Aldo Giannuli
Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

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Commenti (20)

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    Paolo Selmi

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    Professore, buongiorno!
    Concordo pienamente. Sono appena rientrato dalla non stop dei miei soliti millecento km in auto, dove dopo gli immancabili cd sono ricorso per tenermi sveglio ai gr nazionali: gr3 delle 18.45 uguale, non simile, uguale, al gr1 del 19.00 (forse è il caso di iniziare a risparmiare da qui, invece che dalla scuola o dalla sanità, a questo punto). Informazione data soltanto perché, per due volte in un quarto d’ora, ho sentito le parole di Guerini che mi sono rimaste impresse e, una volta rientrato alla base, ho cercato su internet: “Questa riforma è stata discussa, sostenuta e votata dal Partito democratico, si iscrive nella cultura costituzionale del Pd, e prima ancora dell’Ulivo e del centrosinistra” (http://www.unita.tv/interviste/guerini-sulla-legge-elettorale-discutiamo-con-tutti-ma-basta-ultimatum/) Basta lo diciamo noi, Guerini! A parte la palese ricostruzione-bufala di una storia politica a proprio uso e consumo, oltre i limiti della decenza (anche i cinesi hanno smesso da tempo di ricondurre il proprio modello di capitalismo monopolistico di Stato alla NEP leniniana…), stride ancor più quel “si iscrive nella cultura costituzionale”! Ipocrisia allo stato puro, in altre parole “ci fanno”. Spero solo che il loro imbroglio naufraghi miseramente insieme al loro carrozzone. Un caro saluto.

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    Allora ditelo

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    Nessuno ha l’impressione che la predilezione delle narrazioni personalistiche da parte dei media costituisca un fattore di manipolazione (quanto di creazione del consenso) che si oppone alla logica anonima delle democrazie deliberative (dunque assembleari) ?

    Oppure che troppi liberisti autoproclamati non disdegnino di apprezzare le “nuove vestiti dell’imperatore” posto che non vengano lesi i propri interessi economici?

    Non credo che i liberisti presunti avrebbero la faccia di sostenere che i prodotti meno diffusi (nuovi o di nicchia che siano) vadano sopratassati o rimossi dal commercio.

    E poi sarebbe per caso liberista creare artificiosamente posizioni dominanti nel mercato dei beni di consumo?

    Se risulta di difficile comprensione sarà forse perché sui media si preferiscono favole invece di mercificare l’offerta politica proprio nei paesi ove il commercio è cosa più seria “democrazia” personalistica in favor di telecamera.

    Spesso e volentieri le favole dei liberisti presunti avrebbero altrettanto senso se girassero l’Italia facendo propaganda per ridurre il numero di prodotti culinari per evitare la “frammentazione” delle scelte.

    I “luoghi comuni” che non si richiede si precisare sono _creazioni_ spesso diffuse mediante canali di comunicazione di massa gestiti da elite che ultimamente si divertono ad pubblicare narrazioni che fanno riferimento a “poteri forti”

    PS: Il programma fatto da tal Francesco Cosentino prevedeva il controllo dei media ma non spiegava il perché.

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      Allora ditelo

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      Forse è il caso di richiamare la definizione di efficienza formalizzata da Pareto, nonostante le simpatie fasciste che questi ebbe, per indurre ciascuno a valutare eventualmente in che _misura_ creda opportuno che i vari paradigmi presentati come “democratici” all’opinione pubblica possano derogare alla “rappresentatività” finanche giungendo a trasfigurare la già compromissoria “regola di maggioranza”.

      Sarebbe una occasione per rompere la monotonia, giacché non passa giorno che venga ripetuto che la “governabilità” risulti l’unico metodo proponibile per migliorare il benessere collettivo nell’ebbrezza di altalene normative restituite dagli avvicendamenti al potere.

      PS: Col ritardo cronico dei decreti attuativi dovrebbe risultare chiaro che non sia la necessità di “tempestività” ad ispirare la propaganda che da decenni suggestiona l’opinione pubblica.

      http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/06/14/decreti-attuativi-il-ritardo-cronico-di-renzi-dopo-due-anni-di-governo-arretrato-quota-700/2824230/

      Bisogna forse incrementare la numerosità dell’esecutivo per evitare code attuative che durano anni?

      Visto ché è l’ era del #cambiareverso si può dare all’esecutivo il ruolo del parlamento ed al parlamento il compito di curare i decreti attuativi “risonanti” con le leggi dell’esecutivo. 😛

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    Ercole

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    Anche B. aveva proposto una riforma simile, di accentramento di potere, con la scusa della ‘governabilità’; ai tempi alla carica proposta era stato dato il nome di ‘premierato’. Fortuna che la riforma non passò. Spero che questa proposta sgangherata di riforma faccia la stessa fine. E persone con l’ideologia e il narcisismo di B. e di R. non dovrebbero mai arrivare a posizioni di potere nel pubblico.

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    Brugial

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    Sempre per quanto riguarda le simulazioni, che a lei prof Giannuli piacciono così tanto, sarei curioso di leggere le sue simulazioni conseguenti alla mancata approvazione del referendum.
    Cosa ne sarà di Renzi? Ci sarà un altro Governo? e quale? Quali ripercussioni a livello economico? e la Borsa? e a livello comunitario EU quali ricadute?
    Così finalmente potrò toccare con mano la “sostanza” di questi discorsi….

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    • Aldo S. Giannuli

      Aldo S. Giannuli

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      lei confonde le simulazioni con le previsioni, per fare quello che dice lei occorrerebbe fare un modello che certamente è una simulazione ma richiederebbe molto tempo ed un matematico, non so se ne vale la pena

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        Roberto B.

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        Forse potresti dotarti di strumenti in grado di aiutarti per la bisogna.
        Nei mercatini delle pulci, con pochi soldi si possono trovare palle di vetro in buone condizioni ;_)

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        • Aldo S. Giannuli

          Aldo S. Giannuli

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          si per rispondere a brugiai posso provare anche con i fondi di caffè

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            Brugial

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            A me non pare proprio.
            Prevedere è preconizzare se e quando un avvenimento avrà luogo.
            Tratteggiarne poi le conseguenze, in base alla esperienza ed alle circostanze. è una simulazione.
            Esempio:
            posso prevedere che alle prossime presidenziali francesi vinca la LePen.
            Ne simulo quindi le possibili conseguenze tratteggiando un quadro nel quale la Francia farà un referendum per uscire dalla UE, l’Olanda idem, la Finlandia… la Germania ecc.
            Chiaramente poi, in difetto di meglio, per questo esercizio posso anche far affidamento sui fondi di caffè

          • Aldo S. Giannuli

            Aldo S. Giannuli

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            le previsioni si possono anche fare e spesso ne faccio, ma non sono simulazioni che sono cose più complesse ed hanno quasi sempre una dimensione matematica

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    Lorenzo

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    L’articolo parla di governabilità ma, per quel poco che ne capisco, questo è solo il fine propagandato della riforma. Il fine autentico è trasformare la democrazia in governance, col tacito (ma determinante) assunto che questa venga esercitata dal servidorame del capitalismo di rapina.

    Ai padroni del vapore non interessa tanto la stabilità degli esecutivi quanto impedire che il potere passi a forze politiche fuori dal loro controllo. Per questo ci vuole un gregge che parli una volta ogni 5 anni secondo un meccanismo elettorale architettato per garantire la vittoria dei dominanti, e un governo blindato che porti avanti lo sfacelo liberista salvo profondersi in regalie una tantum nel semestre pre-elettorale.

    Questo dev’essere chiarito con forza all’elettorato. Non bisogna lasciarsi stringere sulla difensiva ragionando all’interno della propaganda avversaria.

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      giuseppe Del Zotto

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      Sì, anch’io per mesi sono corso dietro la confutazione delle varie parole d’ordine di Renzi, “governabilità”, “velocità decisionale “, “economicità”, ecc, ecc. ma poi mi sono stufato perchè questi sono tutte “parole di distrazione” per fuorviare da quello che è lo scopo renziano : consegnare questo paese ai poteri forti che peraltro sono stranieri.

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      Cielo

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      Proprio per questo dobbiamo votare ‘NO’, perchè questa riforma elimina ad esempio il contrappeso del Senato. Più ostacoli il sistema trova e meglio è. Un giorno le riforme che servono davvero le faremo noi.

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    Ratchowsky

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    Buongiorno,

    Nell’articolo il professore sembra non tener conto di una varabile non tanto “nascosta”. E cioè quella di un possibile attacco terroristico in Italia (come sicura ritorsione per la nostra decisione di dare la disponibilità delle basi come Sigonella per la guerra in Siria. En passant: siamo sicuri che gli aerei che decolleranno da Sigonella concentreranno le loro azioni sulla Siria??). In autunno, nel mese di novembre(??), ci sarà il referendum, un giudizio tranchant in termini di Sì o No sulla legge costituzionale, ma ancora di più sul governo renziano-piddino. Cosa ci può essere di meglio di qualche attentato stragista, sul patrio suolo, per indurre dal basso una sorta di “Unità Nazionale” fondata sulla paura? Essere feriti gravemente, subire lesioni permanenti, veder morire un proprio caro tagliato in due da una raffica di fucile-mitragliatore, è più grave del perdere il posto di lavoro, del non poter pagare un’esosa bolletta della luce, del non poter permettersi le cure mediche dentistiche, o anche del perdere i magri risparmi, a causa del bail-in per il salvataggio della banca. In frangenti come questi, con rischi di guerra, di attentati sul proprio territorio, di conseguente instabilità politica, il terrore stragista sul patrio suolo potrebbe tornare utile a qualcuno. E non mi si risponda che sarebbe un “calcolo politico” miope. La Storia insegna che chi è al comando, spesso, ci vede benissimo..

    Cordialità

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    giuseppe Del Zotto

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    1 ) Ma un governo che sia sicuro della sua inamovibilità che interessa ha a fare leggi difficili , impopolari ? Anche le le abbia nel programma , le rimanderà sempre 2 ) Un governo che goda della “governabilità ” possiede gli strumenti per durare in eterno.. GRADIREI QUALCHE PARERERE SU QUESTI DUE ARGOMENTI. G R A Z I E ! ! !

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    Allora ditelo

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    Questo è nuovo e può essere ironicamente definito come organo (para)costituzionale sostitutivo del CNEL.

    http://www.ilgiornale.it/news/politica/unit-crisi-ue-ci-commissaria-1295193.html

    E poi «L’Italia è una repubblica fondata sulla Stabilità« suona meglio. 😛

    Se non erro si trattava di una raccomandazione.
    http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:32012Y0214(01)&from=IT

    Articolo 10 Atto Senato n. 2345
    http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/17/DOSSIER/972620/index.html?part=dossier_dossier1-sezione_sezione14-h2_h210&spart=si

    https://it.wikipedia.org/wiki/Analisi_macroprudenziale

    Quello che manca nell’Italia zeppa di economisti è lo sperimentalismo democratico e la evidence based policy.

    http://www.cresa.eu/progetti-di-ricerca/evidence-based-public-policy/

    Circe le prossime innovazioni per adesso ho solo l’impressione che W. Lippmann sarebbe stato contento.

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    Roberto B.

    |

    Riso amaro, se non ci fosse da piangere (in senso metaforico, perchè i personaggi in ballo davvero non lo meritano!).
    Adesso Renzi sente davvero puzza di bruciato; le ha provate tutte per scansare questo referendum, senza successo, e adesso dopo esserselo intestato, in tempi in cui era convinto di vincere facile, cerca di scrollarselo di dosso con dichiarazioni come quella alla Festa dell’Unità: “…questo referendum non è il mio referendum, perché questa riforma ha un padre che si chiama Giorgio Napolitano.”.
    Che tristezza! Credo che tutti noi abbiamo avuto almeno una volta un compagno (a scuola o in altri posti) del tipo che, sorpreso a comportarsi male, nel tentativo di salvarsi da una punizione accusa un altro di aver cominciato lui ed averlo trascinato. Questi soggetti se finiscono in galera hanno vita dura: vengono subito riconosciuti ed etichettati come “infami”.
    Non che noi non sapessimo che dietro di lui c’è Napolitano, altro personaggio di quella caratura. Sono curioso di vedere il Presidente Emerito (sic!) se e come reagirà: secondo copione, in questi casi i due compari la buttano in caciara, accusandosi a vicenda del misfatto.
    Che tristezza!!

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    Ercole

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    Qui troverete altri due autorevoli commenti, oltre a quelli di Giannuli, a favore del ‘no’ al referendum:

    http://www.corriere.it/politica/referendum-riforma-costituzionale/cards/referendum-domande-riforma/ugo-de-siervo-il-no.shtml
    http://www.corriere.it/politica/referendum-riforma-costituzionale/cards/referendum-domande-riforma/gaetano-azzariti-il-no.shtml

    Spiace vedere come gli italiani vengano presi in giro. Per tagliare il numero di deputati/senatori, e risparmiare così un mucchio di soldi, basta fare tre piccole modifiche: agli articoli 56 e 57, mentre riformando il 59 si eliminerebbero finalmente i senatori a vita. Perchè con la riforma non hanno tagliato i 630 (!) deputati alla Camera? La verità è che non vogliono perdere il loro ben remunerato posto ‘di lavoro’. E il loro capo piazzista ha promesso che se vincerà il ‘no’ si dimetterà: è quindi anche una buona occasione per toglierselo dai piedi.
    Attenzione, questa volta non c’è da scherzare, perchè con la nuova Costituzione e la nuova legge elettorale si rischia davvero di consegnare lo stato a un solo partito, che oltretutto agisce contro gli interessi degli italiani. Il fatto che siano state presentate delle riforme del genere è già una prova dello squilibrio rappresentativo che hanno generato anche le leggi elettorali con le quali si è votato negli ultimi due decenni.

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    Giovanni Talpone

    |

    C’è un piccolo dettaglio che mi infastidisce. Lo schieramento politico che si schiera per il NO porta fra le sue ragioni principali il forte rischio di concentrazione di potere sull’Esecutivo: insomma, più governabilità “renziana” a prezzo di minori dibattiti e controlli. Insigni giuristi per il NO sostengono invece che la riforma renziana, se passasse, comporterebbe una quasi paralisi dell’attività legislativa per via del carattere lacunoso, farraginoso e talvolta contradittorio delle nuove norme. Quindi, una crisi di governabilità. Sono io un po’ troppo cacadubbi, o c’è effettivamente qualcosina che non quadra?

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    • Aldo S. Giannuli

      Aldo S. Giannuli

      |

      ls concentrazione di potere avviene soprattutto in materie come gli organi di garanzia (Presidente, Corte Cost, Csm) ed è una tendena abbastanza prevedibile, mentre sul piano legislativo c’è leventualità che si producano effetti distorsivi (ma evemntualità resa poco probabile dal fatto che il Senato non funzionerà)
      POeraltro cincentrazione di poteri non significa nevessariamente goivernabilità

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