Aldo Giannuli
Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

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Commenti (11)

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    ilBuonPeppe

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    A me pare assurdo che una questione di forma possa influire nel merito di un procedimento.
    Il fatto è che si dovrebbe stabilire a monte un principio molto semplice: una volta che il procedimento è partito deve andare avanti fino alla fine. Salvo il caso in cui eventuali azioni irregolari possano avere conseguenze dirette sul merito del procedimento, queste vanno chiarite e sanzionate indipendentemente.

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    giandavide

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    mah se va a finire così prevedo una riforma della giustizia in tempi relativamente rapidi:la magistratura riuscirebbe a dare l’idea a tutto il paese che al suo interno non funziona niente: i berlusconiani punteranno il dito contro la persecuzione giudiziaria (e la lunghezza dei processi, sebbene non dovrebbero), gli altri si limiteranno ad osservare la totale inefficienza del meccanismo, che si dimostrerà ben poco all’altezza del livello corruttivo italiano; qualcun’altro penserà che silvio si è comprato un altro giudice… non c’è male direi…

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    luigi

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    Caro Professore,
    è quasi certo che Berlusconi la farà franca. Si è già visto che i presupposti ci sono tutti. Quella da Lei indicata può essere una buona via.

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    marco milillo

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    Se anche si dimostra che il PM che ha condotto le indagini è incompetente per materia o territorio e che esegue nottetempo riti voodoo sulla foto dell’imputato, questo non cambia nulla, perché è il Tribunale collegiale che ha condannato l’imputato, non il PM.
    Se l’accusa fosse stata dettata solo dall’odio personale, in mancanza di prove, la difesa dell’imputato avrebbe fatto a pezzi il castello accusatorio in 5 minuti.
    E poi:
    basta leggere la sentenza e le relative motivazioni per farsi un’idea precisa e verificare se sono state raccolte correttamente prove valide e se è stato seguito un iter logico giuridico corretto.
    Il resto è “fuffa”.

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    Pierluigi Tarantini

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    @Marco
    Stupisce solo che a questa fuffa, degna di un editoriale di Libero, dia risalto il nostro comune amico.
    Che voglia provare l’ebbrezza della pubblicazione in prima pagina?

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    • aldogiannuli

      aldogiannuli

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      Perluigi e Marco: attenzione perchè i processi (soprattutto certi processi) non si fanno solo in aula e non si può non tenere conto della pubblica opinione. Se viene fuori che il Pm che ha indagato, nottetempo fa riti vodoo sulla foto dell’imputato, giuridicamente con conta molto, visto che la sentenza è stata emessa da un giudice collegiale, ma la cosa rende politicamente debole l’accusa e poi non ci vuole molto a trovare un difetto formale per mandare tutto all’aria e comunque devi passare sempre per la Cassazione.

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    marco milillo

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    -Mi spiego meglio: “fuffa” è un termine avvocatesco e va inteso “argomentazione priva di qualsivoglia pregio logico-giuridico che è destinata ad essere rigettata -con sdegno o raccapriccio- dal giudicante”.

    Non è un mio giudizio di valore sulle opinoni personali !

    -Aldo ha ragione quando sostiene che può esistere una sorta di condizionamento del Tribunale -cioè del giudicante- dovuto a fattori “esterni”; lo prevede anche il codice di rito, con le adeguate contromisure.

    -Per quel che riguarda l’inquirente: si applica la norma generale di obbligo di astensione del magistrato. Ma, ad oggi, del lamentato “odio personale” tra la dott.ssa Boccassini e l’imputato, non v’è traccia alcuna.

    -Ha ragione Aldo anche sotto un altro profilo: nel sistema giudiziario italiano, il “cavillo” cioè il difetto formale, insieme alla prescrizione, sono una vera iattura e frustrano l’essenza stessa del processo, ossia la tutela della parte offesa.

    -Su questo processo, da modesto artigiano del diritto, proporrei una serie di questioni:

    a) la presunta incompatibilità del PM è stata già sollevata dai difensori dell’imputato nel corso del processo ? Con quale esito ?

    b) E’un genere di nullità che può essere sollevata in ogni stato e grado del processo o solo nell’immediato ?

    c)Distillata dalle “incrostazioni politiche”, l’obiezione dei sostenitori dell’imputato suona più o meno così: le prove raccolte dalla Polizia, su indicazione del Pm dott. Boccassini, sono inutilizzabili perché ella -in pectore- odia l’imputato ed è incompatibile per materia. Sarebbe invece stato corretto affidare le indagini ad un altro PM, il dott. Robledo, anche se è controparte dello stesso imputato in una causa.
    Dica -il lettore di questo post- se detta argomentazione susciterà la perplessità della Corte o verrà accolta come se le prove fossero state raccolte illegalmente.

    d) Nel processo x ci sono decine di testimoni che vanno in Tribunale e dicono di aver assistito ad una serie di reati commessi da tizio. Esaminati dal PM, dal Giudice, dagli avv. di parte civile e torchiati a sangue dai difensori dell’imputato, la loro testimonianza regge bene. Ci sono anche dei riscontri oggettivi, documentali, intercettazioni, etc.
    Ne segue una condanna, con sentenza ben motivata ed argomentata.
    Il lettore di questo post, assunte le vesti dell’avvocato difensore dell’imputato, rediga l’atto di appello.
    Facile, no ?

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    • aldogiannuli

      aldogiannuli

      |

      Caro Marco raccolgo volentieri l’invito al gioco e ipotizzo quale potrebbe essere la linea della difesa berlusciniana: la dott Boccasini, in quanto applicata alla dda, non aveva competenza per reati diversi da quelli di mafi, dunque i suoi atti, compresa la richiesta di rinvio a giudizio sono da riterenere nulli, Pertanto, trattandosi di un caso di nullità, tutto quello che ne è seguito non è emendabile e deve essere ritenuto nullo, tam quan non esset.
      Possibile replica: la defifesa avrebbe dovuto sollevare l’evccesione di nullità al momento della richiesta di rincio a giudizio o al massimo nella prima udienza di primo grado, essendo nota già al tempo la condizione di ufficio della Boiccasini.

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    Pierluigi Tarantini

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    @Marco
    ATTO DI APPELLO
    L’imputato quasi ottuagenario, al momento dei fatti era obnubilato dalla figa e, pertanto, incapace di intendere.
    Manca del tutto, pertanto, l’elemento psicologico del reato.
    A conferma di ciò la puttanata della nipote di Mubarak, allegramente sparata dall’imputato in preda ad evidenti turbe priapiche indotte dai medicinali che assumeva per la cura dell’Alzhaimer come da certificati medici che si producono.
    E la Corte deve riflettere: quale mente lucida poteva sperare che qualcuno credesse a tale puttanata?
    Non è una questione di forma, quindi, quella che deve portare la Corte d’Appello ad assolvere il B.!
    In subordine ci si rimette alla clemenza della Corte.

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    • aldogiannuli

      aldogiannuli

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      Pierluihi: mi sembra una interessante tesi difensiva.
      MA NON DARE IDEE ALL’AVVERSARIO!!!!

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