Aldo Giannuli
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Commenti (19)

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    Gaz

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    Si possono formulare ipotesi ulteriori, ovvero che P. :
    – sia stato ucciso dall’Uomo Ragno, a sua volta forse fatto fuori dalla mala o da un’industria di caffè (M. Pezzali-883);
    – si sia pestato da solo, in un modo che ci è ignoto;
    – si sia prestato ad un messa in scena con l’aiuto degli uomini con la coppola per lasciare le luci della ribalta e riparare nell’anonimato di un paese sud americano;
    – si sia perduto per strada e sia finito in mano a dei gelosoni.
    Meno credito trovano le ipotesi extraterrestri e soprannaturali, che vedrebbero rispettivamente coinvolti gli Ufo o i diavolazzi.

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    Paolo Selmi

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    “Gli eroi son tutti giovani e belli”… cantava il buon Guccini, esprimendo un bisogno, psicologico ancor prima che sociale, che nasce da piccoli con l’esaltazione della figura del padre e della madre e si trasferisce poi, con poteri sempre più ridotti ma comunque stra-ordinari, su personaggi che mitici sono o lo diventano post mortem. Ogni eroe ha però il suo tallone d’Achille, “che lo farà cadere” inevitabilmente. Fosse successo oggi, per inciso, probabilmente non sarebbe più neppure considerato un tallone d’Achille: tuttavia, all’epoca, lo era. La tua seconda parte dell’analisi ha fatto venire in mente il monologo, impressionante in tutti i sensi, di Ciccio Ingrassia in “Todo modo”. Mi sembra rifletta molto il clima per nulla terso che si respirava all’epoca nelle alte sfere democristiane. Allora, forse, tutto si ricollega. Al mito il mito, e la fine eroica, così come eroica deve essere dipinta la vita dell’eroe; alla Storia la ricostruzione degli ultimi attimi di un uomo, in carne ed ossa, né eroe né antieroe, che – probabilmente in modo del tutto casuale – si affacciò su una verità scomoda, su un intreccio di degrado e ricatti perverso o, meglio, inaccettabile per l’epoca (penso all’odierno circo di olgettine e compagnia bella). La ricostruzione delle modalità dell’omicidio e della catena di comando della sua ideazione ed esecuzione (fosse il semplice “eccesso di zelo” degli esecutori materiali, o un coinvolgimento più diretto, in quanto mandatario, delle cosiddette alte sfere), arricchirebbe l’impianto di dettagli importanti, certo, ma che non ne sconvolgerebbero più le fondamenta.
    Paolo Selmi

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    GherardoMaffei

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    Prof. Giannuli, sulla credibilità ma soprattutto sulla professionalità come giornalista d’inchiesta del compianto senatore missino, membro della Commissione loggia massonica P2 Giorgio Pisanò, essendo politicamente scorretto, pesa la pregiudiziale becera e antistorica del peggior conformismo benpensante, vale a dire di sinistra.Allora a sua memoria e merito, ricorderò lo scoop relativo alle borse appartenenti a Roberto Calvi, contenenti documenti scottanti,da lui esibiti pubblicamente in televisione, scoop giornalistico avallato dalla vedova del faccendiere.Poi ricorderò l’ articolo del senatore relativo ai timers acquistati da Freda, apparso sul suo settimanale “Candido”. L’inchiesta condotta come al solito in maniera brillante in Germania, ove intervistò l’ingegnere che aveva progettato i timers in questione, appurando dallo stesso progettista, che i timers usati nell’eccidio erano diversi da quelli acquistati dall’editore. Ovviamente tale pista investigativa venne ignorata dal soviet di “toghe rosse” milanesi titolari dell’inchiesta.Citerò inoltre le inchieste sul “triangolo della morte” in Emilia e infine sulla morte di Mussolini.Fu perseguitato durante i famigerati “anni di piombo” dalla feccia rossa e in una occasione il locale ove si stampava il suo settimanale venne letteralmente raso al suolo da una carica esplosiva di inaudita potenza, provocando danni seri a parecchi stabili della via.
    Post Scriptum.Onde evitare i soliti commenti malevoli per aver ricordato l’inchiesta giornalistica sui famosi timers, voglio solo citare il fatto che un “fontanologo” di rango,uno degli apripista delle “trame nere”, Giampaolo Pansa, in un suo recentissimo libro, si è rimangiato tutto sul suo passato come “fontanologo” scrivendo che la celebre coppia Freda Ventura, con la strage non hanno nulla a che vedere.

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    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      Di Pisanò ho avutoo modo di rore nei miei libri e ne scriverò ancora, riconoscendone sempre il talento giornalistico, anche se questo non escludeva disivoltissime operazioni politiche e fiannziarie.
      Sono meno convinto, molto meno, del talento di Pansa

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        GherardoMaffei

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        D’accordo sul talento giornalistico prevalente di Pisanò nei confronti di Pansa.Fu il primo in Italia negli anni settanta ha scrivere una monumentale “Storia della Guerra Civile” seguita dalla “Storia delle Forze Armate della RSI”. Poi in tempi migliori e meno pericolosi lo ha seguito Pansa, sulle stesse tematiche.A Pisanò la feccia rossa distrusse pure una modesta baita in montagna. A Milano erano anni in cui gli edicolanti tenevano ben nascosti i numeri del settimanale “Candido”, vi era il rischio che i “katanga” armati delle famose chiavi inglesi, Hazet 36, ti aprissero il cranio se ti vedevano con in mano il settimanale, dopo aver dato alle fiamme l’incauta edicola. Poi vorrei ricordare che la fine di Mattei come quella di Mussolini hanno avuto entrambe una regia inglese. Basterà leggere il recente libro intitolato “Colonia Italia” di Cereghino e Fasanella, per documentarsi, sulla costante manipolazione e “intossicazione” giornalistica britannica condotta contro l’Italia, specie per tutelare i loro interessi in materia petrolifera.Ricorderò pure che nel 1969 tutta la sinistra italiana abboccò all’amo con il famoso articolo giornalistico inglese, scandalosamente falso, che aprì la campagna di stampa sulla “strategia della tensione” e con il “signor P” che costò la galera all’innocente Pino Rauti.Ricorderò anche che qualche mese prima di essere assassinato Giacomo Matteotti si recò clandestinamente a Londra ove ebbe contatti con la massoneria britannica. Stessi viaggi in incognito fece anche Carlo Rosselli.Furono la tutela degli interessi inglesi in materia petrolifera i moventi dell’uccisione prima di Matteotti e poi di Mattei. In conclusione aveva ragione il noto commentatore radiofonico dell’EIAR fascista Mario Appelius, il quale esordiva nella rubrica radiofonica da lui tenuta, con la nota invettiva “Che Dio stramaledica gli inglesi”!

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    Tenerone Dolcissimo

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    Di sicuro c’è soltanto che è morto

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    david cardillo

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    Professor Giannuli, se me lo consente, vorrei usare la pagina di questo suo articolo (che io giudico uno dei più interessanti che Lei abbia mai scritto) per fare pubblicità al libro “Profondo nero”, di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza. Chi si pone delle domande non solo sulla morte di Pasolini, ma su tutto questo settantennio di “democrazia” (da notare bene le virgolette), in questo libro troverà non poche risposte.

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    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      faccia pure

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    makno

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    gentile prof giannuli in tutta questa epopea pasoliniana in barba a certo culturame non riesco a vedere una grande differenza tra la vicenda ruby di berlusconiana memoria e quella di pino “la rana” o dei ragazzini di casarsa del 1949 del novello vate nazionale, se non che il cavaliere pagava qualcosa di più….quando sento il moravia d’annata che parla di sacralità del poeta a prescindere da ogni sua azione, beh mi prudono ideologicamente le mai per l’ipocrisia straripante con stima e cordialità makno

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    adamenzo

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    ipotesi assolutamente verosimile. collima con quella di franceschetti (oggi in rete) che privilegia l’aspetto “esoterico”

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      benito

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      ” io so perche’ sono un intellettuale, ma non ho le prove”
      Secondo me questa frase che e’ comunque ambigua, poteva semplicemente voler dire: poiche’ sono un intellettuale, avendo studiato la storia e letto Machiavelli, so che il potere poggia su una colonna portante che e’ la corruzione. Corruzione = aggirare le leggi considerandosi al di sopra di esse, lasciar rubare i propri sottoposti che cosi diventano ricattabili e quindi piu’ docili, tendere una mano alla criminalita’ organizzata in cambio di favori elettorali e non solo etc…etc…
      Ora essendo che in quegli anni le sinistre erano forti, un punto di riferimento come un Pasolini accusatore della corruzione del potere, avrebbe certamente fatto danno a chi comandava, poiche’ non dimentichiamo che uccide piu la penna della spada. Ritengo a differenza del prof. Giannuli che gia’ questo poteva essere di per se’ un motivo per eliminarlo

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    leopoldo

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    Si, perché la morte di Pasolini dipende più dal fastidio che creava il suo pensiero, la sua esistenza e l’impegno che richiedeva alle persone per essere capito che dalle indagine che un magistrato poteva svolgere dai suoi scritti

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    Nicola Mosti

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    Ma perché, non può essere semplicemente morto nel tentativo di ficcare un palo in culo al recalcitrante Pino “la Rana”, come sostiene lo stesso Massimo Fini, che Pasolini aveva accompagnato a fare un giro a marchettari almeno in un’occasione ed al quale il poeta aveva confidato che certe sue abitudini lo avrebbero prima o poi ucciso?
    Per quanto mi riguarda, le deviazioni sessuali private di Pasolini niente tolgono alla statura dell’artista, ma possono verosimilmente averlo condotto alla morte. O per voi tutti è forse una fine troppo banale per poter essere vera? Si parla tanto di banalità del male e più ho esperienza della vita, più condivido questo concetto.
    Saluti da un vecchio amico…
    Nicola Mosti

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    victorserge

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    un intellettuale vero è sempre controverso; se non lo è non arriva all’anima del lettore.
    per esempio: eco è sicuramente un grande intellettuale, ma non arriva al cuore della gente quindi è sostanzialmente insignificante, cioè politicamente, tranne che per gli specialisti.
    di pasolini resta secondo me la sua tenerezza, la sua sincerità, la sua grande intelligenza e sensibilità verso gli ultimi, verso coloro i quali non avevano nessuna chanche di riscatto da una vita al margine; egli era interessato al mondo, e precisamente al mondo del sottoproletariato ed emarginato, voleva dare loro una voce, ma non la sua voce ma la loro voce.
    poi come è morto è sostanzialemnte relativo.
    contano molto di più le sue opere che non le cause della sua morte.
    ricordiamo che pure andreotti disse che pasolini aveva ragione delle sue denuncie, disse che non era stato ascoltato.
    perché lo disse forse l’informato giannuli ce lo può dire; io dico solo che pasolini è stato un uomo del suo tempo ed ha usato tuta la sua arte e intelligenza per opporsi all’ingiustizia sociale.
    e tanti altri come lui in italia e nel mondo.

    quest’anno è stato anche il trentennale della morte di calvino, grande scrittore, ma non riscosso il medesimo successo.
    forse che la poliedricità premi; oppure è la profonda ignoranza del main stream incultural-televisivo italico a non dare risalto ai nostri grandi scrittori ed artisti?

    saluti

    victor serge

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    benito

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    @ Nicola Mosti
    si puo’ essere, ma bisogna anche considerare che in quegli anni era assai temuto il sorpasso del PCI sulla DC, e sicuramente le pressioni degli USA perche’ cio’ non avvenisse erano particolarmente forti, poiche’ gli americani temevano che la vittoria della sinistra potesse mettere in discussione le basi nato in tempo di guerra fredda. Avere un intellettuale come Pasolini che minacciava di smascherare il volto della classe dominante era qualcosa che dava al potere il movente per la sua eliminazione. Possiamo quindi certamente dire che la sua eliminazione decisa a tavolino, se anche non fosse vera e’ almeno verosimile, anche in considerazione del fatto che la versione ufficiale dei fatti mostra delle falle.

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    Davidem

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    Se ricordiamo per un momento la terribile azione punitiva organizzata contro Franca Rame non suonerebbe strano immaginare che qualcosa di simile fosse stato organizzato nei confronti di Pasolini e che poi sia scappato di mano agli esecutori. Questo spiegherebbe la fuga rocambolesca e non preventivata del Pelosi, magari lasciato solo sulla spiaggia. Il mandante a quel punto potrebbe essere Cefis oppure no: c’è l’imbarazzo della scelta. Certo la trama di petrolio è suggestiva per le ipotesi sui mandanti.

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    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      possibile, ma sdevo dire che per quanto varie ag in omemgi diversi abbiano crecato in questa direzione, non è mai emerso alcun indizio in questo senso

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        Gaz

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        Perché, possono emergere?

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        Davidem

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        Siamo d’accordo. Certo che però, dato che il personaggio di “Troya” (ispirato a Cefis) si prepara a eliminare il suo predecessore all’ENI “Bonocore”… eh, insomma, qualche suggestione la lascia. E lascio perdere la definizione che Pasolini diede del proprio romanzo in una lettera a Moravia “…preambolo di testamento…”

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