Aldo Giannuli
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Commenti (9)

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    Vincenzo Cucinotta

    |

    Come forse ricorderai, tra noi esiste sempre un importante elemento di dissenso.
    Tu, partendo dal presupposto che le tasse siano esclusivamente finalizzate ad assicurare adeguate entrate al bilancio statale, utilizzi il parametro di efficienza nell’ottenere questo scopo per giudicare le misure fiscali
    Io, al contrario, non ignorando ovviamente questa stessa finalità, sono convinto che tutti debbano pagare le tasse per potere davvero essere cittadini di un paese democratico. Il pagamento delle tasse ha cioè, oltre allo scopo di garantire le risorse per i servizi di pubblica utilità, una funzione di partecipazione, di condivisione senza cui nessuna società può andare avanti in un clima di solidarietà e di condivisione delle regole di convivenza civile. In quest’ottica, far pagare le tasse ai gioiellieri di Cortina è un fatto positivo in sè, aldilà dell’ammontare delle tasse così recuperato.
    Per il resto, sappiamo tutti che i grandi capitali non pagano le tasse, neanche in verità in misura adeguata per quanto riguarda i redditi. Qui, si pone il problema della globalizzazione. Sarà retrivo rinchiudersi nel proprio stato, ma quando fuori da casa tua ci si spara, sprangare porte e finestre è l’unica cosa saggia da fare.
    Volevo solo aggiungere che per quanto riguarda l’attualità, non serve chiudere le stalle quando i buoi sono già fuori. Se si voleva fare una patrimoniale sui residui capitali che avevamo in Italia, dovevamo farlo nell’autunno del 2011, ormai la gente ha portato altrove anche quei pochi soldi che stavano ancora da noi, anzi perfino in campo immobiliare, ho letto tanti servizi che riportavano shopping da parte di italiani di case di ogni tipo in giro per Svizzera, germania e un po’ per tutta l’Europa. Oggi, la patrimoniale che tutti dicono di volere fare soltanto sui grandi patrimoni, non si può più fare perchè i grandi patrimoni hanno già da tempo abbandonato l’Italia, e ormai possiamo solo tassare quegli sfigati che non hanno la massa critica necessaria perchè sia conveniente trasferire tutto fuori d’Italia.

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    alberto

    |

    caro aldo giannuli,
    sono, questa volta, perfettamente d’accordo con lei.
    però sono del tutto ingiustificate e criminogene le evasioni e le elusioni fiscali.
    possiamo dire che un fisco malfunzionante, vessatorio, iniquo è stato il brodo di cultura che ha permesso all’innominabile a al carroccio la loro fortuna politica e la conseguente distruzione dello stato sociale?

    saluti

    alberto

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    ALESSANDRO

    |

    mai letto un articolo così giusto e vero sull’argomento …. complimenti!

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    GA

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    In questa meravigliosa campagna elettorale nessuno tratta dei grandi temi di politica e io davvero non so per chi votare.

    Da un lato c’è l’assetto istituzionale internazionale, quello di cui tu parli, per cui i capitali li puoi spostare come, dove e quando vuoi.

    Correlata c’è la questione della concorrenza sleale: mai si potrà competere con paesi che hanno carichi fiscali, costi ambientali e di manodopera incomparabilmente più bassi.

    Ma poi c’è la questione delle nostre imprese strategiche: armi, energia, siderurgia e credito: tutte sotto inchiesta cosa sta succedendo?

    Niente si parla solo ed esclusivamente di alleanze…

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    Leonilde

    |

    Perfettamente d’accordo sul problema della tassazione dei grandi capitali e sul fatto che per combatterla è necessario agire a livello internazionale tramite la politica estera (e magare minacciare l’uscita dall’euro se la politica europea non si dirige in questa direzione).

    Però facciamo anche due conti su medici, commercianti, dentisti, avvocati, industrialotti che guadagnano 250.000 euro all’anno e ne dichiarano 30.000.
    Stimiamo che siano un milione? Pagano ciascuno 15.000 euro l’anno di tasse invece di 150.000? quindi lo stato (cioè noi?) ci perde 120.000 euro a testa? Per un milione di persone fa 120 miliardi di euro. E ti sembra un’evasione che non conta nulla, davvero?

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    • aldogiannuli

      aldogiannuli

      |

      intanto dovrebbe detrarre un po di spese, poi 250.000 direi che non è un dato medio su un milone di contribuenti perchè altrimenti avremmo ben altro Pil .

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    claudio

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    Professore come mai non si sta impegnando a favore di Rivoluzione civile?

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    riccardo

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    La tassa patrimoniale e’ una parola d’ordine trita e logora di una sinistra che non ha piu’ argomenti. Oltretutto, proporla in Italia, con una tassazione che arriva a giungere al 55% del reddito prodotto, significa strangolare sul nascere ogni prospettiva di consumo privato. E finisce con il fare defluire all’estero ulteriori flussi di capitale. Certo, le classi piu’ incolte delle societa’, potrebbero sentirsi gratificati da tale oscena proposta, che fa leva sull’invidia sociale. Ma, all’atto pratico, e’ meglio cestinarla. Oltretutto, e’ un modo per dirigere l’attenzione su falsi problemi.

    Mi spiego.

    Oggi, la crisi si risolve con un rilancio IN DEFICIT della spesa pubblica per grandi infrastrutture. Ovvero, con la solita e nota terapia Keynesiana anticiclica. Questo la sinistra dovrebbe proporre. Questo si poteva fare sino agli anni settanta, quando la Banca D’Italia emetteva con moneta propria le spese pubbliche non coperte dal gettito fiscale. Poi, con il Divorzio Bankitalia-Tesoro, lo Stato ha dovuto ricorrere al mercato finanziario per finanziarsi, indebitandosi con gli speculatori, proprio come se fosse un privato, e gli e’ stato tolto il potere di spendere per investimenti produttivi. Con il Trattato di Maastricht questo meccanismo e’ stato addirittura rafforzato.

    E la sinistra che fa? Mette in discussione tutto cio’? Ma nemmeno per sogno, e’ per il fiscal compact, per il pareggio di bilancio; ovvero per tutte quelle ricette che ci hanno portato al disastro e finiranno per distruggere definitivamente l’economia.

    La sinistra si dimostra essere piu’ ortodossa di certi neoliberisti monetaristi.

    Salvo proporre la Patrimoniale per acchiappare voti dai “fedeli”.

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