Aldo Giannuli
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Commenti (10)

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    ilBuonPeppe

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    “Il M5s non sembra in condizioni di vincere in nessuna regione (salvo una modesta probabilità in Liguria)…”
    … dove, guarda caso, si sono inventati la storia dell’amico del figlio del presunto boss indagato. Un fantastico autogol.
    Sono paranoico io, o ogni volta che il m5s rischia di vincere qualcosa esce una storia che li mette in difficoltà? Bisognerebbe pensare che ce l’hanno con loro, se non fosse che è sempre farina del loro sacco.

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      off

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      sei sicuro che sia un autogol ???
      e’ partito tutto da qui: http://www.casadellalegalita.info/

      quando sento che le notizie arrivano da “la casa della legalita’”, “il circolo della liberta’”, “l’osservatorio della giustizia”, “il sottoscala della trasparenza” sento sempre quel puzzino che si sentiva qualche decennio fa’…
      mah, sara’…

      il prof. che dice ? Cappuccino, brioche e intelligence ?

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    Tenerone Dolcissimo

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    Sono molto curioso sul voto del Veneto. Sono stato rappresentante di lista M5S alle europee e quando abbiamo visto i risultati una mia collega era molto delusa. Per rincuorarla le ho detto che eravamo a Roma, città clientelare e quindi era lecito attendersi una vittoria PD. Preconizzavo un vittoria netta in Veneto.. Invece anche il Veneto si schierò col PD nonostante i calci in bocca ricevuti. Vediamo adesso che succede.

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    Paolo Federico

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    Io invece ero molto fiducioso in una vittoria in Basilicata, subito dopo le politiche, avendo il pd fatta zozza con rimborsopoli. Bene, pur dimezzando i consensi, grazie all’astensionismo, raddoppiò le percentuali passando da un circa 30% addirittura ad un 60% e facendo così asso piglia tutto. Ci sarebbe da sbellicarsi dalle risate ( infatti all’estero ridono di noi), se non fosse tutto così tremendamente disperante.

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    Pierluigi

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    Caro Aldo,
    nell’…anticipare criteri e fissare dei livelli per stabilire chi ha vinto e chi a perso, per limitare la tendenza inconscia a “leggere” i risultati in una luce addomesticata …
    credo debba tenersi maggior conto dei voti popolari espressi dalle liste di fiancheggiamento, sempre numerose nelle competizioni elettorali locali e spesso in grado di raccogliere più voti del partito di riferimento del candidato governatore.
    Conseguentemente, mi sembra mera espressione di un desiderio inconscio la tua affermazione per la quale ….. una flessione oltre il 6% sarebbe una sconfitta piena, perché vorrebbe dire che l’avanzata di un anno fa è in via di liquefazione e nel partito si aprirebbe uno scontro interno molto aspro….

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    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      be non in tutte le regioni ci sono liste di fiancheggoiamento Pd come in POuglia e poi dobbiamo vere cosa prendono , poi sarà difficile stabilisre se sono voti sottratti al Pd o ad altri dela coalizione, vedremo sui risultati

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    leopoldo

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    le amministrative hanno il vantaggio che il legame tra elettore e eletto è più diretto, perciò se la rappresentatività delle chiaccherate liste di appoggio a DeLuca, uno per tutti, risultano maggioritarie. Credo che il risultato sia chiaro che non è il paese dei rapporti legali quello che vince, al di là di tutti i buoni propositi

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    giandavide

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    i n ogni caso queste elezioni rispecchieranno la tristezza dell’elettorato. l’unico dato certo è l’aumento degli astenuti. per evitare questo effetto renzi dà dei bonus a determinate fasce di reddito nelle quali ha individuato il suo elettorato da fidelizzare. ma il bonus una tantum di 500 euri a ferragosto non so se basterà ad evitare l’emorragia di elettori. la cosa rassicurante per renzi è che non è il solo ad avere problemi del genere. bisognerà quindi vedere chi perde meno voti, ma c’è una seria possibilità che renzi prenda meno voti, in termini reali, di quanti ne prendeva la premiata ditta di bersani. ma anche in questo caso, considerando le sofferenze degli altri, si ritrovi con un 30% o più.
    poi, se si considerano regioni come la toscana, i problemi sono ancora più grossi. l’unica alternativa di sinistra sarebbe tommaso fattori, che è pure una brava persona, ma che non se lo fila nessuno. e c’è una seria possibilità che il pd prenda percentuali così bulgare da tirare su le percentuali a livello nazionale.
    per quanto riguarda il m5s, considerando le performances tipiche alle regionali, mi sembra difficile che ci si stacchi tanto dal 10%. anzi, se ci arrivano, sarebbe una fortunaccia. ma, come è successo in passato, non credo che i sondaggisti abbassino di molto la loro valutazione dei 5 stelle. casomai li fanno scendere al 15%, tanto poi li fanno risalire al 20% quando renzi va male, così sembra che ci sia un avversario. anche perchè andando così le cose il vitellone di rignano non avrà più nessuno su cui fare battutine: una vera catastrofe per uno che sulle battute facete ha costruito un impero

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    DB

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    Nel ricordare a Pierluigi ed Aldo che “chi ha perso” si scrive con l’h (grammar nazi), vorrei fare una domanda a quest’ultimo.
    Sto conducendo una mia personale battaglia per l’evidenziazione del reale consenso, collegata al problema dell’astensione. In breve: credo che sia inutile e fuorviante continuare a parlare in termini di percentuali come si fa tradizionalmente. Finché i votanti rappresentano l’85% degli aventi diritto la cosa ha un senso e si puó far finta che l’astensione non esista; ma quando arriviamo ad appena il 53% degli aventi diritto o anche meno, le percentuali non spiegano piú nulla.
    Un partito puó perdere una marea di voti e vedere peró aumentare le percentuali, un altro sbandierare di avere “la maggioranza degli italiani” quando in realtá gli italiani che lo supportano sono il 17 o il 20 per cento, e cosí via.
    Come possiamo allora parlare di “eventuale calo del 3%”? Il 3% di cosa? Di quanti? Se stessimo facendo statistiche, tale numero non avrebbe alcun valore. Non sappiamo quanti voteranno, per estremo il 3% potrebbero essere 3 voti, sarebbe un tracollo? Una vittoria?
    Credo che sarebbe ora di cominciare a parlare di percentuali assolute, sugli aventi diritto. Non vedo perché nei nostri “pronostici” dobbiamo pesare le schede nulle e invece fingere che i non votanti non esistano.
    Oltretutto, se si cominciasse a diffondere tale costumanza in analisi e pronostici (oltre che nei sondaggi, ehhh!) molti trionfatori da tv comincerebbero a preoccuparsi dell’astensione, e molti astenuti, chissá, rivedrebbero la loro posizione.

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    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      Nel ricordare al gentile interventore che esistono gli errori di battutura (e personalmente ne faccio molti) rispondo alla domanda. le elezioni non si fanno solo per misurare il gradimento di partiti e leaders, ma anche per eleggere organi, quale che sia la percentuale di vitanti. Per cui, se è vero che l’astensionismo è un fenomeno di cui terer conto, bisogna sempre ricordarsi anche di un particolare: il voto è una espressione di volontà positiva (ad ezempio scelgo Berlusconi piuttosto che Renzi) mentre l’astensione è una espressione “muta”, cioè non è dato sapere, in positivo, cosas voglia l’elettore se non un generico senso di insoddisfazione,per cui è ovvio che le due cose abbiano un valore molto diverso, a meno che non ci si trovi di fronte ad un processo rivoluzionario ed allora l’astensione ha un valore di delegittimazione concreta degli organi eletti

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