Aldo Giannuli
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Commenti (9)

  • giandavide

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    parallelamente al venir meno del berlusconi politico, viene portato avanti non solo il berlusconi imprenditore, ma anche il berlusconi “padre nobile”. se è vero che il giochino di berlusconi del piede in due scarpe non funzionerà più come un tempo, è anche vero che da qui al fatto che berlusconi non giochi in due squadre contemporaneamente ce ne passa un bel pò. al momento infatti incassa non solo, attraverso il nazareno, la possibilità di sedersi al tavolo di quelli che cambieranno la costituzione, e il supporto del governo per risolvere i problemi suoi, ma anche la non ostilità da parte delle opposizioni: nessun sedicente nuovo leader del centrodestra oserebbe mettere in discussione la figura di berlusconi; sostituirla si, ma con rispetto…
    come dimostra il caso alfano, berlusconi non solo non rompe mai con nessuno, anzi rimane in ogni caso un azionista rilevante di ogni futuro progetto di centrodestra. per il resto va anche detto che la magistratura si trova in condizioni peggiori rispetto a un anno fa.

  • Massimo

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    Mattarella è il patto del Nazareno, un’operazione mediatica perfettamente riuscita per ingannare l’opinione pubblica e riabilitare l’immagine di Renzi che si stava logorando in quanto troppo succube di Berlusconi.

    Le azioni di Mediaset e Mediolanum vanno a gonfie vele in borsa dopo l’elezione di un ex giudice della Consulta votato dalla maggioranza di un governo Berlusconi nel 2011 ed eletto col soccorso azzurro, occultamente nell’urna, alla presidenza della Repubblica. Come mai se è un presidente “sgradito” le borse festeggiano?

    Inganno globale se ce n’è stato uno, prima di sabato avevo dato Mattarella eletto presidente con un largo margine, tra i 600 e i 700 voti. Sono stati 665, compresi ovviamente i voti “responsabili” di Berlusconi che certo, magari preferiva Amato o Casini, ma non si può certo lamentare visto che è uscito un “moderato” come voleva lui

  • andrea

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    il patto del nazareno credo che rientri nella logica degli appoggi a geometria variabile,che sembrano caratterizare il dinamismo di renzi e la sua politica,non credo che il patto abbia una forza così centrale come i giornali fino ad ora lo hanno inteso,renzi come ha dimostrato è una persona capace di azzardi e rischi,si trova di fronte a se un bivio,continuare con questo parlamento,dove berlusconi è ancora un possibile sostegno alle riforme che lui desidera fare,oppure rischiarsela ed andare alle elezioni anticipate con la nuova legge legitimandosi e rafforzandosi ,ma trovando ad elezioni ultimate l’intrasigenza leghista e pentastellata e forse anche su alcuni punti una loro e cinica unione antigovernativa.forza italia se si andesse alle elezioni anticipate,dai sondaggi e dagli umori che si registrano ora,sarebbe quasi irrilevante,e quindi giocherebbe all’attacco insieme agli a lega e 5 stelle,ecco, sencondo me il patto del nazareno si snoda proprio davanti a questo bivio,tentare l’azzardo del solo ma potente contro tutti,o muoversi in una situazione più fragile, di equilibri precari,ma dove tutti hanno qualche cosa da chiedere e da dare.

  • Gerardo

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    Tra le sconfitte personali ricorderei anche quella del Milan…quanto ha contribuito in passato questa squadra alla sua immagine di presidente vincente, e quanto adesso è l’emblema della sua inesorabile decadenza…

  • Daniele Gioannini

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    Forse c’è un errore.. la “schiforma” costituzionale è già passata al senato o sbaglio? L’8 agosto 2014 se non erro..

    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      solo in prima lettura al senato

  • Alessio

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    Ha detto bene professore. La colpa grave dipende dalla sinistra Pd, qualcosa senza onore, un gruppo di potere sotto la faccia buona di Bersani. E Bersani, sì quello con cui la menano tanto “Bersani brava persona”, “Bersani uomo onesto” , etc. ebbene Bersani politicamente capisce un po’ meno di nulla. Vista nella prospettiva storica la “ditta”, la sua segreteria (2009-2013) è un fallimento epocale. Dissolta in meno di 2 mesi, passata armi e bagagli alla corte del califfo di Rignano d’ Arno, “la ditta” si è presto trasformata in un Sultanato. Ciò che resta della sinistra è solo un gruppo di parlamentari vili e senza qualità, espressione di un sistema di potere (quello emiliano….) che ha fatto il suo patto del Nazzareno ben prima di Renzi e Berlusconi, come plasticamente ci ricorda la presenza di Poletti al Governo. Scaricato anche dai sui grandi sponsor Bersani e la sua ciurma non appaiono gli eredi di una tradizione, di una cultura gloriosa, ma come un gruppetto di presunti furbi che mercanteggia quel poco che può con Renzi per portare a casa neanche l’ agnello ma al massimo l’ osso. In attesa che grazie alle riforme approvate anche col loro voto Renzi li liquidi una volta per tutte. Sono dei mediocri, ominicchi e donnette che si vendono la Repubblica in cambia di qualche misera prebenda (neanche roba grossa) che Renzi gli lancia dal carro ancora per qualche mese. E Bersani porterà la responsabilità politica, storica e morale di questo disastro. La responsabilità di aver invaso il Parlamento con questa gente e la squallida retorica su questo attrezzo, il Pd, a cui “bisogna volerci bene”. Civati? Un prodotto costruito in laboratorio per affiancare Renzi nella sua opa ostile sul Pd. Un totale sconosciuto, ma molto telegenico, che si è prestato a coprire il fianco sinistro per l’ orda renziana (sì, era proprio lui nelle prime Leopolde). L’ hanno usato e lui non se ne è neppure reso conto. Oggi va avanti a colpi di penultimatum in attesa di finire nell’ oblio. Cuperlo? Un uomo che bisognerebbe sempre avere nella propria segreteria ma mai come segretario. Non ha il quid, direbbe Berlusconi. Un uomo non adatto a quello che questi tempi oscuri richiedono ma che sta provando a organizzare un’ area di sinistra dentro al Pd (almeno lui ci prova, Bersani neanche quello) , per la verità con scarso successo. Ma d’ altronde il comportamento parlamentare suo e dei suoi non è certo un modo per attirare delusi, giovani e quant’ altri. Nella partita del Quirinale si è consumata la loro disfatta: hanno subito il candidato di Renzi e poi fatto finto di ridere come allocchi (Bersani). Potevano, anzi dovevano giocare la partita finale, rifare a Renzi lo scherzetto che lui fece a Bersani 2 anni nel segreto dell’ urna o trovare una battaglia nobile con cui rompere il regime renziano e rendere pubblico il patto occulto che governa l’ Italia. Invece sappiamo tutti com’ è finita. D’ Alema tace ma è ancora l’ unico leader vero nella sinistra italiana, l’ unico contro cui non a caso si è rivolta la rottamazione (termine squadrista che ben definiva chi la predicava) del sultano di Rignano d’ Arno

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