Aldo Giannuli
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Commenti (12)

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    Gianluca

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    Più arrosto e meno ichini

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    Brezzarossa

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    Piacevole esposizione del suo pensiero e mi auguro che le lo faccia per noi lettori e non certo per l’Ichino-figlio.
    Ma quello che mi domando è come faccia ad avere competenze di rilievo sulla formazione un laureato in economia e meritarsi una risposta precisa ed articolata come la sua. Non che sia il solo economista che si avventura in simili ragionamenti, anzi, è prassi diffusa ai seguaci di quella disciplina (scienza è troppo) e molto spesso ci si trova dinnanzi a imitazioni di sociologi, filosofi e letterati.
    Probabilmente è qualcosa di legato al potere, l’economia oggi lo rappresenta e i suoi adepti per questo si sentono autorizzati a parlare su qualunque argomento spesso “ad minchiam” (perdonate il latinismo involgarito).
    Capisco il perché lo si citi in quanto “allievo di” e “figlio di” ma questo non ne fa una autorità e soprattutto non si faccia seguire la sua argomentazione alle ascendenze personali.
    Disdicevole.

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    Tenerone Dolcissimo

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    Mi ricorda i compagneros del mio liceo che volevano sostituire la cultura classica con la cultura popolare. Il bello è che fra i sostenitori della cultura del popolo di popolani non ce n’era nemmeno uno. Bando alle ciance: il classico ha formato torme di scienziati di una spanna superiori ai colleghi non provenienti dal classico. E questra forza ha permesso al classico di resistere a tutti i colpi che gli qa inferto la sinistra che del classico è la ferale nemica, nonostante le eccezioni tipo Canfora, di fronte al quale mi inchino anche per il suo attaccare chi ha sfondato la sQuola italiana e cioè proprio i suoi compagni.
    Una notazione. In effetti il classico ha perso un po’ della cultura scientifica che dispensava ai tempi di Gentile. Difatti, gradatamente si insegna sempre meno matematica ad esempio. Ma questo è un problema della sQuola italiana in cui si studia sempre meno e ne fanno le spese le materie che nei vari tipi scolastici non fanno parte del core business.. Qualche sana manganellata sui figli di papa’ che occupano le scuole rompendo le palle ai figli di operai che vogliono studiare potrebbe rimettere a posto le cose.

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    Ugo Agnoletto

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    “il liceo classico è quello che ha forgiato la parte più rilevante delle classi dirigenti”. Ho ottenuto la maturità classica nel 1969. Il classico era uno status symbol. Non serviva per trovare un lavoro, ma per andare all’università. Quindi strada obbligata per i figli della borghesia. Lo scientifico sembrava più proletario.

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    Ugo Agnoletto

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    Non essendo molti quelli che facevano il liceo classico e quindi l’università, quesi tutti sono entrati nella classe dirigente. Mio compagni di scuola è stato il giornalista Giampietro Gramaglia

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    Andrea

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    Premetto che sono un laureando in Matematica e ho frequentato il liceo classico. Non so se il liceo classico assorba i migliori studenti, ma dubito che i migliori risultati in materie scientifiche siano ottenuti da studenti del classico. Forse una volta era così, ora salvo rarissime occasioni no.

    Al liceo classico, almeno per la mia esperienza, vengono svolti solo argomenti antecedenti al 1600, certo con un formalismo più moderno e magari semplificazioni più recenti. C’è polemica perché difficilmente in storia viene svolto in maniera adeguata il 900 ma in matematica ci si ferma ben prima: certo sono materie diverse e non pretenderei che venissero spiegate le scoperte matematiche più recenti ma c’è comunque da riflettere (in realtà sarebbe necessaria una riflessione sui programmi di matematica ma preferisco non addentrarmi). La cosa chiaramente si ripercuote anche nelle altre materie scientifiche per esempio parlare di Newton in fisica senza sapere il suo contributo in matematica fa un po’ sorridere.

    A me sembra che il liceo scientifico abbia troppe poche ore di materie scientifiche, immagini cosa penso del classico.

    Il latino è la palestra del ragionamento:pensa che la matematica non lo sia? A me pare che matematica sia ragionamento allo stato puro (Forse non per come è insegnata ma sicuramente per come dovrebbe esserlo). Pensa che la fisica non trasmetta “pensiero critico”? Studiando fisica adesso sicuramente viene insegnato a mettere in dubbio tutto(o così dovrebbe), penso a Galileo che ha messo in dubbio Aristotele, o ad Einstein che è partito criticando il pensiero dello stesso Galileo. Non sono esempi rari o buttati li perché il ragionamento critico è implicito al metodo scientifico. Queste materie inoltre aiutano a sviluppare il celebre “problem solving”, abilità che non mi sembra poi così inutile per dirigere un paese o un’azienda o qualunque altra cosa (sempre che il classico abbia ancora il compito di formare la futura classe dirigente). In più ci sono tutte quelle nozioni di carattere tecnico che sono la base per studi più approfonditi all’università, mentre il latino e il greco rimangono di utilità più limitata.

    Per come la vedo io il liceo scientifico potrebbe essere un buon liceo classico. Sono però d’accordo che è necessario un superamento di questo tipo di istruzione e certe suo proposte sono sicuramente ottime soprattutto per quanto riguarda il discorso del multi-disciplina. Attenzione però che non è banale: per esempio storia politica e storia scientifica non vanno sempre alla stessa velocità. Senza considerare che lo studio della storia della scienza non può e non deve sottrarsi allo studio della scienza stessa.

    Un distinto saluto

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    Tenerone Dolcissimo

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    Caro Andrea, giudicare il classico sulla base della sQuola di oggi è inutile. Ti basti dire che io non ho fatto matematica per i 5 anni di classico perché il mio professore -un genio della matematica- era impazzito dopo un incidente, ma nessuno al provveditorato o al ministero trovava il coraggio di rimuoverlo: non dico cacciarlo a pedate perché poveretto non era colpevole del suo stato, ma destinarlo ad un incarico più tranquillo sottraendolo a quella banda di delinquenti che eravamo noi suoi allievi, che ovviamente lo mettevamo alla berlina. La situazione mi è più chiara adesso che mi sono accorto che molti dirigenti del MIUR sono ex autisti di autoblu, premiati per la loro lunga militanza al volante, accompagnando il poliltico di turno a incassare mazzette e visitare mignotte da far assumere alla RAI.
    La situazione che descrivi è in parte vera, perché tutto dipende dal professore che ti capita, id est dalla fortuna e così sarà finché non cominceremo a far funzionare madama ghigliottina. Il classico, quello inventato da Gentile, quello che i ricchi americani facevano frequentare ai figli spedendoli oltreoceano negli anni 50 è cosa ben diversa dal marasma di oggi provocato da dirigenti come sopra descritti e dal casino di figli di papà comunisti che organizzano collettivi e assemblee per costruirsi uuna carriera politica e impedire ai figli degli operai di studiare in modo da eliminare una bella fetta di concorrenza alla radice (con buona pace dei fessi che credono che la sinistra stia dalla parte della giustizia sociale).
    Auguri per la tua carriera. Hai una laurea che ti permette di andartene e non è poco. Saluti a tutti

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    grandavide

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    condivido e sottolineo la necessità di fare studiare alla gente la logica formale: è una materia orribile, ma, considerando il forte deficit in questo campo, andrebbe inculcata anche a forza.

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    Valerio Donato

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    La Scuola italiana era e rimane (nostante le varie riforme bipartisan succedutesi nel 20ennio di Maastricht)la migliore al mondo.
    Insegna a studiare e comprendere i concetti, ma sappiamo che ciò è sbagliato perché nuoce agli interessi del sistema che vuole persone preparate solo per il compito che la società gli assegna.
    Menti critiche sono pericolose perché potrebbero svelare le balle su cui si regge la società ordoliberista sovranazionale.
    In conclusione chiudiamo licei e università e sostituiamoli con istituti professionali, saremo così tutti più produttivi.

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    Valerio Donato

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    Ah! dimenticavo: il problema non è il greco e nemmeno il latino, ma la storia!
    Non sia mai che qualcuno capisca il presente guardando il passato.

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    polemico13

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    Penso che Ichino (junior) abbia un’idea di scuola un po’troppo legata all’azienda. Del tipo, tanto per citare un’altro gigante del pensiero moderno (chi lo riconosce?) : “con la cultura non si mangia”. E così, con questa bella linea di pensiero, è stata sfoltita tutta quella categoria di servizi e mestieri legata alla cultura, alla conservazione dei Beni culturali, oppure al sapere, di quasiasi tipo, utile in se stesso per aiutare la persona a comprendere meglio il mondo in cui si vive. In questa spero breve fase storica il pallino è in mano agli economisti, moderni vaticinatori del mondo e di tutti i suoi problemi.

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    Tenerone Dolcissimo

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    A volero essere precisi le riforme che ci hanno consegnato una sQuola più miliore risalgono al 68 e agli anni 70 e, soprattutto a quella masnada di figli di papà vestiti di stracci costosissimi che giocavano a fare i proletari e occupavano i licei impedendo ai figli degli operai di studiare. Il tutto con il malcelato fine di stroncare la concorrenza sul nascere come dimostra il fatto che il ricambio sociale in Italia non esiste.
    Sono d’accordissimo sulla necessità della storia. Se sistudiasse di più la storia non si sentirebbe più parlare di minchionerie come la società ordoliberista che non si capisce dove stia di casa.

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