Aldo Giannuli
Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

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Commenti (49)

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    enea

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    Caro professore, o meglio, caro compagno, un solo commento:
    https://www.youtube.com/watch?v=xDr7fi1gFco

    Alla sua domanda finale, vedendo i commenti inviperiti solo ora di tanti ex compagni di Sel, pure facenti parte della “fronda interna” che al congresso ha voluto imporre alla propria dirigenza di convergere sul candidato della sinistra europea senza ulteriori appiattimenti sul PD, compagni che ho piantato in asso ormai più di due anni fa e che si inviperiscono soltanto ora perchè è stato segato Furfaro [ sottointendendo che secondo loro il “processo unitario” che tanto gli starebbe a cuore doveva procedere finendo di annichilire completamente Rifondazione segando la Forenza, che per altro ha avuto più preferenze personali di Furfaro…ho detto tutto sullo spirito unitario…. ] è più difficile ed al contempo più amaro rispondere che applaudire e condividere il concetto generale che ha espresso.

    La conclusione che ho tratto tuttavia è: non ruzzoleranno giù dalle scale proprio nessuno perchè sono in elettroencefalogramma piatto ancor più delle proprie dirigenze!

    Ho provato in tutti i modi in oltre due anni a cercare di ragionarci su quel grande ideale sostitutivo, su quella “passione triste” che si son dati ( l’Europa ) da quando hanno smesso di pensare di poter ribaltare i rapporti di forza rispetto al capitale.
    Sul fatto che il lavoro di Spinelli e Rossi dovrebbe essere ridiscusso a fondo, valutandolo per ciò che oggi è: un documento storico e non un progetto politico, questo considerando anche il fatto che tematicamente esso non è molto di più che una rimasticatura di concetti espressi 25 anni prima della stesura a Ventotene da Luigi Einaudi, sotto pseudonimo “Junius”, e che già all’epoca, anche tra i confinati, la maggioranza larga dei socialisti, dei comunisti e degli azionisti non c’era stata e non aveva firmato ritenendo il progetto ad andar bene irrealizzabile e ad andar male direttamente non auspicabile, in quanto intriso di una idea mercatista che nulla ha di sinistra, ed anche dell’idea alquanto balzana che a provocar le guerre sia l’esistenza stessa di stati sovrani e non il fatto che dentro questi stati fossero andate al governo opzioni politiche nazionaliste e guerrafondaie.
    Una assoluta forzatura concettuale che non sta né in cielo né in terra.

    Ho provato a ragionare del fatto che una federazione non si può fare senza trasferimento fiscale ( per altro esplicitamente escluso dai trattati attuali ), che numerosi studiosi autorevoli, in primis il francese Sapir, hanno da anni fatto il calcolo di cosa ciò comporti, e vi è certezza che questo significherebbe per la Germania dover devolvere ai paesi del Sud l’8-10% del proprio PIL su base annua.
    Ed è chiaro che non lo faranno MAI, anche perchè sarebbe una mazzata terrificante per il denore di vita delle classi lavoratrici tedesche ( a nostra volta, nonostante quel che abbiamo subito, se siamo internazionalisti ma in maniera sensata non abbiamo diritto di chiedere di trasporre in Germania una macelleria di tipo greco ).
    Ho fatto notare che una federazione di ormai 28 paesi al cui interno si parlano almeno 20 lingue di 4 ceppi linguistici differenti, senza bilinguismo perfetto da parte di tutti e senza mezzi di comunicazione comuni, e quindi senza una opinione pubblica comune, non è governabile in maniera democratica perchè il voto può risolversi solo in una delega in bianco rispetto a delle istituzioni talmente tanto lontane da qualsiasi opinione pubblica nazionale che….in realtà nessuno sa che accidenti si faccia dentro i palazzi del potere a Strasburgo, Bruxelles, Francoforte.
    Cose di una semplicità evidente, quasi disarmante. Roba che non sarebbe da menti raffinate. Ma niente di niente….

    Quelli che ancora vanno dietro a Sel sono in elettroencefalogramma ancor più piatto dei propri dirigenti.
    Oltre “Renzi si, Renzi no” non sono in grado di ragionare anche perchè rifiutano a priori lo sforzo di provare a farlo.

    Qualche segnale di vita in più l’ho ripetutamente scorto nei militanti di Rifondazione che conosco.
    Ma solo qualche, mica troppo.

    Qua per ricostruire la sinistra bisogna mettere insieme un gruppo di persone con le idee chiare e con il coraggio di chi si imbarca in un progetto di lungo termine, lavorare sui molto più consapevoli cittadini di sinistra che ingrossano le fila del primo partito italiano: quello dell’astensione.
    E mantenere vivo un dialogo con m5s, perchè anche li dentro di compagni e compagne non ce ne son pochi.

    Ma aspettarsi uno scatto di orgoglio da quel che resta della base di Rifondazione è ottimistico.
    Dalla base di Sel invece….è proprio fantascienza.

    Mi scusi se sono duro, magari non sarà d’accordo.
    Ma visto che la situazione è critica è meglio che non perdiamo tempo ad indorarci la pillola e almeno “facciamo a capirci”.

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    • aldogiannuli

      aldogiannuli

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      enea@ si lo so che le basi dei gruppi residualo hanno un elettroencefalo gramma piatto perchè quello che consiglio avrebbero dovuto farlo già sei anni fa, ma spero sempre in un risveglio dal coma

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    leopoldo

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    In quale congresso, con quali organi? ;-(

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    • aldogiannuli

      aldogiannuli

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      Leopoldo Congresso? Quale congresso? Qui c’è da salire sulle sedi nazionali e ruzzolare tutti fisicamente giu dalle scale, poi ci si riorganizza

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    Que se vayan

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    1) Hai dimenticato Podemos. (non che cambi tutto lo scenario, ma mi pare un fatto attinente al tuo articolo) 2) hai dimenticato anche ERC (catalunya) e simili dentro questi indipendentisti anti-nazionali (e a spesso non antieuropei) alcuni sembrano trovare risposte diverse da quelle di destra. Diverso, ma simile il caso della Scozia dove si ribaltano i risultati elettorali di UK. UKIP ultimo e Scottish National Party (“di sinistra”) primo

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    • aldogiannuli

      aldogiannuli

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      Que se vayan: non ho dimenticato Podemos , lo scotish ecc, non li ho considerati perchè nion fanno parte del Gue, vorrei fare una cosa a parte per loro

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    enea

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    E se cominciassimo dal provare ad organizzarci?

    Se si provasse a fare una cosa politicamente ed intellettualmente seria, siamo sicuro che riprenderci Sel e Rifondazione servirebbe?
    Forse semplicemente queste due realtà diventerebbero semplicemente scatole vuote abitate dalle sole proprie dirigenze, ed il problema sarebbe comunque risolto.

    Per altro Sel ha i mesi contati, prima di confluire nel PD.

    Insomma, forse è meglio non perder tempo a contendere il non contendibile ed il già morto.
    Anche se so che partire con o senza una struttura organizzativa abbastanza capillarmente presente nei territori farebbe una bella differenza.
    Io poi non credo troppo nella democrazia liquida e nei partiti dalla struttura leggera.

    Ma qua forse occorre fare il procedimento contrario, metter sul tavolo le idee che nell’insieme costituiscano un progetto e poi sulla base del consenso ( si spera ), costruirci intorno un apparato.

    Il procedimento contrario presuppone un risveglio dal coma di militanza comunque residuali, che potrebbe non arrivare mai.

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    • aldogiannuli

      aldogiannuli

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      enea: figurati! se ci si riesce immagina se nion nmi fa piacere, ma da dove si comincia?

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    kthrcds

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    “Semplicemente non ha capito nulla di quello che stava e sta succedendo”

    E non da oggi. Occhetto demolì il Pci nell’89 e nel ’98 quel che ne restava, Rc, si divise per sostenere il mediocre democristiano Prodi.
    Da allora la sinistra è definitivamente scomparsa. E mi sa che non ritornerà tanto presto visto che, come nota enea (9 giugno 2014 alle 08:52), da tempo sono in “encefalogramma piatto”. Non hanno capito né che l’euro è lo strumento principe della lotta di classe al contrario, hanno preso fischi per fiaschi sulle “primavere arabe” e non capiscono nemmeno cosa sta accadendo in Ucraina.
    Poi i ballottaggi di ieri ci dicono che il fenomeno Renzi è poco più di un’illusione e che alle prossime elezioni politiche ha buone probabilità di essere sonoramente sconfitto dal centrodestra se, dopo avere tolto di mezzo Berlusconi, che è stato riesumato solo per spaventare i piddini, si reinventa un leader qualsiasi – non mezze calzette come Toti o Alfano – che parli italiano e racconti le stesse panzane ma in maniera magari meno pittoresca. In fondo il centrodestra rappresenta i conservatori, ossia coloro che intendono mantenere i loro privilegi anche a discapito dei diritti di tutti gli altri: non sarà difficile per loro ricompattarsi al momento opportuno.

    Ma oggi il vero problema è costituito dal Pd. Sono loro i fascisti del terzo millennio; sono loro che ci stanno conducendo al disastro in nome del “più Europa”, e sono sempre loro che riescono ancora oggi a mobilitare le truppe cammellate sia che si tratti di bombardare la popolazione serba, legittimare i massacri che avvengono nel Donbass, e assoggettarsi alla Germania nel nome dell’€, gorgheggiando felici che ora si cambia verso all’Europa.

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    leopoldo

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    mi dispiace ammettere una cosa del genere, ma come si evidenzia dai commenti di questo blog e altri simili, non vi è nessuna capacita organizzativa che dia respiro ad altre opzioni, percui continuano questi scheletri organizzativi sempre + alieni alla realta.

    cmq trovo sempre molto stimolanti articoli e interventi, anche quando vado in bagno 😀

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    gianfranco d'atri

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    Caro aldo,
    Secondo te quante sono le persone in italia che sarebbero disposte( in totale, fra sinistra radicale, 5stelle estreme, casapound ., azione cattolca…: tutti) a far ruzzolare – cioè a spingere loro direttamente- qualcuno con un po piu di potere( anche del piffero)?
    Suggerisco di provare a costruire qualcosa su un arco temporale di 10/20 anni: a tale scopo mettiamo nel conto che i cotruttori dovrebbero avere avere un po meno anni di noi.

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    kthrcds

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    “ma da dove si comincia?”

    Non so se posso permettermi, professore – frequento da pochi mesi il suo blog e non vorrei apparire insistente -, ma io suggerirei di iniziare da un punto largamente condivisibile da quella parte rilevante di popolazione che vive del suo salario: pagare adeguatamente i lavoratori e indicizzare i salari al costo della vita. Quindi attenzione non tanto al “lavoro” parola che Renzi ripete ad ogni piè sospinto pur non avendo contezza del suo reale significato, bensì ai “lavoratori”, ovvero ai padri di famiglia che necessitano di una retribuzione dignitosa per far fronte alle, talvolta drammatiche, esigenze quotidiane.
    Oggi Renzi è in Vietnam per “dedicarsi a incontri e visite con la comunità d’affari italiana”. In Vietnam il moscerino d’Italia visiterà gli stabilimenti “low cost” Ariston e Piaggio per verificare di persona la funzionalità delle riforme del lavoro che ha in mente.
    Con quel modello di lavoro non risolleveremo l’economia di un paese che, nonostante tutto, è ancora la seconda manifattura d’Europa che sui mercati internazionali prevale regolarmente sulla tanto decantata Germania, «facendo registrare […] avanzi commerciali ben superiori a quelli delle aziende tedesche.
    Nel 2011 l’Italia ha surclassato la Germania per attivo con l’estero nelle macchine per
    imballaggio, nella refrigerazione commerciale, nella rubinetteria, in varie tipologie di pompe, nelle
    macchine industriali per i prodotti da forno e la pasta, nelle macchine per la lavorazione del legno,
    della carta, dei metalli, delle ceramiche e delle pelli, negli yacht, negli elicotteri e nei satelliti
    aerospaziali, nella grande caldareria, nei laminatoi per metalli, nelle turbine a gas, nonché in
    numerosi prodotti della siderurgia e dell’industria dell’alluminio».
    Tra virgolette:
    http://www.symbola.net/assets/files/Italia-2013-Geografie-del-nuovo-made-in-Italy_1373016777.pdf.

    Certo, se continuiamo ad affidarci al primo ciarlatano che passa, e alle immaginifiche chances offerte dall’Ue, non abbiamo un grande futuro.

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    que se vayan

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    E podemos dove starà?

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    • aldogiannuli

      aldogiannuli

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      que se vayan : anche se adesso entrano in Gue, restano un fenomeno politico diverso da trattare separatamente.

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    giandavide

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    non per fare l’avvocato difensore di ventola, ma san aldo legge le notizie con gli occhiali della militanza. questa è l’intervista di vendola:

    Per la Lista Tsipras non c’è futuro?

    «Considero l’esperienza un seme. Bisogna evitare che precipitazioni organizzativistiche siano una gelata che lo uccide. Ingabbiare questo percorso in un nuovo contenitore non mi convince».

    il professore ha capito: ” per dire che era una “lista di scopo” e che non se ne parla di Syriza italiana.”

    a me sembra che non ci siano scritte le stesse cose nell’intervista di vendola e nella sintesi di giannuli: la fonte testuale indica la volontà di evitare cristallizzazioni. l’interprete “disinteressato” capisce che si tratta di andare col pd.

    che è la stessa cosa che tutti, da “la reèpubblica” al “fatto” al giannuli ripetono a pappagallo ogni giorno: eppure finora sel al governo non ci è andata, non se ne è mai parlato di ripresentarsi alle urne con renzi, non c’è stata la benchè minima responsabilità di sel nelle decisioni del governo.
    ma la realtà oggigiorno è troppo poco: e quindi la vulgata che va di gran moda è parlare di sel come se stesse già al governo, poi pazienza se non è così: lo dicono la repubblica, il fatto e il corriere e quindi deve essere così.
    per il resto non una parola sul fatto che sia stato proprio san beppe a fare uscire fuori dal dibattito politico parole come sinistra e neoliberismo, riportando tutto nella dimensione modaiola della crociata dei giusti contro gli ingiusti da lui guidata e da san aldo suffragata.
    che dire: con tutto questo profluvio di santità non c’è che da sperare nel miracolo: che la disperazione diffusa di masse sociali che non sanno cosa vogliono nè come ottenerlo si possano trasformare come per magia in un movimento di massa contro il neoliberismo. si parlava spesso della coglionaggine degli elettori pd che pensavano di votare berlinguer anzichè franceschini. ma da che pulpito si possono fare queste critiche? se ste cose le dice uno che vota grillo pensando di avere davanti jesus, semo messi proprio bene. ah, ma mi ero scordato: quando la sinistra radicale sbaglia è colpa degli elettori che sono sempre non troppo velatamente definiti dei coglioni. quando la setta m5s sbaglia si tratta di sempre e comunque di piccole cose che si possono correggere, tanto rifiutano i soldi pubblici (eccetto quelli riservati alla comunicazione).

    insomma questo articolo il buon san aldo lo avrebbe anche potuto scrivere quattro anni fa, cambiando solo qualche frase (sembrano biliate decantate da tempo): la decadenza della sinistra radicale c’era già, i no euro c’erano già (e venivano considerati più pericolosi prima di vedere quanti voti ha preso effettivamente), la socialdemocrazia decadente c’era già. ma quando il solo obbiettivo di uno scritto è cantare le lodi del m5s, ci sono strofe che vanno ripetute stancamente.

    insomma, dopo aver letto sta talebanata anche la triste vicenda della spinelli mi pare più digeribile.

    p.s. ma che ci voleva a prevedere che dopo il tradimento della spinelli sarebbe finito in caciara? in confronto ho previsto sia la sconfitta di grillo a due mesi dalle elezioni, che il superamento da parte di lt della soglia di sbarramento. e non me ne vanto, nonostante sia molto di più che prevedere che con la pioggia ci si bagna.

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    giandavide

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    @ kthrcds

    in realtà siete stati voi* che, continuando a dare di fascisti a quelli del pd, dimostrando di non avere capito un cazzo del termine fascismo, ad avere regalato a renzi il 40%. e vedere che continuate a considerare il tutto una casualità vi rende roba da documentario: anche una scimmia se mette la mano sul fuoco dopo un pò si accorge che brucia. ma per un grillino di solito ci vuole più tempo.

    *intendo voi lobotomizzati dalle storture comunicative della propaganda, come la celebre “reductio ad fascistam” per cui se uno non la pensa come te deve essere per forza un fascista, con il risultato che gli unici che non sono fascisti oggi, secondo i ragionamenti a testa di cazzo che vanno per la maggiore oggigtiorno, sono proprio i neofascisti, che non bisogna chiamarli nè neofascisti nè razzisti,”perchè sono contro le banche”.

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    enea

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    Se avessi una ricetta sicura non sarei qui, mi chiamerei V.I. Ul’janov.
    Nel mio piccolo sono a Bologna ‘sto week end con Boghetta e Porcaro a sentire se davvero c’è la voglia di non arrendersi all’inerzia, e ad Assisi quest’estate per vedere se si riesce a fare un discorso sensato anche in termini di prospettiva internazionale, e mi dichiaro disponibile a farmi il culo quadro con la militanza se davvero c’è il desiderio di provare a non morire in ginocchio.

    Se poi dovesse capitare che Rifondazione si dovesse dimostrare contendibile dall’interno…tanto meglio.
    E poi qualche testa pensante c’era anche in Sel, anche se ormai son tutti usciti.
    Si sa mai che li si ritrovi strada facendo.

    Non lo so, ci si prova.
    Almeno a livello di elaborazione intellettuale vedo che qualcosa dove non si rimesta sempre la stessa minestra si muove.
    Tantovale provare a vedere, dal mio punto di vista, se si riesce ad organizzarsi.

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    Riccardo

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    Hai capito la Spinelli…
    Beh almeno una cosa buona l’ha fatta buttare nel ce..o questa inutile lista Tsipras.

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    • aldogiannuli

      aldogiannuli

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      Riccardo: be ma non Le avevo dato torto, la chiusa era ironica

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    mauro

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    Buongiorno Aldo, che collocazione dai a Porto Alegre e al movimento no global quando scrivi che la sinistra radicale non produce cultura politica da 25 anni? Complimenti per il blog,
    Mauro

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    • aldogiannuli

      aldogiannuli

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      Mauro: Porto Alegre è stato un momento anche molto interessante, ma, appunto, un momento…

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    Gabriella

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    Ma non è in contraddizione con quello che lei dice? Da una parte, giustamente dice non hanno capito nulla di quello che è successo o sta succedendo; non conosce nessuna rivista di area dove si pubblichino contributi e idee nuove; dall’altra dice di aver votato M5S e sostenuto la Lista Tzipras, pur sapendo tutto quello che puntualmente è accaduto ( a proposito voglio dirle che sono stata anche io buon oracolo e non li ho votati per questo), ma allora non è meglio aiutare i 5S a darsi una base teorica nuova e forte. Tanto lo ha visto benissimo anche lei quello di cui è capace la sinistra radicale. Punti su qualcosa di nuovo e li aiuti. Aiuterà il paese.

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    • aldogiannuli

      aldogiannuli

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      Gabriella: perchè pensa che una cosa escluda l’altra? Forse lavorando in tutte due le direzioni otterremo risultati migliori per tutti

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    kthrcds

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    Mi scusi, ma io ho considero il Pd un partito “fascista” solo da quando si è imposta la linea Renzi, e fatte le debite proporzioni. In precedenza lo consideravo semplicemente un partito ipocritamente colluso con il Pdl.
    Poi, mi scuserà, ma io avrei altro da fare che non essere costretto ad interloquire con uno che, come lei, si esprime come un carrettiere e tra l’altro non ha azzeccato una sola delle congetture che ha elaborato sul mio conto. Io ho votato a sinistra, compreso il carrozzone guidato da Prodi, per oltre 40 anni. Per la prima volta, alle europee, non me la sono sentita e ho votato Lega perché unico partito schieratosi contro l’€ senza ambiguità – ma non la rivoterò certo alle prossime politiche.
    Quindi mi scuserà se per quanto mi riguarda il nostro scambio di opinioni termina qui.

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    kthrcds

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    Per mia distrazione ho dimenticato di specificare che il mio commento del 9 giugno 2014 alle 16:30 era indirizzato a giandavide (9 giugno 2014 alle 12:24)

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    Luigi

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    Il caso della Spinelli potrebbe essere un caso di banale aritmetica. La signora non si sente di rinunciare a oltre 20.000 euro netti al mese oltre che ad una congrua pensione. Penso agli ingenui che l’hanno votata: si predica tanto contro il nepotismo che dilaga ormai in tutti gli ambienti universitari, politi etc. E poi si vota la figlia di papà.

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    Luigi

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    Il caso della Spinelli potrebbe essere un caso di banale aritmetica. La signora non si sente di rinunciare a oltre 20.000 euro netti al mese oltre che ad una congrua pensione. Penso agli ingenui che l’hanno votata: si predica tanto contro il nepotismo che dilaga ormai in tutti gli ambienti universitari, politici etc. E poi si vota la figlia di papà.

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    Gerardo

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    D’altronde Berlusconi e il berlusconismo hanno assopito le coscienze di molti, in questi lunghissimi vent’anni. Ora c’è molta più discussione politica, anche grazie alla rete, soltanto che non si capisce più molto bene chi sono “i nostri”. Giustamente, come rileva Giandavide, che si parla di fascisti a vanvera. E le posizioni “antisistema” o critiche al sistema sono un po’ dappertutto e la sensazione fatale di impotenza di fronte ad un nemico che non si può nemmeno più identificare (così come il “compagno”) è forte. http://www.sinistrainrete.info/europa/3800-mario-monforte-sudditanza-e-contro.html

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    Gabriella

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    Ma la sinistra che Lei ha cercato di favorire alle europee, che sinistra è? Lo conosce il gruppo sociale naturale a cui si rivolge oppure sono i soliti disperati radical-chic ( Repubblica e dintorni….) che abbiamo visto in azione tante volte ed hanno fallito clamorosamente?

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    leopoldo

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    discutendo con un amico su questo articolo si chiedeva: il problema e’ cosa si intende per sinistra radicale?
    per lui non vuol dire fare gli estremisti o votare come fessi la prima cosa che capita solo per antipatia.
    io invece aggiungo, che la sinistra radicale sia ormai una associasione di intellettuale più preocupati di far pubblicare i loro libri, articoli, ecc.. ben lontani da porsi problemi come perché disocupati, incapienti, emarginati vari non devono dichiarare le tasse a valore 0, chi è senza una casa non può godere del diritto di residenza, cioé si vi sono categorie nella società non rappressentate che fare per rappresentarle. io credo che vi sono categorie di popolazione sia mal rappresentate che non rappresentate, ecco perché vi è carenza di idee nelle organizzazione e strutture sindacali, partitiche, ecc…, con un deficit di prospettiva (che fare).
    Nel non saper che fare, contribuisce al sorgere dell’appiattimento, il carrierismo (esempio: accumulo di poltrone), alla corruzione in tutte le sue forme.
    Nel tempo lega ambiente ha sviluppato un ramo commerciale che paga le tasse, non crea concussione o corruzione, non abusa dello status di onlus(?) come rivela oggi ilfattoquotidiaono

    lega

    ambiente

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    que se vayan

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    @mauro @aldo no, Porto Alegre, se citando questa città vogliamo significare il movimento dei movimenti che da Seattle a Genova ha attraversato il pianeta non è stato un momento e non è stato privo di profonda analisi e riflessione teorica. Certamente si tratta di un tema “off topic” rispetto al contenuto dell’articolo. Ma l’osservazione è corretta. Per sinistra radicale tu Aldo intendi quelle aggregazioni di partiti a sinistra della socialdemocrazia europea. E mi pare che dall’articolo sia ben chiaro. Non si esaurisce certo qua il “movimento di trasformazione delle cose presenti”.

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    • aldogiannuli

      aldogiannuli

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      que se vayan in effetti parlavo della sinistra radicale con proiezione istituzionale, essendo l’altra vivace ma del tutto minoritaria e comunque estrabea a questo tipo di valutazioni. Quanto a Porto Alegre nion sono così convinto della profondità teorica della culktura politica che ne è derivata (anche se riconosco che è stata il tentativo più deriodi darsi una cultura di sinistra dopo la fine del muro)

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    SantiNumi

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    @Enea @kthrcds @Professore

    Il Partito non può che essere un’organizzazione mossa dall’obiettivo capitale del ritorno al dettato costituzionale.

    Il ritorno alla Carta implica già da sé “sovranità”, “NO-€”, “NO-U€” e no “capitalismo sfrenato”.

    Ma il ritorno al gioiello della nostra Costituente impone il rifiuto del “liberalismo” tanto quanto del “comunismo” di cui l’incesto è il federalismo-spinelliano.

    La nostra Costituzione è socialdemocratica e keynesiana/kaleckiana. Punto.

    I comunisti, anche quelli “democratici”, DEVONO CAPIRE CHE LOTTARE ***CONTRO*** IL CAPITALE È FARE IL GIOCO DEL NEO-LIBERISMO. IL NEO-LIBERISMO È ANTICAPITALISTA.

    (Capire cosa avessero in comune Carl Menger e Bukharin, potrebbe essere illuminante…)

    Calamandrei ci ricorda che la Costituzione è l’unico programma su cui TUTTI i partiti devono essere d’accordo: poiché la carta costituzionale ***È*** “la Sinistra”, non trovo soluzioni ideologico-programmatiche che non siano materializzare in prassi l’esperienza politica che dal ’48 al ’78 trova in Lelio Basso ineguagliato socialista e democratico in Italia e nel mondo.

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    • aldogiannuli

      aldogiannuli

      |

      Yuri,: lo sappiamo e l’abbiamo già detto, ma questo non toglie che sia una cosa diversa dai tradizionali partiti Gue

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    Giuseppe

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    Guardi, signor Giannuli, io sono uno di quelli che lei definirebbe la base del Prc. Base che più base non si può, le assicuro.
    Io una mossa me la darei pure, ma solo per far razzolare dalle scale Lei e quelli come lei.
    Distinti saluti

    Reply

    • aldogiannuli

      aldogiannuli

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      Giuseppe: ma io non sono quello che vi ha ridotti in braghe di tela. Un altro interventore diceva che la base di Prc e Sel ormai è all’encefalogramma piatto. Io non volevo (e non voglio) crederci, ma Lei gli dà pienamente ragione.
      Se è così, credo che ne abbiate ancora per poco

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    Giuseppe

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    L'”altro interventore” non sa nemmeno cos’è un encefalogramma.
    Per quanto riguarda Lei, quando avrà fatto della militanza e non solo chiacchiere e blog e magari sarà stato anche dirigente di qualcosa, oltre che di se stesso, ne riparleremo.
    Rinnovo i saluti

    Reply

    • aldogiannuli

      aldogiannuli

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      Giouseppe: con Lei non credo che avrò modo di parlare ancora. Le ho già dedicato troppo tempo
      Torni a dormire e stia a cuccia che è il suo posto.

      Reply

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    Roberto Bertelè

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    @enea: il desiderio di provare a non morire in ginocchio c’è. Non potrò essere a Bologna ma ho visto Porcaro domenica scorsa a Roma alla III assemblea nazionale di ARS e sono stato la settimana precedente (ma anche a gennaio) a Chianciano, e ci sarò anche ad Assisi. La voglia di non arrendersi all’inerzia c’è, si sta provando ad organizzarsi.
    Non lo so, ci si prova 🙂
    p.s.: Segnalo anche questa iniziativa: http://orizzonte48.blogspot.it/2014/06/viareggio-28-e-29-giugno-2014-itinerari.html?spref=fb

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    Franco Ferrari

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    Tutta questa manfrina per giustificare il fatto di volersi allearsi con i thatcheriani inglesi?. Ma se uno vuole andare con la destra perché non spiega perché è giusto andare con la destra senza ricorrere al solito trasformismo italiano di fare qualche cosa ma facendo finta di essere qualcos’altro?

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    Mirko G. S.

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    Ma perchè non rottamiamo questo comunismo con tutto il suo “atteggio” a fare gli intellettuali e non passate all’attività senza se e senza ma nel M5S? Lei professore avrebbe tante cose da dire ad un Porta a porta e se la caverebbe alla grande contro una Moretti. Potrebbe fare davvero molto, le rinnovo il mio invito e lo rinnovo agli altri che si battono per la giustizia sociale: battetevi per quella, abbandonate i nostalgismi da ex-sessantottini e date una mano ai pentastellati. Non bisogna combattere per gli slogan o per uno stemma ma per le cose opportune per il Paese. Dateci una mano o sarete complici di Renzusconi.

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