Aldo Giannuli
Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

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Commenti (10)

  • Roberto B.

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    Che dire? Edipo ovvero la necessità di uccidere i padri: metaforicamente, è ovvio, ma in un passato nemmeno tanto lontano le successioni al potere avvenivano per le vie spicce.
    Tutto sommato Renzi dovrebbe riconoscere a D’Alema l’onore delle armi; la sua (di D’Alema) strenua resistenza servirà a incoronarlo definitivamente nella successione.
    In linea con il personaggio, uno a cui piace vincere facile.
    Se adesso è difficile trovare un sostituto di uguale spessore, dopo sarà davvero arduo per chiunque riuscire a stanarlo; persino se cade il governo, il partito gli rimarrà saldamente in mano, per assoluta mancanza di alternative.
    Berlusconi docet.
    Ed è giusto così; come lei ha giustamente osservato, la scelta dei tempi è fondamentale. D’Alema non si smentisce, è quello che sembra: uno spocchioso presuntuoso. Ha pensato di poter tenere a bada il giovanotto, di cavalcare comodamente la tigre, di fare il Mazarino dietro le quinte. Adesso è tardi. Va all’attacco, ma se si volta vedrà che lo segue un esercito composto da quattro veterani male in arnese.

  • Pasquale Cocozza

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    Egregio Prof. analisi condivisibile se non fosse che la situazione socio economica dovesse restare immutata per almeno uno o due anni,ed e’ qui’ che ho delle perplessita’ visto anche il recente allarme lanciato dalla BRI ,se la crisi economica dovesse peggiorare la situazione cambierebbe per tutti.

    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      e infatti considero anche l’ipotesi “tutti perdenti” se ci fa caso

        • Aldo Giannuli

          Aldo Giannuli

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          letto: interessante

  • tonino b

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    Prof.,
    ma i bersani, i dalema e i loro seguaci, cosa propongono (o hanno propinato!) di diverso da quello che propina il renzusconismo?
    non é che la trovata perugina sia necessaria per (tentar di) non far “fuggire il gregge suddito” dal pd-l? atteso che la trovata della “trasfuganza” civatianfassiniandattoriana non pare stia riuscendo ad emulare le gesta bertinottiane?
    d’altra parte é lo stesso speranzoso Speranza che dal pulpito perugino ha detto che: “…loro sono il pd-l…”!
    cosa serve ancora per comprendere che i loro sono solo giochetti assoldati dai “liberistipredatori” dei diritti democratici ed economici del popolo sovrano?
    sempre con stima incondizionata
    un saluto bakuniano

  • Herr Lampe

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    Posso tirar fuori il mio lato femminile?
    Glielo avevo detto IO… 😉

  • Agostino Marrella

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    Taluni media tentano di far credere che la direzione nazionale del Pd del 21 prossimo sarà… “epocale”: o il signor Renzi ridurrà alla silente obbedienza la sinistra nominale “nel/del” Partito della Nazione o quest’ultima se ne scinderà. Tranquilli! Nessun* si muoverà, nessun* avrà un sussulto di dignità.

    L’espressione “casta politica” non è soltanto una semplificazione giornalistica; la pervicace “non rottura” della nominale Sinistra “nel/del” Pd col signor Renzi non è spiegabile per noi “anime belle” (come un certo politicume definisce coloro che credono ancora, nonostante tutto, nel valore della Politica), ma è spiegabilissima se le cariche elettive – da quella di consigliere circoscrizionale a quella di parlamentare – sono ambìte/vissute in termini di affermazione personalistica, slegata da ogni concetto di rappresentanza democratica. E “pezze peggiori del buco” sono le risibili affermazioni in ordine alla “responsabilità nazionale” e ai “vincoli europei” per cui il governicchio Renzi-Alfano-Verdini non può “cadere” e, dunque, “lor signori” (sì , sempre quelli della nominale Sinistra “nel/del” Pd) hanno finanche votato a favore del “piano di decrescita democratica” che fa strame della Costituzione repubblicana e di diritti il cui conseguimento ha richiesto lotte e sofferenze decennali e che – come potrebbero ora fare altrimenti? – peroreranno pure il voto favorevole al “plebiscito d’Ottobre” concepito dal signor Presidente del Consiglio.

    Particolarmente “deludente” il signor Bersani, nei confronti del quale – pur non votando Pd – avevo una certa “simpatia” per le dimostrate capacità di pubblico amministratore, per la sobrietà espressiva e per un sufficiente (residuale?) “ancoraggio valoriale”; e tuttavia il suo esasperato tatticismo meramente teso alla individuale “sopravvivenza politica” nella “ditta” del “plenipotenziario” Renzi, a me fa venire in mente un aforisma, che riporto “a memoria”, attribuito a Leo Longanesi: “Non manca la libertà, mancano gli uomini liberi.”.

    Per sovrappiù – facciamocene, laicamente, una ragione – la Sinistra italiana non ha una passata “età dell’oro” alla quale fare riferimento, né in termini ideologici (per fortuna!), né organizzativi; e l’eventuale ottimismo della volontà, non può prescindere dal pessimismo della ragione che può aiutarci, ad esempio, a prendere atto che il signor Renzi è – per “distillazione del peggio” – soltanto l’ultimo prodotto della finta diversità etica e del consociativismo del Pci al cui riparo sono cresciute tante generazioni di autoreferenziali oligarchie, progressivamente (regressivamente?) sempre più scadenti.

  • Paolo Selmi

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    Buongiorno Professore!
    Fosco Maraini, per capire i fatti di casa nostra, invitava a estraniarsi per un attimo dai propri credo, passioni, attaccamenti alla maglia, e a sentirsi Cit.Lu.V.I.T. (Cittandini della Luna in Visita d’Istruzione sulla Terra). Provo anch’io a fare il “citluvit” e a cercare di capire non tanto cosa sta accadendo, perché dovrei disporre di superpoteri per entrare nella testa del Conte Max, di Lo-renzi il come-son-fico, del Cavaliere mascherato… tanto di capire come si è arrivati a tutto questo. Appare chiaro che più ci disaffeziona, più si fa il loro gioco: un gioco chiaramente antidemocratico, teso a far passare tutto sulle nostre teste. Se non partecipi, meglio; se partecipi, queste sono le cose, se ti sta bene è così altrimenti quella è la porta. E se ti opponi o vuoi “uccidere tuo padre”, come dice bene un post precedente, per prenderne il posto, devi diventare come lui, e funzionale alle lobby che lo hanno sostenuto fino a poco prima. Come mi sembra di essere al lavoro, dove al mio primo giorno mi cercarono di “educare” dicendo che lì non era una democrazia, ma una “dittatura organizzata”, e dove poi ho imparato negli anni che per buttare giù il dittatore di turno occorre un altro dittatore, figlio di buona donna tale e quale il primo. Torno alla domanda di partenza, e mi dico che con la prima generazione, quella della guerra, non ci sono riusciti a far passare questo concetto; non ci sono riusciti nemmeno con la seconda, quella di mio padre, che ha partecipato, ha lottato e ha ottenuto; con la terza, ovvero la mia, penso che ci siano riusciti in pieno. Iniettate nelle arterie del Paese dosi massicce di disimpegno, riflusso, Fiat e scala mobile, berlusconismo trentennale, calciatori e veline, milano da bere e arrivismo da yuppie anni Ottanta, di cui Lorenzi il Comesonfico è degno interprete, fino all’attuale qualunquismo patologico da social-network… il barbone di Treviri sarebbe diventato pazzo, altro che religione “oppio dei popoli”! e che dire del pelato di Predappio? niente manganello, né olio di ricino… per uno che alza il ditino, tipo oratore di Hyde Park, cento lo zittiscono e gli danno del pazzo! Un tessuto democratico debole, troppo giovane e fragile si è progressivamente sfilacciato, sacche di resistenza anche importanti (per cui il manganello non manca), restano scoordinate fra loro e sempre più deboli, in virtù di questa doppia azione, tesa in alto a scardinare i puntelli di tutela democratica, man mano che in basso ci si rassegna a questo, ingoiando rospi, turandosi il naso e, infine rinunciando completamente – “tutti uguali! fate voi”. Che dire… da citluvit non capisco più dove è la democrazia e dove è la dittatura.

  • victorserge

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    sinceramente non capisco come si può aver ancora a cuore ciò che in italia è chiamata sinistra.
    io preferirei parlare di politica, cioè di programmi, visioni, questioni sociali da affrontare, di organizzazione della società, di quale ambiente in cui si vorrebbe vivere e quale in cui non si vorrebbe vivere.
    vorrei che si parlasse di democrazia, dell’esautoramento della volontà popolare in atto propedeutica a una dittatura eurocentrica basata sul profitto; etc.etc. etc

    invece no, stiamo ancora qui a parlare di dinosauri che combattono inutilmente contro la nuova specie di famelici mammiferi: stiamo qui a vedere se saremo comandati da vecchi dinosauri sdentati o da carnivori mammiferi con zanne lunghe un kilometro, pronti ad azzannare i brani che ancora pencolano dalle zanne cariate di quei vecchi dinosauri.

    ….continuiamo a farci del male………ma che bello!!

    saluti

    victor serge

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