Aldo Giannuli
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Commenti (12)

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    giandavide

    |

    considerando che la francia, nonostante i problemi economici alle porte e l’assenza di manovre di austerità vende i suoi bond con interessi bassissimi, oltre a mostrare che non c’è un legame tra queste politiche e la fiducia dei mercati, mi chiedo come mai con uno spread di 100 siano diventati un bene rifugio. certo, la risposta sarebbe: convengono rispetto agli interessi negativi di quelli tedeschi e olandesi e lo spread è comunque basso. ma la cosa non convince molto: se per fare il solito esempio fallisse l’italia o ci fossero delle uscite dall’euro posso capire che la germania possa riuscire ad evitare un crollo del valore della propria valuta, ma la francia? non verrebbe colpita dal crollo delle due economie confinanti?
    a questo punto mi viene da pensare che al fallimento dell’euro non ci crede nessuno, e il fatto che si debbano pagare interessi così alti non è un fatto di fiducia, ma è relativo al fatto che le banche europee e in particolare italiane non hanno una lira perchè tendono a fare operazioni improbabile senza copertura che poi si traducono in perdite enormi, senza contare che in italia, soprattutto tramite le fondazioni, si dirottano tutti i soldi ai progetti fallimentari degli amici.
    quindi, se questa crisi degli stati sembra un bluff sostentato più che altro dal bisogno di attirare consensi da parte dei partiti di destra norderopei, la crisi bancaria sembra un problema molto più grosso, dato che la leadership attuale è composta dal centrodestra europeo e soprattutto dal board della bce.

    P.s.
    la procura di trani ha chiuso le indagini su moody’s: paventano imputazioni pesanti, gravi risarcimenti danni economici per l’italia, hanno tirato fuori intercettazioni compromettenti. ma nei fatti? cosa potrà fare la procura di trani contro la multinazionale?

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    Vincenzo Cucinotta

    |

    Devo dissentire, non credo proprio che gli USA e il suo mondo finanziario vogliano davvero che la crisi dell’euro precipiti.
    Qui, mi pare c’è un errore fondamentale, le grandi banche USA non sono in una posizione di forza da cui manovrano le crisi altrui, è tutto il contrario, esse sono proprio al centro della crisi e tutto ciò che fanno consiste in un tentativo disperato di prolungare il più possibile la propria sopravvivenza, già perfettamente convinti che non c’è alcuna via d’uscita possibile, o meglio se il mondo volesse davvero uscire dalla crisi dovrebbe fare fallire proprio tali banche, niente niente che l’intero sistema creditizio globale.
    Per prolungare la propria sopravvivenza, bisogna che la Germania smetta di fare resistenze ad aumentare la liquidità, perchè tale liquidità serve prima di tutti proprio alle banche USA e UK, le più esposte. E’ vero che la loro azione è diretta verso i PIIGS, ma perchè questo è il modo più efficace seppure indiretto per ricattare la Germania. E’ come se dicessero alla Merkel che faranno fallire l’euro isolando la Germania, e togliendole la comodissima situazione di perenne vantaggio competitivo in europa.
    E’ un gioco complesso e disperato dall’inizio, ma se il loro obiettivo è davvero tirare a campare il più possibile, ha una sua perversa logica.
    Nel frattempo, questa azione permette loro di lucrare beni reali dall’Italia, e così è certo che non ci rimettono, ed anche se l’euro saltasse, prospettiva non perseguita, non ci perderebbe granchè.
    Per quanto attiene Obama invece, la questione è completamente differente, e certo non può essere sfuggito a nessuno il tono perentorio e nello stesso tempo quasi da preghiera che egli ha recentemente usato verso l’Europa per sollecitare a dare al sistema la liquidità necessaria a far ripartire l’economia, anche se ormai questa liquidità rappresenta per il sistema economico una droga, in quanto ne è richiesta sempre di più ed ha un effetto molto limitato nel tempo (valga per tutti il caso dei mille miliardi di euro graziosamente dati dalla BCE alle banche continentali che hanno attenuato il valore dello spread solo per poche settimane).
    Come con le droghe, la fine la conosciamo già, il sistema si avvelenerà definitivamente e perirà (rischio di infezione dall’inflazione di titoli a quella del denaro).

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    Paola

    |

    Gentilissimi del blog,
    interessante la Finanza che ha determinato in buona parte lo sfacelo i cui ci troviamo. Mica male l’Economia, scienza, teoria e applicazione. Agenzie di rating? Speculazioni di Borsa? Derivati? Titoli spazzatura? Debito pubblico? Per quel che mi riguarda sono preoccupata di ben altro:
    1) Reazione popolare (storicamente porta solo al peggio, ma c’è chi la auspica)
    2) Scossone della Crosta Terrestre (Marte non è ancora pronto ad accogliere i “fortunati”)
    OK! Continuiamo con i giochetti per pochi e il mondo andrà al collasso … Ma tanto che ci importa? E’ così gratificante il gioco!
    Paola

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    ugoagnoletto

    |

    il problema ora non è neppure più l’Europa, ma il fatto che a dare un giudizio sulla politica di uno stato sono le agenzie di rating. Praticamente è la fine della democrazia e della sovranità nazionale. Monti o Berlusconi, ormai, sono solo un piccolo dettaglio.

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    Marco

    |

    Scusate ma, tra le altre cose, Monti non era nel consiglio di amministrazione di Moody’s?

    Gentile Prof. Giannuli, questo paese ha bisogno che personalita’ dotate ed indipendenti come lei SI UNISCANO per portare all’attenzione dell’opinione pubblica il dibattito sulla sovranita’ limitata che continua a sfiancare l’Italia a piu’ di vent’ anni dalla caduta del Muro.

    Grazie.

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    andrea

    |

    ugoagnoletto il tu commento mi sembra un tantino superficiale,volendo ben vedere,come è chiaramente scritto nel articolo di aldo giannulli,moody’s ha declassato l’italia ma il mercato ha risposto in controttendenza,più democratici di così,si muore.
    quel che credo è che più enti,istituzioni,oltre ai cittadini valutano un paese e più ci sarà democrazia,il problema è quando si concepisce un progetto monetario e politico senza dotarlo di detterenze e tutele,come se nel mondo non esistessero operazioni attive da parti di altri stati o forze politiche.

    aggiungere nel’analisi fatta da giannulli,che questo attacco all’euro ottiene forse un altro beneficio,ovvero rallentare ulteriormente i progetti di una nuova moneta sud’americana.

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    antimafia

    |

    bel expose del profeseur sul sito di beppe grillo rigardando la situazione economica della cina,da vedere!

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    pierluigi tarantini

    |

    Caro Aldo,
    sono assolutamente convinto, e non da ora, che States ed Inghilterra o meglio, i loro sistemi economico-finanziari, siano responsabili della crisi dell’Euro.
    Ed è fuorviante limitarsi a pensare agli interessi che gli States dovrebbero pagare sui 16000 mld di $ di debito pubblico (senza voler considerare il debito aggregato)se i Tbond non fossero spacciabili, grazie alla crisi dell’euro, per porto sicuro.
    Infatti credo che dal punto di vista americano ed inglese la questione sia, come si suol dire, di vita o di morte.
    Per gli States, o meglio per Wall street, continuare a battere moneta esportando inflazione, controllare la finanza a livello planetario spacciando asset tossici, è un tutt’uno necessario per continuare a sfruttare e dominare, perlomeno finaziariamente, il resto del mondo.
    Per la povera Inghilterra la crisi dell’euro serve a mantenere in vita la propria economia ed a continuare a far prosperare quella banda di truffatori che sono i suoi banchieri e finanzieri (Barcleys docet)dai quali viene il 45% pil.
    Sembra sufficiente come movente?
    Forse un’analisi dell’operato delle agenzie di rating, non costituisce una pistola fumante ma solo una serie di indizi seri, precisi e concordanti: l’esistenza anche di un movente determina la convinzione della colpevolezza dell’indagato.
    Riguardo all’altro aspetto, anche se per i politici di entrambe la nazioni far credere alla propria opinione pubblica che la crisi dell’euro sia anche la causa delle proprie difficoltà serve a non dover giustificare la propria inazione rispetto allo strapotere dell’oligarchia finanziaria, tuttavia escludo che Obama sia utilizzatore finale dello scherzetto di Moodys.
    Obama, infatti, è per il Potere un sovversivo,sia pure non troppo pericoloso, uno che si è illuso di poter imporre alla finanza delle regole, un accidente capitato per aver esagerato facendo imperatore un somaro come Bush al quale rimediare facendo imperatore il primo che passa.

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    pierluigi tarantini

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    P.s.
    Romney, peraltro, non è il primo che passa ma un esponente dell’oligarchia finanziaria.

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    • aldogiannuli

      aldogiannuli

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      Questo non toglie che Romney sia una solenne testa…. di legno. Con decenza parlando…

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    Marco

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    Io credo che Obama sia in realta´ molto piu´ continuo a Bush di quello che si pensa.

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    pierluigi tarantini

    |

    Possiamo convenire che è il primo che passa dell’oligarchia …

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