Aldo Giannuli
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Commenti (8)

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    giandavide

    |

    potrei essere d’accordo in linea di principio sul proprorzionale, ma di fatto sono contrario e contrariato: anche il porcellum è stato introdotto dal pdl poco prima delle elezioni per avvantaggiarsi elettoralmente, e avallare una legge calderolo bis subito prima delle elezioni. e trovo questo tanto decantato rispetto della costituzione una costruzione “ad arte”, dato che le preferenze non cambierebbero di una virgola le condizioni della legalità nel nostro paese, ma servirebbero solo a non fare eleggere un governo e lasciare che la classe politica si coalizzi per un monti bis. quello che è successo in grecia: i partiti principali hanno distorto la volontà popolare per fare eleggere un tizio a loro solidale, che non infrangesse lo status quo ma si accanisse con i cittadini.
    d’altra parte anche il governo monti non è riuscito a fare una legge contro la corruzione, dato che il suo sostegno parlamentare verrebbe meno senza pdl e udc. e trovo assolutamente inefficace e dannoso proporre una legge che allarghi la loro base parlamentare. se si vuole fare qalcosa per la giustizia, sarebbe maglio fare eleggere una maggioranza politica che abbia meno problemi con la giustizia. e i parlamentari di una maggioranza pd sel idv, anche se eletti con il porcellum, conterebbero un numero inferiore di corrotti rispetto a una maggioranza eletta con un sistema proporzionale, e questi corrotti non dovrebbero nemmeno avere possibilità di azione politica a meno di non volersi scindere.

    inoltre ricordo che gentiloni, quello del conflitto d’interessi, se ne è andato con renzi insieme ad una ventina di veltroniani, segno evidente che oggi come oggi le cose nel pd sono cambiate e che non lo riconfermerebbero. d’altra parte in questi tempi sta avendo luogo il più grande ricambio della classe politica del pd, forse l’unico degno di nota da quando è nato questo partito malconcepito, e con renzi si sta pure iniziando a prospettarsi una scissione dell’area cattolico-liberal, il che segnerebbe la fine del cattocomunismo in italia e l’abbandono definitivo della terza via per la proposizione di un modello di sinistra in linea con quello di hollande ma con composizioni parlamentari che lo renderebbero persino più di sinistra di hollande, che con il maggioritario puro non ha sel e idv in coalizione. e trovo ridicolo lamentarsi della mancanza di ricambio e poi non accorgersi nemmeno che violante, veltroni, dalema, castagnetti, turco, iervolino, la finocchiaro – e si spera anche la bindi – non saranno più candidati, dato che in questo caso sembra che il nuovismo sia solo di facciata, e che non ci si accontenta del ricambio, si vuole semplicemente la sconfitta della sinistra in italia e la vittoria della destra….

    se dicessero: prima si fanno le elezioni e dopo il govenro che vince mette una legge di stampo più proporzionale mi andrebbe bene, dato che i partiti e cittadini avrebbero quattro anni per capire che è cambiato tutto e per organizzarsi di conseguenza. trovo invece antidemocratico cambiare tutto due mesi prima delle elezioni in modo che vengano avantaggiati i partiti che non hanno costruito una piattaforma politica, e che avrebbero le mani libere a riorganizzarsi tra di loro per il solito governo “a vivacchiare” tipico dell’italietta democristiana.

    d’altra parte non voglio riprendere aldo sulla costituzione dato che la conosce molto meglio di me, ma credo che non sia il massimo della costituzionalità indire le elezioni senza garantire ad ogni cittadino la possibilità di informarsi in modo apporofondito sulle condizioni di voto, per fare si che il suo voto sia consapevole e indipendente.
    ma come è possibile che il cittadino arrivi al voto informato e consapevole se si “resetta” la campagna elettorale con una manovra imposta dall’alto in un periodo a ridosso del voto? cambiare le regole a competizione iniziata è un’atto che non solo mi puzza di anticostituzionalitè, ma mi sembra anche un pò scarso sotto un punto di vista etico.
    insomma in questo caso mi sembra di riscontrare argomenti che parlino alla pancia piuttosto che alla testa, e che manchino le argomentazioni e la profondità di ragionamenti che di solito caratterizzano il pur sempre buon aldo.

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    Andrea T

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    Ma mi spiega una cosa, Professore? Su quali basi lei ritiene che (non che io sia un supporter del porcellum, ci tengo a insistere su questo punto) una legge con le preferenze contribuirebbe a migliorare la qualità della classe politica?

    Mi risulta – perchè in quegli anni non ero ancora nato – che questo Paese ha cominciato a marcire negli anni in cui c’era ancora un sano proporzionale puro (per come la vede lei) con le preferenze (che, al limite, quando non venivano espresse dagli elettori, venivano espresse dagli scrutatori dei partiti secondo un tacito accordo, stando a quanto mi raccontano molte persone più grandi di me con una lunga passione per la politica).

    Non è arrivato il momento di dire chiaramente che non si tratta meramente di un problema di equilibrio istituzionale su cui costruire un sistema politico saldo (che pure sussiste, per ragioni di incoerenza intrinseca del sistema istituzionale) ma soprattutto di un problema di etica pubblica che sussisteva prima di questa legge e sussisterà anche dopo il suo superamento?

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    T.S.

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    Le mosse del PD sembrano voler dare dimostrazione pratica alla massima andreottina secondo cui “il potere logora chi non ce l’ha”.
    Probabilmente, il PD arriverà al tanto agognato potere questa volta, sarà da vedere per fare cosa. Personalmente non nutro alcuna aspettativa positiva in merito.

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    Eliogabalo

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    Condivido soprattutto le conclusioni, e le prendo come auspicio. Il PD è oggettvamente un problema per il Paese. L’unica speranza è che si spacchi al suo interno (come sta accadendo). Dopo essere stati la causa del Berlusconismo ci hanno consegnati al montismo. Per fortuna tutto crollerà presto, dopo le elezioni USA i cosiddetti mercati faranno piazza pulita, caduta la foglia di fico dell’europeismo del PD non rimarrà nulla.

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    Vincenzo Cucinotta

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    Aldo, dici:
    “E che si tratti di un solo candidato per circoscrizione (uninominale) o di un listino più o meno ampio, non cambia nulla: il cittadino sceglie il partito e non ha diritto a dir nulla sulla persona. Ne deriva che il Parlamento sarà un parlamento di nominati come quelli dal 1994 in poi.”

    Su questo punto, sono intevenuto più volte proprio su questo blog, l’ultima volta così argomentavo:
    “Devo vigorosamente dissentire sulla confusione tra un sistema di questo tipo e il sistema di nomina da parte delle segreterie previste dalle norme in vigore. Oggi, chi si presenta, non ci mette la faccia, se ha i mezzi per essere capolista, sarà eletto anche se si trattasse di un emerito idiota. Nel caso dei collegi uninominali, chi viene proposto da un determinato partito, rappresenta con la sua propria faccia quel partito. Le cose si capovolgono, non solo il candidato non si può nascondere dietro il simbolo di partito, ma addirittura è il partito che finisce in secondo piano perchè l’elettore primariamente vota la persona proposta, e se questa non gli garba, non voterà neanche il partito.”
    Trovo strano non certo che tu dissenta da tale tesi, ma che ne ignori completamente le motivazioni che la giustificano, visto che tali motivazioni avrebbero proprio lo scopo di mettere in dubbio le tue certezze.

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    marco barbieri

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    Ha ragione Aldo. Con i collegi uninominali, l’elettorato vota contro lo schieramento avverso, non certo per la persona per cui vota. Il Mattarellum – pessimissimo – lo abbiamo vissuto. Io ho contribuito, in rappresentanza del partito nel quale militavo allora, a scegliere i candidati della coalizione progressista della Puglia: dapprima si ripartivano i collegi tra le varie forze coalizzate, poi ognuno metteva il suo candidato, e al’elettore che non volesse far vincere Berlusconi non restava che inghiottire quel che gli era proposto

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