermano e cercano di indovinare la cazzata che mi sta passando in mente in quel momento (anzi, a volte suggeriscono). “Un pezzo, un culo” è già disinnescato. Ci si fa un mazzo così (altrimenti mi avrebbero già buttato fuori a calci), ma si cerca di “restare umani” (ciao Vittorio), di non farci la guerra tra di noi e, forse forse, anche di stimarci e aiutarci reciprocamente: l’esatto opposto di come ci vorrebbero i padroni. E’ stato difficile ottenere questo risultato, vincere diffidenze e ritorsioni, ma qualcosa sono riuscito a fare: forse, c’è speranza.

  • Lerec Liverani

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    Prof,
    Renzi è pessimo e andrebbe rovesciato, ma l’alternativa è tutta da costruire.
    A meno che non si consideri il fascismo postmoderno una soluzione…

    L’eurogruppo dei pentastellati:
    Alternative für Deutschland
    UKIP
    Movimento 5 Stelle
    Sverigedemokraterna (Democratici svedesi)
    Strana svobodných občanů (Rep ceca)
    Partija Tvarka ir teisingumas (Ordine e giustizia- Lituania)
    http://www.efddgroup.eu/

    • Aldo S. Giannuli

      Aldo S. Giannuli

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      che l’alternativa sia tutta da costruire siamo d’accordo, ma mettere insieme olò M5s con 3 gruppi semi fascisti e afd mi pare un po azzardato ed anche l’Ukip è stata la scelta infelice del gruppo, ma è cosa diversa ed in ogni caso mi pare azzardato definire fascista anche l’Ukip. Piuttosto chiediamoci come mai l’alternativa non c’è e perchè i voti di protesta vanno aml M5s

      • francesco cimino

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        Posso rispondere per me: il mio voto va ai 5 stelle perché non ho alternative. Come me ce ne saranno altri, forse non pochi. Una quantità maggiore, temo, vota 5 stelle perché crede alla storia del male generato dai politici di professione e dalla corruzione, con conseguenti virtù salvifiche del comune cittadino entrato nelle istituzioni e dell’onestà. A questo si aggiungono variegati sentimenti egualitari, nazionalisti, ambientalisti e a volte liberisti che confluiscono nel voto pentastellato, in un misto di reazione alla globalizzazione, nostalgie del passato e speranze di novità. Ma credo che la sua domanda ne sottintendesse un’altra: perché non funziona il richiamo della sinistra, che sarebbe un’alternativa più chiara a tale pasticcio? la risposta forse ottimista è che chiara non è, perché la sinistra vecchia da tempo non funziona più e quella nuova non c’è ancora. Sarà davvero una fase di passaggio? E i 5 stelle poterbbero far parte della transizione?

      • Lerec Liverani

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        Prof, non sono io ad averli messi insieme a gruppi apertamente di estrema destra, è il M5S che si è scelto la sua collocazione europea.
        Il sito del gruppo europeo evidentemente non imbarazza Grillo&Co.:
        http://www.efddgroup.eu/

        Il problema è che l’alternativa si può ricostruire senza ambiguità solo a sinistra e ricostruendo le sue basi teoriche: recuperando la migliore tradizione e la lucidità dell’analisi marxista.

        Penso che sia un lavoro da costruire sul lungo periodo, senza tatticismi… o ancor peggio, cercando affinità dove c’è solo confusione.

        Un saluto

  • Lorenzo

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    Perfettamente d’accordo. Assai centrata l’osservazione sugl’interventi strutturali che generano diritti anziché consenso.

    Ma non si dimentichi che Renzi fa, solo in maniera migliore e più spregiudicata, quel che han fatto Berlusconi e Grillo. La ricetta del successo è la medesima e passa attraverso la spettacolarizzazione / personalizzazione della politica e attraverso la demagogia, cioè una realistica presa d’atto del livello intellettuale e cognitivo del gregge. C’è poca differenza fra i meetup che risolvono tutto nella corruzione dei politici e i media di regime che risolvono la riforma di Renzi nel taglio del numero dei parlamentari.

    E’ uno degli aspetti dell’americanizzazione galoppante. Quando si perdono le guerre bisogna godersi il vincitore di turno.

    • Roberto B.

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      Vero. Per chi si ferma agli aspetti esteriori e non va alla sostanza dei comportamenti, però.
      La spettacolarizzazione / personalizzazione della politica è un male a cui non possiamo porre rimedio; d’altra parte, è una delle conseguenze della diffusione delle informazioni, che arrivano dovunque ed a chiunque a differenza dei secoli passati. Vogliamo rinunciarci e tornare ai primi del 900? Eliminiamo TV, radio, web, ecc.?
      Tuttavia, c’è chi utilizza la spettacolarizzazione/personalizzazione a fini personali, senza scrupoli e anteponendo il proprio a quello che è l’interesse del Paese, anzi, senza neppure curarsi di sapere qual’è l’interesse del Paese.
      Deligere oportet …

  • Cinico Senese

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    Se le mancette del gaglioffo di Firenze sono Laurismo moderno allora il popolo italiota che ci abbocca anche al nord è come i napoletani dell’epoca? La lega dovrebbe riflettere: vince Napoli di Lauro, perde Milano di Ambrosoli (il padre).

    L’autore del post ha ancora un malinconico ricordo della dirittura politica e morale dei cd. militanti ex PCI. Non se ne preoccupi più e li dimentichi per sempre: finiranno nella pattumiera della storia italiana. Sono così abituati ad ingoiare cacca che oramai si sono alleati a Verdini che gli fa campagna elettorale: manco nei film di fantascienza!

    • Gaz

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      @Cinico Senese. Attenzione a non livellare tutto e tutti. La classe politica della prima Repubblica, criticabilissima e piena di difetti, è stata poi quella del boom. Attenzione poi a non mettere sullo stesso piano delle responsabilità chi era sempiterno al governo e chi per condanna all’opposizione … ma tutto questo ci rimanda alla politica estera …

  • Gaz

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    Lauro???
    E i pacchi di pasta offerti dai propagandisti democristos ?
    Non è che è avanzato qualche pacco dalle elezioni precedenti … una cena … un buono di benzina … una gita … per il povero presidente?

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