Aldo Giannuli
Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

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Commenti (7)

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    Gherardo Maffeif

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    A proposito del film di Lizzani “Mussolini ultimo atto” reputo che i lettori fissi del suo blog egregio professore, meritano un ulteriore informazione. Lizzani portò in scena la versione ufficiale del PCI con il famigerato/famoso “colonnello Valerio” e un duce tremebondo.Più tardi l’autorevole Sandro Pertini, incontrato il regista cripto comunista, tipico esponente di quella sub cultura sinistroide. che ha portato alla sfascio il paese, lo mise al corrente che l’esecuzione di Mussolini, non era andata secondo la versione ufficiale.Infatti è da tenere presente che una delle innumerevoli ipotesi sulla liquidazione di Mussolini, vuole che uno dei liquidatori fosse stato proprio lui, oppure il futuro segretario comunista Luigi Longo.Infatti fu proprio Pertini che dai microfoni di Milano libera nella primavera del 1945 esortava i partigiani, ad uccidere il duce come un “cane tignoso”. Inoltre è bene sapere che al professore Cattabeni che eseguì l’ autopsia di Mussolini, fu impedito di eseguire quella su Claretta Petacci, forse per evitare di stabilire che la poveretta era stata stuprata dai partigiani, prima di essere uccisa.Pertini comunque fu un raro esempio di socialista onesto, coerente, coraggioso che pagò un prezzo personale altissimo per il proprio ideale politico. Fu quello che cacciò, lui presidente della camera, il questore di Milano Marcello Guida, dal palco durante le celebrazioni del 25 aprile 1969, avendolo riconosciuto come uno dei suoi custodi nella isola di Ventotene e che lo aveva indicato nella sua scheda di confinato come “elemento esaltato, capace di compiere atti terroristici”. Pertini si può definire come la personificazione del detto che vuole che “si nasce piromani e si muore pompiere”. Da vecchio presidente della repubblica, in incognito e senza scorta, mentre era seduto su una panchina pubblica a Nizza, fu riconosciuto dal neonazista Marco Affatigato, latitante in Francia inseguito da vari mandati di cattura per presunte stragi neofasciste, dalle quali poi risulta essere stato sempre assolto. Iniziò tra i due una civile conversazione, ove il latitante si proclamò estraneo ai fatti per i quali era ricercato. Fu preso in simpatia dal Pertini, che successivamente dopo la sua cattura lo andò a trovare perfino in carcere, suscitando scandalo tra le “anime belle” di sinistra. Azzardo una ipotesi:: Pertini vide in lui, la sua stessa storia giovanile, quando a parti invertite, anche lui era latitante in Francia. Non moriamo idioti!

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    marcot

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    Buongiorno Prof. Giannuli,

    Lei scrive: “è scomparsa la dimensione del conflitto politico-ideologico”; dal punto di vista pratico è vero, dal punto di vista propagandistico per niente. Intendo dire che la propaganda occidentale cerca di far apparire l’odierno confronto Usa-Russia come una guerra ideologica: democrazia contro dittatura. Io e Lei sappiamo bene che in realtà si tratta di uno scontro tra pseudo-democrazie rappresentative marce e corrotte, ma non è questa la percezione che ha la gente, la cui informazione passa esclusivamente attraverso media ideologizzati. Sento persone oggi parlare della Russia di Putin negli stessi termini in cui si parlava dell’URSS quaranta anni fa.

    La farsesca ideologizzazione dell’attuale momento storico è un’esigenza indispensabile agli USA per imporre all’Europa e al resto del mondo la propria egemonia politico-economica. D’altra parte, se si ammettesse che in Russia c’è un certo grado di democrazia, per quale motivo gli Europei dovrebbero considerarla un nemico? Per motivi economici, quando i rapporti commerciali con la Russia ci convengono mille volte di più di un TTIP? Per motivi sociali, quando in Russia c’è un 2% di disoccupazione giovanile contro il nostro 40%? Per motivi etici, quando in Italia ormai c’è più corruzione che all’Est? Meglio allora presentare Putin come un novello Stalin, glissando sul fatto che nel parlamento russo sono rappresentati 4 partiti contro i 2 del parlamento americano.
    Saluti,
    Marco

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    giandavide

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    sintomatico… semplicemente ci sono più finanziamenti riguardo la prima guerra mondiale, dato che è un’evento europeo e vi è stata una spesa comunitaria per esso. in italia le voci “cultura”, “patrimonio” non vengono quasi mai finanziate se non per fare favori a qualche amico. quindi come sorprendersi se non riescono a produrre una riflessione decente? la classe dirigente le considera tutt’al più una forma di reddito per qualche sodale

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    danilo de biasio

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    messaggio flash: ma allora il prof giannuli è diventato favorevole all’anniversarismo!

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    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      direi proprio di no: mi limito a studiare gli anniversari. VECCHIO PIRATA!!!

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    leopoldo

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    “…Lo scontro era motivato da espliciti calcoli di potenza: la conquista di nuovi mercati,…” pensavo al foreign fighter del isis che ha postato la sua foto con la nutella, non penso se la sia portata da casa. Sembra che le linee di commerciò siano ottime fino alle retrovie della linea di fuoco?-:-(

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    Gherardo Maffei

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    Comunque non è vero come sostiene qualcuno che i soldi per la cultura e/o patrimonio, non si trovano. A Roma come a Ferrara sono imminenti il varo dell’ennesimo museo della shoah, costato ai contribuenti italioti cifre esorbitanti; così come i soldi a pioggia per i vari istituti storici della resistenza, disseminati ovunque nella penisola. Per non parlare dell’ANPI regolarmente finanziato, che è corso ora ai ripari stante il fatto che i centenari sopravvissuti, per ragioni anagrafiche stanno scomparendo, è ricorso all’iscrizione in massa di giovani virgulti, tutti eruditi i pupi a dovere, fin dall’asilo. Tranquilli nonostante la crisi economica, la disoccupazione giovanile, per le varie mafie accademiche, cricche intelletualodi, circoli pseudo culturali, logge varie, i soldi si trovano sempre.

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