Aldo Giannuli
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Commenti (12)

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    ilBuonPeppe

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    Il primo è più importante obiettivo che un sistema giudiziario si deve porre è quello di arrivare a una sentenza definitiva: ciò che può essere definito anche “certezza della pena”. La prescrizione è il fallimento della giustizia.
    I processi durano troppo? Vero, ma è un problema diverso, che va affrontato e risolto in modo mirato; non con la pezza della prescrizione che, di fatto, invece di risolvere il problema ne crea un altro.
    Come si accorciano i processi? Lo hai detto tu: aumentando gli organici, limitando gli incarichi, punendo gli sfaticati, ecc.

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    ++giustizia

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    per ridurre il numero dei processi si potrebbe introdurre la pena di morte per ogni reato, se il querelato è assolto il querelante va giustiziato. Direi che è equo.

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    Gaz

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    ACME NEWS
    Gli studi televisisvi dell’atollo di Arenula vedranno una nuova edizione dell’Isola di Adamo ed Eva. Nella speranza di aumentare il numero dei giudici, sono stati selezionati una giudicessa di merito e un ermellino da spedire ai Tropici, con tanto di decreto ministeriale.
    Gli scienziati dei laboratori segreti del ministero della Giustizia sono scettici sull’esito positivo dell’accoppiamento. Secondo il Presidente dell’Ann potrà al più nascere un ibrido paragiudiziario indipendente, ma non un giudice togato.
    Intanto il Consiglio di Stato e la Corte dei conti hanno vibratamente protestato per essere stati ingiustamente esclusi dall’esperimeto.

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    Luca

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    Come sempre, ha ragione da vendere.

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    Mario Vitale

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    Non sono d’accordo su molti punti. In primis, la prescrizione così com’è attualmente strutturata mi risulta esistere solo in Italia e con il chiaro scopo di permettere ai ricchi, che si possono permettere le parcelle dei loro avvocati, di sfuggire alla giustizia (vedi processi di Berlusconi, Andreotti e dei dirigenti di aziende che hanno provocato la morte dei dipendenti). Questo è anche uno dei motivi della lungaggine dei processi in Italia, perché chi è colpevole cerca di ritardare il più possibile la sentenza definitiva sperando nella prescrizione.
    In secondo luogo, strettamente connesso al precedente, fermare la prescrizione eliminerebbe la scappatoia di cui sopra, per cui presumibilmente i colpevoli invece di tirarla per le lunghe, non potendo più sfuggire alla prescrizione, ricorrerebbero più spesso al rito abbreviato, per ottenere condanne più miti, con la conseguenza di ridurre la lunghezza dei processi e l’intasamento delle procure.
    Concordo invece sull’aspetto procedurale, che poi si riallaccia ai precedenti. Il nuovo sistema ha dato un’arma in più, a chi se lo può permettere, per allungare i tempi della sentenza, sempre in vista di ottenere la prescrizione. Ritornare al sistema precedente, unitamente ad una riduzione drastica dell’istituto della prescrizione, sono provvedimenti che da soli potrebbero già ridurre di molto la durata dei processi.

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      mirko g. s.

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      Non per smentire i magistrati che si sentono in giro tuonare contro la prescrizione, ma il nostro ordinamento processuale non mi pare consenta di allungare i tempi ad libitum, altrimenti converrebbe a tutti i processati porre in essere tattiche dilatorie; quanto ai ricchi, le parcelle sono stellari a prescindere, quindi che ci siano quelli che si possono permettere di pagare gli avvocati a cottimo come le prostitute mentre i poverelli devono accontentarsi degli avvocati-sveltina è una leggenda urbana. Il nostro sistema fa schifo a prescindere e fa comodo all’avvocatura nostrana che è una sorta di ammoritzzatore sociale per laureati in legge. Solo a Napoli ci sono almeno 14mila avvocati iscritti all’albo, un numero equivalente o addirittura superiore a quelli di tutta l’Europa messi insieme…

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    GIOVANNI DAVIDE

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    e certo, potere al poplo si è sciolto, il m5s no a prescindere…. l’unico presidio democratico in italia è giulietta bongiorno, che ci ha già regalato bellissime pagine di giustizia con la g maiuscola

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    D'Alessandro Ezio

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    3 novembre 2018 – Camera Penale L’AQUILA – “Il sempre allegro Ministro Bonafede ha annunciato, …omissis … la ‘sospensione del corso della prescrizione dalla pronunzia della sentenza di primo grado, fino alla data di esecutività della sentenza che definisce il giudizio”.
    Ecco, egregio professore Aldo Giannuli, non solo “sospensione”, bensì sospensione sino a…, poi riprendono a decorrere i termini della prescrizione.
    Leggendo della sua contrarietà al Ministro dell giustizia on.Alfonso Bonafede e il suo favore a Salvini, mi ha fatto dispiacere inizialmente, perché avevo avuto modo di apprezzare la sua paziente disponibilità e chiarezza espositiva in materia di elezioni e dei diversi effetti.Spero che con l’intero emendamento concepito dall’avv. Alfonso Bonafede, Lei possa preferire non più Salvini in questa importantissima questione, la cui gravità è ben rappresentata proprio dalla abietta virulenza e falsità di cui sono disseminate dai suoi detrattori tutti professanti l’esercizio della scienza giuridica.
    tutti mi hanno fatto il piacere di confermarmi delle loro capacità abiette che sto sperimentando sulla mia pelle, sa quando si è da soli a subirne l’urto, si vacilla , vengano dei dubbi. Un particolarissimo piacere mi ha fatto leggere il pensiero in merito espresso dal sig. ex Procuratore sostituto dalle pagine del Messaggero il 6 novembre
    Ho condiviso tutti i temi da Lei trattatati e apprezzato la sua unicità nel puntare il dito contro gli avvocati, ma le loro colpe sfociano in fatti di reato, tra cui il reato di infedele patrocinio ex ar, 380 c.p. che discende dalla violazione del loro obbligo penale di difendere ex art. 359 c.p. che vincola l’Autorità giudiziaria, e ne ha ampi strumenti anche nel c.p.c., a garantire l’assistito dagli abusi del loro difensore, fino ad essere legittimato attivo ad agire contro l’Ordine. Con l’occasione le sottopongo un mio convincimento: l’Ordine si è tramutato di fatto e di diritto in Corporazione tutt’uno in associazione eversiva dello Stato di diritto: associazione di tipo mafioso ex art. 416bis c.p.. Povero senatore Nicola Morra, poveri noi. Spero di non aver abusato del suo tempo; cordiali saluti Ezio D’Alessandro.

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    D'Alessandro Ezio

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    Replica a Mario Vitale
    Costituzione art. 111 dispone la ragionevole durata del giusto processo. Il legislatore non ha trovato di meglio della perseguibilità del reato solo entro un intervallo di tempo, in funzione della durata della pena. Ho detto nulla di meglio, nel senso che il principio costituzionale è rispettato, ma giustizia non è fatta. Con la modifica del Ministro della giustizia on Alfonso Bonafede, aumentano le probabilità di portare il procedimento penale al termine stabilito dal diritto processuale , se non si è prescritto entro la fine del 1° giudizio. E’ il caso di precisare che la modifica consiste nella sospensione e nella successiva ripresa dello scorrere del tempo al verificarsi di una condizione processuale, sempre certo l’accadimento di essa, la sentenza esecutiva, che può intervenire anche prima del ricorso per Cassazione.

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    valerio

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    Mi permetto di intervenire, non sono un avvocato, ma solo un piccolo imprenditore che ha avuto a che fare una volta, dieci anni fa, con la giustizia penale e mi sono reso conto dello sfascio del nostro sistema giudiziario. Breve resoconto della vicenda. Un cliente, ditta individuale, non paga una serie di servizi, lascia un debito di circa 10.000,00 euro. Ingiungo attraverso un avvocato il pagamento, non lo effettua, iniziamo la solita trafila, decreto ingiuntivo, opposizione, udienza di convalida con respingimento dell’opposizione (asssolutamente dilatoria…) convalida del precetto esecutivo, richiesta di pignoramento, convalida, esecuzione sui conti correnti, (recuperati 1.500,00 euro) esecuzione sui beni del debitore. Teniamo conto che come piccolo imprenditore, il soggetto non poteva fallire. L’ufficiale giudiziario sequestra i beni del debitore e come prassi li affida allo stesso in custodia giudiziale. Dopo sessanta giorni, non facendosi vivo, chiediamo la procedura di vendita all’asta. L’ufficiale si reca dal debitore e trova tutto vuoto e il debitore sparito. Querelo il soggetto e si fissa l’udienza per il procedimento penale. Alla prima udienza il debitore non si fa vivo e il giudice nomina un difensore di ufficio, e rinvia l’udienza per audire i testimoni. Si va avanti per tre udienze(!!) alla fine il giudice assolve il debitore, perchè l’ufficiale giudiziario ha commesso un errore nella verbalizzazione del sequestro. Tutto questo nei tribunali di Vigevano e Gallarate. Ho assistito a due udienze , passando due mattinate nell’aula del tribunale, e a meno di non essere un avvocato, una persona di medio intelletto si rende conto che lo sfascio della giustizia ha superato tutti i limiti. Se vai a raccontare a un tedesco, ad uno spagnolo, a un francese, un vicenda del genere ti ridono in faccia. A parte la mia vicenda, grottesca per l’esito, ho assistito a processi burla, contro immigrati senza permesso che avevano rubato una bicicletta, uno aveva sporcato, una per ubriachezza molesta… e così via. Processi senza senso perchè imputati naturalmente latitanti, e persino identificati in maniera sommaria (Mohammed, o Amhed, o Muhammad, non si sa con certezza) ma tutti rigorosamente difesi da avvocati d’ufficio, giovani che naturalmente verranno pagati, magari tra due anni, ma pagati dalla fiscalità Generale. Naturalmente con rinvii di udienze successive per ascoltare i testimoni. Chi è interessato ad una giustizia come questa? I delinquenti. Fine di ogni discussione. Ma sopratutto è il sistema che non funziona alla radice. Nel mio caso specifico in un paese “normale” un giudice in mezz’ora decide, : vista la querela, visto il verbale a vuoto dell’ufficiale giudiziario, non fa altro che condannare il soggetto. Basta, altro che una nuova udienza, sentire i testimoni… anche il sottoscritto è stato chiamato a testimoniare sul perchè avevo fatto causa…. come se non ci fossero i giudici civili che avessero già accertato che il debito sussisteva e quindi il pignoramento era valido. Assolutamente ridicolo. Salvini difende i ladri e Lei Giannulli mi stupisce su questa posizione, mi dispiace.

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      Mario Vitale

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      Concordo con Lei. La prescrizione ha senso per tutelare chi si vedesse accusato dopo anni di un crimine per le quali non è più in grado di esibire le prove che lo scagionerebbero. Parlare di prescrizione come sistema per attuare il principio costituzionale della gusta durata del processo è una bestialità: da quando l’attuazione di un principio passa dalla negazione di un altro? La giusta durata di un processo si ottiene cancellando le riforme vergogna sfornate da B. & co. il cui scopo era evitare la galera a loro ed ai loro sodali, potenziando gli organici e semplificando le procedure.

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      Ezio D'Alessandro

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      Non sono avvocato, ma la vicenda narrata mi spinge a indicarle i punti per me oscuri.
      Azioni.
      Lettera di messa in mora, domanda con prove del debito di d.i.; opposizione del debitore; inizia l’istruttoria e si conclude con sentenza a lei favorevole o decreto o ordinanza; chieda al suo avvocato tale atto di convalida del precetto.
      Procedimento di esecuzione.
      Domanda in cancelleria di provvedimento esecutivo e congiunto materialmente all’atto di precetto, previa richiesta al debitore di saldarlo, lo ha notificato al debitore? Ha rilasciato nuova procura per il successivo atto di pignoramento richiesto all’Ufficiale giudiziario?
      Per prassi affida i beni sequestrati al debitore stesso in custodia? La prassi è la regola che gli avvocati pretendono di applicare al posto della legge che nel caso è l’art. 520 c.p.c.; lo può leggere sul web. Quello che racconta dopo è chiaro che è quello che le ha raccontato l’avvocato. Che fine ha fatto il procedimento di esecuzione? cioè quale provvedimento ha adottato alla fine il giudice dell’esecuzione? Il procedimento penale è un altro giudizio che dipende dai fatti penali attribuiti al querelato e dal reato che il suo avvocato suppongo le abbia suggerito con l’estensione a qualsiasi altro reato la Procura individuasse; l’esito di questo non è il pagamento del debito.
      Il suo avvocato le ha fatto leggere il reato imputato dal p.m. alla persona indicata come debitore, ma che è invece imputato di un determinato reato, quello indicato da lei o quello che il p.m. ha individuato dopo le indagini e avuta notizia di reato da lei con la querela. Chi li ha chiamati i testimoni e a testimoniare che cosa?
      Ciliegina sulla fedita torta preparatale dal suo avvocato, gli avvocati devono salvaguardare il rapporto di colleganza, ex art. 46, Codice deontologico – 2014 che altro non è che lo Statuto della Corporazione forense, predisposto dal C.N.F. a norma della legge n. 247/2012 -Nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense; legge che richiama tale norma nel suo dispositivo, sovvertendo il principio costituzionale della riserva di legge. Ezio D’Alessandro.

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