Aldo Giannuli
Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

Storico, è il promotore di questo, che da blog, tenta di diventare sito. Seguitemi su Twitter o su Facebook.

Commenti (22)

  • Avatar

    Gaz

    |

    Non sarò mai beneficiario di una polizza vita, ma al vitalizio posso aspirare.
    Domattina fondo il Fronte di Liberazione Regionale dall’Italia e mi presento almeno alle regionali.
    Mi pare che qualcosa del genere lo hanno fatto in Sud Tritolo.
    Che ridere vedere la passionaria (che più passionaria non si può) dei Tritolesi prendere felicemente il vitalizio dall’odiata Italia !

    Reply

  • Avatar

    Gaz

    |

    ACME NEWS
    L’autorevole Village Street Journal ha pubblicato nell’ultimo numero in edicola i piani segreti degli strateghi del Pd per arginare le spinte separatiste del Lombardo-Veneto.
    Secondo le teste d’uovo del partito dei fratelli Laqualunque, in assenza del dissolto Impero Asburgico, si potrebbe contare sull’aiuto dell’amica Svizzera.
    Il piano consisterebbe nello spedire mediante raccomandata con ricevuta di ritorno una dichiarazione di guerra al governo federale di Berna, nella speranza che colà abbocchino, quindi farsi invadere fino al Po. Nel frattempo il Ministro dell’Economia dichiarerebbe che il debito italiano è passato interamente in mano alla Svizzera. A questo punto si potrebbe pensare di riconquistare le regioni del nord, libere, belle e senza debiti.
    La fuga di notizia trapelata sulla stampa rischia di mandare a monte il piano piddino.
    Gli gnomi di Zurigo di primo acchito sono scettici sulla convenienza del piano.
    Il piano B consisterebbe, sempre secondo il V S G, nel farsi invadere dalla Francia.
    Dall’Eliseo il portavoce di Macron ha dichiarato alla stampa estera accreditata che non ne vale la pena, perchè gli italiani già acquistano quello che vogliono le imprese francesi.
    Al Pd non resterebbe che farsi invadere dalle Guardie Svizzere del Vaticano.

    Reply

  • Avatar

    Venceslao di Spilimbergo

    |

    Buonasera Professore
    Essendo per ½ di sangue Veneto, nonché vivendo nel Friuli, posso testimoniare quanto sia peculiare la cultura Veneta rispetto a tutte le altre del centro- nord Italia, Alto Adige/ Sud Tirolo escluso. Poggiante da un lato su una profonda, pervasiva presenza della Chiesa (sia intesa in quanto istituzione, sia come associazionismo di stampo Cattolico), dal altro lato su un costante e retorico richiamo al “mito della Serenissima” (tanto leggendario quanto lontanissimo dalla verità storica), la “civiltà” Veneta tende per sua natura a diffidare ed a contrastare qualunque potere non proveniente dal suo mondo, considerandolo occupante. Questo modo di pensare, da sempre esistente in quelle terre ma rafforzatosi durante la “Guerra Fredda” (in quanto ideologie di matrice Universalista, sia il Cattolicesimo Politico sia il Socialismo Marxista hanno per anni criticato e contestato in qualunque momento e luogo la sola idea di Stato- Nazione… favorendo, così facendo, tanto gli ideali sovranazionali quanto quelli subnazionali), è infine esploso in una aperta accusa verso lo Stato Centrale, a seguito della crisi economia e della incapacità di Roma a fronteggiarla. La cosiddetta “Liga Veneta”, che funse da modello per le altre Leghe prima di essere assorbita controvoglia da queste ultime, non fu altro che un primo evidente sintomo di cosa stava ribollendo nelle profondità di quella terra. Da qui il risultato del referendum in quella Regione e nelle zone ad essa limitrofe, in particolare nelle campagne, in quei piccoli comuni che dal Trevigiano vanno fino al Bresciano (Brescia e Bergamo sono culturalmente e storicamente legati a Venezia da secoli)… ove lo “Spirito Veneto” è più forte e radicato. Preso atto di questo, ora sarà fondamentale sapere se i Veneti intenderanno l’autonomia o come un fine da raggiungere, accontentandosi di poter ridisegnare il loro rapporto con le Autorità Centrali; o se invece intenderanno l’autonomia come uno strumento mediante cui ottenere qualcosa di altro e di più sostanzioso: la secessione. Purtroppo i discorsi del signor Zaia, successivi ai risultati del voto, non lasciano intendere nulla di buono al riguardo: o ci troviamo di fronte ad un negoziatore tanto audace quanto temerario, che mira ad alzare la posta il più possibile per poter ottenere il massimo da Roma; o ci troviamo dinnanzi ad un “radicale” intenzionato, vuoi per ideologia vuoi per interesse, a dare i primi colpi di una progettata rottura tra Venezia e il resto d’Italia. In tutti i casi, visto che manca oramai poco alle elezioni, è tutto sospeso fino all’insediamento del nuovo Governo. Se ne riparlerà tra almeno sei mesi.
    La saluto augurandole ogni bene e una buona serata

    P.S.
    Le assicuro Chiarissimo che qui in Friuli di propositi secessionisti o simil tali non ne sussistono. Questo essenzialmente per tre ragioni: I) Siamo ferventemente anti Austriaci (per quanto li rispettiamo); II) Siamo ancora di più anti Veneti (il dominio della Serenissima sulla nostra terra fu periodo di tragica miseria per i nostri antenati); III) L’esperienza della Grande Guerra ci ha “vaccinati” definitivamente da siffatti propositi. Mentre nel resto d’Italia non sono molto sentite, dalle mie parti le celebrazioni per gli anniversari del 24 Maggio, del 24 Ottobre e del 4 Novembre sono ancora oggi molto sentite dalla popolazione.
    Nuovamente i miei omaggi e… l’augurio per un buon anniversario della XII Battaglia dell’Isonzo

    Reply

    • Avatar

      Herr Lampe

      |

      Ah già, le gloriose avanzate sull’Isonzo.
      Non vedo molto da celebrare in quelle carneficine. Ma presumo sia quel mio problema di odiare il sangue dei poveri versato per i ricchi.

      Cordialmente.

      Reply

      • Avatar

        foriato

        |

        È sempre un piacere sentirla, Herr Lampe. Posso fare una domanda personale? Ho saputo da poco dell’esistenza di Martin Lampe, di cui l’illustre Emmanuelle (Kant) scrisse: “Il nome di Lampe deve essere completamente dimenticato…”

        Reply

        • Avatar

          Herr Lampe

          |

          Confermo. Emanuele decise di “ricordare” così il proprio domestico. In realtà il testo pare fosse: “Dimentica Lampe” ma sono sfumature.

          Perché ricordarlo in modo così curioso? Non si sa con certezza, forse il senso di colpa.

          Quindi indovinato. Ora però dimentichi tutto!

          Reply

          • Avatar

            foriato

            |

            Mi ricorda una poesia di Pere Gimferrer dedicata a Hölderlin che cominciava: Si pierdo la memoria, qué pureza; felicemente emendata, nella prima edizione, dal refuso: Si pierdo la memoria, qué pereza…

            Con i miei omaggi, Herr.

      • Avatar

        Venceslao di Spilimbergo

        |

        Buonasera Esimio signor “Lampe”
        La ringrazio per il commento offerto al mio scritto di quattro giorni fa. Prendo atto del suo legittimo punto di vista ma, sperando non me ne vorrà, devo confessarle che non riesco a farlo mio: è mia opinione Esimio che, insieme ad altri pochi eventi la cosiddetta “Grande Guerra” (sia in senso generale, sia per quanto concerne i suoi episodi particolari… quali per esempio le dodici battaglie nella zona del fiume Isonzo) sia da considerarsi come uno degli atti fondativi della Nazione Italiana… infatti, per quanto accertato storicamente che esistesse già a partire dall’Alto Medioevo, è altresì indubbio che essa rimase per secoli circoscritta ad una minoranza della popolazione della Penisola, costituita da appartenenti a classi e/o ceti elevati. Fu solo grazie ad eventi popolari, di massa (quasi sempre di carattere militare, come appunto la I Guerra Mondiale) che la coscienza Nazionale riuscì finalmente a fare breccia nell’animo del resto del popolo. Se vogliamo salvaguardare la nostra (fragile) identità non possiamo non rammentare, con i dovuti omaggi, quelle esperienze che furono fondamentali per la sua esistenza… anche se si tratta di esperienze tanto sanguinarie quanto dolorose. A prescindere da questo, si tenga poi conto Esimio che, se noi tutti dovessimo celebrare solamente gli avvenimenti storici che non furono causa di carneficine, beh… il nostro calendario sarebbe de facto completamente vuoto.
        Ringraziandola nuovamente, la saluto augurandole ogni bene e una buona serata

        Reply

  • Avatar

    Valerio

    |

    Perfetto! Così è stato tagliato fuori l’unico politico davvero contrario all’euro.
    Prepariamoci al governo di Giggino, prodromico a quello di Marione Nasone.

    Reply

  • Avatar

    Gaz

    |

    Dedicata ai legaioli.
    A Bonaparte liberatore

    … Ma de l’Italia o voi genti future,
    me vate udite cui divino infiamma
    libero Genio e ardor santo del vero:210
    di Libertà la non mai spenta fiamma
    rifulse in Grecia sin al dì che il nero
    vapor non surse di passioni impure;
    e le mura secure
    stettero, e l’armi del superbo Serse215
    dai liberi disperse
    di civico valor fur monumento:
    ambizïon da le dorate piume
    sanguinosa le mani,
    e di argento libidine feroce,220
    e molli studj, piacer folli e vani
    a libertà cangiar spoglia e costume.
    Itale genti, se Virtù suo scudo
    su voi non stende, Libertà vi nuoce;
    se patrio amor non vi arma d’ardimento,225
    non di compre falangi, il petto ignudo,
    e se furenti modi
    dal pacifico tempio
    voi non cacciate, e sacerdozie frodi,
    sarete un dì a le età misero esempio:230
    vi guata e freme il regnator vicino
    de l’Istro, e anela a farne orrido scempio;
    e un sol Liberator dievvi il destino.
    (Ugo Foscolo)

    Reply

  • Avatar

    Tenerone Dolcissimo

    |

    M5s determinante in Veneto (come rivelano le analisi dell’Istituto Cattaneo): il che conferma il carattere antisistema del voto al M5s
    ***
    E io sottolinerei DEL VOTO precisando che non si tratta DEL VERTICE

    Reply

  • Avatar

    Bertoldo

    |

    il Piemonte c’è e ci sarà anche in futuro: qui (soprattutto Torino) si sentono tutti italiani, e non potrebbe essere altrimenti per chi dopotutto questo paese lo ha fatto con le idee e con le azioni.
    non riesco in due minuti a giustificarlo con solide ragioni culturali politiche e giuridiche, ma fatto sta che questi indipendentisti e secessionisti mi stanno sullo stomaco. non sono altro che pulsioni tribalistiche ed egoistiche di chi alla fine vuole più risorse. peraltro ovviamente non cambierebbe nulla dal punto di vista politico data in ogni caso l’adesione a UE e NATO.
    ma in fin dei conti: perché non farli andare? veneti siciliani sardi altoatesini (gli unici che avrebbero i motivi storici per cercare indipendenza), andassero tutti al diavolo con i loro mini-stati falliti.

    Reply

  • Avatar

    david cardillo

    |

    Professor Giannuli, le butto lì una domanda secca: non ritiene che l’affermarsi dei movimenti regionalisti e separatisti, a cominciare da quegli in Scozia e in Catalogna, si spieghi anche (se non soprattutto) col sostegno finanziario fornito loro dagli usurocrati apolidi per distruggere gli stati-nazione, unici baluardi al dilagare della plutocrazia mondialista? Indizi in tal senso sarebbero non solo, come ha rilevato lei, il filoeuropeismo spinto di tali movimenti, ma l’esibito immigrazionismo e lo sfacciato cosmopolitismo dei catalani, i cui esponenti principali, da Jordi Pujol a Carles Puigdemont, intrattengono rapporti cordiali con i miliardari sionisti, come scritto su questo articolo in inglese che mi permetto di linkarle: https://wideawakegentile.wordpress.com/2017/07/24/catalonia-the-newest-european-kosher-state/

    Reply

    • Avatar

      alberto p.

      |

      questo è il punto.
      la distruzione degli stati nazione come baluardo anti-sistema.
      questa fase di capitalismo post-proletario e post-borghese per sua natura trasversale è la fonte di tutto il movimentismo anti unitario da vent’anni a questa parte.
      emblematico è il ricorso all’attacco pensionistico dei signori della finanza per erodere quel poco di potere che gli stati possono garantire al futuro dei lavoratori.
      se cadono le pensioni, cade un principio di salvaguardia dello stato nei confronti dei cittadini a reddito fisso dipendente, con conseguenze funeste sulla fiducia di questi nello stato e con conseguenze positive di queste per le spinte separatiste: in breve è solo una questione di soldi, o di danè, o di bes, o di schei a dipendere dalla lingua in cui lo si vuole tradurre.

      ultimamente ho girato un pò al sud e ho trovato situazioni che non versano a favore dello sviluppo sociale-economico e ambientale degno di una repubblica democratica fondata sul lavoro; dobbiamo parlare chiaro: il sud è una palla al piede, un serbatoio da prosciugare senza dare spazio a una imprenditoria sana che progredisca nello sviluppo socio-economico di una determinata regione: anche qui è una questione di soldi, o di picciuli a dipendere dalla lingua cui lo si vuole tradurre.

      l’italia è uno stato in smantellamento da parte del capitale finanziario e alcune regioni, soprattutto al nord, lo hanno capito benissimo e cercando di salvarsi letteralmente il sederino la scelta secessionista pare la più adatta allo scopo; d’altra parte il potere tosco-emiliano-romagnolo che attualmente vessa la nostra repubblica non è altro che la faccia sporca di un movimento operaio che ha scelto il capitale finanziario per assurgere a poltrone di potere giocandosi il tutto per tutto a costo di smantellare le istituzioni della repubblica.

      costoro dovrebbero essere giudicati da un tribunale speciale, ma siccome siamo ancora in democrazia, io voglio credere (si, ingenuamente certo, ingenuamente) che alle prossime elezioni saranno spazzati via.

      non abbiamo alternative per tenere l’italia unita, altrimenti sarà secessione o peggio distruzione.

      saluti

      alberto p.

      Reply

  • Avatar

    Edoardo

    |

    Caro Professore, bentornato.

    Le chiederei per cortesia un parere su la versione espressa in questo articolo nel link (ma sussurrato da diversi soggetti)..ossia che le spinte autonomiste, Catalonia inclusa, sono volte ad un piu’ vasto progetto di riassetto generale delle entita’ politiche in europa..per farla breve, creare l’Europa a due velocita’, quella dei ricchi (della quale Catalonia e Lombardo-Veneto farebbero parte) e una dei poveri.

    Sarebbe un progetto di lunga durata, ma come lei nota e’ il significato politico di questo referendum cio’ che piu’ conta.

    http://federicodezzani.altervista.org/referendum-lombardo-veneto-sullautonomia-i-poteri-del-1992-1993-tornano-allattacco/

    Non le chiedo tanto se la cosa puo’ aver senso, quanto se le sembra possibile che ‘lorsignori’ ci stiano effettivamente pensando.

    Con stima, saluti

    Edoardo

    Reply

  • Avatar

    Gaz

    |

    ACME NEWS
    La Basilicata ha votato l’unione al Regno Unito.
    Oggi il Consiglio Regionale lucano ha votato all’unanimità il passaggio dall’Italia al Regno Unito.
    Theresa May, interpellata dall’Economist, in un impeto di verità, si è dichiarata indifferente. “Abbiamo le nostre trivelle in quella terra che succhiano il petrolio. Che bisogno abbiamo di avere tutto il resto?”

    Reply

  • Avatar

    Gaz

    |

    ACME NEWS
    Il duo Zaia & Maroni ha vinto al gratta e bevi un viaggio premio negli Stati Confederati.
    Sarà l’occasione per studiare le gesta del generale Lee e portare finalmente in Veneto le sue statue che gli americani non vogliono più.
    Intanto i monumenti della Teresona (alias Maria Teresa d’Austria) osservano guardinghi gli sviluppi della situazione.

    Reply

  • Avatar

    andrea z.

    |

    Sì torna a parlare di autonomia e chissà, anche di secessione nel caso del Veneto, in un momento di possibile ridefinizione dei confini europei in funzione della filiera produttiva tedesca.
    Il Nord Italia, ormai ridotto alla funzione di “contoterzista” della Germania potrebbe rientrare nella cosiddetta Kerneuropa con al centro il colosso tedesco che si riserverebbe di scegliere i pezzi migliori degli altri Stati, più facilmente integrabili nel suo sistema economico.
    La Germania, a capo della filiera produttiva, in questo momento detta i prezzi e taglia i margini di guadagno delle aziende del Nord Italia, che devono per forza affrontare il problema della riduzione fiscale.
    La Germania si sta preparando una via d’uscita nel caso d’implosione della UE e della fine dell’euro.

    Reply

  • Avatar

    Giovanni Talpone

    |

    Che il rafforzarsi dell’unità europea in senso federale (progetto per ora frenato da un sistema di potere europeo non democratico) avrebbe ridato voce e spazio alle identità locali schiacciate da secoli di centralismo nazionalistico, è una vecchia tesi dei Federalisti Europei che sta trovando conferma.
    Qui però mi interessa sottolineare il rovescio della medaglia, nel caso italiano: il completo fallimento del sistema istituzionale e di potere di Roma come perequatore economico nazionale. Il soldi prelevati al Nord si sono trasformati in rendite se non in ruberie a Roma e, quando sono arrivati al Sud, hanno generato clientelismo e fallimentari e inquinanti cattedrali nel deserto. Però il problema rimane: è necessario che il Nord finanzi il decollo economico e civile del Sud. L’idea che tutto il prelievo fiscale venga investito sul proprio territorio impedirebbe qualsiasi progetto perequativo. E quindi, cosa proporre?

    Reply

    • Avatar

      Gaz

      |

      @Talpone
      .. ma nel sud il mezzo di locomozione più diffuso è il cammello?

      Reply

  • Avatar

    Lorenzo

    |

    Un’Europa di piccole patrie sarebbe ancora più succube rispetto ai poteri forti globalizzatori e non è al momento un obiettivo auspicabile. Tuttavia, le pulsioni indipendentiste in quanto tali aggiungono crepe alla macrostabilità del cadente regime plutocratico e devono essere valutate posivitamente.

    Dire poi che i referendum sanciscano la sconfitta ipso facto del progetto lepenista di Salvini mi sembra una grossolana esagerazione.

    Reply

  • Avatar

    Ilmiope

    |

    1. Senza fare dietrologie, un articolo di ieri sul sole 24 ore “In Sicilia tanti dirigenti quanti in 15 regioni” evidenzia bene che cosa i veneti non sono più disposti a finanziare con il loro residuo fiscale. E l’hanno dimostrato con un atto concreto di democrazia diretta, non con le parole, con una maggioranza inequivocabile. Nessun altro territorio ha fatto lo stesso. E’ un atto di portata storica.
    2. Perchè quello che hanno 15 regioni, non può essere concesso a un’altra regione che lo chiede con atto popolare? Tutti i cittadini sono eguali davanti alla legge o alcuni sono più eguali degli altri?
    3. Molte analisi banalizzano richiamando solo la questione fiscale, “egoisti”! Bisognerebbe richiamare la storia, maestra di vita, ma è faticoso… Sorprende quindi, ma credo che non sia casuale, che nessun analista abbia richiamato la specificità storica e culturale di un territorio che ha avuto 1000 anni di indipendenza, la cui memoria è ben presente nel territorio e richiamata dagli onnipresenti leoni alati. Dispiace che ad alcuni questo dia fastidio. Il più importante stato italiano per secoli, con una dimensione internazionale, plurinazionale, plurireligiosa, culturale e linguistica, Slavi, Albanesi, Greci, con struttura federale che assicurava l’autogoverno dei popoli.
    4. E’ una mera coincidenza che la provincia lombarda che più ha votato per l’autonomia sia quella di Bergamo che faceva parte della Serenissima?
    5. Bella l’ode del massone Foscolo al ladro di opere d’arte Napoleone, confiscatore dei monti di pietà, contro il quale è insorta mezza Italia (rovesciando la storia le insorgenze antinapoleoniche potrebbero essere considerate una guerra di liberazione nazionale).

    Reply

Lascia un commento

I miei libri

  • codeca_copertina_250
  • isis_250
  • uscirecrisigrande

  • servizi_media

  • servisefgrande

  • pafragrande

  • grandecrisigrande

  • 2006_russia_mussolini_250

  • 2008_bombe_250

  • 2009_abuso_250

  • 2013_noto_servizio_250

  • 2013_sistemi_elettoralli_250

Newsletter

* = campo richiesto!