Aldo Giannuli
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Commenti (4)

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    Fantax

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    Renzi batte il ferro finché è caldo: sa che appena si scoprirà che le sue promesse sono un bluff, dovrà essere già lontano. Punta a ripetere, e lo ha anche detto, quello che hanno fatto Blair o Clinton. Di buffoni in politica ce ne sono tanti, ma con le capacità di Renzi ce ne sono pochissimi. Starà a galla finché sarà vincente e assicurerà ai suoi cortigiani qualche briciola di potere, ma poi dovrà andare verso qualcosa che assomigli ad Hammamet. Altri prima di lui hanno provato a fare ciò che sta facendo lui, anche in tempi recenti: lui sta riuscendo, quasi tutti coloro che si sono cimentati nell’impresa hanno fallito. Il vero problema è che milioni di persone lo votano e chi tenta di opporglisi o vale meno di lui o non h ai mezzi per vincere. Alla fine, per ora, gli italiani se lo tengono in cambio di ottanta euro o quasi.

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    Tenerone Dolcissimo

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    Egregio professore, Renzi è solo l’ultimo di un’ampia legione di fregnacciari che riescono a raccontare palle con una faccia di bronzo e senza cambiare espressione. E non è neanche il migliore (o peggiore … dipende dal punto di vista).
    Io, se racconto una piccola bugia, divento rosso, farfuglio e, se uno mi guarda fisso negli occhi, scoppio a piangere e ammetto strillando “ho mentito, sono un miserabile cialtrone”.
    Invece, ogni giorno sento gente che le spara così grosse tanto che Renzi potrebbe spazzar loro la casa. Mi riferisco a quella trista schiera di fragnacciari prezzolati che va sui giornali in TV sparando fregnacce tipo “le tasse sono una cosa bellissima” oppure “se tutti pagassero le tasse ognuno ne pagherebbe di meno” o ancora “se tutti pagassero le tasse lo stato fornirebbe servizi migliori” (quest’ultima affermazione, essendo la più abietta, è riservata a fregnacciari ultraspecializzati ed esperti).
    Ma occorre anche dire che molti fessi approvano tali affermazioni, che crollano miseramente se messe minimamente alla prova non da un superesperto economico, ma anche solamente da uno come me che è arrivato alla sessantina guardandosi attorno con un minimo di curiosità.
    Un attimo … occorre fare la tara: molti di questi fessi non sono poi fessi. Per esempio gli iscritti CGIL e CISL sono partigiani delle tasse, ma per ovvie ragioni, considerato che CGIL e CISL sono notoriamente difensori dei parassiti e i parassiti con le tasse ci mangiano e anche bene spesso. La massa di questi parassiti si ferma a pane e mortadella, ma una non poi tanta ristretta minoranza arriva sovente a banchettare a caviale e champagne ed a spese del contribuente. Insomma, sono i cosiddetti “CONSUMATORI DI TASSE”.
    Ma la maggioranza degli adoratori del fisco sono persone che hanno tutto da perdere dall’elevata tassazione. Molti operai ad esempio sono finiti sul lastrico proprio perché oramai le tasse non lasciano più scampo e il pubblico, depredato dal fisco, non acquista più i manufatti da loro prodotti, per cui questi operai finiscono licenziati e spesso senza cassa integrazione, confermando in corpore vili quanto affermato 20 anni fa da Milton Friedman e cioè che l’Italia sopravviveva grazie all’evasione fiscale.
    Eppure costoro, nonostante abbiano provato sulle proprie chiappe cosa significa avere tasse elevate, plaudono sorridenti a quei fragnacciari partigiani delle tasse citati sopra. Per cui mi chiedo e chiedo ad un illustre cattedratico come Lei, quale perverso rapporto sadomasochistico lega questi due gruppi di illusori ed illusi? Quale sorta di sindrome di Stoccolma si è instaurata fra loro?
    La saluto con stima.

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    leopoldo

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    sarebbe interessante vedere perché le folle, la gente è sedotta da personaggi del genere? cmq giornali e giornalisti sono particolarmente docili col capo.

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    andrea

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    Nei servizi televisivi Renzi è sempre ripreso in movimento, mentre sfreccia davanti alle telecamere salutando o stringendo mani in corsa.
    Fin dalle sue prime apparizioni, le regie televisive hanno sempre fatto in modo di associare il novello leader ad un iperattivo concentrato di energia cinetica in contrasto con gli altri esponenti politici, intervistati mentre fissavano immobili le telecamere e davano agli spettatori l’impressione di uomini statici e superati.
    Nella costruzione del personaggio Renzi “on the move”, niente è stato lasciato al caso; la cura dei dettagli da parte dei media è stata maniacale.
    Il pacchetto è stato confezionato e rifilato al popolo con una professionalità “americana”, anzi hollywoodiana.

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