Aldo Giannuli
Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

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Commenti (29)

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    michiamoaldo

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    Quelli dei si son convinti di vincere, convinti dal capo, per il bene del pd (?). Non sanno che il capo progetta un nuovo partito, per beneficiare del risultato e loro non serviranno più.

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    • Aldo S. Giannuli

      Aldo S. Giannuli

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      ma soprattutto non sanno di poter perdere….

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    Paolo Selmi

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    Professore grazie per questi argomenti che, nelle mani di qualche volontario appassionato di grafica, potrebbero divenire ottimi manifesti tipo: faccione di renzi sopra, “asso pigliatutto? No, grazie!” Sotto.
    Dal punto di vista organizzativo fb potrebbe e dovrebbe essere una risorsa: con i canali giusti milioni di persone se lo troverebbero sul palmare. E qualcosa gli resterebbe. Un caro saluto.

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    Tenerone Dolcissimo

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    Soprattutto non andate a dire agli italiani che il NO serve a difendere la “costituzione più bella del mondo”. A questa favola non crede più nessuno a parte qualche decerebrato che ancora dà retta a Benigni.
    L’amara verità è che la cosiddetta costituzione del 48 è una cagata e Renzi sta riuscendo nella mirabile impresa di renderla una grandissima cagata, dimostrando quanto giusto sia il vecchio detto che “al peggio nonc’è mai fine”. Dobbiamo riconoscere peraltro che il Renzi ha mostrato doti eccelse: era difficile peggiorare la cosiddetta costituzione del 48.
    Se poi qualcuno non fosse d’accordo con le mie parole può farsi chiarire le idee da Mario Monti, il quale ha dichiarato coram populo che noi non corriamo rischi di abusi della democrazia come è accaduto in Inghilterra con il referendumn Brexi. Difatti, la piu’ bella del mondo semplicemente proibisce agli italiani di dire la loro perché riserva tali decisioni alla classe degli aristocratici
    Tornando a bomba vi invito a fare come me che invito a votare NO proprio dicendo che quella del 48 è una cagata ma perlomeno è meglio di niente. Teniamocela come è e non facciamola peggiorare da Renzi. Poi magari in futuro riusciremo a produrre un qualcosa che difenda il cittadino dagli abusi del potere (val di Susa docet).
    Saluti a tutti
    P.S. Un aneddoto gustoso. Ieri a pranzo ero a tavola con mia sorella, che mi raccontava delle ultime fregnacce di Renzi sul MPS. Il televisore era acceso e trasmetteva un vecchio film di Verdone: Borotalco. Stava passando il pezzo in cui Manuel Fantoni rimbambisce il personaggio interpertato da Verdone con una montagna di cazzate: John Wayne è frocio, De Niro è mi’ fratello, Richard Burton mi ha vomitato sul tappeto e l’ho buttato fuori di casa ecc..
    “Ecco Renzi” ho detto a mia sorella, la quale non capiva. E io: “30 anni fa avrebbe potuto raccontare fregnacce di questo tipo ai passanti. Adesso i Manuel Fantoni hanno fatto carriera”.
    Sul perché adesso ci ritroviamo Manuel Fantoni a Palazzo Chigi ci sarebbe da aprire un dibattito.

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      Riccardo M

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      La Costituzione del ’48 è un testo di una limpidezza esemplare, per la stesura sono stati usati 1357 vocaboli, dei quali 1002 appartengono al vocabolario di base italiano, quello di massima trasparenza; questi 1002 vocaboli hanno occupato il 92,13 del testo, con una lunghezza media per frase inferiore alle 20 parole. Farla modificare a personaggi che hanno prodotto cose come il nuovo art.70 effettivamente è una ignominia.
      Detto questo però, affermare che la Costituzione del ’48 è una ca..ta perchè non prevede il referendum consultivo su certe questioni, è semplicemente una ca..ta.

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        Tenerone Dolcissimo

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        Oh ma quella del referendum consultivo è solo un aspetto. Non prevede referendum decisionali in molte materie, mentre gli svizzeri votano su tutto ma proprio su tutto.
        E poi vogliamo parlare del fatto che la cosiddetta costituzione consente anzi agevola lo stato a entrare nella vita dei cittadini mentre noi liberali inventammo le costituzioni proprio per tenere lo stato a tre passi?
        Cio’ detto se proprio si vuole difendere la cosiddetta costituzione del 48 si eviti di chiamarla costituzione ma ad esempio Legge Fondamentale come hanno fatto seriamente i tedeschi Cosi’ almeno non dovrà entrare in competizioni con le vere costituzioni, cioe’ quelle liberali, e non dovrà subire umilianti confronti

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        • Aldo S. Giannuli

          Aldo S. Giannuli

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          posso umilmente far presente che quel capolavoro che è la costituzione americana non prevede affatto i referendum di nessun tipo e non prevede l’eguaglianza dei cittadini senza distinzioni di razza?

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            Tenerone Dolcissimo

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            Vero è che la costituzione americana non prevede i referendum ma in ogni caso i referendum in USA si fanno e anche approvativi e non solamente abrogativi. Gli è che gli USA sono composti da 50 stati che sono stati a tutti gli effetti e la normativa pubblica quindi non deve solo esaminare il livello federale.
            Quanto ail’eguaglianza senza distinzioni di razza sappiamo bene quali sono i trascorsi in materia degli USA e come una simile normaavrebbe creato conflitti alla faccia della anime candide e boldrine che magnificano le società multirazza.
            Ma occorre anche e soprattutto ricordare che gli americani hanno una mentalità pratica e pragmatica e più che queste retoriche ed inutili dichiarazioni di principio privilegiano quelle che garantiscono con immediatezza come la norma costituzionale che tutela la vita dei cittadini prevedendo che ognuno abbia il diritto di portare armi.

          • Aldo S. Giannuli

            Aldo S. Giannuli

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            si ma qui stiamo parlando di ostituzione e quella americana non li prevede

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            Tenerone Dolcissimo

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            I referendum in USA si fanno. Per gli USA non si puo’ esaminare la sola costituzione federale ma anche quelle dei singoli stati. Gli USA essendo stato federale sono un sistema complesso Per esempio ci sono crimini federali e crimini locali che sono diversi da stato a stato

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          Riccardo M

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          Non mi sembra che la Svizzera sia questo campione da prendere come esempio assoluto. Forse perchè il problema non sta nel liberalismo o i referendum, ma è un po’ più complesso.

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        Tenerone Dolcissimo

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        Che poi sia di una limpidezza esemplare posso concordare con te. Anche le leggi razziali se per questo erano scritte molto bene.

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        Gaz

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        @Riccardo. Vero. In quella Costituzione il tocco stilistico finale fu dato da Concetto Marchesi.
        Ora il primo tocco vi vuole manomettere per celare i veriproblemi.

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    Allora ditelo

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    Il contenuto scandaloso delle email del comitato direttivo dei democratici americani o gli accadimenti nel Labour inglese dimostrano quanto sia pericoloso sopprimere il pluralismo politico ipocritamente appellandosi alle apparenze di democrazia.

    https://en.wikipedia.org/wiki/2016_Democratic_National_Committee_email_leak

    Quando il pluralismo è ridotto, il desiderio di “interferire” nei risultati non sembra un’ipotesi da limitare ai soli russi ma anche ai personaggi coinvolti in “reti di relazione” intente a salvaguardare oligopoli (politici e non).

    La riforma incombente concentra un enorme potere nelle mani di pochi potrebbe essere considerata un ottimo affare per gli _interessi_ che controllano i canali di comunicazione di massa e che non disdegnano pratiche di kingmaking (non esistono misure pubbliche dettagliate dei “facili entusiasmi”).

    Sarà il pregiudizio che mi induce a dubitare che la cittadinanza verrà debitamente informata su una questione cruciale invece che essere blanditi dalle dichiarazioni “inaccurate” veicolate in modo acritico e con sproporzioni che avvantaggiano i promotori della revisione.

    I dati dell’AGCOM di qualche tempo fa avevano delineato una sproporzione sintomatica ed uno scarso _lavoro_ di equilibrio da parte di redazioni che spesso non controllano la veridicità delle dichiarazioni e delegano tale lavoro _giornalistico_ al pubblico.

    In modo simile sono stati alterati fino ad oggi gli equilibri costituzionali originariamente previsti senza suscitare l’avversione degli elettori.

    Chiaramente la propaganda massiva indica che tali alterazioni non sono più considerate sufficienti.

    Spicca su tutti l’indebolimento delle possibilità di controllo (contrappesi), nonostante “i vincitori certi” possano essere una minoranza artificiosamente sovrarappresentata, relegando le opposizioni ad elemosinare spazio sui media malamente regolati dalla “par condicio”.

    Tempo parola governo+maggioranza 54%, M5S 5%
    http://www.opentg.it/controlla-i-tg/ (Focus maggioranza vs opposizioni)

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      Tenerone Dolcissimo

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      Tutto quello che sta succedendo è colpa di chi come te parla ancora di “pluralismo” termine loffio che ha sostituito tempo fa una parola più antica e dignitosa e forte LIBERTA’.
      Ma si sa … la parola libertà ricorda troppo il liberalismo
      Godetevi adesso la Clinton e i suoi aristocratici

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        Allora ditelo

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        La libertà è un termine fin troppo vago che si può attribuire anche alla morale degli animali che semmai si organizzano in branchi se ne fregano di rispettare il pluralismo.

        In certi casi libertà viene usato impropriamente per mascherare tendenze anarchiche.

        La Costituzione repubblicana che originariamente si è data questo paese non era anarchica e presupponeva il pluralismo partitico a rappresentatività proporzionale.

        «Lussu si dichiara contrario alla sospensiva.

        In linea di principio tutti i membri della Sottocommissione, per non far sorgere l’impressione che questa voglia abdicare ai suoi diritti e doveri, dovrebbero essere contrari a sospendere l’esame dei problemi che riguardano la Sottocommissione stessa. Tutti i problemi, quindi, debbono essere risolti a mano a mano che si presentano, anche se connessi ai lavori di altre Sottocommissioni. In questa ipotesi, infatti, si può sempre esprimere un pensiero e fissarlo in una proposta, salvo poi a modificarlo, quando si venisse a conoscenza di risultati diversi raggiunti da altre Sottocommissioni.

        Tiene a dichiarare che non è animato da nessuna preoccupazione di carattere politico nel proporre che la questione in esame sia trattata in sede di formazione della legge elettorale.

        Ha dovuto constatare, nell’esperienza pratica compiuta, che il sistema del collegio uninominale è strettamente connesso alla corruzione politica italiana, soprattutto nel Mezzogiorno e nelle Isole. Si dispensa dal citare dati di fatto che sono noti a tutti. È quindi favorevole in linea di principio alla rappresentanza proporzionale, pur rispettando l’opinione espressa dall’onorevole Bordon, quale rappresentante della Val d’Aosta, e non intende affatto rinunciare a questa conquista democratica. Ma la nuova legge elettorale, che verrà emanata, sarà senza dubbio l’espressione della rinata coscienza del popolo italiano.

        Alla obiezione che, non fissando nella Costituzione il principio della proporzionale, questo possa essere abolito da una maggioranza al potere, risponde che anche il fascismo cambiò la legge elettorale, ma prima di tale cambiamento era avvenuto qualche cosa di assai grave che, se si ripetesse oggi, farebbe saltare in aria non solo la legge elettorale, ma anche la stessa Costituzione.»
        — 13 settembre 1946 la seconda Sottocommissione della Commissione per la Costituzione

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          Tenerone Dolcissimo

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          Non scordiamo che fu il fascismo a inventare il pluralismo.

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            Allora ditelo

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            E la legge elettorale plebiscitaria fascista con tanto di tricolore mostra che a parole tutti possano darsi ragione.

            Benny era un giornalista che aveva sempre ragione come dimostrato dall’attività del minculpop sugli organi di informazione.

            Benny amava la libertà e non di rado la gloriava nelle sue peripezie verbali.

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    Brugial

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    Eccellente articolo che avvalora ancor di più, a mio giudizio, l’assoluta necessità di procedere senza meno allo spacchettamento del quesito referendario.

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    • Aldo S. Giannuli

      Aldo S. Giannuli

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      una volta per tutte: lo spacchettamento non è possibile perchè è contrario alla lettera dell’art 138, perchè è tecnicamente difficoltoso e perchè non è praticabile da un punto di vista logico. Un referendum non è una discussione alla Camera.

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        Brugial

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        Beh, via, lasciamolo decidere alla Corte Costituzionale….
        Avrei però da obiettare sul fatto che si insista, perlomeno a livello ideologico, nel non voler permettere ai cittadini di poter scegliere, visto la sostanziosa mole delle innovazioni apportare, ciò che può andar bene e ciò che no.
        Se lo si fa per un calcolo politico, puntando ad esempio sul fatto che il Senato non elettivo ritorni talmente indigesto da costituire di per se stesso garanzia sufficiente per la bocciatura di tutto il resto, allora lo posso capire anche se non condivido assolutamente non solo per il semplice motivo che mantenere l’ordinamento così come ora è fatto assolutamente deleterio, ma soprattutto perchè si strumentalizza lo scontro referendario unicamente per colpire il Renzi.
        Essere costretti a prendere in fiducia tutto il malloppo oppure restare a piedi non mi pare che sia una buona cosa per il Paese.

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      Allora ditelo

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      Il _suggerimento_ dello spacchettamento da parte di costituzionalisti noti al mainstream è certamente rappresentativo dei contributi che negli anni sono stati intesi a _piegare_ le disposizioni costituzionali a qualche esigenza contingente.

      Introdurre un precedente di tale natura non può che essere dettato da un qualche _calcolo_, come i tanti che in passato hanno causato conseguenze non meglio rese note nonostante la pretesa di favorire la democrazia.

      Certo che nessuno ha obbligato i proponenti della revisione a modificare una enormità di aspetti con una unica legge, ma le molteplici revisioni susseguite negli anni hanno sempre garantito che i cittadini sapessero quale sarebbe stata la costituzione risultante qualora un quesito referendario fosse stato approvato.

      Nel caso in cui più quesiti venissero posti contemporaneamente in un’unica data (in spregio al Teorema di May) ciò non sarebbe possibile.

      Qualora vari quesiti siano considerabili in qualche modo interdipendenti ciò negherebbe la possibilità di una decisione consapevole agli elettori che assentirebbero ad una formulazione solo se aggiunte ad altre _già_ approvate.

      Un simile precedente genera molte “possibilità inesplorate” da _calcolare_, stante che ogni quesito concretizzi un numero esponenziale di alternative (2^numero quesiti: cioé quattro quesiti sono 16 costituzioni possibili inclusa quella vigente).

      Nel caso più quesiti siano sottoposti in date differenti si potrebbe incorrere nel paradosso di Condorcet che apre la possibilità di manipolare il risultato a chi sia in grado di fissare l’ordine delle votazioni.

      In tal caso opportuni sondaggi potrebbero consentire di conoscere quanto serve per stabilire in che ordine alcune alternative siano preferite ad altre e quanto siano numerosi certi assortimenti.

      Tutta roba desiderabile in un paese ove già le ampie lacune di informazione sono riempite da propaganda pervasiva?

      Sarebbe opportuno che per_scegliere_ si intendesse che i cittadini debbano vedersi garantito un accesso facilitato alle informazioni necessarie per pervenire ad una decisione consapevole.

      Perché quando a chi decide vengono fornite informazione incomplete o inaccurate si parla di guerra di informazione, non certo di democrazia.

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    Agostino Marrella

    |

    Perché votare NO al prossimo referendum costituzionale?
    Per almeno 10 ragioni.

    1. L’attuale Costituzione non è superata: è ancora validissima, ma largamente inapplicata; è, peraltro, semplicemente falso che essa mai sia stata modificata perché è già accaduto 15 volte, ma mai in modo così indiscriminato ed invasivo.

    2. La maggioranza parlamentare che ha prodotto – anche con l’improprio, reiterato uso del “voto di fiducia” – lo stravolgimento dell’attuale Costituzione (modificandone ben 47 articoli, cioè oltre un terzo dei 139 totali) è frutto di meccanismi elettorali (leggasi “porcellum”) dichiarati incostituzionali (Sentenza della Consulta n. 1/2014).

    3. La “riforma” proposta è stata scritta “sotto dettatura” dell’Esecutivo con una evidente forzatura del principio della “separazione dei poteri” (proprio non dei regimi “bolscevichi”, ma liberali).

    4. Il propagandato superamento del bicameralismo paritario non diminuirebbe apprezzabilmente i costi del Parlamento e non semplificherebbe l’iter legislativo (nove i diversi procedimenti previsti).

    5. Il “nuovo” Senato sarebbe formato da 100 membri non eletti contemporaneamente all’elezione dei deputati, ma 95 (74 consiglieri regionali e 21 sindaci) – che restano in carica per la durata del loro mandato territoriale – con una procedura a carattere regionale (ancora… da definire!) e 5 nominati dal Presidente della Repubblica; un’assemblea legislativa dalla composizione alquanto eterogenea e macchinosa, cioè.

    6. La “riforma” Napolitano-Renzi-Boschi-Verdini è scritta malissimo (basta confrontarla con la sobrietà e la chiarezza della Costituzione vigente) e determinerebbe una conflittualità permanente fra organi e enti dello Stato (centrali e periferici).

    7. La “riforma” Napolitano-Renzi-Boschi-Verdini diminuirebbe le possibilità di partecipazione politica diretta dei Cittadini (ad esempio, triplica da 50.000 a 150.000 le sottoscrizioni per i disegni di legge d’iniziativa popolare).

    8. La “riforma” Napolitano-Renzi-Boschi-Verdini è già pessima di per sé, ma “combinata” con una legge elettorale (il cosiddetto “italicum”) ipermaggioritaria e fortemente limitativa della facoltà degli elettori di scegliere gli eletti, espropria, di fatto, la sovranità popolare (articolo 1 della vigente Costituzione) in favore di una minoranza politico-parlamentare che, grazie ad uno spropositato premio di maggioranza, potrà consentirsi una facile elezione del Presidente della Repubblica nonché dei componenti della Corte Costituzionale e del Consiglio Superiore della Magistratura; perdippiù tali scelte sarebbero fortemente condizionate dal Governo.

    9. La “riforma” Napolitano-Renzi-Boschi-Verdini non è informata allo spirito progressivo (la democrazia in continuo divenire) dell’attuale Costituzione, ma è democraticamente regressiva: rafforza il potere centralistico dello Stato, limitando oltremisura la sovranità sui territori delle popolazioni in essi residenti.

    10. La “riforma” Napolitano-Renzi-Boschi-Verdini costituirebbe, al di là del suo impianto formale, un’oggettiva mutazione della nostra Repubblica da parlamentare ad “esecutiva”: il Presidente del Consiglio – chiunque egli sarà – diverrebbe una sorta di dominus incontrastato e incontrastabile, attesa (si veda sopra) l’intrinseca debolezza del Parlamento, praticamente controllato dal Governo.

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      Tenerone Dolcissimo

      |

      L’attuale Costituzione non è superata: è ancora validissima, ma largamente inapplicata
      ***
      Non sia così disperato. La nostra costituzione (chiamiamola così; sono romano e so stare agli scherzi) è stata validamente applicata in tante occasioni:
      1) con il prelievo del 6×1000 da Amato nel 92;
      2) fottendo case e poderi di tanti piccoli agricoltori in Val di Susa;
      3) mettendo un mai eletto Monti a capo del governo ed un mai eletto Letta a capo del governo ed un mai eletto Renzi a capo del governo;
      4) piazzando il canone in bolletta a finanziare la TV di regime (ricordo ai beoti di passaggio che la radio e tv di stato vennero istituite dal fascismo su brevetto nazista);
      5) consentendo alle spie dell’agenzia delle entrate di controllare i conti correnti degli italiani.
      Non sono dell’opinione di vederla cosi’ nera poi. Certo c’è ancora molto cammino da fare per una completa applicazione della costituzione: per esempio espropriare della casa i piccoli proprietari oppure imporre quale partner sposare. Ma ci arriveremo col tempo.

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      • Avatar

        Allora ditelo

        |

        La Costituzione Italiana vieta esplicitamente referendum su questioni fiscali (come quelli che fanno Svizzera) e non sembra tuteli il segreto bancario (come la Svizzera) e consente l’esproprio per finalità pubbliche (come la Svizzera dal 1930 o la successiva convenzione europea per i diritti dell’uomo, Aricolo 1 del Protocollo I alla C.E.D.U.).

        Gli esempi invocati con accezione negativa non sono principi costituzionali ma sono _decisioni_ che la Costituzione presupponeva fondate su metodo democratico.

        Ed è proprio il “metodo democratico” quello tanto abilmente manipolato ed incoraggiato da una propaganda talmente pervasiva da radicare luoghi comuni strumentali a tali derive proprio tra gli scontenti (i mezzi di massa, attraverso tali suggestioni sono state diffuse, sono controllati da pochi appartenenti a “reti di relazione” con _interessi_ certamente elitari).

        L’elezione diretta per il solo Parlamento è stato una decisione deliberata perché _originariamente_ era previsto per esso il ruolo fulcro di GOVERNO avendo l’esecutivo un ruolo subordinato al Parlamento e la nomina concorrente (con il PdR) era un principio volto a consentire la possibilità di garantire l’imparzialità della carica.

        Avere più istituzioni investite direttamente dai cittadini avrebbe potuto generare conflitti esautorando il Parlamento del proprio ruolo.

        E per assolvere a tale ruolo era previsto un Parlamento RAPPRESENTATIVO e dunque pluralistico (i quorum previsti erano appropriati a tale esigenza).

        Tutto ciò è stato parzialmente alterato sfruttando punti deboli della Costituzione e margini di “interpretazione” in particolar modo sfruttando lo scandalo di tangentopoli per fornire “suggerimenti”

        Non essendo stato originariamente previsto il maggioritario non ci sono meccanismi di contrappeso pertinenti giacché la previsione fondamentale era che le decisioni avessero il sostegno della maggioranza di una assemblea RAPPRESENTATIVA.

        Invece il presupposto che il maggioritario nega ed ostacola oltre al pluralismo è la possibilità di ricambio dell’offerta politica.

        E per coronare tale deriva hanno previsto l’investitura diretta del PdC per subordinare la maggioranza ad esso tramite la “disciplina di partito” che è attuata anche per mezzo dei mezzi di comunicazione di massa (la “libertà” di espressione).

        Alla la “libertà” di scegliere tra una o più “amici di” pompati da uno o più editori che coprono la maggioranza del pubblico italiano, preferisco il pluralismo che la Costituzione originaria avrebbe dovuto garantire.

        L’esproprio di spazio politico la Costituzione non lo prevedeva neanche per fini di “pubblica utilità”.

        Invece sono riusciti a suggestionare il pubblico a favorire derive per cui gli “amici di” sceglieranno cosa espropriare e quali tasse imporre, non ultima con l’elezione diretta del PdC rappresentando una frazione dell’elettorato (quella che ha più potere e fondi) in una desertificazione politica forzata.

        Reply

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    Trotsko

    |

    DEMOPOLIS ha effettuato questo sondaggi:
    Al Referendum di ottobre, il suo voto sarà soprattutto:
    -Un sì o un no alla Riforma Costituzionale: 54%
    -Un sì o un no al Governo Renzi: 35%

    Non mi fido dei sondaggi (in particolare di quelli di area Pd) e penso che la miglior propaganda per il No sia dire che in modo diretto e semplice che Renzi è per il Sì. Lavorando sui fianchi ad un esecutivo in affanno e invocando le dimissioni del premier illegittimo.

    Reply

    • Aldo S. Giannuli

      Aldo S. Giannuli

      |

      w quesro è l’argomento da usare con l’elettorato meno politicizzato, ma bisogna usare anche l’altro più “raffibato” della porìcheria di costituzione stanno proponendo

      Reply

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    Makno

    |

    Gentile professore esco leggermente fuori tema, ha letto l’articolo di oggi di Ferrrara sul foglio? delirante . Prendendo spunto da un analisi mal pensata e mal digerita dell economist il tapino deraglia nella teologia politica. E un articolo piuttosto sintomatoco di un certo mondo ora vicino al renzi, che di fronte ad una realta’ che non risponde ai propri desiderata viene preso dal panico. Con stima e cordialita’ makno

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    Gaz

    |

    D’Hont proporzionaci tu !

    Reply

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