Aldo Giannuli
Aldo Giannuli

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Commenti (17)

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    Andrea T

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    Per me l’uomo è Prodi:

    – Sicura fedeltà a Industria della Finanza+UE+NATO
    – Con un “credito” in sospeso per la infame macchinazione, a suo danno, finalizzata alle rielezione di Napolitano (francamente da regime Nordcoreano, secondo il ben noto espediente retorico da “culto della personalità”: il “caro leader” vorrebbe riposare ma non può perché è un uomo indispensabile per le sorti della Nazione);
    – Che ammette candidamente a Friedman, sapendo di essere filmato, di aver ricevuto da Monti la confessione dell’assegnando incarico con una modalità ai limiti dell’extra ordinem (tutto si può rimproverare a Prodi tranne che l’ingenuità, l’inconsapevolezza delle conseguenze della sua ammissione).

    Insomma, Agata Christie diceva che “tre indizi fanno una prova…”

    Poi, vedremo che accadrà. Spesso si presentano degli imprevist, degli elementi imponderati (e può darsi anche semplicemente ch’io mi sbagli)…

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    • aldogiannuli

      aldogiannuli

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      Andrea T: le dò il quarto indizio: Prodi nonsi è costituito pare civile nel processo di Napoli per la corruzione dei parlamentari che portò alla caduta del suo governo.

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    salvo lombardo

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    speriamo se ne vada subito,non è stato un vero presidente,e gli italiani e la storia lo hanno giudicato negativamente, ha fatto interessi di parte,e non di tutti!

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    Fabio Forgione

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    Perché Napolitano non negozia con B. la concessione della grazia (in nome della pacificazione nazionale, of course), in cambio dell’appoggio ad un qualche brandello del suo originario progetto.

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    alberto

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    certo che non riuscire a eliminare politicamente il satiro brianzolo, addirittura rileggitimandolo facendo una pacificazione è davvero troppo per chi ama ancora la politica.
    mi chiedo però a che serva all’italia una pacificazione nazionale di questo tipo: a cosa serve la pacificazione con berlusconi?
    oggi, in italia il popolo non conta un cazzo, contano i “demi” all’interno del sistema di potere creato da 70 anni di corruzione sistemica favorita da questa irrealizzata costituzione della repubblica.
    e finché c’era il proporzionale puro, i demi potevano ancora essere competitori su di un piano paritario controbilanciando i poteri; col maggioritario si è dato il via all’irrevirsibilità della corruzione e del malaffare tra i demi stessi.
    la repubblica non è più riformabile, i cittadini devono farsene carico.
    sento un vento arrivare da ovest; sapranno le alpi farcene scudo?
    vedremo.

    saluti

    alberto

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    Giovanni

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    Secondo me, Prodi non andrebbe bene perchè verrebbe comunque vissuto dal popolo di B. (che non ha la raffinatezza di analisi dell’autore di questo blog) come una sconfitta del Capo. Inoltre Romano non gradirebbe di rischiare il bis del test di lealtà e compattezza dei suoi compagni di partito. Amato sarebbe molto meglio, con D’Alema come seconda opzione, e persino il giovane Letta come terza.

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    nandokan

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    Il cosiddetto quarto indizio, in realtà, è la pistola fumante da cui si snoda tutta l’analisi. Quando ho letto della singolare omissione a costituirsi parte civile – che sarebbe stata naturale trattandosi di chi, proclamando a ogni pie’ sospinto di essere oramai fuori dall’agone della politica attiva, ho iniziato a declamare come un automa “perché, perché, perché?”, manco fossi Socci in quel memorabile siparietto televisivo di qualche anno fa.
    Subito dopo ho pensato che chi giura di essere oramai tornato a fare il nonno sta in realtà pensando a come tornare, mi sono ricordato del leggendario spirito vendicativo dell’apparente curato, e ho pensato esattamente ciò che questo ottimo pezzo ipotizza.
    Certo, dobbiamo anche ricordarci della sostanziale continuità che Prodi garantirebbe sull’attuale visione economico-finanziaria dell’Europa, al più attenuata da qualche friccico cattolico-solidaristico, ma sarebbe meno peggio che avere direttamente il rappresentante del potere finanziario (e non solo) proveniente dritto dritto dalla BCE.
    Se però dovessi trovare un’incognita al progetto, sarebbe nella frizione con Renzi. Per meglio dire: appare naturale pensare che il bulletto fiorentino voglia ridurre drasticamente il ruolo presidenziale, sottraendolo a quella prassi emergenziale così ben (cioè, male) interpretata da Napolitano soprattutto nell’ultimo triennio (lasso di tempo ben maggiore, se alle azioni sommiamo le omissioni), e questo in sé non sarebbe un male se da Renzi non traspirasse una clamorosa allergia ai lacci e lacciuoli della dialettica tra istituzioni (da tante piccole prese di posizione ed esternazioni ho come la sensazione che il suo sia un problema antropologico, che ragioni da sindaco, da conducator di un ente locale che, dopo le sciaguratissime riforme bassaniniane incardinate sul T.U. Enti Locali, non si pone alcun problema di legittimità dell’azione di governo e anzi vede la legittimità come un ostacolo tout court). Il punto è che chiunque tranne Prodi potrebbe accettare un ruolo ornamentale, di sostanziale super-ambasciatore all’estero e di arbitro silente e persino dormiente sulle cose di casa.
    Se questo fosse il disegno renziano, ipotizzerei che il giovane abbia di molto sbagliato i calcoli. Se poi le dimissioni di Napolitano dovessero avvenire dopo un risultato non esaltante per il Pd alle Europee, e col logorio che i continui annunci senza alcun testo normativo e dunque senza alcun risultato tangibile, fattore quest’ultimo che sta rischiando di logorare l’immagine di Renzi con velocità proporzionale alla sua folgorante ascesa, ecco che proprio Prodi sarebbe una bruttissima bestia non solo per l’attuale presidente del consiglio ma anche per un per ora nemmeno immaginabile successore.
    Insomma, l’impasse e il consolidamento e l’ampliamento di un presidenzialismo di fatto per consunzione di leader disponibili.

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    Riccardo

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    E se Renzi facesso un tiro mancino all’M5S e proponesse Rodotà??
    E’ un uomo del PD, questa volta sarebbe proposto dal PD, unirebbe le correnti di destra e sinistra dedl PD? Certo niente grazie per Silvio, ma FI è morta senza il suo leader (lo vedremo all’europee).
    In questo caso cosa farebbe il M5S, non voterebbe Rodotà solo perchè proposto dal PD?? Sarebbe una mossa intelligente da parte di Renzi!!

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    giandavide

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    mah non sono convintissimo di questa interpretazione “prodiana”. non c’è solo il problema del fare digerire una votazione a favore di prodi all’elettorato di destra, che è stato fatto notare da giovanni ed è abbastanza concreto. ammettiamo che berlusconi riesca a fare ingoiare prodi presidente della repubblica ai suoi elettori, che in effetti sono mangiatori di rospi da competizione. ma a cui prodest prodi, quando nemmeno napolitano e il nipote di gianni letta non sono andati bene per il cosiddetto atterraggio morbido di berlusconi? se tanto mi dà tanto, le garanzie che prodi conceda una grazia che non ha concesso nemmeno il non ostile napolitano e che la cosa vada effettivamente in porto mi sembrano veramente bassissime. a questo punto mi sembrano più probabili d’amato o d’alema, che comunque sono abbastanza improbabili e indigeribili. io credo che berlusconi abbia fatto saltare il banco senza una strategia premeditata, basandosi sull’attendismo e l’ignavia di una classe dirigente italiana che in fondo non vuole archiviarlo dato che gli fa comodo, e riservandosi la possibilità di fare colpacci tattici non da poco come quello della legge elettorale. ma la strategia sembra completamente assente: se le speranze di berlusconi sono ora concentrate tutte su prodi che gli dà quella grazia che il nipote di letta e il disponibile napolitano non gli hanno dato, mi sa che il poveraccio sta navigando alla cieca tra gli iceberg a pelo d’acqua. tuttavia non dò berlusconi per spacciato, penso al massimo che ci sarà un altro piano, forse migliore di questo, oppure che gli intenti di prodi, di berlusconi e di fridman (e chi lo manda) non siano immediatamente coincidenti e appartenenti allo stesso disegno, sebbene possano essere accomunati da giudizi non lusinghieri su napolitano.

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    Sergio

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    Penso che il vero fallimento politico di N non sia tanto legato ai nulli risultati del gov Letta (che in fondo serviva solo a tenere il M5S e il cambiamento fuori dal palazzo) quanto alla certosina costruzione, e alla istantanea liquefazione, del terzo polo. Una pattuglia di berlusconiani pentiti che nelle fantasie egotiche di N avrebbe dovuto sostituire il cacofonico pdl con una destra bella e normale (secondo i gusti di gente come D’alema cacciari e lo stesso N) mentre alla fine ha portato alla moltiplicazione dei partiti berlusconiani (uno di questi è ora il pd) e alla rinascita di FI. A fronte di un fallimento così rotondo, un PdR di più ancor diretta appartenenza berlusconiana tipo Letta zio non mi stupirebbe.

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    giandavide

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    Ma questa cosa che forza italia si sta spaccando? a me sembra cosa ben più grave del nome di berlusconi, sebbene strettamente correlata.

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    Vincenzo Cucinotta

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    Vedo che i commentatori cominciano già il giochetto dei pronostici.
    Mi pare prematuro, N. non si è ancora dimesso, anche se anch’io ritengo che egli lo farà presto (ma non sappiamo ancora quando) anche a seguito del palese fallimento del suo progetto politico.
    La penso un po’ come Sergio, tranne che penso che il fallimento non sia consistito nel fatto che Alfano non sia riuscito a far fuori Berlusconi (escludo che N. sia così sprovveduto da potere credere una cosa così inverosimile), quanto nel non essere riuscito a tenere assieme l’intero PDL, Alfano & co. compresi, che tuttora ritengo fosse il progetto originale di N., condizionare B. sin dentro il suo partito, mantenerlo in vita per controbilanciare gli altri, ma sotto una sorta di tutela, col risultato di annullare ogni potere differente dal proprio.
    Inoltre, penso che l’operazione Friedman abbia costituito un tassello indispensabile per completare questa caduta rovinosa.

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    romano

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    Sono d’accordo con Riccardo sulla candidatura di Rodota’ non per indispettire qualcuno ma per la semplice ragione che trattasi di persona degna, all’altezza del ruolo, di formazione adatta…..onesto. Dovrebbero bastare queste caratteristiche limpide senza retrogusti democristiani.

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    Caruto

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    Secondo me sara’ Prodi.

    All’inizio mi ero detto: il patto che si e’ stretto e’ Renzi al Governo, perche’ piace agli USA, Prodi Presidente perche’ e’ una garanzia per Europa.

    Poi c’e’ stato il post di Giannuli sull’ipotesi “Russia-Israele”, e quindi avrei potuto ricredermi.

    Ma: una paio di settimane fa Cacciari in televisione nel commentare, su richiesta del gionalista, una dichiarazione di Prodi e’ sbottato: “Ma lui sa che sara’ il prossimo Presidente della Repubblica.”

    E un paio di giorni fa il giornalista Ettore Colombo, che ha scritto un libro su Bersani, in un intervento televisivo sul prossimo incontro Renzi-Obama non sapeva piu’ come dire, significare, dire in sottiintesi, inferire, suggerire che il rapporto tra i due (Renzi-Obama) e’ molto stretto. Il che mi riporta all’ipotesi iniziale: un’accoppiata (Renzi-Prodi) a garanzia USA-Europa.

    Per il resto, e’ evidente che contro Napolitano si sono mosse le montagne.

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    Marco Cattaneo

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    Draghi però scade a fine 2018, non a fine 2016. Non credo sia interessato, comunque.

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    Stefano

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    Mah:

    1. La messa in stato d’accusa era una mossa talmente puerile che mi sorprenda sia stata presa seriamente in considerazione da chiunque
    2. Che Monti fosse sotto la lente di Napolitano si sapeva da molto prima, con tanto di articoli sui giornali, non un “sapere ufficiosamente”. Lo “scoop” di Friedman era un “non-scoop”, che gli è servito solamente a darsi nomea e promuovere il suo libro.

    Se è vero che probabilmente l’impasse si sbloccherà scegliendo un candidato “neutro”, non capisco perché il “neutro graziante” dovrebbe essere Prodi. La conclusione dell’articolo è d’impatto, ma non spiega perché proprio prodi dovrebbe essere “neutrale” (non lo è) e tantomeno perché dovrebbe essere lui a graziare il Caimano. Naturalmente ogni spiegazione è ben accetta.

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