Aldo Giannuli
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Commenti (3)

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    Caruto

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    Oggi sono chiari i motivi dell’assassinio?

    Me lo sono chiesto qualche anno fa quando, rileggendo del caso Giuliano-Pisciotta, mi accorsi che Scaglione era stato uno dei magistrati piu’ impegnati ed esposti.

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    Vox populi

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    Articolo interessante, ma secondo me la chiave di volta sono gli attacchi da destra, non da sinistra. e l’inserimento dell’omicidio Scaglione nella strategia neofascista del Golpe Borghese.
    Secondo me questa della campagna della sinistra contro Scaglione è una leggenda. infatti negli ambienti politici e giudiziari di Palermo e’ risaputo che nel 1962 Pietro Scaglione divenne procuratore capo della repubblica con l’appoggio aperto delle sinistre (Pci, Psi, sinistra Dc), mentre il candidato della destra e della maggioranza ufficiale della Dc era tale magistrato Criscuolo.
    E in quegli anni L’Ora si spertico’ in elogi per il procuratore Scaglione, editoriali e articoli tutti a favore di Scaglione, come gli articoli dell’Unità dell’epoca. C’era un clima di totale sintonia tra Scaglione e le sinistre, tra Scaglione e la prima commissione parlamentare antimafia e tra Scaglione e la stampa comunista e paracomunista. L’Ora persino scrisse un articolo sul matrimonio della figlia di Scaglione. I primi 3 anni di Scaglione furono idilliaci nel rapporto con la sinistra (chi c’era puo’ testimoniare). Poi, all’incirca verso il 1966, non si sa cosa successe, e una parte (solo una parte) della sinistra ruppe con Scaglione.
    Ma Scaglione non era di destra, era della corrente di sinistra della magistratura. Boh misteri siciliani. Di certo negli ultimi suoi anni Scaglione fu isolato: non ebbe piu’ l’appoggio di una parte della sinistra, fu attaccato dalla destra missina (per le sue inchieste contro i principali giovani missini dell’epoca per i legami con Borghese) e ovviamente non fu difeso dalla Dc su cui indagava.

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    Vox populi

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    Uno degli articoli che conferma la tesi mia e di altri palermitani è un recente articolo di Giulio Ambrosetti, esperto conoscitore della vita politica e giudiziaria di Palermo. Scrive Ambrosetti: “La verità è che Scaglione era un magistrato scomodo in una Palermo in quegli anni acquiescente. Quando si parla di Scaglione molti dimenticano che negli anni ’60 – gli anni roventi del ‘sacco edilizio’ di Palermo – Scaglione aveva più volte a provato a creare seri problemi a Salvo Lima e a Vito Ciancimino. Che lo detestavano ‘amabilmente’.
    Scaglione era perfettamente al corrente dei legami tra mafia e politica. Quando diventa Procuratore della Repubblica di Palermo la sua nomina non è ben vista da certi ambienti politici. Siciliani e romani.
    Oltre alle dichiarazioni di Buscetta risulta molto interessante la ricostruzione fatta da un altro pentito di mafia, Antonio Calderone. Che ha dichiarato che l’omicidio di Scaglione va inquadrato in un contesto di azioni eversive messe in atto dai mafiosi in seguito al fallito golpe Borghese….”
    Ambrosetti scrive pure che all’origine della campagna mediatica contro Scaglione in merito alla fuga di Liggio vi furono gli attacchi di Giorgio Pisanò, esponente venerato dal Movimento Sociale e dalla destra italiana.
    http://palermo.meridionews.it/articolo/27917/pietro-scaglione-un-magistrato-scomodo-che-la-mafia-ha-cercato-di-screditare-anche-da-morto/

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