Aldo Giannuli
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Commenti (15)

  • ilBuonPeppe

    |

    Articolo paradossale. Si auspica un ordine mondiale la cui ricerca è proprio la causa del disordine che si vorrebbe eliminare.
    L’instabilità lamentata, nel medio oriente come in Africa, in Ucraina come in Europa, deriva in gran parte da fattori esterni; deriva dal fatto che qualcuno ha deciso di dare un ordine a quelle aree, senza che fossero i cittadini a sceglierlo. E’ ovvio che da questo atteggiamento non possono nascere altro che disastri.
    La pretesa di un ordine mondiale è assurda, ed è inevitabilmente causa di conflitti. I soggetti chiamati a definire un ordine sono senz’altro gli stati, ma ciascuno per sé stesso e in base a ciò che decidono i rispettivi cittadini. Solo partendo da questo approccio sono poi possibili accordi di scambio e di collaborazione tra stati.

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    • Lorenzo Adorni

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      No, non ci siamo capiti.
      Qui nessuno pretende di “dare un ordine mondiale” e nessuno “auspica un ordine mondiale”.
      Il concetto di “ordine mondiale” è utilizzato facendo rifetimento all’uso del termine fatto dalle teorie del “realismo”, del “neorealismo” e del “realismo offensivo”.
      Il fatto che un “ordine mondiale”, in quanto tale, non possa esistere è proprio alla base delle considerezioni qui sopra esposte.

      Saluti,

      Lorenzo

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  • leopoldo

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    lorenzo, la classica tecnica del non pianificare niente e mettere pezze quando i problemi sono incontenibili?-:

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    • lorenzo adorni

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      Molto spesso abbiamo visto i singoli stati europei procedere in ordine sparso in base ai propri interessi o alla specifica situazione momentanea. Francia, Italia e Inghilterra nel caso libico. Italia, Germania e Francia nella crisi Ucraina. Non parliamo del caso siriano…. e dei rapporti dei singoli stati con Israele e l’eventuale riconoscimento dello stato palestinese.
      Ci ricordiamo il caos che ha generato la candidatura della Mogherini ad Alto Rappresentate dell’ UE per gli affari esteri?

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    • leopoldo

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      la quale in questo momento brilla per assenza di proposte o dichiarazioni, ma forse meglio così anche se ci si augura che prima o poi riesca a coordinare qualche cosa di comune )-:

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  • giandavide

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    sembra oltretutto che le manifestazioni internazionali, che dovrebbero essere i luoghi simbolici in cui si vede questo nuovo corso, alla fine si notano solo per le assenze (vedere la recente combo di putin parigi-auschwitz). assenze che creano ulteriori divisioni eccetera. in effetti il modello “società delle nazioni” è sempre in agguato

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    • Roberto B.

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      A proposito delle “assenze” di Putin.
      Quando a qualcuno capita una disgrazia o un grave lutto, i suoi amici si stringono a lui per confortarlo e sostenerlo.
      Ma dopo il trattamento riservato alla Russia ultimamente da parte dell’occidente, Francia compresa, aspettarsi che intervenga al suo fianco ed a fianco degli altri autori dell’embargo che sta danneggiando economicamente e politicamente la Russia, è chiedere un po’ troppo, mi sembra.
      Diverso sarebbe stato il giudizio se ci fosse stato una qualche giustificazione, anche solo un accenno, dell’accaduto da parte russa: così non è stato, semplicemente ha fatto in rappresentanza del suo popolo quello che chiunque di noi farebbe in un caso analogo. Un’assenza assordante, a rimarcare l’altrettanto assordante campagna mediatica anti russa sobillata dagli USA e supinamente accettata dall’Europa.
      Ben più grave ed assordante, invece, l’assenza di Obama, che davvero non ha giustificazioni e motivazioni, , almeno per quello che è dato sapere.

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  • Filippo

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    Anche a mio avviso zagrebelsky si pone invece nell’ottica del depositario della verità che vorrebbe imporre ordine ad un mondo barbaro e incivile, e sembra smarrito e confuso sul perchè questa operazione neocoloniale non funzioni come previsto.

    Ma un minimo di analisi e autocritica degli innumerevoli fallimenti della intromissione politica , militare ed economica dell’occidente nei paesi che ora si rivoltano è chiedere troppo?

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  • Massimo

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    Il nuovo ordine mondiale è il progetto perseguito dai cosidetti “illuminati”, leader mondiali che condividono le medesime appartenenze latomistiche e che hanno come unico scopo l’esautoramento della democrazia e il controllo totale dell’individuo e dei popoli. Un brivido mi percorre la schiena al solo nominare “l’ordine mondiale” di cui anche il nostro dimissionario presidente Napolitano è stato esponente di spicco.

    Giannuli, lei che è così attento alle parole, non l’ha sentito il discorso di Hollande dopo gli attentati? Mentre lo sentivo in diretta ha catturato la mia attenzione una frase in particolare:

    “Coloro che hanno commesso questi atti terroristici, questi ILLUMINATI, questi fanatici, non hanno nulla a che fare con la religione musulmana”

    Come lei ben sa il discorso di un presidente non si fa a braccio, ma è un insieme di farsi molto ben studiate, pesate e calibrate sia nella termilogia che nei concetti, qui Hollande a mio avviso lancia un’accusa ben precisa: chi ha ordito l’attentato non c’entra nulla con l’Islam (cioè trattasi di operazione sotto falsa bandiera) ma è riconducibile ai cosiddetti illuminati, un ordine massonico sovranazionale a cui appartengono diversi leader mondiali e che usa gli attentati e gli assassinii politici a scopo intimidatorio e destabilizzante.

    La parola “illuminati” non è riferita evidentemente ai due fratelli ma ai mandanti, che con la religione islamica non c’entrano nulla, è una falsa pista creata da qualcuno.

    La pregherei di osservare inoltre il modo freddo, quasi stizzito, con cui Hollande ha trattato Netanyahu, una evidente antipatia che mi sembra sia stata ricambiata durante le cerimonie ufficiali. Nemmeno lo voleva alla cerimonia e come sommo affronto Hollande ha invitato anche Abu Mazen. Il rpesidente francese sa benissimo chi ha ordito l’attentato e l’ha detto anch in diretta nazionale, usando un messaggio “in codice” che poi tanto in codice non era.

    Questi sono fatti che meritano una seria riflessione, mi sembra più che evidente che al nuovo ordine mondiale a trazione sionista / stratunitense non stia bene che la Palestina sia riconosciuta come stato o che si cessino le sanzioni contro la Russia di Putin, cose per le quali la Francia è stata punita davanti al mondo

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    • lorenzo adorni

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      Gent. Massimo, il termine “ordine mondiale” qui usato ha un significato completamente diverso da quello che lei ha percepito.
      Qui nessuno pretende di dare un “ordine” al mondo e nessuno “auspica un ordine mondiale”.
      Il concetto di “ordine mondiale” è utilizzato facendo rifetimento all’uso del termine fatto dalle teorie del “realismo”, del “neorealismo” e del “realismo offensivo”.
      Il fatto che un “ordine mondiale”, in quanto tale, non possa esistere è proprio alla base delle considerezioni qui sopra esposte.

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  • Vincenzo Cucinotta

    |

    Concordo con i commentatori che sostengono la fine dell’ingerenza delle nazioni occidentali (USA in primis) in giro per il mondo.
    Mi chiedo soltanto se c’è la consapevolezza di tutte le implicazioni che una svolta di questo tipo comporterebbe. Sarebbe la fine della globalizzazione, un ridimensionamento del commercio mondiale, la fine del folle progetto europeo, un ritorno alle sovranità nazionali ed il ripristino del controllo delle frontiere rispetto soprattutto al flusso di capitali e di merci.
    Io sostengo questa tesi, che avrebbe il pregio di prestarsi a un ridimensionamento dei consumi.
    Naturalmente, il discorso ci porterebbe lontano, qui mi interessava sottolineare le conseguenze soprattutto su un piano economico di una scelta così positiva, ma anche così drastica.

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    • lorenzo adorni

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      Non è detto che il risultato sia la fine della globalizzazione. Per prima cosa distinguiamo globalizzazione economica da globalizzazione poltica. Oggi la globalizzazione politica è in crisi. Esiste una forte crisi del concetto di legittimità all’interno del contesto internazionale. Non è detto che siano comunqe processi lineari.

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    • leopoldo

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      effettivamente hai ragione sulla crisi di legittimità tra nazionale e internazionale quando non è ben chiaro quali sono gli interessi comuni internazionali[ma solo quelli economici], mentre si vogliono rimuovere le differenze dei particolari perché scomode o di intralcio esempio alcuni aspetti del evoluzione del lavoro.

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  • Vincenzo Cucinotta

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    Caro Adorni, il nostro tempo è il tempo in cui l’economia ha destituito la politica dal trono più alto. La politica paradossalmente agisce come semplice mezzo dell’economia, ed è perchè sono convinto di questo che ritengo la distinzione che lei opera non giustificabile.
    A parte la mia personale opinione in proposito, sarebbe arduo spiegare gli interventi USA se non sulla base dei propri interessi economici.
    A mio parere, è ovvio che in assenza del controllo militare su determinati territori pur se formalmente sovrani, esportazioni e dimportazioni sarebbero meno agevoli se non talvolta del tutto impedite.
    Sono altresì convinto che senza restituire alla politica il trono più alto, ridimensionando così l’importanza dell’economia, ogni reale mutamento sia impossibile.

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