Aldo Giannuli
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Aldo Giannuli

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Commenti (24)

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    ilBuonPeppe

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    Condivido al 100%.
    Chissà se c’è ancora vita su questo pianeta…

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    leopoldo

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    direi che nel caso di unità produttive dove i componenti sono di diverse imprese con tipologie di contratto diverse, cioè la totalità del mondo del lavoro oggi. Parlare o rivendicare uniformità di inquadramento sarebbe auspicabile per la stabilità del lavoro e della società, peccato nessuno lo faccia. Chi sa i diretti interessati forse sono troppo ricattabili allora si preferisce parlare di calcio terreno neutro dove esporre il proprio pensiero senza destare sospetti e cmq l’offerta ideologica rimane limitata. Ovvio che anche oggi la stabilità lavorativa esiste, anche se bisogna garantire la precarietà, e si fonda in uno stato di aggressione seminascosta di tutti contro tutti, di micro associazioni pseudo mafiose in perenne stato di ansia e ricattabilità.
    L’africa sta esplodendo e noi siamo sulla strada.

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      benito

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      Io sono quello del “be’ allora cosa proponi?” Ma questa domanda in realta’ era rivolta ad un intervento che mi era parso un po’ fumoso, non so’ come non si sia posizionata subito dopo quell’intervento, forse ho sbagliato a cliccare. Ad ogni modo vorrei aggiungere alla lista del professore una questione contingente che ritengo di enorme importanza: la crisi in Ucraina.
      Da molto tempo Giulietto Chiesa parla di una possibile guerra occidente-Russia. Ma ora non e’ piu’ soltanto quel comunista complottista di Chiesa, anche personaggi conservatori e moderati come Mario Monti e Sergio Romano nutrono delle preoccupazioni in tal senso, oltre a qualche articolo qua e la sulla stampa. La sinistra dovrebbe mobilitarsi su questo tema cercando anche delle alleanze trasversali, e’ in gioco la nostra sopravvivenza

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        leopoldo

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        non so di quale articolo parli, forse hai sbagliato a cliccare ?-:D

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        benito

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        se c’e’ ancora qualcuno che pensa che cio’ che sta accadendo in Ucraina non ci riguarda, vada e su questo sito: http://www.pandoratv.it e selezioni il filmato “PTV speciale, come gli USA preparano la guerra” E’ l’intervento di un esperto governativo americano di geopolitica ad un convegno tenutosi a Chicago. Ormai i piani bellici sono fatti a carte scoperte, mentre qui ci preoccupiamo ancora chi potrebbe vincere le prossime elezioni amministrative. La sinistra e non solo la sinistra, dovrebbe immediatamente mobilitarsi per l’uscita dalla nato se solo riuscisse a svegliarsi dal coma profondo. Mi meraviglio che il prof. Giannuli non appaia preoccupato per una situazione cosi grave, e’ in ballo la pace e la sopravvivenza di noi tutti italiani ed europei comunque la pensiamo

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        • Aldo Giannuli

          Aldo Giannuli

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          sono preoccupatissimo imvece e ci scriverò

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    Sergio Mauri

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    Sono d’accordo al 100%. I dirigenti devono andarsene e invece sono ancora lì, accarezzati da molti, magari per il posticino di lavoro. C’è quindi anche un problema di quadri intermedi. Inoltre: le organizzazioni della cosiddetta sinistra sono piene di gente che non s’informa e non studia. Dialogare col M5S mi sembra giustissimo, purtuttavia, in Rifondazione c’è gente che vede il M5S come dei nazisti. Fondamentale, poi, tagliare col PD.

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    cinico senese

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    Che fare? discorso lunghissimo; prof le sue considerazione sono di tipo organizzativo, che devono però venire dopo la definizione del CHI SIAMO CHE VOGLIAMO CHI SONO I NOSTRI NEMICI. Alcuni spunti:
    1) non chiamarla più né sinistra né anticapitalista perché è roba che è stata sconfitta nel secolo scorso preglobalizzazione; puzza di Unione Sovietica, povertà, roba per operai che non esistono più.
    2) il nemico n.1 è il nuovo fascismo: la globalizzazione liberista angloamericana che è questo: a) distruzione degli Stati nazionali e del senso di appartenenza di un popolo alla sua terra b) eliminazioni di leggi diritti limiti (ossia il welfare state) c) sottomissione a poteri non eletti da nessuno (ce lo impone la BCE, FMI, commissioni europee, organi di conciliazione sovranazionali vedi TTIPP etc ) d) liberalizzazione dell’immigrazione globale per creare un esercito di riserva infinito di manodopera a basso costo in concorrenza a cui poter attingere (0il dovere della solidarietà); e) guerre continue fredde e calde: caro il mio popolo che non conta un c….se non ti sottometti con le buone, ti abbatto con le cattive (vedi la fine che farà la Grecia) f) stato di guerra geopolitica contro i concorrenti Cina e Russia; g) il fine ultimo è: esiste solo il mercato, chi è ricco comanda, chi è povero soccombe perché se lo merita
    3) nemico 2: l’euro i regolamenti EU imposti e l’austerity. Se stai nell’euro comanda la Germania e devi applicare l’austerity. Ne consegue: uscita dall’euro, moneta nazionale, banca nazionale sotto il controllo governativo
    4) nemico n.3: il PD: esso esiste perché non esiste una destra. Sicchè esso è destra.
    5) deve essere nazionale e popolare. Tipo Putin, Le Pen etc…
    6) deve essere il partito di chi non ha rappresentanza e viene danneggiato dall’euro: precari, disoccupati, piccoli imprenditori e loro lavoratori, dipendenti pubblici che vogliono cambiare, pensionati poveri, giustizialisti antimafia.

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      Tenerone Dolcissimo

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      deve essere il partito di chi non ha rappresentanza e viene danneggiato dall’euro: precari, disoccupati, piccoli imprenditori e loro lavoratori, dipendenti
      Cinico, i piccoli imprenditori sono stati depredati per anni da tasse esosissime imposte dalla sinistra e soprattutto da qualla radicale e finalizzate a pagare le prebende dei parassiti protetti dalla sinistra e soprattutto da qualla radicale . un imprenditore in una sede della sinistra ci può entrare solo per strangolare gli iscritti. Quanto ai lavoratori, nel settore privato si stanno svegliando. Rimangono i pubblici, cioè i parassiti e quelli effettivamente stanno virando in massa a sinistra, perché sono abituati a capire al volo dove si pappa. Forse hanno letto la frase della Thatcher IL SOCIALISMO E’ L’IDEA DI VIVERE CON I SOLDI DEGLI ALTRI.
      Saluti

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        Mario Bioletti

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        Quindi Lei non si è mai rivolto alla sanità pubblica perchè medici e infermieri sono parassiti, non è mai andato in comune, all’agenzia delle entrate, al catasto, tutti parassiti, non ha mai avuto bisogno dei carabinieri, altri parassiti, non cammina sui marciapiedi del comune perchè sono stati voluti da sindaci e assessori, altri parassiti, idem per le strade pubbliche, Lei usa solo l’elicottero, ma perbacco anche gli eliporti sono pubblici. Sa cosa Le dico? Si fa in fretta a sputare nel piatto dove si mangia. Se odia così tanto lo Stato, vada a vivere dove lo Stato non c’è: in Somalia! Ma finché resta in Italia e usufruisce dei purtroppo sempre minori servizi statali, stia zitto.

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      • Aldo Giannuli

        Aldo Giannuli

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        sbagliato: l’idea di vivere con i soldi degli altri si chiama capitalismo

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    Gianpaolo Cappello

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    Ti sei dimenticato di suggerire il taglio degli stipendi. Probabilmente sono il motivo più importante del successo del M5S

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      ilBuonPeppe

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      Una cosa da NON fare assolutamente è inseguire il M5s.
      Quella degli stipendi, insieme a molte altre, è fuffa. E’ vero che su questo il M5s raccoglie consensi, ma rimane fuffa. Un soggetto politico degno di questo nome, i consensi li cerca su contenuti politici sostanziali, non sulle trovate qualunquiste.

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    marcello toninelli

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    Tutti suggerimenti che rimangono nel solco del già fatto e, dunque, non produrranno niente di nuovo. Primo: si basano su un equivoco bisecolare, cioè che il sistema di rappresentanza tramite elezioni sia un sistema democratico. Nulla di più falso. Come scrisse Simone Weil “non abbiamo mai conosciuto nulla che assomigli, neppure da lontano, a una democrazia. Nella cosa a cui attribuiamo questo nome, in nessun caso il popolo ha l’occasione o i mezzi per esprimere un parere su alcun problema della vita pubblica.” E non a caso.
    Dopo le Rivoluzioni, i nuovi stati indipendenti si chiamarono semplicemente “repubbliche”, senza l’appellativo di “democratico” che, all’epoca, non riscuoteva grandi consensi. John Adams, che oltre ad aver combattuto fieramente per l’indipendenza, divenne anche il secondo presidente degli Stati Uniti, sembrava non amare molto la democrazia: “Considerate che una democrazia non dura mai a lungo. Essa non tarda ad appassire, s’esaurisce e causa la sua propria morte. Non c’è ancora mai stata una democrazia che non si sia suicidata.” E sosteneva di conseguenza la necessità di “delegare il potere dei molti a un numero ristretto dei migliori e più saggi.”
    Non la pensava diversamente James Madison. Quando si trattò di adeguare gli Articoli della Confederazione del 1777 alla nuova America federale, nei “Fogli Federalisti” del 1788 scriveva: “Lo scopo di ogni Costituzione politica è, o dovrebbe essere, di ottenere innanzitutto per capi degli uomini che posseggano la maggiore saggezza per discernere il bene comune della società, e la maggior virtù per perseguire la realizzazione di questo bene. (…) Il metodo elettivo di designazione di questi capi è il principio caratteristico del regime repubblicano.”
    Gli faceva eco il padre dell’indipendenza americana, Thomas Jefferson, sostenendo che esisteva una specie di “aristocrazia naturale fondata sul talento e la virtù”.
    Anche tra i rivoluzionari francesi la democrazia non doveva essere molto apprezzata, se un membro della prima Assemblea nazionale come Antoine Barnave arrivava a definirla “il più odioso, il più sovversivo e, per il popolo stesso, il più nocivo dei sistemi politici.”
    Tutto quello che di democratico poteva esistere nella forma iniziale di governo rivoluzionario, fu rapidamente “normalizzato”. Se infatti nella Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1789 si poteva leggere che “La legge è l’espressione della volontà generale. Tutti i cittadini hanno il diritto di contribuirvi, sia personalmente che per mezzo di loro rappresentanti”, la successiva Costituzione del 1791recitava invece: “La Nazione, dalla quale promana ogni potere, non può esercitarlo che per delega. La Costituzione francese è rappresentativa.”
    Lo stesso Emmanuel Joseph Sieyès, abate e politico, che pure aveva pronunciato l’invettiva “Che cos’è il Terzo Stato? Tutto. Che cos’è stato finora nell’ordinamento politico? Nulla. Che cosa desidera? Diventare qualcosa”, fece ben presto retromarcia arrivando a scrivere: “La Francia non è e non deve essere una democrazia. (…) Il popolo, lo ripeto, in un paese che non è una democrazia (e la Francia non saprebbe esserlo), il popolo non può parlare, non può agire che per mezzo dei suoi rappresentanti”.
    Nel libro “Contre les elections” lo storico belga David Van Reybrouck ci informa che, nei suoi studi, il politologo canadese Francis Dupuis-Déri ha constatato che i Padri fondatori delle due rivoluzioni, di qua e di là dall’oceano, evitavano visibilmente di nominare la democrazia, considerata equivalente di caos ed estremismo, e dunque da tenere prudentemente lontana. Le repubbliche che si andavano costituendo dovevano dunque essere piuttosto aristocratiche che democratiche. E le elezioni dovevano servire a questo scopo. Insomma, il DNA di quegli stessi governi che oggi pretendono di esportare in paesi lontani la democrazia (rigorosamente basata sulle elezioni) anche a suon di bombe, è quello di una perfetta aristokratia, come la chiamavano gli antichi greci. La democrazia non c’entra assolutamente niente. È come se da duecento anni ci vendessero funghi non commestibili spacciandoli per porcini; che li si faccia trifolati, ci si faccia il risotto o li si frigga, alla fine il risultato è sempre lo stesso: si deve correre in bagno (o in ospedale a farsi una lavanda gastrica).
    A questo punto non stupisce che lo scrittore e umorista Samuel Langhorne Clemens, più noto come Mark Twain, già nella seconda metà del XIX secolo ironizzasse sulla reale natura delle elezioni con uno dei suoi più efficaci aforismi: “Se votare facesse qualche differenza non ce lo lascerebbero fare.” Che fare, allora? Riscoprire le fondamenta della VERA democrazia, quella della Bulé ateniese (estrazione a sorte dei rappresentanti, breve durata del mandato, non ripetibilità del mandato) e applicarle, opportunamente rimodulate per adeguarle alle necessità attuali e al conquistato suffragio universale. Con relativa abolizione dei partiti, a quel punto assolutamente inutili. QUESTO sarebbe un cambiamento REALE.

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    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      Intervento troppo lungo: così non lo legge nessuno, ti spiacerebbe sintetizzarlo entro le 20 righe?

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    Edoardo

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    Grazie Professore per l’incisivita’.
    Tutto condivisibile; due sole note:

    – il problema dell’ego mostruoso dei militanti/ dirigenti dei vari gruppetti, proporzionale alla microscopicita’ del gruppo stesso. Questo mina il suo primo punto e base di tutto ,la Federazione. Chi li mette insieme a ragionare i post-trotzkisti para-rivoluzionari con i luxemburghiani anticapitalisti e un po’ comunitaristi con i veterostalinisti vegani e con i centri sociali antagonisti ma piu’ antagonisti degli anarcoinsurezz…..e’ da pazzi.

    Richiesta sincera, lei avrebbe voglia di fare da pacere/moderatore/collettore di proposte? Me li vedo e immagino…”Giannuli? per carita’…o Lenin o niente”

    – Punto programmatico: la discriminante internazionalista e una chiara visione geopolitica. Volgarizzo: Russia, Iran, Libia di Gheddafi, Siria di Assad, Venezuela, Cina sono dei nostri (forse dimentico qualcuno, ma ci siamo capiti), gli altri sono nemici. Capire cosa c’e’ in gioco e quali gli schieramenti.

    Che ne dice? Cominciamo a litigare?

    Grazie davvero per lo sforzo, Professore.

    Con stima, cordiali saluti

    edoardo

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      ilBuonPeppe

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      A proposito del tuo punto programmatico, penso che si debba invece andare in tutt’altra direzione. La ricerca di amici e nemici a prescindere è una delle cause dei drammi che vediamo a livello internazionale.
      In realtà la faccenda è molto più semplice: gli amici sono quelli che condividono i nostri stessi ideali. Una condivisione da verificare sui fatti e non sulle intenzioni, ovviamente. Il resto è una conseguenza.

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    fortebraccio

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    pro,ma da lei non ce lo aspettavamo proprio,che nonostante i grillini siano dei servi venduti,agli usa,li proponesse ancora! sono,come del resto il 110 percento di tutti i politici,dei pezzi di egoisti di shit!

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    Gerardo

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    Benissimo, io ci sto! E adesso? Dove vado? Il circolo di Rifondazione del mio paese è uno di quelli vetusti, antichi, obsoleti. I 5 stelle in questi anni hanno fatto aggregazione intorno ai meet-up presenti in ogni città, si dovrebbe prendere spunto. Nel mio paesello, tra l’altro, sabato ci verrà proprio Ferrero (si parla del diavolo) http://www.prcbergamo.it/torre/
    Insomma, cosa faccio, vado nel circolo del mio paese e dico: “ué, baluba, fora di bal che c’è un movimento da ricreare”?

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    marcello toninelli

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    Commento “condensato” su richiesta del “proprietario” del sito:
    Tutti suggerimenti che rimangono nel solco del già fatto e, dunque, non produrranno niente di nuovo. Primo: si basano su un equivoco bisecolare, cioè che il sistema di rappresentanza tramite elezioni sia un sistema democratico. Nulla di più falso. Come scrisse Simone Weil “non abbiamo mai conosciuto nulla che assomigli, neppure da lontano, a una democrazia. Nella cosa a cui attribuiamo questo nome, in nessun caso il popolo ha l’occasione o i mezzi per esprimere un parere su alcun problema della vita pubblica.” (Chi vuol saperne di più in merito, vada a leggersi il commento “esteso” qui sopra) Che fare, allora? Riscoprire le fondamenta della VERA democrazia, quella della Bulé ateniese (estrazione a sorte dei rappresentanti, breve durata del mandato, non ripetibilità del mandato) e applicarle, opportunamente rimodulate per adeguarle alle necessità attuali e al conquistato suffragio universale. Con relativa abolizione dei partiti, a quel punto assolutamente inutili. QUESTO sarebbe un cambiamento REALE. Altri dati: http://nuovabule.blogspot.it/

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    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      come vede è molto più incisivo così

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    giandavide

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    in linea di principio sono d’accordo. ma segnalo qualche difficoltà.
    innanzitutto l’aggregazione non è semplice: in grecia le iniziative di solidarietà hanno funzionato con tsipras, ma in italia c’è sempre il rischio di finire come ferrero che vendeva panini in piazza. inoltre facebook e gli altri social network agevolano la comunicazione della destra in quanto più populista, ed è oggettivamente poco efficace pensare di usarli in modo più riflessivo. certo, ci sono anche tante piccole realtà associative che potrebbero essere aggregate, ma non si tratta di un processo facile.

    inoltre c’è un grosso problema in italia relativo ai corpi intermedi: giustissimo cambiare dirigenza, ma spesso bisognerebbe riflettere sugli individui ponte tra partito e istituzione, non solo quando sono parenti in attesa di perpetuare la stirpe, ma quando ragionano in modo familistico in generale. pertanto sarebbe bello parlare anche un pò di nepotismo.

    infine il dialogo coi 5s. considerando gli attuali rapporti di forza, trovo estremamente difficile che i grillo considerino l’idea di dialogare con soggetti politici così tanto più piccoli rispetto a loro, se non per gli insulti: se non consideri il tuo interlocutore come un tuo pari, la sua voce ti apparirà come un semplice disturbo, un rumore di fondo. quindi l’importante è andare dritto come se si avessero cose più importanti a cui pensare (che di fatto ci sono sempre).

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    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

      |

      be, onestamente i M5s con me dialogano ed io sono solo una persona senza alcun seguito organizzato che, peraltro, non gli lesina critiche, molto dipende da come ti poni

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    Miky

    |

    Noi siamo morti a Genova Luglio 2001, così cantavano i 99 posse (parole scritte da Nichi Vendola).
    Siamo morti nel momento di massima vitalità con un Bertinotti al 12% , un movimento internazionale in continua ascesa sull’onda di Seattle, ed un vangelo secondo Naomi Klein che prospettava in grande anticipo quello che stava accadendo all’economia mondiale, mettendo al centro la delocalizzazione delle imprese e lo strapotere delle multinazionali, vere problematiche di una globalizzazione inevitabile.
    In quegli anni siamo morti e poi risorti, o meglio siamo spariti dal teatrino della politica per risorgere a livello istituzionale, Bertinotti alla Camera , Vendola governatore, Napolitano Presidente ed oggi la Presidente Laura Boldrini. Avremmo potuto chiedere di più da elettori di sinistra?
    Quindi non solo siamo risorti, ma siamo gli unici vivi se consideriamo ancora legate le parole politica e rappresentanza: la sinistra trova il suo senso nella rappresentanza dei più deboli, tuttavia i deboli nella storia recente sono persone straniere che lavorano nel nostro paese senza diritti, gente che non potendo votare non interessava alla politica, (compagno Fini a parte 😉
    Il ruolo così della sinistra radicale (che io tornerei a chiamare sinistra e basta) è stato quello: farsi invisibile per difendere l’invisibile.
    Essere di sinistra non è una scelta razionale, ma sentimentale, è occuparsi di difendere chi ne ha bisogno, la bandiera rossa è stato un conforto per mio nonno nelle campagne calabresi e per mio padre in fabbrica, loro sono la falce ed il martello, non l’Urss, ed è un sollievo oggi per chi si arrampica su una gru in quel di Brescia per rivendicare diritti essenziali, se cercate la vera sinistra la trovate ai piedi di quella gru.

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